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mercoledì 28 febbraio 2024

Parigi 2024: rubati su un treno i 'segreti' della sicurezza

Foto di Loris Boulinguez per Unsplash
Non è la prima volta che un treno diventa fonte di grave imbarazzo per i servizi segreti di questo o quel Paese. Rimane famoso l'agente segreto, chi scrive ritiene fosse britannico ma non ne è sicuro, che scese dal proprio vagone dimenticandosi una valigetta stracolma di importantissimi segreti nazionali.
Qualcosa del genere si è ripetuto in terra francese nelle ultime ore, dove un computer e diverse chiavette USB con i piani di sicurezza delle Olimpiadi di Parigi 2024 sono stati rubati su un treno a un ingegnere del Comune di Parigi.
Il poverino non ha potuto fare altro che sporgere denuncia alla stazione ferroviaria della Gare du Nord.
L'uomo aveva lasciato la borsa con il suo computer e le chiavette nella cappelliera al di sopra del suo posto nel vagone.
Il treno era diretto nell'Oise, regione a nord di Parigi. Quando è stato annunciato un ritardo, il passeggero ha deciso di cambiare treno, ma il suo bagaglio era scomparso.
Secondo la denuncia dell'ingegnere, il computer e le chiavette contenevano dati sensibili, in particolare i piani di sicurezza per i Giochi di Parigi 2024, messi a punto dalla polizia municipale. (fonte: ANSA)

sabato 14 gennaio 2023

Treno di ritorno, inutile provare a cercare un contatto umano...

Sul Frecciarossa assieme a molta gente triste...
Ed eccomi sulla via del ritorno, mi lascio la meravigliosa Ascoli alle spalle, gemma ignota ai miei occhi e ai miei sensi, con l'augurio di tornarci.
Al solito, per l'ennesima volta mi trovo su un Frecciarossa tanto comodo quanto costellato da compagni di viaggio assolutamente 'incagabili'.
Accenno un saluto prima di sedersi, il tizio davanti a me, un giovanotto dai baffi biondicci, fa finta di niente.
Va tanto di moda nascondersi dietro a una immagine finta: il tizio biondiccio si nasconde in una felpa rossa, sguardo imbronciato, e allora mi chiedo: a cosa serve infilare la testa nel cappuccio all'interno di un treno Frecciarossa? La temperatura è adeguata anzi, quasi primaverile, e allora cosa ti copri testa e faccia in quel 'cappuccetto rosso'?
Di fianco a me, madre e figlia mi guardano terrorizzate coperte entrambe da una mascherina nera che, a tutt'oggi, non comprendo da cosa o da chi le possa proteggere. Sono radioattive loro o credono che lo sia io? Quale diabolico virus alieno serpeggia in questo treno, a mia insaputa? Mi trovo in un film di Ken Russell senza saperlo? Fra poco dal mio stomaco emergerà un millepiedi gigante?
Guardo avanti, nel tavolino in diagonale rispetto al mio. Tizia serissima con cappellino di lana piantato in testa e occhiali da sole su sguardo immobile, abbastanza inkazzato, con la 'K'.
Forse è un gioco. Il gioco del silenzio. Vince chi riesce a non emettere un sorriso per il periodo tempo più lungo. Chi riesce a non parlare con il vicino, con chiunque abbia una parvenza umana, con chiunque possa rappresentare una sorta di 'prossimo'.
Siete veramente voi il prossimo esempio di umanità? Siete voi l'esempio carnifico del 'mondo nuovo', di un 'globo globalizzato' dove tutti parlano con tutti, ma solo rigorosamente a distanza? Dove la comunicazione avviene solo tramite palmari e cellulari, mai guardandoci negli occhi, muovendo le nostre labbra, toccando i nostri corpi?

domenica 25 settembre 2022

Treni moderni, non è più il tempo del 'cucco'

La ragazza al mio fianco: anche volessi sarebbe dura, ma molto dura...
Mentre corro a fare il mio dovere di stimato cittadino scivolando verso l'amena località di Lignano Sabbiadoro, eccomi sul Frecciarossa. A bordo pochi passeggeri: la prima domenica mattina, per fortuna, non invoglia a riempire i treni. Così il pensiero corre al passato, guarda caso, il solito segno di vecchiaia, quando i treni erano a scomparti, i posti non assegnati, e si poteva scegliere liberamente dove sedersi, con criteri assolutamente personali.
I miei, ovviamente, erano adeguati ai tempi e all'età, e probabilmente oggi verrebbero considerati inaccettabili, se non addirittura ai limiti dell'illegalità.
Lo scompartimento, fatto com'è noto di sei posti, diventava perfetto se al suo interno ci fosse una tipa abbastanza o del tutto 'figa', una almeno 'normale' che potesse fungere da 'rimbalzo' nel caso quella 'figa' non mi si filasse (cosa abbastanza frequente), prive di libri entrambe, o almeno una, in modo da coinvolgerle al più presto in discorsi attrattivi ed esuberanti ben più della lettura del solito pallosissimo volumetto di formazione.
Utile anche una presenza maschile, ovviamente di un 'beta' (o 'delta'), magari un 'nerd' che potesse esaltare la mia spensierataggine, ma che però non mi superasse in ragionamenti troppo logici, e che anzi potesse essere 'bullizzato' a sua insaputa, cosa che le 'girls' più giovani solitamente apprezzavano molto, facendomi apparire un 'alfa' (cosa che assolutamente non sono mai stato ma la quale ho sempre anelato, anche perché nel mondo dei ciechi l'orbo è re).
Detto questo ormai si può dare tranquillamente l'addio a quello splendido sistema di 'cucco', visto che oggi, tutti immersi di fronte ai propri 'laptop' e telefonini, il rischio di un abbordaggio di questo genere sconfinerebbe quasi immediatamente nella molestia se non addirittura nello 'stalking'.
La ragazza che oggi mi siede di fianco, e con la quale farei conoscenza più che volentieri, dispone di un triplice 'sistema di difesa': computer, telefonino in continua consultazione e scambio di messaggi, cuffie con musica. Assolutamente inattaccabile.
Una situazione veramente triste, che denota l'abbruttimento di questi tempi, in cui le relazioni sociali si sono appiattite e impoverite.
Alcuni anni fa cominciai una relazione di discreta durata nello storico sistema della tradizione italica: mentre ero in auto colsi una splendida fanciulla alla fermata dell'autobus, abbassai il finestrino e le offrii un passaggio. So già cosa starete pensando. Ve lo garantisco: aspettava l'autobus...