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lunedì 6 giugno 2022

La Zakharova sputtana l'Italia, Sallusti scappa senza argomenti

Massimo Giletti intervista Maria Zakharova
Basta aprire uno squarcio sulla verità taciuta sulla guerra russo-ucraina dal 'mainstream' della propaganda occidentale che il castello di carte di tutta la costruzione filo-ucraina del conflitto se ne va allegramente a puttane, assieme ai suoi cantori, che costituiscono la stragrande maggioranza del 'paragiornalismo' italiota.
E' così successo a "Non è l'Arena", trasmissione condotta da Massimo Giletti e andata in onda su La7 (che per l'occasione trasmetteva direttamente dalla Piazza Rossa di Mosca), uno dei pochi spazi 'liberi' (o apparentemente tali) del panorama televisivo nazionale, dove ha avuto l'incredibile concessione di parlare Maria Zakharova, portavoce del ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov: "Se la domanda è se stiamo interrompendo il collegamento, la comunicazione con l'Europa, rispondo che in realtà siete voi a farlo - ha detto la Zakharova -, è l'intero Occidente a farlo, con gli USA a dominare. Il punto di vista europeo non esiste senza gli Stati Uniti. Questa interruzione di comunicazione è iniziata da tanto tempo con la Russia, per esempio con i mancati permessi per costruire i gasdotti".
Alla domanda se la guerra all'Ucraina sia stata fatta in forma preventiva temendo l'ingresso nella NATO, la Zakharova ha risposto che "la guerra in Donbass dura da otto anni. Chiedo ai giornalisti italiani: dove siete stati in questi anni, 13mila persone sono state assassinate in Donbass ma non hanno preoccupato nessuno, e ora parlate di guerra, dovete vergognarvi. Ho l'impressione che abbiate scoperto la Russia e l'Ucraina nel febbraio del 2022".
E ancora: "Noi non vogliamo la cortina di ferro, non ci sarà da parte nostra, è l'Unione Europea che si sta costruendo attorno una cortina di ferro. Pensate di essere gli unici a contare e di poter insegnare le cose agli altri. Questo è un vicolo cieco. Se l'UE vuole la pace, basta con le armi a Kiev e le sanzioni".
"Lei non è mai stato in Donbass, non sta capendo cosa succede lì, non sa a quali bombardamenti è stato sottoposto dal regime di Kiev, lei non capisce cosa significano le persone morte", ha attaccato la Zakharova rispondendo a Giletti, che le chiedeva a che condizioni Mosca fosse disposta a terminare le ostilità. "I bambini parlano in questo modo!", ha tuonato la portavoce di Lavrov in un passaggio della lunga intervista di una cinquantina di minuti, in cui era collegata via Skype da quello che sembrava un ambiente domestico. "Andiamo insieme in Siria, ad Aleppo", ha proposto in modo sarcastico la Zakharova quando Giletti le ha ricordato le azioni delle Forze russe in quel Paese, a sostegno del regime di Bashar al-Assad.
All'intervista è seguito il colpo di scena dell'abbandono in studio del direttore di "Libero", Alessandro Sallusti, tra i maggiori fautori della guerra alla Russia, evidentemente a corto di argomenti e idee, che ha preferito a un concetto compiuto lasciarsi andare a una volgarità in perfetto stile 'bar' (che poi è il livello medio degli articoli scritti dal suo giornale): "Pensavo fossi andato a Mosca per parlare al popolo russo - ha strillato Sallusti -. Mi trovo davanti a un asservimento totale di fronte alla peggiore propaganda che ci possa essere. Il Cremlino è un palazzo di merda, lì il comunismo ha fatto i più grossi crimini (ma cosa c'entra il comunismo?, ndr). Rinuncio al compenso pattuito ma non ci sto a fare la foglia di fico a quei due coglioni che hai lì di fianco, me ne vado", riferendosi agli ospiti russi accanto a Giletti, tra cui il conduttore Vladimir Soloviev.
Poco dopo un malore ha colpito Giletti, che è uscito dall'inquadratura in modo improvviso, lasciando la conduzione a Myrta Merlino dallo studio a Roma, salvo poi riapparire dopo la pubblicità raccontando di un mancamento forse dovuto al "freddo o a un calo di zuccheri". (fonti: ANSA/AGI)

giovedì 14 maggio 2020

Sallusti: "Piangere in diretta tv non porta bene"

Una foto sulla vicenda tratta da "Libero"
Alessandro Sallusti, direttore de "Il Giornale", commenta a "Stasera Italia", programma di Rete 4, la scenetta che ha visto Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, appassionarsi a tal punto nella dichiarazione del provvedimento sulla regolarizzazione dei clandestini.
"Piangere in diretta tv non ha portato bene alla Fornero", ha esordito Sallusti, "nel senso che la Legge Fornero è stata un disastro. Non voglio fare l'uccello del malaugurio però credo", chiosa il giornalista, "anzi, il provvedimento per cui la ministra ha pianto ha già lacerato l'attuale maggioranza".

La prima parte dell'articolo pubblicata da "Il Giornale"

martedì 25 luglio 2017

Razza, Giuliani e gli abbracci: la Sinistra e i concetti che fanno paura

La Prestipino con la Boschi e Speranza, il 'nuovo vecchio' PD 
Chi è abituato a combattere per il nulla, per un nulla si mette a combattere. E' il caso della Sinistra, tutta, corta, media ed estrema, che una volta di più, fa capire come siano ormai finiti oltre il limite quel misto di ideali, idee e obiettivi concreti che, forse, mezzo secolo fa, poteva ancora sbandierare a buon diritto. Ormai gli ultimi vagiti di esistenza di chi ancora sventola bandiere rosse (o arancioni) sono sepolti da slogan, demagogia, tentativi di ristabilire una coscienza di classi ormai scomparse da decenni, seppellite da quello stesso nemico che i Comunisti volevano combattere, quel grande Capitale di cui la stessa Sinistra è stata la prima collaborazionista, tutto pur di uccidere la piccola industria, il commercio, il lavoro autonomo, la vera spina dorsale di questo Paese che chiamiamo Italia.
L'ultima grande scoperta della Sinistra, mai tanto benedetta, sono stati i 'rifugiati'. Chiamati con il passare del tempo 'migranti, 'vittime', 'fuggitivi', perfino 'fratelli' dai più millenaristi, che ora vorrebbero trasformare questa gente, che io altro non posso definire se non 'invasori', in 'italiani'. I rifugiati costituiscono l'ultima grande speranza della Sinistra. Del creare una nuova ideologia di eguaglianza, ma soprattutto di raccogliere voti. Voti che, è bene saperlo, si dissolveranno non appena i cosiddetti rifugiati capiranno che dovranno poi accogliere altri migranti che verranno dopo di loro. Tutto senza regole, ovviamente. Perché l'ordine è brutto, cattivo, e perfino un po' fascista. E allora proseguirà la lotta fra poveri. Prima fra italiani e africani, poi tra africani di prima e seconda 'invasione'.
A seconda del grado di caos auspicato, la Sinistra si è poi spezzettata in gruppi e gruppuscoli, ognuno degnissimo e rappresentato da un Personaggio Pensante. Nel caso di Campo Progressista si tratta di Giuliano Pisapia che, oltre a essere stato sindaco di Milano, 'vanta' l'aver rappresentato, come legale, la famiglia del 'galantuomo' Carlo Giuliani (colui che stava per assassinare un poliziotto con un estintore e poi venne ucciso, per legittima difesa, dal poliziotto stesso). In un mirabile 'fondo' uscito lunedì 24 luglio su "Il Giornale" e intitolato "Ai comunisti non piacciono gli abbracci", Alessandro Sallusti ironizza sull'affettuoso slancio che Pisapia ha riservato a Maria Elena Boschi, la 'cattiva' di una Sinistra un po' meno Sinistra. Un abbraccio fortemente criticato dai compari dell'ex sindaco arancione: "E su questo - scrive Sallusti - è in corso 'un ampio e approfondito dibattito' in stile soviet con tanto di richieste al povero fedifrago di chiarimenti e scuse ufficiali".
La scena è però presto virata su un altro piddino reo di uno psicoreato ancora più grave: avere espresso il proprio pensiero di padre proprio su quel Giuliani di cui sopra. Il problema è che, al giorno d'oggi, gli psicoreati diventano meno 'psico' se li si rende di pubblico dominio su Facebook. E così Diego Urbisaglia, consigliere PD di Ancona, l'ha certamente sparata grossa: "Oggi nel 2017 che sono padre, se ci fosse mio figlio dentro quella 'campagnola' gli griderei di sparare e di prendere bene la mira. Sì, sono cattivo e senza cuore, ma lì c'era in ballo o la vita di uno o la vita dell'altro. Estintore contro pistola. Non mi mancherai Carlo Giuliani". Non credo sia questione di cattiveria, perché chiunque di noi fosse stato dentro la camionetta avrebbe tentato di difendersi da un criminale (presunto?) che avesse cercato di ucciderlo. Va detta una verità: la 'colpa' di Urbisaglia non è stata tanto la frase, certamente cruda, quanto quella di avere toccato uno dei 'santini' della Sinistra estrema ed extraparlamentare, quella del G8 e di Genova, da cui uno come Giuliani è riuscito a uscirne martire.
Non basta. Nel giro di tre giorni la Sinistra è scivolata sulla terza buccia di banana: 'merito' di Patrizia Prestipino e di una sua improvvida frase: "Se uno vuole continuare la nostra razza, se vogliamo dirla così, è chiaro che in Italia bisogna iniziare a dare un sostegno concreto alle mamme e alle famiglie. Altrimenti si rischia l'estinzione tra un po' in Italia". Apriti cielo. Dimissioni richieste a gran voce da tutto il web sinistrorso, reazioni schifate e indignate da parte del mondo del "siamo tutti fratelli". Tutto per una parola, 'razza', che è stata sempre usata, nel corso della storia, per identificare diverse popolazioni. Wikipedia, che certamente non è l'Accademia della Crusca, la definisce come "gruppo d'individui di una specie contraddistinti da comuni caratteri esteriori ed ereditari". Onestamente non vedo nulla che possa opporre questa definizione al concetto di 'italiano'. Se non la demagogia imperante della sinistra, che in 'razza' vede una parola di origine fascista e pertanto essa stessa pericolosa. Un altro psicoreato, insomma. Razze? Popoli? Genti? Importa veramente? Non conta forse più come la parola venga usata? E poi, è sbagliato identificare un popolo con un concetto o una frase, quando è evidente che tra questi e altri gruppi di genti esistano palesi differenze? Per i fautori dell'accoglienza indiscriminata, a cui pare brutto dare dignità di popolo a chi abita la Penisola Italica, evidentemente sì.