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mercoledì 11 febbraio 2026

Hockey ghiaccio, i sogni olimpici di De Luca e Kostner

Diego Kostner (foto Bordignon)
Tommaso De Luca
, classe 2004, e Diego Kostner, 1992, saranno fra le punte di diamante dell'Italia dell'hockey alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Intercettati da Dario Rigamonti nella 'loro' Svizzera, i giocatori dell'Ambri Piotta hanno parlato dell'avventura olimpica, a cominciare da De Luca.
Quali sono le aspettative per le Olimpiadi dal tuo punto di vista personale, che ruolo pensi avrai?
"Penso che accetterò qualsiasi ruolo che mi verrà dato e che cercherò di portare alla squadra la massima energia e intensità per cercare di vincere ogni partita".
Realisticamente cosa può fare l'Italia ai Giochi, quale potrebbe essere il sogno?
"Quando ci sono queste partite ovviamente sulla carta siamo gli sfavoriti, ma negli scontri diretti non sai mai cosa può succedere, magari l'altra squadra ci prende troppo sottogamba e noi siamo motivati e carichi per quella partita e la porti a casa. Ora come ora, guardando le rose, non saranno partite a nostro favore".
Kostner sarà fra gli assistenti capitano del Blue Team. Persona seria, equilibrata e molto professionale, ha parlato del nuovo coach azzurro, il finlandese Jukka Jalonen. "Con lui tutti sanno esattamente che ruolo hanno in squadra, è molto calmo, però con la sua calma riesce comunque a trasmettere ai nuovi giocatori esattamente la via, il modo in cui vuole preparare e giocare le partite. Inoltre ha una grandissima esperienza soprattutto a livello internazionale, e penso che un allenatore così ci può sicuramente aiutare molto".
Parlaci del tuo ruolo in Nazionale...
"Da quando c'è il nuovo allenatore ho più o meno lo stesso ruolo che ho nell'Ambri Piotta, so esattamente quello che devo fare, è importante che in una squadra tutti sappiano esattamente il proprio ruolo".

E' uscito ed è disponibile il nuovo annuario dell'hockey 2024-25

giovedì 29 gennaio 2026

“Due di Noi sul divano rosa”: la voce delle donne con tumore al seno metastatico

Nathalie Goitom intervista Valentina Guarneri (foto Bordignon)
L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 apre il suo programma a un tema di forte rilevanza sociale: il tumore al seno metastatico. Lo fa accogliendo “Due di Noi sul divano rosa – Dialoghi sul tumore al seno metastatico”, iniziativa promossa da Gilead Sciences Italia ed Europa Donna Italia, che porta nel cuore della kermesse olimpica le testimonianze delle donne che convivono con la malattia.
Il simbolo scelto è un semplice divano rosa, luogo intimo e informale dove le donne sono invitate a raccontare la propria esperienza. Durante tutta la durata dei Giochi, il progetto vivrà presso la sede di Europa Donna Italia, per poi proseguire con nuove tappe aperte al pubblico. Un modo per portare la malattia fuori dagli spazi tradizionali della comunicazione sanitaria e inserirla in un contesto culturale e partecipato.
«L’apertura dei Giochi rappresenta un momento di grande visibilità e offre l’opportunità di accendere un faro su temi di salute che riguardano molte persone», ha dichiarato Domenico De Maio, Education & Cultural Director della Fondazione Milano Cortina 2026. La presenza di atlete e atleti che hanno vissuto l’esperienza del tumore al seno rende il messaggio ancora più potente.
Le testimonianze raccolte sul divano rosa raccontano una realtà in trasformazione: grazie alla ricerca e alle terapie innovative, la malattia metastatica può oggi diventare una condizione con cui convivere più a lungo, mantenendo una buona qualità di vita. «Il tumore al seno non è una malattia unica, ma eterogenea», ha spiegato la professoressa Valentina Guarneri, sottolineando come la personalizzazione delle cure stia offrendo nuove prospettive alle pazienti.
Europa Donna Italia, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa, richiama l’attenzione sulla necessità di garantire un accesso equo e tempestivo alle terapie su tutto il territorio nazionale. «Dare voce alle 55mila donne che convivono con la malattia avanzata è fondamentale», ha affermato la presidente Rosanna D’Antona.
Per Gilead Sciences Italia, come evidenziato dall’amministratore delegato Frederico Da Silva, portare il tema all’interno dell’Olimpiade Culturale significa riconoscere il valore di arte, cultura e sport come strumenti di consapevolezza e cambiamento.
Dal 6 febbraio, giorno di apertura dei Giochi, il divano rosa accoglierà le prime testimonianze a Milano, per poi continuare il suo viaggio lungo tutto il 2026, mantenendo alta l’attenzione sull’innovazione in salute e sulla vita delle donne con tumore al seno metastatico.

Psicologia dello sport verso Milano-Cortina 2026: nasce l’alleanza Lombardia-Veneto

foto ufficio stampa
La psicologia dello sport entra ufficialmente nel percorso che porterà ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. È questo il cuore dell’accordo siglato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia e dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, presentato alla Casa della Psicologia di Milano. Una collaborazione strutturata che punta a rendere pienamente riconoscibile il ruolo degli psicologi nello sport di alto livello, valorizzando competenze ormai considerate indispensabili.
L’intesa prevede un calendario condiviso di iniziative nel 2026 e nasce dalla consapevolezza che il lavoro psicologico è determinante non solo per la performance, ma per il benessere complessivo di atleti, staff e organizzazioni. Negli ultimi anni, grazie anche alle testimonianze di campioni che hanno rotto il tabù sulla salute mentale, il supporto psicologico è diventato parte integrante della preparazione agonistica.
«Lo sport ha una forza unica: quella di unire», ha ricordato Valentina Di Mattei, presidente dell’Ordine lombardo, sottolineando come la collaborazione tra i due territori voglia «mettere al centro la psicologia dello sport» e costruire un’eredità culturale destinata a durare oltre l’evento olimpico. Sulla stessa linea Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine veneto, che ha definito Milano-Cortina «un’occasione per ribadire che lo sport è promozione di salute e benessere a 360 gradi».
Tra le iniziative annunciate, particolare attenzione sarà dedicata alla salute mentale nei villaggi olimpici, dove saranno presenti Quiet Room e Mental Corner per offrire spazi protetti di confronto con professionisti. Una scelta che segue l’esperienza delle Mind Zone introdotte ai Giochi di Parigi 2024, utilizzate da oltre 2.300 atleti.
Danilo Corona, responsabile del progetto lombardo, ha parlato di «un percorso simbolico tra Lombardia e Veneto» che accompagnerà atleti e staff fino alle gare, mentre Francesca Stecchi, coordinatrice del gruppo veneto, ha ricordato che «il benessere è un prerequisito della prestazione».
Il primo appuntamento congiunto sarà il 12 febbraio 2026 a Cortina, con l’evento Slalom di voci, seguito il 25 febbraio da una tavola rotonda dedicata alle sinergie tra psicologi, tecnici e atleti. Un cammino che punta a lasciare un segno concreto nella cultura sportiva italiana.

sabato 10 gennaio 2026

Milano: Arena Santa Giulia, cronaca di un disastro annunciato

L'Arena nel giorno di Caldaro-Varese (foto Dario Rigamonti)
Manca ormai meno di un mese alle Olimpiadi invernali che si svolgeranno a Milano e a Cortina. In particolare, i fari del mondo saranno puntati sul torneo di hockey ghiaccio maschile, che sarà disputato, presenti i più forti discatori della terra, nell'Arena Santa Giulia.
I Giochi sono stati assegnati all'Italia nell'ormai lontano 2019. Bene, il palazzetto del ghiaccio che, peraltro, a fine Olimpiadi non sarà più nemmeno tale, ma un semplice impianto per 'qualcosa-bene-non-si-sa-cosa', è ben al di là dall'essere terminato.
Una vera e propria cattedrale nel deserto, si presenta all'incauto ospite come una struttura anche bella ma ancora incompleta, in mezzo a gru, macchinari vari, terra, zone ancora incompiute e altre palesemente da terminare.
Spalti deserti malgrado i prezzi stracciati, freddo spietato all'interno della struttura, auspicando che, nel giro di pochi giorni, il problema venga aggirato (sempre che ce lo ci sia posto), un cantiere venduto per pallazzetto fiammante, truffa ideologica. 
A rendere il tutto più tragicomico, durante il 'test event' dell'hockey, andato in scena in queste ore, l'interruzione di qualche minuto durante la disputa della partita Caldaro-Varese (valida per la Coppa Italia) a causa di un buco nel ghiaccio. I giocatori, al termine della gara, hanno spiegato ai cronisti che una situazione del genere sarebbe "normale" sulle piste che hanno un ghiaccio "nuovo" e che il buco era "piuttosto piccolo".
Vogliamo crederci. Restano i dubbi sollevati dall'NHL, che invierà i suoi giocatori migliori durante lo svolgersi dell'evento, e l'imbarazzo di una struttura la cui costruzione sarebbe dovuta essere già pronta molto più di un anno fa. Oggi qualcuno gonfia il petto e si dice pronto all'ennesimo "miracolo", ma sarebbe più opportuno parlare di 'vergogna'.

Altre immagini esterne e interne all'Arena Santa Giulia raccolte in occasione del prepartita di Caldaro-Varese:

    

    

Ed ecco un video postato su Youtube dal popolare giornalista americano Brodie Matthew Brazil, vincitore di 13 Regional Emmy Awards, che evidenzia le lacune gravissime dell'Arena italiana. 

venerdì 2 gennaio 2026

Milano Cortina 2026: Laura Pausini superospite della Cerimonia di Apertura

Laura Pausini (foto profilo Facebook)
La Cerimonia di Apertura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 avrà una protagonista d’eccezione: Laura Pausini, una delle voci italiane più amate e riconosciute al mondo.
La Fondazione Milano Cortina 2026 ha annunciato la sua presenza sul palco di San Siro il 6 febbraio, sottolineando come la cantante incarni perfettamente il tema dell’“Armonia”, filo conduttore dell’intero evento.
Nata a Faenza nel 1974 e cresciuta a Solarolo, Pausini ha iniziato la sua carriera nel 1993 vincendo il Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte con La solitudine, brano che l’ha lanciata in una parabola internazionale senza precedenti per un’artista italiana. Da allora ha pubblicato album in più lingue, venduto oltre 70 milioni di dischi e conquistato una serie di riconoscimenti che nessun’altra cantante italiana può vantare: un Grammy Award, cinque Latin Grammy, un Golden Globe e una nomination agli Oscar per la canzone "Io sì/Seen".
Secondo la Fondazione, la sua partecipazione sarà “un’espressione autentica dell’italianità”, un momento pensato per unire pubblico italiano e internazionale attraverso una performance ad alto impatto emotivo. La sua musica, capace di attraversare generazioni e culture diverse, rappresenta infatti un ponte naturale tra tradizione e contemporaneità, tra radici romagnole e respiro globale.
La Pausini sarà protagonista di un segmento definito “fortemente iconico”, concepito per offrire un’emozione collettiva e spettacolare.
La Cerimonia, prodotta da Balich Wonder Studio, punta a diventare una delle più memorabili della storia olimpica, e la presenza di un’artista con una carriera trentennale, 226 dischi di platino e tournée mondiali in quattro continenti viene vista come un rinforzo al suo prestigio.

sabato 27 luglio 2024

Olimpiadi 2024, se la cerimonia d'apertura è come il bar di Guerre Stellari

La cerimonia olimpica o il bar di Guerre Stellari?
Inutile stare a spendere parole su ciò che ormai è notorio, oppure semplicemente mascherato 'a convenienza'. Il mondo occidentale, se non è morto, è sul punto di diventare cadavere.
La carenza delle nascite, gli aborti (anche mentali) di una cultura che rinnega se stessa, si prostra all'invasione islamica e d'ogni altra gente foresta, l'esaltazione del cosiddetto 'diverso' pur di cauterizzare l'unica possibilità di sviluppo 'normale', ovvero quella che nasce dalla e nella famiglia, la sola possibile scelta per coltivare una razza (sì, chiamasi 'razza') europea, costituita di uomini e donne europee, anche miscelate fra loro, dove ritrovino dignità la nostra storia, sia essa latina, slava o germanica (ma molto spesso i tre fiumi etnici hanno trovato un antico alveo comune).
Compreso questo, ecco che non deve sorprendere la miserabile scelta di trasformare una parte della cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Parigi in un 'gay pride' miscelato alla storica scenetta del Bar di Guerre Stellari, dove trovano spazio la cicciona colorata, il nano ghiacciato, la donna cannone e l'uomo pistola, il trans operato e quello che si è tenuto solo l'uccello, colui che si sente donna e colaltro voglioso di accoppiarsi con un cane, con pretesa inevitabile di prete officiante le nozze fra i teneri amanti e un figlio in arrivo in provetta, magari stuprando il liquido vaginale di un'operaia vietnamita pronta all'uso e ripagata di cotanta 'speme' con un abbonamento al McDonald's di Hanoi.
Tutto è possibile nel meraviglioso mondo 'woke' di questo Occidente decadente e in procinto di spirare l'ultimo respiro infetto.
Come l'orchestrina sul Titanic in procinto di affondare, la nostra cultura viene definitivamente spazzata via da questo ciarpame che mischia residui di fogna umana a polpa tritata di insetti, dipinti come il nostro prossimo cibo perché così, ci si dice, mangeremo tutti, e sano. La forza, e la merda, scorrono potenti in Europa. Purtroppo.

venerdì 9 dicembre 2022

Olimpiadi Milano-Cortina, chi le ha viste?

Hockey a Milano, questo sconosciuto (foto Bordignon)
Milano è veramente una città olimpica, degna di ospitare il grande evento, i Giochi Olimpici invernali, che si svolgerà dal 6 al 22 febbraio 2026?
Della vicenda mi occupo in un articolo che ho pubblicato sul blog Milano Reporter, in cui rifletto sui tanti punti di domanda ancora aperti su una manifestazione che sembra non avere scosso di un millimetro la sensibilità delle istituzioni ambrosiane.
Per una città che ormai da tempo si è dichiarata ‘schiava’ del calcio, le uniche alternative sembrano essere quelle dello sport sponsorizzato: e così, a lato del calcio, riescono a sopravvivere solamente la pallacanestro e il più che ridicolo ‘padel’, uno sport senza storia né particolare interesse, che pure ha mostrato una quasi completa nullità di presenze durante il recente evento milanese. Ma si sa, ‘pecunia non olet’, e la presenza della tv di circostanza (la sempre meno seguita Sky) ha fatto gonfiare il petto agli organizzatori.
Continua a leggere su Milano Reporter

venerdì 11 febbraio 2022

Pechino 2022: Dorothea Wierer di bronzo, risplende l'angelo del nord

Dorothea Wierer (foto profilo Instagram)
Bella come un angelo del cielo, stella del profondo nord caduta per illuminare le montagne coperte dalle nevi eterne di Brunico (ma ci sranno nevi eterne in Val Pusteria?... boh...).
Eccola, Dorothea Wierer, conquistare la medaglia di bronzo alle Olimpiadi invernali di Pechino, la terza in una rassegna a 'cinque cerchi'.
Il tutto per un palmarès sterminato, che a 31 anni l'ha vista raccogliere anche tre ori mondiali, accompagnati da quattro argenti e tre bronzi, un talento emergente fin da quando, a soli 18 anni, si segnalò come la prima italiana a vincere una medaglia d’oro ai Mondiali nella gara individuale.
Il resto lo lascio volentieri agli intenditori, ma non potevo certo esimermi dal pubblicare un post dedicato a una grande atleta, una grande tirolese, una grande italiana.
Unica pecca, è sposata con prole, il che, almeno per i miei valori personali, la rende intoccabile e indesiderabile. Meglio per lei sicuramente... :-)


domenica 6 febbraio 2022

Giochi invernali Pechino: cade Zhu Yi, bufera 'social' contro di lei

La caduta di Zhu Yi
Zhu Yi
, pattinatrice artistica cinese presente ai Giochi Olimpici invernali di Pechino, sarebbe finita nella bufera dei social media locali dopo la sua brutta esibizione al debutto nella manifestazione, tanto da meritarsi un hashtag, ovviamente in lingua mandarina, "Zhu Yi è caduta", una frase che avrebbe già superato 200 milioni di visualizzazioni su Weibo, il Facebook cinese.
Dallo stesso 'social network', però, arriva la pronta risposta di alcuni utenti, che accusano la CNN (evidentemente fra le prime a diffondere la notizia) di propagandare 'fake news': "CNN! There are tons of disgraces and scandals from the White House, no need to rack your brains for inventing fake news. Shame on you!".
Zhu Yi, il cui vero nome è in realtà Beverly Zhu, è nata negli Stati Uniti, a Los Angeles, ha 19 anni ed è malamente scivolata sulla pista dopo un salto fallito nella combinazione di apertura, finendo con il punteggio più basso della giornata in una competizione, quella del pattinaggio, da sempre uno dei fiori all'occhiello dello sport cinese.
La Cina, nella spasmodica ricerca di vittorie che portino medaglie e consenso al regime comunista, ha avviato una campagna acquisti a livello globale: Zhu Yi fa parte di quella ventina di atleti nati all'estero, ma reclutati da Pechino. (fonte: ANSA)

giovedì 22 luglio 2021

Paola Egonu: portabandiera olimpica perché nera e lesbica, altro che curriculum

22 novembre 2018, la Gazzetta pubblica il bacio 'lesbo' dell'Egonu.
Ma forse era 'solamente' ammmore...
Paola Egonu
sarà portabandiera olimpica. E fin qui, nulla di male. Anzi, che sia un'italiana a portare in alto la bandiera dei Cinque Cerchi che sfilerà ai Giochi di Tokyo, dovrebbe fare perfino piacere.
Poi, però, comincia a farsi largo un dubbio. Se, oltre che essere nata a Cittadella, ridente località veneta, l'Egonu non fosse stata di pelle nera e non avesse fatto un noto 'outing' dichiarandosi 'innamorata di una donna' (ma non 'lesbica', mi raccomando...), le avrebbero ugualmente consegnato in mano la bandiera olimpica? O non sarà forse che, in questi tempi di inginocchiamenti vari, fra Black Lives Matter e leggi imposte per rendere gli omosessuali più uguali, protetti e tutelati rispetto alla cosiddetta 'gente normale', si sia andati apposta a scegliere un'atleta 'fatta così e così'? Perché, in questo senso, la Egonu è completa: nera, lesbica, ci manca che sia ebrea, comunista e affetta da qualche deficit cognitivo, tipo mutismo o sordità, e poi sarebbe perfetta per vincere, nell'ordine, Oscar, Nobel, Olimpiadi (appunto) e premi vari ed eventuali.
Ai 'parrucconi' che tirano le fila del nuovo mondo globalizzato piace così.
Forse non aveva tutti i torti Carlotta Ferlito, quando affermò, con una punta di fanciullesca e naturale ironia, dopo una sconfitta patita nel 2013 sulla pedana della ginnastica da parte della statunitense di colore Simon Biles: "La prossima volta ci dipingeremo la pelle di nero per vincere".
Ah, a proposito. Visto che da queste parti le notizie si controllano, l'Egonu ha ribadito di non essere lesbica, aggiungendo che si era solo innamorata di una collega. Ovvero? La prossima volta la troveremo innamorata di un cavallo o di un cane? Valle un po' a capire, queste atlete 'arcobaleno'...

martedì 1 giugno 2010

Rossella Mallegni, buon sangue non mente....

Credo di stare facendo un servizio alle due belle e affascinanti signore ritratte nella foto: si tratta di Luana e Rossella Mallegni (due nomi fra l'altro sensualissimi), titolari del Bar Luana.
Leggo da fonte ANSA: "Luana Mallegni, titolare del Bar Luana sulla via Sarzanese a Capezzano Pianore , e sua figlia Rossella mostrano un biglietto del gioco 'Il Milionario'. Un giovane operaio di Camaiore (Lucca), prossimo a sposarsi, ha vinto 500.000 euro con un biglietto da 5 euro al gioco "Il Milionario".
Ho messo la notizia apposta per poter pubblicare la foto delle due signore. Che, mi auguro, apprezzeranno la 'pubblicità progresso' che ho fatto al loro bar.

giovedì 4 marzo 2010

Morbida e levigata... la sciata di Julia Mancuso

Un oro olimpico a Torino 2006, due argenti a Vancouver 2010. Julia Mancuso è una delle più affascinanti atlete proposte dal mondo del 'circo bianco'.
Sciatrice statunitense di chiare origini italiane, papà siciliano e mamma calabrese, la bella Julia ha allietato l'ultima edizione dei Giochi Olimpici con il suo fresco sorriso e la sua volontà di primeggiare.
Ma queste sono cose che già sapete, e del resto, finite le Olimpiadi, chissenefrega della dolcezza della sua sciata... Lei di sé dice: "Sono una California's girl (esatto, proprio come quelle dei Beach Boys, ndr) e sono nata nel più bel posto della terra, Lake Tahoe".
Le sorelle April e Sara sono carine come lei, ma forse non sapete che esiste anche una linea di lingerie che porta il suo nome... e che ovviamente potete comprare andando a trovarla sul suo sito personale.
Sempre tramite il sito si può accedere al blog di Julia, un mix di news, filmati e presentazioni, molto ben curato e gestito quasi quotidianamente. E, se scarseggiano le foto, che sono comunque belle e mettono in risalto la sensualità dell'atleta, vi segnalo una splendida galleria con tanto di filmati dove la signorina Mancuso vi invita a seguire alcuni semplici esercizi per mantenersi in forma... bastasse quello per essere come lei... però ci si può almeno provare!

Qui sotto potete vedere uno splendido filmato di presentazione dell'avventura della bella Julia a Vancouver 2010.

Dalla coppia Milan-Inter all'Armani Jeans,
dal golf al football americano, con chiusura
dedicata al porno: ecco la settimana ... sferica...

Questa settimana c'è veramente molto da leggere, e non solo su questo blog, che ha avuto dei picchi di vero, intenso traffico. Anche le altre realtà che ogni tanto (o sempre) mi vedono presente, hanno visto un proliferare di articoli e pezzi di sport, politica, varie ed eventuali.
Partiamo con il grande mondo blogosferico di Milano 2.0 e i pezzi scritti su Inter e Milan, sulla Milano City Marathon, su Nesta e Balotelli riguardo alla Nazionale, sull'Armani Jeans Milano, sul football americano dei Rhinos Milano, sui nuovi sponsor del mondo del golf e sui corsi bocconiani per diventare manager sportivo, alla presenta di Giancarlo Abete, Luca Pancalli, Clarence Seedorf e tante altre personalità dello sport.
Sul Corriere Canadese, chiuso il capitolo olimpico si è tornati a parlare di hockey ghiaccio, con l'ennesima 'tranvata' presa dai Toronto Maple Leafs.
Infine passiamo al mio caro amico Diegoventotto e al suo splendido superblog bianconero: da non perdere il suo splendido pezzo che accorpa il trionfo olimpico del Canada e l'ennesimo tonfo della Juventus, in casa con il Palermo.
Infine, tanto per gradire, un articolo dedicato al disinvolto passaggio dal lavoro come dj all'attrice porno della splendida Alexis Parker. Ma quello lo trovate qui sotto...

lunedì 22 febbraio 2010

A Vancouver il nuovo 'Miracle on Ice'

Ma cosa è successo questa sera a Vancouver? Non lo sapete? Beh, allora dovete per forza proseguire a leggere qui sotto...

TORONTO - La grande paura si è materializzata questa sera a Vancouver. Il Canada ha perso, e contro la rivale contro cui mai avrebbe voluto perdere in queste Olimpiadi organizzate in casa: gli Stati Uniti. E, nella sorpresa della vittoria americana per 5-3, lo scontato protagonista assoluto della partita è stato Ryan Miller, il portiere dei Sabres diventato muro insormontabile per una squadra canadese che prima ha patito, poi ha creduto di poter disporre dei suoi avversari e poi, nuovamente sotto, ha percorso un lungo incubo, che l’ha portata, nei minuti finali del match, a un attacco selvaggio al terzo ospite, concluso però con un classico gol in empty net da parte americana.
E’ stata una gara intensa, emozionante, costellata di errori e arruffata specie da parte canadese, con gli Usa allenati da Ron Wilson che sono parsi squadra già amalgamata e tosta, contro cui le iniziative dei canadesi sono andate a infrangersi inesorabilmente...

Continua a leggere sul Corriere Canadese

mercoledì 17 febbraio 2010

Canada devastante e Natalie di bronzo,
mentre il Milan si arrende con onore

Le Olimpiadi di Vancouver sono entrate nella loro fase calda quest'oggi con l'inizio del torneo di hockey ghiaccio. In campo il Canada innanzitutto, ma anche Stati Uniti e Russia, ovvero tre delle grandi favorite per la vittoria finale.

Nessuna medaglia per l'Italia dopo il grande argento di Pietro Piller Cottrer, mentre la bella Natalie Geisenberger (foto Minkoff) ha conquistato il bronzo nella prova di slittino femminile singolo (c'è qualcosa di molto fetish in questa foto, non trovate?).

Infine spazio anche per il calcio, ovvero la Champions League, ovvero il Milan, sconfitto in casa per 3-2 dal Manchester United in una sfida ai limiti del commovente (nella foto 'milanista' una tifosa d'eccezione, Cristina Scabbia dei Lacuna Coil).
Tutto questo, e molto altro, lo potete trovare sul Corriere Canadese e su Milano 2.0.

Buone letture blogosferiche...

domenica 14 febbraio 2010

L'unico vero "Special One"...

Ha preso il via, con tanta fatica, sudore e olio di gomito (ma cosa vorrà mai dire?) lo speciale del Corriere Canadese sulle Olimpiadi di Vancouver. Ovviamente vi invito a seguirci/mi (visto che più o meno sono io a occuparmi della cosa) sia attraverso i link che vi proporrò o andando in caccia sul web dei leggendari articoli del più letto giornale italiano fuori dall'Italia, oppure facendovelo inviare a domicilio (ma questo forse è più difficile... intanto nella foto vedete la prima pagina dello speciale, griffata dal sottoscritto (come almeno 7/8 altri pezzi all'interno...)...