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mercoledì 21 gennaio 2026

L'Arsenal svela il bluff dell'Inter, tre gol e tutti a casa

Il sito dell'Arsenal dedicato alla vittoria dei Gunners
Ancora una volta l'Inter esce a mani vuote dal campo dopo avere incontrato una squadra pari grado, più o meno. E' successo nel mediocre campionato italiano, succede anche in Europa, in Champions League, con la squadra di Cristian Chivu sconfitta a San Siro per 3-1 dall'Arsenal, al momento una delle squadre più forti d'Europa.
In Serie A gli interisti sono andati incontro a ko contro Juventus, Milan e Napoli (pareggio nel ritorno), solo una vittoria striminzita (e non molto meritata) contro la Roma, ovvero le quattro squadre che li seguono in graduatoria, lasciando da parte le altre, medie e medio-piccole, contro cui i nerazzurri maramaldeggiano senza troppi problemi. A questo si aggiunge l'eliminazione dalla Supercoppa italiana nell'unica gara disputata, quella con il Bologna.
In Europa, in Champions League, dopo quattro vittorie contro formazioni dal palmares europeo analfabeta sono arrivate tre sconfitte in fila contro Atletico Madrid, Liverpool e Arsenal.
Il totale stagionale parla di 7 partite perse sulle 28 disputate.
Fra le mura nazionali i ko in serie non hanno impedito ai nerazzurri di guidare la classifica, confermando l'impalpabilità della Serie A, in Europa, invece, le cose si fanno un po' diverse. Un dato inoppugnabile che l'Arsenal visto a San Siro ha messo drammaticamente a nudo.

martedì 30 dicembre 2025

Premier League, l'Arsenal sorride a Capodanno

foto profilo Facebook dell'Arsenal
L’Arsenal chiude il 2025 con un messaggio forte e chiaro alla Premier League: la vetta è cosa sua. Nella 19ª giornata, ad Ashburton Grove, la squadra di Mikel Arteta travolge 4-1 l’Aston Villa, terza forza del campionato, e consolida una leadership sempre più solitaria. Dopo un primo tempo equilibrato, i Gunners dilagano nella ripresa: Gabriel apre le danze al 48’, seguito dal raddoppio immediato di Zubimendi al 52’. Trossard firma il tris al 69’, mentre Gabriel Jesus chiude il poker al 78’. Solo nel recupero Watkins trova il gol della bandiera per gli ospiti, troppo poco per riaprire un match dominato dai londinesi.
A Manchester, sponda United, invece, l’aria è ben diversa. All’Old Trafford il fanalino di coda Wolverhampton Wanderers strappa un prezioso 1-1, alimentando i malumori dei Red Devils. Zirkzee, al centro di insistenti voci di mercato che lo vorrebbero vicino alla Roma, porta avanti i padroni di casa al 27’, ma Krejci ristabilisce la parità allo scadere del primo tempo. Nella ripresa lo United spinge, senza però trovare il guizzo decisivo.
Stesso destino per il Chelsea, fermato sul 2-2 da un Bournemouth coraggioso. Brooks sorprende i Blues al 6’, ma la squadra di Maresca ribalta il risultato in un quarto d’ora: rigore di Palmer al 15’ e gol di Fernandez al 23’. Nella ripresa, però, Kluivert firma il definitivo pareggio, lasciando Stamford Bridge con un punto pesante.
Sorridono invece Newcastle United ed Everton, entrambe vittoriose in trasferta. I Magpies superano 3-1 il Burnley grazie alle reti di Joelinton, Wissa e Bruno Guimarães, con Tonali titolare in mezzo al campo. Laurent accorcia per i padroni di casa, senza però cambiare l’inerzia del match. L’Everton espugna il City Ground del Nottingham Forest 2-0 con i gol di Garner e Barry, mentre Savona resta in panchina per i locali.
Ha chiuso il programma il vibrante 2-2 tra West Ham United e Brighton & Hove Albion: Bowen illude gli Hammers, Welbeck pareggia su rigore e poi sbaglia un secondo penalty. Paquetá riporta avanti i londinesi dal dischetto nel recupero del primo tempo, ma Veltman firma il pari definitivo al 61’.
In definitiva una giornata intensa, che conferma l’Arsenal come squadra da battere e lascia aperta la corsa per l’Europa e per la salvezza. La Premier League, come sempre, non smette di sorprendere.

domenica 22 agosto 2021

Lukaku subito in gol, il Chelsea vince il derby

La copertina dello sport del Times dedicata a Lukaku
Romelu Lukaku
decide il derby di Londra fra Arsenal e Chelsea, con i 'blues' che espugnano lo stadio di Ashburton Grove con un 2-0 più netto di quanto non dica il risultato.
L'ex attaccante dell'Inter è andato a segno al 15' del primo tempo, mentre al 35' ha raddoppiato Reece James, chiudendo il match.
La rete di Lukaku è stata fin troppo semplice, ma va dato merito al belga di origine africana di essere stato molto abile nello smarcarsi da solo al centro dell'area. Ricevuto il pallone dalla destra ha infilato la rete a porta praticamente sguarnita.
Quello giocato oggi era il 204° derby ufficiale assoluto tra le due squadre, con 79 vittorie dei 'gunners', 59 pareggi e 66 successi del Chelsea.
I biancorossi arrrivavano da tre stracittadine consecutive vinte, compresa quella della finale di Coppa d'Inghilterra 2020.

martedì 5 maggio 2009

Arsenal-Manchester United, numeri da leggenda

Niente da fare allora per l’Arsenal, che ad Ashburton Grove cede con il punteggio di 3-1 al Manchester United, un risultato che bissa il ko per 1-0 dell’andata delle semifinali di Champions League e traghetta i ‘red devils’ alla finale di Roma, dove affronteranno la vincente della sfida tra Chelsea e Barcellona. I londinesi, che arrivavano da una serie di 21 risultati utili consecutivi in Premier League, non avevano mai preso gol ‘casalinghi’ in questa edizione della Champions League, mentre prosegue invece il filotto dello United, che ormai non viene più sconfitto in questa competizione da oltre due anni, ovvero da quella sera del 2 maggio 2007, quando il Milan, con la famosa ‘partita perfetta’, travolse i ‘red devils’ per 3-0, pure in una semifinale di ritorno.

Per la squadra allenata da Alex Ferguson ora si presenta concreta la possibilità di realizzare il più incredibile Grande Slam di sempre: i biancorossoneri quest’anno hanno infatti già vinto Community Shield, Mondiale per Club, Coppa di Lega e sono a un passo dal laurearsi campioni d’Inghilterra potendo vantare, a quattro turni dal termine del torneo, tre punti in più rispetto a Liverpool e Chelsea, disponendo inoltre una gara da recuperare.
206 le sfide ufficiali tra le due squadre, con l’Arsenal fermo a 77 successi a fronte degli 84 del Manchester United, mentre 45 sono stati i pareggi. In ogni caso l’Arsenal soffre parecchio, negli ultimi anni, la possanza dei ‘red devils’: solo nell’agosto 2004 infatti, ed era una gara valida per la Community Shield, i ‘gunners’ seppero imporsi con due reti di scarto nella storia recente della sfida (allora finì 3-1), risultato che stasera sarebbe stato utile per qualificarsi alla finale. Nelle ultime 10 sfide tra le due squadre in ogni torneo lo United vanta ben 5 successi, contro i 3 dei londinesi e i 2 pareggi. Fra i risultati più ampi registratisi tra le due formazioni, si registra il 6-1 pro-United del 2001 in Premier League, e ancora, sempre per i ‘red devils’ un netto 6-2 esterno ottenuto nel 1990 in Coppa di Lega. L’ultimo risultato ‘pesante’ a favore dell’Arsenal è il 4-0 con cui i biancorossi si imposero in campionato nel 1970. altri tempi...

Leggi anche:
Arsenal-Manchester United, l'ultima volta dei Busby Babes...

Lei è felice... e allora anch'io sono felice...

Il Manchester United espugna Ashburton Grove, 'casa' dell'Arsenal, con il punteggio di 3-1, qualificandosi per la finale di Champions League. Questa avvenente tifosa dei Red Devils è felice, e allora nemmeno io, che pure provo simpatia per i Gunners, posso essere da meno...

giovedì 30 aprile 2009

Arsenal-Manchester Utd, una gara da leggenda...

In questa giornata di Champions League anch’io vi parlerò della sfida tra Manchester United e Arsenal, ma non di quella giocata oggi, né una di quelle che tante finali e storici momenti del pallone albionico hanno segnato. La macchina del tempo vola lontano, spostandosi nello spazio da Old Trafford attraverso le nebbie di Londra, depositandoci sul prato di Highbury, il bellissimo impianto nella zona di Camden che i dirigenti dei ‘gunners’ hanno avuto il coraggio di abbattere. E’ il 1° febbraio 1958, il calcio inglese è ancora il più bello del mondo, sebbene il primo impatto con l’Europa della Coppa dei Campioni non sia stato dei più felici. Non vi parlerò di palmares esibiti con orgoglio, perché queste due squadre non hanno bisogno di farlo. Arsenal e Manchester United sono (e sono state, ancora prima del Liverpool) la storia del football e quel giorno Highbury era pieno in ogni ordine di posti (63.578 spettatori) per una partita di campionato che diverrà l’ultima dei ‘Busby Babes’ in terra inglese prima del terribile schianto di Monaco di Baviera dove otto giocatori di quella formazione meravigliosa sarebbero periti.

Ma torniamo a quel 1° febbraio: i ‘red devils’ si presentano a Londra nelle vesti di da campioni in carica, i ‘gunners’ sono parecchio indietro in classifica, ma rimangono una delle formazioni britanniche più amate e seguite di sempre. Il primo tempo dello United è pazzesco: apre le marcature Duncan Edwards, Bobby Charlton raddoppia con un tiro potentissimo e, sul finire di tempo, Tommy Taylor infila il tris che sembra segnare la partita. Ma non è affatto così: l’Arsenal nella ripresa sfodera una prestazione tutto cuore e si ‘mangia’ lo svantaggio. Al 58’ David Herd insacca di testa il primo gol biancorosso, meno di due minuti più tardi Jimmy Bloomfield riduce ulteriormente le distanze, e ancora un minuto dopo è di nuovo Bloomfield a incornare il pallone alle spalle di Harry Gregg. Nel giro di tre minuti la contesa torna in parità, l’Arsenal si ricorda della propria storia e dei suoi tanti trionfi e la mette tutta in campo contro quella che al momento è forse la squadra più forte del mondo. I ‘gunners’ a questo punto ci credono e, facendo onore al proprio nome, pressano lo United alla ricerca del quarto gol. Capita invece che i ‘ragazzi di Busby’ sfoderino tutta la loro classe e così al 65’ Dennis Viollet riporta avanti i rossoneri che, al 72’, ancora con Taylor, superano Jack Kelsey, questa volta con un tiro da posizione impossibile. Gara finita? Nemmeno a parlarne. Al 77’ Derek Tapscott riporta sotto i londinesi, che nel restante quarto d’ora di gioco ritornano all’arrembaggio a caccia di un insperato pari. Il risultato però non cambierà più e il match si chiuderà sul 5-4 per i ‘red devils’.

Cinque giorni dopo quello stesso Manchester United, di ritorno dal 3-3 esterno con la Stella Rossa Belgrado con cui si era guadagnato l’accesso alle semifinali della Coppa dei Campioni, sarebbe stato dilaniato nella sua essenza nel drammatico disastro aereo di Monaco di Baviera, aeroporto dove il volo 609 della British European Airways aveva fatto tappa per fare rifornimento. Delle 44 persone a bordo (oltre ai giocatori della squadra c’erano tecnici, giornalisti e anche tifosi), ne morirono 23. Fra essi Geoff Bent, Roger Byrne, Eddie Colman, Duncan Edwards, Mark Jones, David Pegg, Tommy Taylor e Liam ‘Billy’ Whelan, otto elementi di quella fantastica squadra che tuttora viene ricordata come una delle più forti di sempre ma che è stata la base per alimentare la leggenda del Manchester United negli anni a venire. Così come parte di quella leggenda diventò anche la sfida di Highbury. E non è un caso che l’ultima partita inglese di quel meraviglioso United venisse disputata contro una formazione e un impianto altrettanto storici. Un incontro che divenne presto indimenticabile. Per sempre.

Queste le formazioni schierate in quel giorno di febbraio:
Arsenal: J.Kelsey, S.Charlton, D.Evans, G.Ward, J.Fotheringham, D.Bowen, V.Groves, D.Tapscott, D.Herd, J.Bloomfield, G.Nutt.
Manchester United: H.Gregg, B.Foulkes, R.Byrne, E.Colman, M.Jones, D.Edwards, K.Morgans, B.Charlton, T.Taylor, D.Viollet, A.Scanlon.