sabato 24 luglio 2021

Naomi Osaka ultima tedofora, se lo sport diventa schiavo del pensiero unico

Naomi Osaka, una ben strana giapponese
Dopo Paola Egonu ecco Naomi Osaka. Se due indizi fanno una prova, si può dire che l'indiziato è stato trovato con la pistola fumante in mano.
Un assassino che corrisponde al nome di demagogia e governo del pensiero unico, che ha ormai eletto il 'nero' a unica fonte di giustizia e bellezza, anche per queste Olimpiadi di Tokyo.
Perché se già poteva apparire così come era, demagogica e piuttosto squallida la scelta dell'italiana nera e lesbica come portabandiera del CIO, ancora più vergognosa è stata quella dell'unica giapponese 'nera' di cui si abbia memoria.
Fra l'altro, il brutto vizio di parecchia gente di 'colore' (dei 'neri' per essere precisi), è quello di essere portatrice di questo eterno complesso di inferiorità, di cui si sentono vittime, ma di cui in realtà sono carnefici, creando ad arte situazioni in cui, se solo si osa contrastarne l'idea, si passa dalla parte del torto e, quindi, bollati come razzisti di turno.
Un 'buco nero' (ops...) di stupidaggine di cui la Osaka è perfetta protagonista. Fra l'altro, di pelle scura, e quindi molto poco 'giapponese', ma anche con un cognome 'truffato', visto che, da regola 'occidentale' quale lei si pone (ha scelto di vivere negli Stati Uniti e manco sa una parola di giapponese) si sarebbe dovuta chiamare François, come il padre, haitiano.
Invece eccola lì, salire gli scalini che la portano al braciere olimpico, vanitosa e altezzosa, con quella puzza al naso astiosa e un mezzo sorriso che solo i ricchi autoproclamatisi democratici possono vantare.
Un anno fa, dopo l'ennesimo criminale nero colpito dalla polizia americana, l'Osaka si era impegnata nel solito 'pippone' stile Black Lives Matter, con tanto di gesto clamoroso, ovvero la rinuncia a giocare la semifinale del torneo di Cincinnati. Decisione poi rientrata, anche perché gli accordi vanno rispettati, anche quelli sportivi e 'pecunia non olet'.
"Prima di essere una atleta, sono una donna afroamericana" strillò in un tweet (ma non dovrebbe essere giapponese?). Un altro gesto irrispettoso e irritante il suo ultimo ritorno, a fine maggio, dagli Internazionali di Francia, dopo che era stata multata per il suo rifiuto di prendere parte a una conferenza stampa post-gara, sostenendo il curioso concetto che i giornalisti non avrebbero avuto "riguardo per la salute mentale degli atleti". E della sua, in effetti, qualche dubbio lo si potrebbe sollevare.
Ad appena 23 anni Naomi Osaka è la donna che guadagna di più nel mondo dello sport, 'solo' 60 milioni di dollari nell'ultimo anno, secondo Forbes. In mezzo agli strilli multietnici e alle prese di posizione contro la stampa.
Insomma, una tedofora giapponese perfetta per queste Olimpiadi 'inginocchiate' ancora prima del via. Si fa per dire.