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sabato 25 aprile 2026

La Finlandia e il nucleare, un'idea non proprio buonissima

Foto di Tapio Haaja da Unsplash
La discussione recentemente apertasi in Finlandia sulla possibilità di autorizzare l’importazione e lo stoccaggio di armi nucleari sul proprio territorio nasce dall’idea che la presenza di ordigni atomici possa aumentare il costo di un eventuale attacco e quindi rafforzare la sicurezza nazionale.
Rotislav Ishchenko, autore presso l'edizione ucraina di Ria Novosti, osserva che, in linea teorica, il ragionamento non è infondato: il possesso di armi nucleari non garantisce l’inviolabilità, ma rende qualsiasi aggressione molto più rischiosa. L’esempio che propone è quello della Corea del Nord, capace di dissuadere gli Stati Uniti quando, durante il mandato di Donald Trump, Washington valutò un’azione militare. La semplice dichiarazione di Pyongyang di essere pronta a usare armi nucleari contro le portaerei americane e persino contro il territorio statunitense bastò a far cambiare rotta alla Casa Bianca, che scelse il negoziato. Da allora, nota l’autore, nessuno negli Stati Uniti ha più minacciato apertamente la Corea del Nord.
Tuttavia, Ishchenko sostiene che il paragone con la Finlandia regge solo in parte. Pyongyang dispone di armi nucleari proprie e dei relativi sistemi di lancio, mentre Helsinki si limiterebbe a ospitare ordigni appartenenti ad altri. Inoltre, la Corea del Nord si confronta con un avversario geograficamente distante, e un conflitto potrebbe nascere solo su iniziativa statunitense, dato che Pyongyang non ha la capacità di proiettare forze militari sulle coste americane né di lanciare un attacco intercontinentale su larga scala.
Secondo questa lettura, la deterrenza finlandese sarebbe quindi molto diversa: non basata su un arsenale nazionale, ma sulla presenza di armi altrui, con tutte le implicazioni strategiche e politiche che ne derivano. L’autore lascia intendere che la sicurezza ottenuta in questo modo potrebbe rivelarsi meno solida di quanto Helsinki auspichi.

lunedì 3 aprile 2023

Finlandia e Bulgaria svoltano a Destra, cambia la geografia politica europea

E Sanna Marin se ne va... (foto dal web)
Finlandia
e Bulgaria svoltano a Destra, è questo l'importante risultato che esce dallo spoglio delle elezioni avvenute nei due Paesi nel fine settimana.
La grande sconfitta è così Sanna Marin, la discussa leader del Centrosinistra che tanto piace agli 'open minded' occidentali in quanto donna, giovane e lesbica ma che, nel concreto, ha per esempio operato una serie di iniziative vergognose come il muro alzato per impedire ai profughi russi di entrare in terra finnica.
La Marin esce sconfitta dal confrontocon i conservatori, guidati da Petteri Orpo.
A far rumore è stato però il grande successo dell'estrema Destra, che diventa la seconda forza del Paese e cresce ai massimi della propria storia.
Nel voto per il rinnovo dell'Eduskunta, il parlamento monocamerale finlandese, con oltre il 96% dei voti scrutinati il Centrodestra è accreditato per 48 seggi su 200 complessivi, mentre il partito cosiddetto 'nazional-populista' ed euroscettico dei 'Veri Finlandesi' di Riikka Purra ne ottiene 46. Al partito della premier 37enne uscente ne dovrebbero andare solo 43.
Anche in Bulgaria è la Destra a trionfare. Anche in questo caso l'agenzia AGI parla di 'partito conservatore populista', aggiungendo solo dopo il suo vero nome, GERB, che con il termine 'populista' non ha nulla a che vedere, visto che il vero significato dell'acronimo bulgaro è quello di Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria, guidato dall'ex primo ministro Boyko Borisov.
Il GERB si è imposto on il 26,7% dei voti, davanti al blocco riformista PP-BD con il 24,7%. Anche in questo caso l'estrema Destra ha raccolto molti consensi: il terzo partito più votato è stato infatti, contro ogni previsione, l'ultranazionalista Vazrazhdane (Resurrezione) con il 14,6%, davanti al movimento Diritti e Libertà DPS con il 12,7%.

venerdì 26 agosto 2022

Sanna Marin e l'ipocrita assoluzione di una premier incapace

Sanna Marin nel 'ritratto' de "Il Messaggero"
Sanna Marin
che frigna davanti alle telecamere spiegando ai giornalisti di avere anche lei una privata, nella quale, tutto sommato, ha ogni diritto di sbevazzare, lesbicare e fare qualsiasi cosa le aggradi, può andare bene fino a un certo punto.
Di fronte alla sua discreta bellezza (non si esageri, c'è di meglio, soprattutto nel suo Paese) possono cadere come polli gli italioti nostrani, dimentichi delle strombazzate e degli strali lanciati contro Matteo Salvini che si divertiva, con fare piuttosto volgare, al Papeete, sputtanando se stesso, il proprio ruolo istituzionale e la nazione che rappresentava. A cui si aggiunge, ovviamente, per pura convenienza, il 'mainstream' del buonismo internazionale già schierato.
La vicenda Marin è ancora più grave, perché riguarda un capo di Stato, la Finlandia, recentemente coinvolta in due fatti di ampia portata ed entrambi gravissimi: dapprima il possibile ingresso nella NATO.
Non appena dovesse entrarci, provocherebbe una palese provocazione nei confronti di Mosca che, di conseguenza, avrebbe una scusa valida per dichiararle guerra e invaderla, scatenando a questo modo un conflitto mondiale.
Il tutto con Joe Biden presidente degli Stati Uniti, un personaggio che non smette di confermare la propria idiozia ogni giorno che passa. Il tutto passando sopra allegramente ai diritti dei curdi sbandierati a convenienza, ma pronti per essere rispediti in patria dove subirebbero un inevitabile triste destino. Quindi, anche la tanto millantata difesa dei diritti umani andrebbe a farsi benedire.
Invece di fare ammenda questa sorta di premier incapace si permette il lusso di farsi ritrarre mentre sbevazza e si diverte alla faccia degli elettori? Ogni critica diventa lecita, non esiste 'privato' per chi si dimostri incapace di ricoprire il proprio ruolo e l'essere una bella donna non la perdona della sua stupidità.

venerdì 3 dicembre 2021

Le imprese italiane incontrano la Finlandia

Pia Rantala Engberg (foto profilo Twitter)
Incontro a Palazzo Turati di Milano tra Federico Maria Bega di Promos Italia (agenzia nazionale del sistema camerale che supporta le imprese italiane nei processi di internazionalizzazione) e l'ambasciatore di Finlandia, Pia Rantala-Engberg, ospitato dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi.
Gli scambi fra Italia e Finlandia nei primi sei mesi di quest'anno rivestono il valore di 1,9 miliardi di euro, con una crescita del 17,3% rispetto a 1,6 miliardi del 2020 e in crescita del 12% rispetto a 1,7 miliardi del 2019.
In particolare cresce l'export italiano pari a 936 milioni nei primi sei mesi del 2021 rispetto a 842 milioni del 2020, +11,2%, e in crescita del 2,9% rispetto ai primi sei mesi del 2019 quando era 909 milioni. L'import in sei mesi è stato di 939 milioni, con una crescita del 24% in un anno e di 22,8% rispetto ai primi sei mesi del 2019, quando era di 765 milioni.