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giovedì 9 luglio 2026

“Cringe”, “prime” e il nuovo dizionario dei giovani cileni

L'articolo di "La Tercera"
Il linguaggio giovanile cileno sta cambiando rapidamente, sospinto dalla forza dei social e da una globalizzazione culturale che non conosce confini. Termini storicamente radicati nel vocabolario locale – da “bacán” a “qué plancha” – stanno lasciando spazio a un nuovo repertorio di parole ibride, spesso importate dall’inglese e rese virali da TikTok, Instagram, YouTube, serie e videogiochi. È un fenomeno che, come sottolinea il quotidiano "La Tercera" in un articolo di Antonio Albuquerque, non riguarda solo la comunicazione: racconta un modo diverso di percepire il mondo e di relazionarsi.
Espressioni come “qué cringe”, “estoy en mi prime”, “slay”, “random” o “period” sono ormai parte del linguaggio quotidiano di adolescenti e giovani. La miscela tra spagnolo e inglese è naturale, fluida, e riflette – spiega la specialista Michelle Varela Soza – come “oggi l’inglese non si percepisca più come qualcosa di lontano o esclusivo, ma come parte dell’ambiente digitale e dell’identità culturale dei ragazzi”. Un cambiamento che attraversa classi sociali e contesti diversi, unificando riferimenti e codici.
Secondo la Varela, questa evoluzione non è una semplice moda linguistica, ma un segnale della trasformazione profonda portata dalle piattaforme digitali. Comprendere questi modismi, aggiunge, può diventare un ponte generazionale: “Molti genitori ascoltano queste parole senza capirle. Conoscerle può essere un’opportunità per avvicinarsi ai figli, per comprendere meglio le loro conversazioni”. Il linguaggio, insomma, come strumento di connessione.
Il giornale elenca anche alcune equivalenze che mostrano la portata del cambiamento: “qué plancha” diventa “qué cringe”, “estoy en mi mejor momento” si trasforma in “estoy en mi prime”, mentre “se pasó” o “la rompió” cedono il passo a “slay”. E ancora: “de la nada” → “random”, “punto final” → “period”, “ánimo” → “mood”, “un poquito” → “lowkey”, “buenas vibras” → “good vibes”. La Varela aggiunge come imparare l’inglese non sia più solo una competenza accademica o professionale: “Permette di partecipare attivamente alla cultura digitale che oggi influenza gran parte delle relazioni sociali”.

mercoledì 1 dicembre 2021

Dagli Stati Uniti e dal Cile un messaggio importante: abortire è assassinare un bambino

Le femministe vogliono poter uccidere un bambino così
Era finalmente ora che almeno il dubbio che l'aborto potesse venire considerato un reato venisse sollevata, senza il pericolo di venire bollati come 'oscurantisti satanici' da qualche femminista fallita alla vana ricerca di porre l'asterisco' sul 'gender' maschio-femmina.
Se la Corte Suprema degli Stati Uniti, in maggioranza, pare orientata a colpire il cosiddetto 'diritto all'aborto' e a sostenere la legge dello stato del Mississippi che vieta l'interruzione della gravidanza dopo 15 settimane di gestazione, in Cile la Camera dei deputati ha votato contro un progetto di legge che prevedeva la depenalizzazione dell'aborto entro 14 settimane di gravidanza, bloccando per un anno il dibattito parlamentare in materia.
Un curioso senso della vita, quello che da anni ci viene dall'estremismo femminista da strapazzo. Appassionato di astronomia, ascoltavo una di queste notti un programma dedicato a quegli esopianeti che, almeno in teoria, potrebbero ospitare la vita. Ma quale tipo di vita? Una vita scientemente sviluppata o virus, batteri, o forse un tipo di vita a noi ignota ma che si sia in qualche modo adattata a realtà diverse da quelle impostate sul carbonio. Quindi la scienza, quella comunemente accettata, considera 'vivo' un batterio cresciuto in un mare di titanio liquido. Eppure, queste 'streghe' da strapazzo, queste sottospecie di madri, questi rifiuti (anche nel senso della negazione) di tutto ciò che compone la famiglia, base e roccia su cui si costruisce l'unica opposizione al mondo globalizzato moderno, negano di vedere un essere vivente in un feto già sviluppato da settimane, se non da mesi.
Del resto la follia di pretendere il diritto di assassinare un umano che vive nella pancia di una donna è coerente con la pretesa di togliere la vita a persone 'scomode', come tetraplegici o depressi cronici, incapaci di adattarsi al mondo di plastica incorso di costruzione dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Qualsiasi sia la sentenza che verrà emessa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti, il punto fondamentale è quello di avere riportato l'aborto sotto la lente di ingrandimento della nostra quotidianità, rendendo chiaro a tutti ciò che un aborto è: l'omicidio di un essere umano, piaccia o meno alla strepitante femminista di turno.

lunedì 18 ottobre 2021

Cile, tanti vaccinati ma il governo lancia appello ai ritardatari

La prima pagina de "El Mercurio" di Santiago del Cile
Appello da parte del governo del Cile nei confronti di oltre un milione di cosiddetti 'ritardatari' del vaccino contro il Covid-19, sottolineando però che ben 13,9 milioni di persone sopra i 18 anni (la popolazione totale del Cile ammonta a poco meno di 18 milioni di abitanti) hanno ricevuto l'immunizzazione completa contro la malattia.
Le autorità sanitarie hanno segnalato nelle ultime 24 ore 1.357 nuovi casi di Coronavirus e 7.789 casi attivi. Undici persone sono morte nelle ultime 24 ore, portando il numero totale di decessi per Covid a 37.620 dall'inizio della pandemia, mentre sono 1,67 milioni i contagi finora registrati.
Dai dati riportati emerge che per il quinto giorno consecutivo i contagi giornalieri hanno superato il migliaio, fatto che non accadeva da luglio. Il ministro della Sanità, Enrique Paris, ha sottolineato il calo del 91% dei ricoveri di contagiati nelle unità di terapia intensiva (UTI) di ospedali e cliniche e ha evidenziato il minore tasso di mortalità.
"Tutto questo grazie alle importanti campagne di prevenzione e vaccinazione", ha sottolineato Paris. Finora, la percentuale di popolazione di età superiore ai 18 anni completamente vaccinata ha raggiunto l'89,2%.
Le autorità sottolineano che uno dei problemi persistenti riguarda l'elevato tasso di positività che ha raggiunto il 2,46% a livello nazionale, il 3% nella capitale Santiago, il 4% nel porto di Valparaiso, il dato più alto nel Paese. (fonte: ANSA)

giovedì 30 settembre 2021

Cile, politica ferrea nei confronti dei clandestini

Una politica attenta e severa di difesa del proprio territorio è quella che è stata messa in atto dal Cile in questi giorni, in cui alcune nazioni del Sud America (in primis la Colombia) vengono falcidiate dall'arrivo quotidiano di clandestini provenienti dal Venezuela.
Il governo di Santiago ha così annunciato che rafforzerà la sorveglianza al confine con la Bolivia, dove ogni giorno entrano illegalmente centinaia di persone, in massima parte venezuelani.
"Aumenteremo la protezione al confine, aumenteremo i punti di controllo e di osservazione. Per questo stiamo creando, nel settore di Colchane, un nuovo campo per almeno 50 agenti di polizia", ha detto alla stampa il ministro dell'Interno, Rodrigo Delgado.
Attraverso Colchane, cittadina di 1.600 abitanti situata a 3.650 metri sul livello del mare, entrano ogni giorno centinaia di migranti che attraversano la catena montuosa delle Ande dalla Bolivia e dal deserto di Atacama. (fonte: AGI)

lunedì 28 giugno 2010

Brasile-Cile, il caso Rojas e la copertina di Playboy

Riporto dal Corriere Canadese: Il 3 settembre 1989, al Maracanà di Rio de Janeiro, Brasile e Cile giocano una gara fondamentale per la qualificazione ai Mondiali di Italia ’90. Entrambe sono a quota 5 punti e i cileni devono assolutamente vincere. Il clima è arroventato e, al 70’, un mortaretto scoppia nei pressi del portiere ospite Roberto Rojas. Con il Brasile in vantaggio 1-0, l’estremo difensore del Cile si accascia a terra come tramortito, e poco dopo tutta la squadra si ritira, pensando di poter vincere la gara a tavolino. La realtà fu ben diversa: la partita verrà data vinta alla Seleçao 2-0 a causa del ritiro degli avversari, ma soprattutto quella di Rojas fu tutta una finzione. Il video infatti dimostrò che il portiere non era stato nemmeno sfiorato dal petardo. Alcune fonti riportano addirittura che si fosse ferito da solo usando una lametta che si era portato dagli spogliatoi. Alla fine, oltre al ko a tavolino, Rojas fu squalificato a vita assieme al tecnico Orlando Aravena e al medico della squadra Daniel Rodriguez. Il Cile non venne ammesso alle qualificazioni per i Mondiali 1994. Rosemary de Mello, la fan brasiliana che aveva scagliato il mortaretto divenne invece famosa come modella di Playboy. Era nata la “televisione-reality”.

lunedì 4 maggio 2009

Daphne Silva esalta il prodotto cileno: "Ora basta fare lavorare le straniere". E io sono d'accordo...

Daphne Silva è una delle più affascinanti modelle cilene. 22 anni, alta 1,72, misure di 90 – 60 – 88, studia Psicologia all’università (dopo essersi prima avvicinata a Scienze Politiche) e ‘posa’ soltanto da tre anni. La bella Daphne, che con gli studi finanzia i suoi corsi universitari, ha già assicurato che sfilare sulle passerelle farà parte della sua vita sino al termine dei suoi studi, quindi penserà solamente al suo lavoro da professionista psicologa. Chiamata spesso a fare da ‘corredo ‘a eventi particolari o in serate in discoteca la signorina Silva ha anche partecipato a importanti seminari di studio. “Mio padre non poteva pagarmi l’università. Grazie a Dio mi è andata bene, e da un po’ di tempo ho cominciato a sfilare. Prima avevo solo fatto qualcosina quando ero bambina, ma non mi ci ero mai dedicata veramente. Per Daphne studiare è bello: “Tutti i giorni imparo cose nuove e questo è davvero supergratificante”. Il lavoro di modella si svolge comunque sempre nei pressi di Santiago del Cile. “Non amo viaggiare, a meno che non sia durante il week-end, anche perché dal lunedì al venerdì devo studiare”. Insomma, una ragazza veramente con la testa sulle spalle.

Leggendo l’intervista della signorina Silva scopriamo come in Cile ci sia una certa insofferenza verso le modelle straniere, o comunque si cerca di difendere il ‘prodotto locale’, sebbene Daphne getti acqua sul fuoco: “Non credo che le modelle straniere siano migliori delle nostre, forse è il fatto che in Cile siamo molto poco nazionalisti, si dà poco valore a quello che facciamo, e allora basta che arrivi una straniera e sia in grado di fare qualcosa, e subito diventa famosa. Questo però non vuol dire che le ragazze che vengono dall’estero siano più brave”. Un’altra cosa che non sapevo è che pare si dica che le modelle cilene siano un po’ più timide in passerella. Anche in questo caso arriva la smentita: “E’ falso. Tutte le mie amiche in questo campo sono cilene e, come del resto per me, non hanno problemi a sfilare con abiti trasparenti o mostrando parti del proprio corpo nude”. Il giornalista di ‘Terra’ torna alla carica con la questione straniere: esiste questa rivalità o no? Credo di no, personalmente non ho motivi di rivalità contro nessuno, però certo dà fastidio che venga dato più lavoro a modelle straniere invece di valorizzare quelle cilene”. Allora,. Le vogliamo valorizzare queste modelle cilene sì o no?

Daphne Silva sfila in discoteca