sabato 10 febbraio 2018

Omicidio Pamela, il corteo dell'odio si maschera da antifascista

Il vignettista Vauro, i suoi discorsi sono carichi di odio
Impensabile e offensivo mettere sullo stesso piano la giusta indignazione dei cittadini di Macerata per il massacro di Pamela Mastropietro e la demagogica presa di posizione arrivata in seguito alla 'vendetta' di Luca Traini. Tutti sanno chi andrà a ingrossare le fila della manifestazione cosiddetta 'antifascista' (fra l'altro nel Giorno del Ricordo dedicato alle Foibe), ennesima scusa per prendere possesso con la forza delle piazze con un atteggiamento tanto caro allla sinistra 'movimentista'. Non sarà presente di certo la brava gente di quelle parti (che infatti ha abbassato le saracinesche per non farsi distruggere i negozi), mentre invece risponderà presente tutto il ciarpame dei centri sociali, i veterocomunisti o gli iscritti all'ANPI che ai tempi della Guerra manco erano nati. Chi invece chiede e giustamente pretende l'ordine verrà considerato 'di destra', 'fascista' e 'razzista'. Nell'Italia di oggi, chi chiede giustizia viene emarginato. Pensateci, quando ascolterete l'ennesimo servizio degli scandalizzati 'inviati' del Potere...

lunedì 5 febbraio 2018

Super Bowl LII, record di boicottaggio degli americani a favore di Trump

Sono i Philadelphia Eagles a vincere la 52.a edizione del Super Bowl, dopo avere superato per 41-33 i New England Patriots. Decisivo un 'fumble' di Tom Brady nel finale di gara, che ha consentito agli Eagles di vincere il primo Vince Lombardi Trophy della propria storia.
Oltre che per questo, però, il Super Bowl LII verrà ricordato per il boicottaggio record che gli americani hanno deciso di mettere in atto contro l'evento, a causa della decisione di alcuni giocatori, in particolare quelli di colore, di non alzarsi in piedi durante l'esecuzione dell'inno americano, in segno di protesta nei confronti di Donald Trump.
In particolare i più arrabbiati sono i veterani di guerra, che hanno preso posizione ufficialmente con due delle loro principali organizzazioni: American Legion e Veterans of Foreign Wars - VFW.

domenica 31 dicembre 2017

Idealista, la pubblicità cristianofobica dell'app che offende anche chi non è religioso

Giuseppe e Maria nello spot di "Idealista"
Si chiude l'anno e i fari de "L'Urlo del Diavolo" scivolano sulla campagna pubblicitaria natalizia dell'app "idealista", dal titolo "Oh, my God!", in cui viene riproposta, in maniera ironica, la vicenda della nascita di Gesù a Betlemme nella capanna, presenti Giuseppe, Maria, l'asino e il bue.
Direttamente dalla pagina dell'app la campagna viene definita 'multisoggetto d’ispirazione natalizia in sinergia tra web e TV. Tre settimane di programmazione, fino all’Epifania (ahinoi)'. Sempre secondo "idealista" 'la campagna affronta il tema della Natività con grazia, calandolo nella realtà odierna in una sottile tensione surreale tra tecnologia e tradizione'. Questo secondo loro.
A chi scrive appare invece, lungi dal voler apparire il classico professorino moralista, che questi spot, tesi a esaltare l'app che permette di cercare annunci di compravendite edilizie (credo...), scadano in un già visto banale, una cristianofobia ormai scontata, tesa a ridicolizzare una religione su cui ormai sparano cani e porci, e sulla quale perfino una presunta maestra del Friuli si prende la briga di cambiare i nomi dei protagonisti, da Gesù a Perù.
Insomma, il duo di 'creativi' Gibbo&Lori non pare abbia fatto una grande... creazione. Per la ridicolizzazione del cattolicesimo e del mondo occidentale c'è ormai una fila lunga chilometri, a furia di prendere il numerino per fare a gara nell'apparire il più 'dissacrante' si è scaduti nella banalità della presa per i fondelli a senso unico, salvo poi scandalizzarsi se qualcuno disegni Maometto con o senza turbante o, giustamente, si 'permetta' di ironizzare sull'altra grande religione monoteista mondiale, quella di un mondo islamico teso alla 'colonizzazione' dell'Occidente.
La stessa azienda si era del resto segnalata per avere trasformato l'inno di Mameli ribattezzandolo 'inno integrazionale', melassosamente dedicato alla cosiddetta 'integrazione' di stranieri e clandestini vari per, si cita ancora, 'contribuire al dibattito sugli immigrati con una visione umana: persone che aspirano ad avere una vita migliore in un Paese, l’Italia, nel quale sperano di crescere come esseri umani, vivere in famiglia e contribuire alla crescita della nazione e al futuro della società italiana'.
Nell'attesa speranzosa, ma probabilmente vana, di vedere uno spot con un Maometto barbuto a caccia di un appartamento nei pressi della Mecca per andare in adorazione alla Pietra Nera, rimango sorpreso del fatto che nessuno abbia sollevato il problema sugli spot trasmessi da questa app, già colpevole per il solo fatto di avere trasformato un aggettivo così positivo nel vile appellativo di una marca da supermercato. Se questo è il concetto di 'idealismo' di cui si è impossessato il mondo dei media moderni, ecco un motivo in più per tornare al telefono a gettoni.

martedì 29 agosto 2017

Parenzo, l'indegno che indigna

David Parenzo
Bisogna ammettere che, fin quando #Parenzo fa il giullare a #Radio24 assieme a #Cruciani è perfino divertente, e si può compatire per i concetti che esprime, al limite del cabaret. Ma avergli affidato la conduzione di un programma, sfociato dopo pochi giorni nel sostegno a spada tratta delle proprie idee estremiste con tanto di applausi e consensi servili del pubblico in studio, è qualcosa di cui #La7 dovrà rispondere ai propri telespettatori. In poche settimane di "L'aria d'Estate" il figlio di una casata che ha espresso senatori, garibaldini e avvocati ha portato in studio e difeso a spada tratta le ragioni di rom, preti pro migranti, clandestini ospitati in piscina, migranti stupratori, ong, coppie gay con figli al seguito, imam, ricchi fotografi che si permettono di tranciare giudizi dando dei coglioni agli altri, ovviamente il tutto nei confronti di quegli italiani che ancora hanno la voglia, le palle e, forse, ancora quel briciolo di ideali e di buon senso per indignarsi di fronte alla suburra umana di cui Parenzo è stato latore televisivo.

venerdì 18 agosto 2017

Barcellona, fino a un anno fa gridavano "Vogliamo accogliere"

Il manifesto di "Volem accollir"
L'orrore e lo sdegno che la strage di Barcellona ha portato con sé presto lasceranno lo spazio alla consuetudinaria e platonica risposta dei 'turisti della condanna'. Già in corso gli applausi di commemorazione, le lacrime, gli orsacchiotti e i fiori depositati sul luogo dell'incidente, ci aspettiamo presto il minuto di silenzio e una marcia 'congiunta' di cristiani e musulmani, con i secondi ovviamente rappresentati da un numero sparuto di persone, magari con un imam di facciata in testa.
Nel frattempo, intanto, l'invasione silenziosa degli africani in Europa continua imperterrita e, una volta tanto che il governo italiano ne combina una giusta, promulgando il codice di comportamento che tutte le Ong sarebbero obbligate a firmare, e che perfino parte dell'Europa comincia a comprendere, ecco che ora è l'ONU a metterci i bastoni fra le ruote, con le proteste al riguardo del cileno Felipe Gonzalez Morales. Non a caso un 'americano', espressione di un Paese che, di certo, i problemi dell'invasione islamica non li vive sulla propria pelle e che ora, nuovo obiettivo, punta a realizzare uno dei sogni dell'estrema sinistra transnazionale: organizzare un grande dibattito Onu che cancelli la differenza tra rifugiati e migranti per motivi economici.
Intanto vale la pena anche sottolineare come, a subire attentati, sia solo quella parte d'Europa più debole e 'accogliente', quella che ha accettato una presenza fissa, sempre più invasiva e numerosa di persone dalla fede islamica, con moschee, scuole e financo tribunali islamici. La Spagna è solo l'ultima area colpita dopo Francia, Belgio, Germania e Gran Bretagna. Paesi molto più giovani dal punto di vista democratico, ma evidentemente assai più consapevoli della propria identità, come quelli dell'Est europeo, sono finora riusciti a evitare la mistificazione dell'accoglienza a tutti i costi. Ungheria, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia e Russia sono in prima linea nella lotta all'accoglienza, e i loro leader sono apprezzati e sostenuti a spada tratta da popoli ancora convinti che la propria identità e i propri valori siano superiori alla necessità di un meticciamento indiscriminato e senza senso.
Solo l'anno scorso era stata proprio Barcellona a esprimere tutto il proprio sostegno all'immigrazione indiscriminata con la marcia "Volem accollir" ("vogliamo accogliere" in catalano), con il sindaco Ada Colau (negli anni '90, attivita contro la Guerra del Golfo) a esprimere il desiderio che la città "si trasformi nella capitale della speranza e della difesa dei diritti umani". Presente ovviamente tutta la sinistra estrema, quella che definisce le operazioni della polizia italiana presso la Stazione Centrale di Milano 'rastrellamenti etnici'. Lo sottolinea, per esempio, il centro sociale Tpo (Teatro Polivalente Occupato) di Bologna: "...Bisogna costruire una nuova cittadinanza transnazionale accogliente, connettendo le piazze statunitensi contro il MuslimBan e i muri di Trump con le strade di Barcellona che scandiscono a gran voce “Volem Accollir”, i migranti che abbattono le frontiere con i percorsi autorganizzati di accoglienza e lotta...". Il sangue dei morti di Barcellona e degli europei uccisi dal terrorismo passato, presente e futuro non può non ricadere anche su chi propugna idee del genere, su chi l'invasione islamica favorisce e la proclama come un valore fondamentale della nostra società.

I manifestanti di "Volem accollir"