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lunedì 30 gennaio 2023

Potenza, quando il calcio diventa messaggio di amicizia

La pianta lasciata dal Potenza (foto profilo Facebook Crotone) 
Un 'beau geste' insolito nel mondo del calcio ha visto protagonista la squadra del Potenza, formazione militante nel Girone C della Serie C, che nell'ultimo week-end agonistico ha strappato un importante pareggio sul campo del Crotone.
"Questo spogliatoio ci ha ospitati solo per alcune ore, ma l'abbiamo vissuto come casa e ci teniamo a lasciaro come lo abbiamo trovato: pulito e accogliente". E' questo il messaggio che la squadra lucana, 14.a in classifica, ha lasciato nello spogliatoio dello stadio "Ezio Scida" di Crotone.
Un messaggio accompagnato anche da un dono per rendere più accogliente lo spogliatoio stesso, una pianta. "E' la nostra missione, dentro e fuori dal campo, senza distinzione tra avversari o risultato conseguito - si legge nel messaggio lasciato dal Potenza al Crotone - Questo spogliatoio ci ha ospitati solo per alcune ore, ma l'abbiamo vissuto come casa e ci teniamo a lasciaro come lo abbiamo trovato: pulito e accogliente. Nel ringraziarvi, lasciamo in dono una pianta, certi che sarà curata nel tempo come il nostro rapporto". 
Il Crotone ha voluto ringraziare attraverso i propri canali social il Potenza per il bel gesto: "Il calcio è il gioco più bello del mondo e può trasmettere messaggi importanti, come quello del rispetto! Grazie di cuore al Potenza Calcio per aver lasciato così lo spogliato e in bocca al lupo per il prosieguo della stagione". (fonte: ANSA)

domenica 25 settembre 2022

Treni moderni, non è più il tempo del 'cucco'

La ragazza al mio fianco: anche volessi sarebbe dura, ma molto dura...
Mentre corro a fare il mio dovere di stimato cittadino scivolando verso l'amena località di Lignano Sabbiadoro, eccomi sul Frecciarossa. A bordo pochi passeggeri: la prima domenica mattina, per fortuna, non invoglia a riempire i treni. Così il pensiero corre al passato, guarda caso, il solito segno di vecchiaia, quando i treni erano a scomparti, i posti non assegnati, e si poteva scegliere liberamente dove sedersi, con criteri assolutamente personali.
I miei, ovviamente, erano adeguati ai tempi e all'età, e probabilmente oggi verrebbero considerati inaccettabili, se non addirittura ai limiti dell'illegalità.
Lo scompartimento, fatto com'è noto di sei posti, diventava perfetto se al suo interno ci fosse una tipa abbastanza o del tutto 'figa', una almeno 'normale' che potesse fungere da 'rimbalzo' nel caso quella 'figa' non mi si filasse (cosa abbastanza frequente), prive di libri entrambe, o almeno una, in modo da coinvolgerle al più presto in discorsi attrattivi ed esuberanti ben più della lettura del solito pallosissimo volumetto di formazione.
Utile anche una presenza maschile, ovviamente di un 'beta' (o 'delta'), magari un 'nerd' che potesse esaltare la mia spensierataggine, ma che però non mi superasse in ragionamenti troppo logici, e che anzi potesse essere 'bullizzato' a sua insaputa, cosa che le 'girls' più giovani solitamente apprezzavano molto, facendomi apparire un 'alfa' (cosa che assolutamente non sono mai stato ma la quale ho sempre anelato, anche perché nel mondo dei ciechi l'orbo è re).
Detto questo ormai si può dare tranquillamente l'addio a quello splendido sistema di 'cucco', visto che oggi, tutti immersi di fronte ai propri 'laptop' e telefonini, il rischio di un abbordaggio di questo genere sconfinerebbe quasi immediatamente nella molestia se non addirittura nello 'stalking'.
La ragazza che oggi mi siede di fianco, e con la quale farei conoscenza più che volentieri, dispone di un triplice 'sistema di difesa': computer, telefonino in continua consultazione e scambio di messaggi, cuffie con musica. Assolutamente inattaccabile.
Una situazione veramente triste, che denota l'abbruttimento di questi tempi, in cui le relazioni sociali si sono appiattite e impoverite.
Alcuni anni fa cominciai una relazione di discreta durata nello storico sistema della tradizione italica: mentre ero in auto colsi una splendida fanciulla alla fermata dell'autobus, abbassai il finestrino e le offrii un passaggio. So già cosa starete pensando. Ve lo garantisco: aspettava l'autobus...