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domenica 28 agosto 2022

Lukaku stop, ma gli interisti non si mettano a piangere

La notizia sul sito 'online' de "La Gazzetta dello Sport"
Romelu Lukaku
si ferma, potrebbe saltare il derby e l'esercito del tifo dell'Inter si prepara a versare amare lacrime.
Eppure, anche la stagione scorsa, senza il belga di origine africana, la squadra nerazzurra era considerata la più forte in assoluto, senza alcun problema favorita da tutti nei confronti del Milan.
Quindi è lecito chiedersi: di cosa hanno paura i tifosi del Biscione, se il duetto titolare Martinez-Dzeko, titolare solo fino a pochi mesi fa, veniva considerato il più forte in Italia? Se la riserva superlusso pagata fior di milioni di euro, Correa, era stato automaticamente considerato il 'castiga-Milan' per averlo infilzato ben quattro volte nella sua carriera laziale?
Insomma, lo stop di Lukaku (che poi resta tutto da dimostrare che debba saltare il derby) dovrebbe essere 'calmierato' dall'opinione diffusa secondo la quale la differenza quest'anno, a favore dell'Inter, arrivi proprio dalla forza della panchina. Nessuno osi dire il contrario, quindi, la grande favorita per la vittoria nel derby e nel campionato rimane la squadra dei 'Bauscia'.

domenica 22 agosto 2021

Lukaku subito in gol, il Chelsea vince il derby

La copertina dello sport del Times dedicata a Lukaku
Romelu Lukaku
decide il derby di Londra fra Arsenal e Chelsea, con i 'blues' che espugnano lo stadio di Ashburton Grove con un 2-0 più netto di quanto non dica il risultato.
L'ex attaccante dell'Inter è andato a segno al 15' del primo tempo, mentre al 35' ha raddoppiato Reece James, chiudendo il match.
La rete di Lukaku è stata fin troppo semplice, ma va dato merito al belga di origine africana di essere stato molto abile nello smarcarsi da solo al centro dell'area. Ricevuto il pallone dalla destra ha infilato la rete a porta praticamente sguarnita.
Quello giocato oggi era il 204° derby ufficiale assoluto tra le due squadre, con 79 vittorie dei 'gunners', 59 pareggi e 66 successi del Chelsea.
I biancorossi arrrivavano da tre stracittadine consecutive vinte, compresa quella della finale di Coppa d'Inghilterra 2020.

mercoledì 4 agosto 2021

Lukaku via dall'Inter, la famosa offerta che non si può rifiutare

Romelu Lukaku (foto profilo Twitter)
Romelu Lukaku
sembrava il predestinato di una lunga storia d'amore e di forza tra quello che da tutti era stato identificato come il nuovo 'conducator' del Biscione e l'Inter, immagine del 'nuovo corso' nerazzurro dagli occhi a mandorla, nella pia illusione che anche i 'musi gialli' avessero sposato il cuore meneghino, quel 'coeur en man' che, grazie all'operosità e intelligenza lombarde, ha portato Milano in cima al mondo con le sue grandi fabbriche e, pure, con le squadre di calcio e non solo.
Invece la dirigenza asiatica ha mostrato, una volta di più, dopo gli addii, voluti o meno, di Conte, Hakimi e, per forza maggiore, Eriksen, come da quelle parti il cuore conti poco, sostituito da portafogli pieni di soldi, soprattutto in ingresso, senza guardare in faccia nessuno.
Figurarsi quanto questa gente possa capire dei valori italiani, e milanesi in particolare, a dispetto dei 'Fozza Inda' urlati con indisponente falsità via 'social'.
Così Lukaku, africano di nazionalità belga andrà al Chelsea per una cifra che sfiora i 130 milioni di euro. Senza dimenticare che, sempre relativamente all'attacco interista, anche Lautaro Martinez potrebbe fare le valige e comunque, fra le due punte dorate del Biscione, era senz'altro quella che sembrava meno legata affettivamente a squadra e tifosi milanesi.
Con l'ingresso di tali capitali la società potrà senz'altro investire in altri giocatori importanti, Zapata, Raspadori e, probabilmente, un altro 'big', ma resta da vedere come, in venti giorni, il pur bravo Giuseppe Marotta riuscirà a ottimizzare economicamente ciò che, da un punto di vista sportivo, rappresenta un autentico disastro sportivo e d'immagine.
Con l'addio di 'Big Rom' si polverizza il progetto di gloria dell'Inter, che va così verso un ridimensionamento di ambizioni e quindi anche di obiettivi, una circostanza che evidentemente ha spinto Conte, che lo sapeva, a salutare il club e i tifosi a esporre striscioni di protesta e una frase su Facebook: "Non subiremo supinamente prese in giro da parte di nessuno ed agiremo di conseguenza ed in coerenza con quanto definito a fine campionato".

mercoledì 10 marzo 2021

La Gazzetta nerazzurra dimentica le minacce di Lukaku a Ibra

Parte dell'articolo pubblicato dalla Gazzetta online
La Gazzetta dello Sport prosegue nella propria campagna di 'interistizzazione', che da sempre la contraddistingue ma che quest'anno, complici i diversi problemi societari nerazzurri, cui ha fatto da contraltare la grande stagione sportiva, l'ha portata a incorrere in diverse 'topiche' molto poco giornalistiche e prese di posizione al limite della 'tifosaggine' più bieca.
A cominciare dalla difesa a spada tratta dell'Inter nella 'querelle' legata alla vendita della squadra. Il Corriere dello Sport, da Roma, ne aveva da pochi giorni minata la credibilità e la solidità economica. Guai! Il direttore della 'rosea', Stefano Barigelli, il 5 gennaio intitola il proprio editoriale “Chi vuole il male dell’Inter”, parlando apertamente di “cattiva informazione” e “false notizie”. Si sa poi come è proseguita la storia, con il gruppo Suning ridotto 'alle pezze' e costretto addirittura a gettare nella polvere la propria squadra cinese, lo Jiangsu, che su Wikipedia è ormai definito con la drammatica frase "è stata una società calcistica cinese con sede nella città di Nanchino". In pratica, non esiste più.
Si passa poi alla famosa prima pagina del 10 gennaio, con il clamoroso titolo antimilanista "Il Milan VAR", che giocava su presunti favori arbitrali avuti dal Diavolo nei confronti del Torino (il cui presidente, Urbano Cairo, è a sua volta presidente e AD della casa editrice della 'Gazza', RCS MediaGroup). Un'apertura che fece scalpore, peraltro nemmeno giustificata dai fatti avvenuti in campo. Vero, la Gazzetta dà 4 all'arbitro Maresca, chissà perché, mentre il Corsport lo promuove con un 6, dando 6,5 all'arbitro del VAR, Guida. Nel dettaglio, le due 'chiamate' del VAR, entrambe 'pro' Milan, vengono sempre giudicate corrette dal giornalista del Corriere. Perfino Tuttosport, lo storico quotidiano di Torino che dovrebbe stare sempre e comunque dalla parte dei granata, pur bocciando Maresca (5), sui rigori del Milan (in cui viene contato anche quello ricevuto contro dal Toro) sottolinea: "In realtà, a parte quello contro la Roma, si è trattato sempre di decisioni indiscutibili".
Passano poi sotto silenzio, e si ritorna alla situazione economica dell'Inter, le possibili ripercussioni di cui la stessa società milanese potrebbe rimanere vittima, da quelle più plausibili (problemi di mercato, futuro incerto) a quelle più drammatiche (penalizzazione di punti, in questo torneo o nel prossimo, esclusione dalle coppe). Insomma, per la Gazzetta in casa Inter scoppiano tutti di salute, sembrano tutti Lukaku.
A proposito del buon Romelu, è di poche ore fa la notizia del deferimento del belga di origine africana e di Zlatan Ibrahimovic sui fatti del derby di Coppa Italia. Niente razzismo, insomma, le frasi di Ibra non furono così terribili come qualcuno (la Gazza stessa) le aveva volute far passare. Rimane clamorosa però, la ricostruzione del fatto che fa la 'rosa' online. Basti prendere i momenti principali: "Tutto accade a fine primo tempo. Ibra incrocia lo sguardo del belga, sorride in maniera provocatoria e poi fa al nerazzurro: "Chiama tua mamma, vai a fare i tuoi riti voodoo di merda, piccolo asino"... Romelu ha capito subito il riferimento di Ibra, ovviamente. E infatti ha replicato: "Vuoi parlare di mia madre? Perché?". E poi: "Fottiti, tu e tua madre. Parliamo della tua, di mamma: è una p...". Si accenna solamente, e in maniera molto vaga, sul fatto che in realtà Ibrahimovic si sia messo 'in mezzo' dopo una reazione scomposta e violenta dell'africano a un fallo abbastanza pesante di due giocatori milanisti. Sul web la Gazzetta ha anche pubblicato una foto di uno dei momenti del fatto, poi rimossa: vi si vede un Ibrahimovic quasi irridente, con la scritta, più o meno (non ricordo il dettaglio, ma il senso era certamente quello): "Ibrahimovic sorridente minaccia Lukaku: 'Ti aspetto dopo'". Peccato che l'unica minaccia vera, che nel testo dell'articolo è sottaciuta, l'abbia lanciata Lukaku, durante la sua risposta allo svedese di origine slava: "Vuoi parlare di mia madre? Ti sparo in testa. Fottiti, tu e tua madre". Una versione, quella riportata da Il Giornale, ben diversa e assai più violenta e minacciosa di quella che riporta la Gazzetta, che aveva sposato la versione 'soft' anche nell'articolo del giorno dopo il derby di coppa, che aveva titolato 'opportunamente' "Insulti razzisti e alle famiglie" (ma proprio oggi è stato dimostrato che di razzista nelle parole pronunciate da Ibra non ci fosse assolutamente nulla).
Probabilmente non un caso, visto che il tutto si inserisce in un quadretto e in un 'trend' che il giornale sportivo milanese (sempre meno... sportivo) ha assunto da quando ha deciso di sposare in toto l'abbinamento ai colori del Biscione.

Qui sotto, tre delle cadute di stile della Gazzetta: nei confronti delle squadre milanesi, due pesi e due misure