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lunedì 9 febbraio 2026

"Juventus, primo amore", presentata a Milano l'epopea bianconera degli anni '70 e '80

Boniek, Cozzolino e Tardelli (foto Bordignon)
“Juventus. primo amore”
riporta sul grande schermo un decennio che ha segnato la storia del calcio e del Paese. Presentato in anteprima al Torino Film Festival, il documentario di Angelo Bozzolini ricostruisce gli anni 1975-1985, è stato proiettato al cinema Anteo di Milano, alla presenza del regista, oltre che di Marco Tardelli e Zbigniew Boniek.
La decade trattata nel film è quella in cui la Juventus divenne una potenza assoluta, conquistando per la prima volta tutti i trofei nazionali e internazionali disponibili. Ma il film non è solo la celebrazione di una squadra imbattibile: è il ritratto di un’Italia attraversata da tensioni sociali, terrorismo, crisi industriali e profonde trasformazioni culturali.
Bozzolini intreccia immagini d’archivio e testimonianze esclusive di protagonisti e osservatori privilegiati: da Michel Platini a Dino Zoff fino alle voci di Marino Bartoletti, Aldo Cazzullo, Evelina Christillin, Linus, Carlo Nesti e Mariella Scirea. Un coro che restituisce la complessità di un’epoca in cui il calcio diventava specchio del Paese. L’apertura delle frontiere trasformò la Serie A nel campionato più affascinante del mondo, mentre la Juventus, guidata dalla “trimurti” Agnelli–Boniperti–Trapattoni, costruiva una squadra leggendaria capace di dominare in Italia e in Europa.
Il racconto attraversa momenti luminosi e pagine dolorose: la rivalità feroce con il Torino negli anni di piombo, la tragedia dell’Heysel nel 1985, la gloria della Coppa Intercontinentale vinta a Tokyo l’8 dicembre dello stesso anno. Sullo sfondo, il ricordo commosso di figure come Gaetano Scirea e Paolo Rossi, simboli di un calcio che sapeva unire talento, eleganza e umanità.
Bozzolini sottolinea come quel decennio abbia accompagnato il passaggio dall’Italia della crisi post-miracolo economico all’edonismo degli anni Ottanta, tra boom dei consumi e modernizzazione industriale. In questo scenario, la Juventus non fu solo una squadra vincente, ma un modello di organizzazione, visione e resilienza. "Racconto una grande storia di sport e di vita", ha detto il regista, "in cui un club seppe cambiare il volto del calcio italiano, valorizzando giovani straordinari che contribuirono anche alla vittoria della Coppa del Mondo più romantica di sempre, facendo del bene a Torino e al Paese intero".
Nella conferenza stampa milanese ha poi aggiunto: "Un momento che diventa apicale nella storia del nostro Paese. La cosa che mi interessava molto era la vita di questi uomini, perché dietro al gesto sportivo ci sono dei campioni che vivono una loro quotidianità".
Tardelli ha aggiunto: "Credo che questi siano dieci anni meravigliosi della mia vita, che non si dimenticheranno mai. Certo, ci sono state anche molte difficoltà nello stare nella Juventus, avevamo un presidente molto bravo ma anche molto severo. Ho dei ricordi bellissimi dei compagni".
Quindi Boniek: "Eravamo undici titolari, una squadra di amici in cui non c'era rivalità fra di noi. Oggi le squadre sono vaste, c'è più rivalità fra i calciatori. Ho passato tre anni bellissimi, in cui l'unico rimpianto è stata la finale di Atene. Se rigiocassimo contro l'Amburgo dieci partite, sette le avremmo vinte, due pareggiati e una sola persa. Se avessimo vinto quella finale, questo film sarebbe stato molto più lungo".
C'è stato spazio anche per un stilettata alla Juventus attuale: "Cosa manca alla Juventus di oggi? Manca uno che ami alla Juventus", ha detto Tardelli. "Non ho mai avuto un grandissimo rapporto con Andrea Agnelli, ma almeno lui era sul campo, poteva sbagliare, ma amava la Juventus ed era uno con cui poter parlare. A parte che, ormai, sono entrati i francesi e, nonostante abbiano fatto disastri, continuano a esserci". Inevitabile anche un po' di pepe da parte di Boniek, che se la cava con una battuta: "Come finirebbe tra la squadra di allora e quella di oggi? 1-0. Sì, 1-0 per noi, solo 1-0, perché molti non ci sono più e molti hanno 70 anni...".
"Juventus. Primo amore" è un viaggio nella memoria collettiva, un omaggio a un’epoca irripetibile e a una squadra che ha saputo diventare mito.

martedì 25 gennaio 2022

Milan-Juventus 0-0, i nodi vengono al pettine

'Rafa' Leão scocca il tiro più pericoloso della partita
Milan-Juventus
finisce 0-0, un pareggio senza reti che mette in evidenza in un colpo solo tutti i limiti di una società, quella rossonera che, come ogni buon fondo d'investimento, ha ben chiari i propri obiettivi: non certo vincere, ma comprare aziende in crisi, ristrutturandole e rivenderle con guadagno, alla faccia dei tifosi lamentosi causa un mercato di riparazione che non riparerà nulla mentre, al contempo, la Juventus si porta a casa Vlahović e l'Inter Gosens.
La sfida di San Siro, giocata nel gelo termico e di tifo (appena cinque mila tifosi, come sempre condensati nelle tribune del primo anello, alla faccia del distanziamento) offre pochissimo dal punto di vista del gioco e smorza ogni entusiasmo da quello della passione. La distanza dall'Inter non è incolmabile, ma ciò che manca sono lo spirito e le forze, con l'equivoco 'Ibra' che si leva di mezzo da solo dopo nemmeno metà del primo tempo. La sua lenta uscita di scena, mastodontico dinosauro del passato, è il simbolo di un club cui lo scudetto cale poco, e forse nemmeno tanto l'ingresso in Champions League.
La simpatica coreografia dei tifosi che aspettano il pullman è puro colore etnico.
Unica nota di cronaca un tiro centrale di Leão, su cui Szczęsny si stende deviando con la mano destra. Ancora nel primo tempo due debolissime proteste per altrettanti presunti rigori: la prima per un presunto fallo in area su Calabria, la seconda su Morata. Entrambe però si allineano al livello della partita: sono impalpabili.
Nella ripresa il motto diventa 'primo non prenderle', i baricentri si abbassano e le uniche azioni apparentemente pericolose arrivano su errori abbastanza clamorosi di impostazione e palle perse malamente. Tiri in porta questi sconosciuti, l'Inter ringrazia, la corsa alla qualificazione Champions si riapre per tutti, Juve compresa che, alla fine, è la più felice per il pari strappato in un San Siro ghiacciato.
I miei TOP 3 della serata:
1. Sandro Tonali; 2. Davide Calabria; 3. Rafael Leão.

I tifosi del Milan accolgono il pullman rossonero fuori da San Siro (foto sito AC Milan)

domenica 8 agosto 2021

La follia dei 'buonisti' condanna Cecilia Salvai che fa la 'cinesina'

Il 'tweet' della Salvai incredibilmente accusato di razzismo
Condanna senza appello per Cecilia Salvai, fuoriclasse della squadra femminile della Juventus, da parte di tutto quel mondo 'buonista' che vede in ogni presunta manifestazione 'razzista' una minaccia da estirpare e un nemico da combattere senza tregua.
Ma qual è stata la colpa di Cecilia? Postare un 'tweet' in cui, con un gesto simpatico, mima gli occhi alla 'cinesina', strizzandoli e ponendo le dita ai lati delle orbite, facendo a questo modo gli occhi a mandorla (che, effettivamente, sono una caratteristica dei popoli asiatici).
Motivo della scenetta, aver posto sulla propria testa quella che in gergo si chiama, in effetti, un 'cinesino', ovvero una sorta di cono utilizzato durante gli allenamenti. Nomignolo che, ne siamo sicuri, a questo punto i fautori della 'cancel culture' proibiranno severamente di usare, bannando da Facebook chiunque ne faccia uso e bollandolo come 'parola di odio'.
Per questa 'super cavolata' la Salvai è stata attaccata e insultata (questo sì, va detto, è odio puro) dai fautori e portabandiera del mondo della cosiddetta eguaglianza. Ma non solo: la stessa Juventus è dovuta scendere in campo con un lungo comunicato di scuse, in cui si legge, fra l'altro, "Per tale errore, il Club si assume la piena responsabilità del verificarsi dell’incidente e del suo grave impatto" (follia pura). Anche l'Adidas, sponsor tecnico della Juventus, ha voluto (o è dovuta?) scendere in campo per, ha spiegato in un suo comunicato, "affrontare la questione".
Durante questo periodo di pandemia, in cui sempre più pesanti sono state le limitazioni subite nella libertà di circolazione, ormai sono divenute lampanti anche le restrizioni legate alla libertà di parola e di pensiero. Vittima questa volta è stata la Salvai, ma potrebbe essere chiunque, per il motivo più stupido e insulso, di fronte a un mondo occidentale muto e incapace di opporsi, schiavo delle proprie regole e di una libertà presunta che si ritorce contro se stessa e diventa cappio soffocante del libero pensiero.

Cecilia Salvai in azione

domenica 1 agosto 2021

Trofeo Berlusconi, l'ultimo sgarbo di Silvio al Milan

Paolo Berlusconi premia la Juventus (immagine Mediaset)
Chiamatelo l'ultimo insulto di Silvio Berlusconi al Milan. Dopo avere portato la squadra rossonera in cima al mondo, ma dopo anche averla disintegrata, parallelamente ai propri interessi personali, 'sua emittenza' ha deciso di riproporre, sei anni dopo l'ultima edizione, il Trofeo Berlusconi, che da sempre aveva il Milan come principale, e naturale, protagonista, essendo da sempre millantato come 'squadra del cuore' della famiglia brianzola più ricca d'Italia.
Così, quando si è fatta largo la notizia della riproposizione della splendida coppa dedicata al 'fu' papà di Silvio (Luigi, grande tifoso milanista, lui sì, almeno, dato per certo), tutti si erano attesi come partita naturale la sfida tra il presente e il passato della famiglia, ovvero Monza contro Milan, incontro peraltro spesso protagonista delle estati precampionato (si giocò anche l'anno scorso). Invece, complice la contemporanea amichevole del Milan a Nizza, ecco che il Monza, in questo caso organizzatore del trofeo, ha deciso di spodestare i rossoneri e invitare la loro più acerrima nemica, la Juventus
Per via dell'amicizia fra Adriano Galliani e Massimiliano Allegri, ha detto qualcuno. Ma un'amichevole tra due società che si allenano a pochi chilometri di distanza l'una dall'altra, la si poteva tranquillamente organizzare in altra data.
Un vero sgarbo. Una macchia, l'ennesima, che va a sporcare la lunga militanza milanista di Berlusconi e dei suoi accoliti, che hanno contribuito in maniera sostanziale alla dismissione della squadra che aveva dominato il calcio mondiale in tutto il primo decennio di questo secolo.

sabato 3 ottobre 2020

Juventus-Napoli, la 'furbata' di De Laurentiis può portare lo 0-3 a tavolino

Il 'tweet' della Juventus
Napoli
terra di sceneggiate e, come si sa, le trame di questi melodrammi spesso finiscono male. Ecco che, allo stesso modo, la 'furbata' ideata da Aurelio De Laurentiis per svicolare a un paio di assenze in vista della delicata sfida con la Juventus potrebbe ritorcersi contro la stessa squadra partenopea.
Di fronte alla scelta 'imposta' dall'ASL al club biancoazzurro di non muoversi dalla Campania e quindi non recarsi a Torino (negli ultimi giorni il club aveva registrato due casi di positività fra i giocatori, Elmas e Zielinski, e uno tra i membri dello staff).
Una situazione che, però, va a cozzare con le scelte appena dichiarate dalla Lega Calcio e che va contro gli obblighi di presenza cui tutte le altre squadre si sono dovute finora attenere (classico esempio il Milan, privato di Zlatan Ibrahimovic). Se il Napoli però pensava di averla 'svangata', forse però ha fatto male i calcoli, in quanto la Juventus, da parte sua, ha dichiarato che, domenica sera, scenderà regolarmente in campo all'Allianz Stadium: "La Juventus Football Club comunica che la Prima Squadra scenderà in campo per la gara Juventus-Napoli domani alle 20.45, come previsto dal calendario della Lega di Serie A", ha fatto sapere il club bianconero in un comunicato.
A questo punto pare inevitabile, ma anche auspicabile, per poter garantire la regolarità del campionato, che il Napoli subisca, nel caso non si presenti, l'inevitabile 0-3 a tavolino.

mercoledì 8 luglio 2020

Sul trionfo del Milan l'ombra dell'addio di Ibra

L'Ibrapensiero sulla partita esplicitato su Twitter
Era il 27 agosto 1978, si giocava la finale del Trofeo Città di Milano, e il Milan che quell'anno si sarebbe laureato campione d'Italia, vincendo la 'stella', superò la Juventus per 4-2. E' questo l'ultimo risultato identico a quello espresso dal campo di San Siro la sera passata fra i rossoneri e i bianconeri, una rimonta storica che premia un Milan coraggioso e fortunato. A proposito, in quella calda e afosa serata agostana, io c'ero, assiepato nei distinti dietro la porta e sotto la Curva Sud. Ricordo perfettamente quei colpi forti dati al pallone, malmenato dai 22 in campo, proprio come questa sera.
Ha vinto la squadra più umile, che ha saputo mettere un gruppo di singoli di non grandissima qualità al servizio di un gruppo che, grazie anche al nuovo tecnico, si è fatto solido e roccioso, temprato dalle avversità di un inizio di stagione sciagurato e dalle decisioni di una dirigenza disorganizzata e, a tratti, perfino incompetente.
Resta il dubbio, uno fra i tanti, legato a Zlatan Ibrahimovic, che contribuisce a gettare un velo di tristezza alla fine della partita: "Resto al Milan? Vediamo, c'è ancora un mese per divertirmi, ci sono cose che stanno succedendo qua su cui non abbiamo controllo", ha detto lo svedese di origine slava, che ha poi proseguito lanciando un pesante indizio sul proprio futuro: "Può essere stata l'ultima volta che i tifosi mi hanno visto dal vivo. Sarebbe stato bello oggi con San Siro pieno. Perché lo dico? Leggete tra le righe".


giovedì 18 giugno 2020

Napoli campione, Mimmo Pesce come John Belushi

Mimmo Pesce a Top Calcio 24: non sembra John Belushi?
Il Napoli vince la Coppa Italia, meritatamente, anche se superando solo dopo i rigori la Juventus.
Non sono fra quelli che 'odiano' la Juve, ma questa sera sono contento, quasi felice.
Felice per 'Ringhio' Gattuso, cuore rossonero; felice perché sono contrario alle dittature, e quella bianconera cominciava a diventare un po' asfissiante; felice perché sono contrario ai verdetti apparentemente già scritti; felice, perché il prepartita mi ha regalato buoni motivi per realizzare un post, grazie allo strafalcione di Sergio Sylvestre durante l'inno; felice, perché durante la gara un altro aspetto ridicolo (se non fastidioso) è stato quello delle terrificanti bandierine fosforescenti; felice infine, per Mimmo Pesce che, assieme alla redazione di Top Calcio 24, ha saputo stemperare ancora una volta il pathos calcistico e chiudere la serata con un gesto di gioia 'alla Ronaldo', a metà strada fra John Belushi (ricordate la scena in chiesa del film "I Blues Brothers"?) e Diego Maradona.

martedì 7 agosto 2018

Higuain e Caldara, le foto della presentazione in Duomo

Caldara e Higuain sull'Arengario (foto Bordignon)
Una giornata calda e assolata ha accolto l'entusiasmo di Milano per l'arrivo di Gonzalo Higuain e Mattia Caldara al Milan, dopo che l'ormai dimenticabile capitano Leonardo Bonucci ha deciso di riscoprire 'casa' alla corte della Juventus.
Per l'occasione, fissata per le ore 16.30 di venerdì 3 agosto in Piazza del Duomo, si è radunato un piccolo gruppo di tifosi più uno stuolo di curiosi e turisti. Numeri comunque lontani dal 'migliaio' sostenuto dalla stampa 'amica' (da qualche si è addirittura letto di duemila persone) che, invece, non sono andati oltre le 300 persone stipate sotto il terrazzo dell'Arengario davanti alla favolosa cattedrale milanese.
Successivamente, lo stesso gruppo, con lo scorrere del tempo dimezzatosi, si è letteralmente 'scagliato' in piazza Diaz ad attendere l'uscita di Caldara, trasportato quasi in stile 'stage-diving' verso l'auto che lo attendeva, mentre Higuain rimaneva sull'Arengario per completare le interviste, non prima di avere gettato, assieme al suo nuovo compagno di club, alcune magliette da gioco verso i tifosi festanti.

Ecco, di seguito, alcune delle foto scattate durante la presentazione (foto Bordignon).










mercoledì 26 maggio 2010

Una Juve pietosa ko a Toronto con la Viola

Difficile vedere partite peggiori di queste ma come queste sono più o meno tutte le gare di fine stagione. Con la differenza che, a Toronto, almeno la Fiorentina ha avuto uno Jovetic in più nel motore che le ha regalato la vittoria sulla Juventus per 1-0 con un gol al 17', una gran staffilata da fuori area su cui Manninger nulla ha potuto.
Gara giocata ovviamente a ritmi bassi, e non poteva essere altrimenti, davanti a un buon pubblico (forse 20 mila spettatori?) al Rogers Centre della cittadina canadese, solitamente adibito alle partite di baseball e malauguratamente provvisto, in questo caso, di un terreno sintetico. Campo che ha mietuto una 'vittima' per parte, ma più grave è parso l'infortunio dello juventino Brandao, portato fuori in barella mentre si contorceva dal dolore. Sulla partita, sponsorizzata anche dal Corriere Canadese, meglio stendere un velo pietoso: Jovetic ha giganteggiato in ogni parte del campo, i tanti tifosi bianconeri hanno tributato la giusta standing ovation a Del Piero uscito dopo circa venti minuti della ripresa (spenta la sua prova) e alla fine la Juve ha rischiato anche il pari con un paio di azioni sotto porta. Ma sarebbe stato troppo.

lunedì 15 marzo 2010

Anche questa settimana
la maestra vi dà i compiti...

Anche questa settimana la maestra vi dà i compiti e, se non li svolgerete, vi punirà severamente... come? «Kiri, kiri, kiri...», ovvero «Più giù, più giù, più giù...», come sussurrava la dolce Asami Yamazaki infilando il lungo ago nell'occhio del suo schiavo Shigeharunel film "Audition" di Miike Takashi (un autentico 'must' per i cultori del 'noir').
Quindi, cari ragazzi, avete alcuni pezzi, o meglio, post, da leggere... e li leggerete! Senza fare tante storie...
Ovviamente non possono mancare il clamoroso successo del Milan sul Chievo e la sconfitta dell'Inter a Catania, ma si è anche parlato di Sport Business Academy e di Milano City Marathon. Non può mancare l'ennesimo capolavoro infiorettato del caro amico Diegoventotto sull'ennesima figuraccia juventina, mentre sulle pagine del Corriere Canadese continuerete a seguire le imprese (si fa per dire) dei Toronto Maple Leafs. Tutto chiaro?

giovedì 4 marzo 2010

Dalla coppia Milan-Inter all'Armani Jeans,
dal golf al football americano, con chiusura
dedicata al porno: ecco la settimana ... sferica...

Questa settimana c'è veramente molto da leggere, e non solo su questo blog, che ha avuto dei picchi di vero, intenso traffico. Anche le altre realtà che ogni tanto (o sempre) mi vedono presente, hanno visto un proliferare di articoli e pezzi di sport, politica, varie ed eventuali.
Partiamo con il grande mondo blogosferico di Milano 2.0 e i pezzi scritti su Inter e Milan, sulla Milano City Marathon, su Nesta e Balotelli riguardo alla Nazionale, sull'Armani Jeans Milano, sul football americano dei Rhinos Milano, sui nuovi sponsor del mondo del golf e sui corsi bocconiani per diventare manager sportivo, alla presenta di Giancarlo Abete, Luca Pancalli, Clarence Seedorf e tante altre personalità dello sport.
Sul Corriere Canadese, chiuso il capitolo olimpico si è tornati a parlare di hockey ghiaccio, con l'ennesima 'tranvata' presa dai Toronto Maple Leafs.
Infine passiamo al mio caro amico Diegoventotto e al suo splendido superblog bianconero: da non perdere il suo splendido pezzo che accorpa il trionfo olimpico del Canada e l'ennesimo tonfo della Juventus, in casa con il Palermo.
Infine, tanto per gradire, un articolo dedicato al disinvolto passaggio dal lavoro come dj all'attrice porno della splendida Alexis Parker. Ma quello lo trovate qui sotto...

lunedì 15 febbraio 2010

Da San Siro ad Asiago, passando per Vancouver

Ancora tante letture interessanti questa settimana, a partire ovviamente dal 'mondo blogosferico' di Milan e Inter, anche se 'nella casa del Diavolo', ovvero sul mio 'Urlo', si è parlato anche di Sofia e Veronica, due delle meraviglisoe modelline di American Apparel. Fari puntati piuttosto sul Corriere Canadese e sul suo 'speciale Olimpiadi', da me con l'aiuto dell'amico Mario curato in ogni dettaglio: ovviamente grande gioia per i due bronzi italiani di Pittin e Zoeggeler, oltre che, soprattutto per chi vive da queste parti, per il primo oro canadese di Bilodeau. Chiusura obbligata con il mio 'superfriend' Diegoventotto, che questa settimana ha parlato della vittoria italiana nell'Euro Ice Hockey Challenge di Asiago e del successo (una volta tanto) della sua Juve in campionato. E buona lettura!

martedì 29 settembre 2009

L'antipatia di Mourinho e il 'tavolinho' di Ronaldinho, una settimana finita... malinho

Una giornata interessante per il campionato italiano di calcio, la sesta, con due protagonisti in negativo, e si sa, le voci 'meno' attraggono sempre in maniera superiore rispetto a quelle 'più': così, il primo ko in campionato dell'Inter del sempre più insopportabile José Mourinho rallegra chi è alla ricerca di alternative per un campionato dai tassi qualitativi sempre più scadenti.
Idem come sopra l'eclissi totale di un Milan a cui nemmeno più Silvio Berlusconi presenzia alle partite, forse per il timore evidente di contestazioni, le prime vere della sua storia da dirigente. Fra le sue cantonate più clamorose quella legata all'oggetto ormai non più misterioso Ronaldinho, non più misterioso nel senso che abbiamo capito trattasi di un 'ex' a tutti gli effetti.
Infine, a corredo di un turno di campionato 'letale' per le grandi, il pari interno della Juventus, a testimonianza di come nel calcio italiano di oggi, anche ujna squadra sopravvalutata come quella bianconera possa comunque raggiungere posizioni di vertice. E buon campionato a tutti...

martedì 12 maggio 2009

Questa volta Lapo Elkann mi è piaciuto davvero!

La notizia non è girata molto, ma ho ascoltato le ultime dichiarazioni di Lapo Elkann a Sky (forse una volta sola)e devo dire che mi hanno colpito molto. E’ un personaggio particolare, il buon Lapo. Quando lo incrociai al Salone dell’Auto di Ginevra mi sconvolse per la sua effervescenza. Tutto il genuflettersi nei suoi confronti da parte del ‘bel mondo’ della notte mi aveva però riempito di pregiudizi nei suoi confronti.

L’ho sentito nel prepartita di San Siro e mi è paro abbastanza lucido, l’ho riascoltato oggi e l’ho trovato divertente: “Peccato, speravo che il Milan potesse battere l’Inter” ha detto (più o meno, vado a memoria) il ‘nostro’, facendo una chiara scelta di campo rispetto alle due grandi ‘nemiche storiche’ della Juventus. “Di fronte alla vittoria dell’Inter saremo costretti a toglierci il cappello e lo faremo” ha proseguito, sottolineando poi “perché quello juventino è un tifoso di classe, la Juventus ha stile, al contrario di altre squadre”. Parola più, parola meno, il succo è stato questo. Voi cogliete qualche velata allusione a qualcuno? Io sì, e l’ho trovata divertente...

(foto di Massimiliano Bordignon)

domenica 10 maggio 2009

Un Milan tutto da rifare non va oltre il pari con la Juventus, Mourinho ringrazia e torna a dormire...

Poteva pure dormire tranquillo José Mourinho. L’1-1 fra Milan e Juventus, protagoniste del posticipo della 35.a giornata, oltre che sancire la vittoria nerazzurra in questo scudetto (già assegnato da diverse domeniche, ma che solo la matematica e un giornalismo disperato tenevano ancora aperto), fa pensare che il dominio nerazzurro sia destinato a imperare per diversi anni ancora.

E, se questo farà felici gli interisti, deve preoccupare non poco i milanisti, non tanto per i trionfi dei ‘cugini’, quanto per la pochezza palesata dalla squadra rossonera per l’ennesima volta nel corso di questa stagione, opposta a una formazione discreta ma di certo non uno squadrone. I recenti successi in fila rimediate contro le squadre di mezza classifica di un campionato mediocre avevano perfino autorizzato a qualche sorriso chi dirige le sorti del gruppo rossonero, con le solite litanie del tipo ‘bastano un paio di ritocchi e la squadra sarà a posto’.
Questa squadra invece non è a posto. E’ bastata una Juve senza più obiettivi per mandare nel panico la formazione di Carlo Ancelotti, che fra l’altro ha trovato un arbitro, il signor Orsato, dotato di un curioso atteggiamento benevolo nei confronti delle magliette di casa, a più riprese ‘graziate’ nei momenti di maggior fervore sugli avanti bianconeri...
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Gli highlits della partita, commentati (credo) in cinese... ma potrebbe anche essere manciuriano...

domenica 19 aprile 2009

Adesso al primo che mi parla di un campionato 'che si può riaprire' gli tiro un pugno... forse

Adesso al primo che dice che il campionato può ancora essere riaperto gli tiro un pugno (si fa per dire, ovviamente). Magari qualcuno avrà anche il coraggio di presentare la prossima sfida tra Milan e Juventus come quella che eliminerà definitivamente una delle due antagoniste dell’Inter. Come però diceva Totò… “Ma mi faccia il piacere…”. Per l’ennesima volta la formazione nerazzurra si dimostra la più forte squadra italiana (di un campionato comunque di non alto livello) e va a raccogliere un pareggio in scioltezza in quel di Torino contro una Juventus che, pur di battere i nerazzurri, avrebbe anche ceduto parte del suo bottino in classifica.
Invece fine sono i bianconeri a salutare la ‘conquista’ di un pareggio per 1-1 come quasi una vittoria, e alla fine, una volta di più (e questo comincia veramente a preoccuparmi) mi sento d’accordo con José Mourinho, quando dice “Mi piace pareggiare nello stadio di una squadra storica come la Juve e vedere la loro felicità per aver conseguito una divisione della posta... Continua a leggere su Milano 2.0


Le immagini di Sky della gara di Torino: