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venerdì 12 giugno 2026

Stanley Cup, gara-5: Staal mette ancora la firma, Carolina si prende due match-point

L'apertura del sito NHL dopo gara-6
I Carolina Hurricanes vincono gara-5 della finale di Stanley Cup per 4-2 sui Vegas Golden Knights, un risultato che li porta avanti nella serie per 3-2, regalando loro così ben due match-point, il primo dei quali, in trasferta, andrà in scena per gara-6 a Las Vegas, fissata per domenica notte. Si comincia dopo l'esecuzione di un famoso pezzo degli Scorpions, "Rock You Like A Hurricane" e, ovviamente, l'inno nazionale, alla presenza del bomber calcistico norvegese Erling Haaland (con maglietta d'ordinanza di Carolina). La partita si accende presto, perché sono gli ospiti a colpire per primi: Pavel Dorofeyev sfrutta il power-play dopo l’ingenuità di Nik Ehlers, che spedisce il puck oltre la balaustra. Dall'inizio della superiorità sono passati appena 30 secondi, sul giro‑disco Jack Eichel trova un corridoio perfetto dal lato destro, Dorofeyev si apre sul cerchio d'ingaggio e infila Brandon Bussi con una conclusione secca. La replica di Carolina non si fa attendere, la squadra di Rod Brind'Amour genera diverse buone occasioni ma fatica nelle conclusioni, tanto che il pubblico implora dalle tribune "shoot!", ovvero tira. La risposta dei Canes arriva dopo nemmeno cinque minuti, con Jordan Staal che continua la sua serie irreale. Carolina lavora bene il disco in zona offensiva, Ehlers si riscatta con un tiro teso dalla blu e lo stagionato capitano, piazzato davanti allo slot, devia con un tocco chirurgico che spiazza Carter Hart. E' il pareggio che fa esplodere il Lenovo Center e che permette a Staal di eguagliare il record di 5 gare consecutive a segno in una finale (con 6 gol realizzati finora).
Il sorpasso arriva nel secondo periodo, quando la pressione di Carolina diventa asfissiante. In superiorità numerica Andrei Svechnikov riceve sul lato sinistro, finta il passaggio centrale e sorprende Hart con un tiro rasoghiaccio che passa tra i gambali del portiere (31'58"). Un'esecuzione rapida, pulita, che premia un power-play finalmente incisivo e che porta i Canes avanti. Il colpo che indirizza la serata arriva però a due minuti dalla seconda sirena. Jordan Martinook ruba un disco sanguinoso a Shea Theodore dietro la porta, serve Sebastian Aho defilato sulla destra e il finlandese, quasi senza angolo, trova un varco impossibile sopra la spalla di Hart. Un gesto tecnico di pura classe che vale il 3‑1 e che chiude un periodo dominato in ogni zona del ghiaccio.
Il terzo periodo comincia nel segno della speranza per Vegas che, in questi playoff, è riuscita in ben 9 rimonte, di cui ben 4 nel terzo periodo. E dopo meno di due minuti Brett Howden ha il disco buono, su un rimbalzo sporco di Bussi, ma fallisce la conclusione. Ribaltamento di fronte ed è Hart a dover uscire alla disperata per sventare un attacco di Carolina. Jack Eichel prende una ingenua penalità per sgambetto: Hart è sotto pressione, ma riesce a frenare le due conclusioni dei padroni di casa. Sono però ancora gli Hurricanes a rendersi pericolosissimi con William Carrier, che coglie la traversa alle spalle di Hart. Il dominio dei padroni di casa è evidente, e si concretizza nella quarta rete, che cade ancora in power-play (Mark Stone in 'double minor' per bastone alto su Jalen Chatfield), con Andrei Svechnikov che firma la sua 6.a marcatura dei playoff, in questo caso 'servito' da Nikolaj Ehlers (10° assist in post-season) e Shayne Gostisbehere (9°). La partita sembra prendere una strada ben precisa e arriva così inatteso il secondo gol di Dorofeyev della serata (12 per lui nei playoff), una respinta corta di Bussi su una conclusione di Theodore. Gli ospiti prendono coraggio, una conclusione di Rasmus Andersson viene bloccata da Bussi. L'extra-attacker di Vegas entra con quasi tre minuti ancora da giocare e, 133 secondi dalla fine, Ehlers si prende una penalità per ritardo del gioco (disco lanciato fuori dalla balaustra): in 6-contro-4 i Golden Knights colgono un palo, rischiano di subire in contropiede il quinto gol, ma il risultato non cambia più.
Hart esce ancora con almeno 4 reti sul groppone subite in ognuna delle gare di finale di finale disputate, un record assoluto certo non invidiabile per una finale di Stanley Cup, ma soprattutto Vegas perde anche William Karlsson per infortunio. Per la prima volta gli Hurricanes si portano in vantaggio nella serie, mentre Vegas, due volte avanti nella sfida di finale, sarà ora obbligata a vincere le due partite rimanenti, infliggendo agli Hurricanes una doppia sconfitta che manca loro da metà gennaio in regular-season. Chi, dal 2000, ha vinto gara-5, si è imposto nel 75% dei casi, ovvero un 20 contro 7 che elegge Carolina come favorita per la vittoria finale.

Leggi anche:
Gara-1: Carolina - Vegas 4-5  
Gara-2: Carolina - Vegas 4-3 OT
Gara-3: Vegas - Carolina 5-4 OT
Gara-4: Vegas - Carolina 3-5

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mercoledì 10 giugno 2026

Stanley Cup, gara-4: Carolina si riprende la parità, Il vecchio Staal protagonista

Il sito NHL inneggia a Jordan Staal
Vegas Golden Knights
e Carolina Hurricanes continuano a costruire una finale di Stanley Cup leggendaria. Gara‑4, alla T‑Mobile Arena, è stata l’ennesima dimostrazione di una serie che non concede tregua: Carolina vince 5‑3, impatta la serie 2-2 e rimanda ogni certezza a Raleigh. Una partita che ha confermato la natura selvaggia di questa sfida, con momenti di dominio alternati e un ritmo che non permette di respirare.
L’avvio è stato un lampo: Logan Stankoven ha sbloccato dopo poco più di un minuto, raccogliendo un passaggio filtrante di Jalen Chatfield e superando Carter Hart con un tocco ravvicinato dopo essersi infilato tra due difensori. Poco dopo è arrivato il raddoppio di Jackson Blake, bravo a farsi trovare libero sul lato sinistro e a concludere di prima intenzione su un disco servito da Taylor Hall. Due affondi secchi, costruiti con velocità e precisione, che hanno gelato il pubblico di Las Vegas.
La reazione dei padroni di casa è arrivata con Mark Stone, che ha accorciato sfruttando un’azione insistita: Shea Theodore ha tenuto vivo il disco sulla linea blu, Brayden McNabb lo ha rimesso verso il centro e Stone, appostato davanti alla porta, ha deviato di prima intenzione. Carolina ha però ristabilito il doppio vantaggio con Jordan Staal che, in superiorità numerica, ha raccolto un passaggio di Shayne Gostisbehere e ha insaccato con un tocco rapido da distanza ravvicinata.
Il secondo periodo ha ribaltato l’inerzia: Vegas ha alzato il ritmo, costringendo Carolina a difendersi più bassa. William Karlsson ha riportato i suoi a contatto con un’azione costruita in velocità: Rasmus Andersson ha aperto il gioco sulla destra, Mitch Marner ha servito Karlsson nello spazio e il centro svedese ha infilato Brandon Bussi con un tiro preciso sul palo lontano. Il pareggio è arrivato con Brett Howden (14 gol per lui nei playoff), che ha approfittato di un disco recuperato da Colton Sissons per avanzare sul lato sinistro e sorprendere Bussi con una conclusione potente sotto la traversa.
Nel frattempo, Carolina ha rischiato grosso su un paio di ripartenze: Jack Eichel ha colpito la traversa dopo un’azione personale, mentre Stone ha sfiorato il vantaggio con un tocco ravvicinato respinto da Bussi con un intervento d’istinto. Da segnalare anche un duro contatto su Blake, finito contro le balaustre dopo una carica di McNabb: il giovane attaccante si è rialzato con fatica, ma ha continuato la partita.
Il terzo periodo ha riportato la partita sul binario degli Hurricanes. L’episodio decisivo è nato da un errore in uscita di Vegas: Theodore ha perso il disco sotto pressione, Seth Jarvis ha provato la conclusione, Hart ha respinto ma il rimbalzo è finito verso Jordan Staal. Il capitano, sbilanciato e in caduta, è riuscito comunque a deviare il disco sollevandolo quel tanto che bastava per superare il 'goalie' di casa. Un gesto istintivo, sporco, ma perfetto nella sua efficacia.
Vegas ha tentato l’assalto finale, togliendo Hart per l’uomo in più, ma Carolina ha chiuso i conti con Nikolaj Ehlers, che ha recuperato un disco vagante a centro pista e ha depositato nella porta sguarnita dopo aver resistito al tentativo di recupero di due difensori. La sirena ha sancito un 5‑3 che rimette tutto in equilibrio. Carolina ha mostrato carattere, sfruttando la serata di grazia di Staal e la solidità di Bussi nei momenti più delicati. Vegas ha pagato qualche leggerezza di troppo, soprattutto nelle transizioni difensive, pur confermando la capacità di rientrare in partita anche quando sembra alle corde. La serie ora torna a Raleigh, con la sensazione che ogni dettaglio possa spostare l’inerzia della coppa.

venerdì 5 giugno 2026

Stanley Cup 2026, gara-2: Vegas prima il sogno e poi l'incubo, Carolina vince in overtime

"Sudden Seth Overtime": il titolo del sito NHL dice tutto
Sì, è ufficiale. Quella fra Carolina Hurricanes e Vegas Golden Knights promette di essere una delle serie di finale di Stanley Cup più belle viste negli ultimi anni. Anche gara-2, come la prima sfida, si risolve sul filo del rasoio, anzi oltre. Gli Hurricanes si impongono per 4-3 all'overtime, recuperando due reti di svantaggio iniziali, dissipando la vittoria nel finale ma ritornando in sella in un supplementare durato forse troppo poco.
Vegas aveva iniziato come in gara‑1: ordinata, spietata, capace di colpire al momento giusto. Brett Howden ha firmato entrambe le reti del vantaggio, confermando una 'post-season' da record con 13 reti nel carniere: la prima al 13'33", sfruttando un lungo aereo 'aereo' del solito Mitch Marner (16° assist dei playoff per lui)) e, liberatosi di Sean Walker, bravo a freddare Frederik Andersen. La seconda al 27'23", già nel periodo centrale, portandosi a spasso un marcatore feroce come Jaccob Slavin e poi infilando la rete dalla breve distanza. Nel mezzo due belle occasioni per i padroni di casa con Andrei Svechnikov e Sebastian Aho, forse troppo poco per una squadra che aveva bisogno della vittoria come l'acqua nel desert, ma che comunque ha provato e riprovato a scoccare tiri verso la gabbia avversaria (alla fine saranno 26 a testa). La squadra di Rod Brind'Amour è parsa arrancare: linee mescolate, ritmo intermittente, zero profondità offensiva, subito una grande occasione non sfruttata da Taylor Hall. Nel frattempo, da segnalare il ko di Brayden McNabb: il difensore di Vegas, colpito al volto da un disco, è uscito coprendosi con le mani naso e bocca e subito è stato ricoverato in ospedale: un episodio che ha scosso la panchina ma che ha, soprattutto, costretto coach Joe Tortorella a ruotare in difesa cinque giocatori.
Nel terzo periodo, dopo sette minuti, arriva l'occasione che potrebbe chiudere la partita: Marner friceve disco da posizione centrale e lascia partire una saetta che si schianta sulla traversa dopo essere stata deviata provvidenzialmente da Jalen Chatfield. Si entra così negli ultimi dieci minuti, con Vegas che sembra ancora poter gestire la partita ma all’improvviso, il terzo periodo prende fuoco: Logan Stankoven accende la miccia con un’azione personale da predestinato. Ingaggio nella zona difensiva di Vegas vinto da William Karlsson, ma Stankoven si fa sotto, ddietro alla gabbia recupera, accelera, strappa il disco, gira attorno alla porta difesa da Carter Hart e lo infila in 'backhand', sfruttando il tocco di pattino di Jeremy Lauzon. Il Lenovo Center è una bolgia e passano poco più di due minuti che Carolina pareggia: William Carrier trova un grande assist cadendo per Mark Jankowski, la cui staffilata nell'angolino vale il pareggio e la sua prima rete della 'post-season'. A cinque minuti dalla fine esatti arriva la grande occasione per i Golden Knights, con Ivan Barbashev che si crea una doppia chance clamorosa, ma in entrambi i casi, non si sa come, Andersen riesce a metterci una pezza, complice il classico 'mischione' davanti (e dentro) la gabbia. Vegas chiede addirittura il gol, e Tortorella lancia la 'challenge' che, svanita, regala due minuti di power-play ai padroni di casa. Una superiorità che gli Hurricanes sfruttano dopo appena 25 secondi con il 'sempreverde' Jordan Staal, 37 anni e non sentirli. bravo a deviare un disco che sembrava disegnato apposta per lui dopo un tiro secco di Shayne Gostisbehere. Tre gol in poco più di cinque minuti: un ribaltone che ha ricordato a tutti quanto Carolina sappia trasformarsi quando sente l’odore del sangue. Ma Vegas non muore mai. A tre minuti e mezzo dalla sirena Jackson Blake prende due minuti per 'interference' su Barbashev, il 'goalie' ospite va in panca per l'uomo di movimento in più sul ghiaccio ma, pochi secondi dopo la fine senza esito della penalità dei padroni di casa, Mark Stone gela l’arena con la rete del pareggio, sfruttando l’ennesima invenzione di Marner, riprendendo da sotto il puck liberato malamente dalla difesa di casa con la complicità di Andersen. Un colpo al cuore per i 'Canes', che però non hanno perso lucidità.
L’overtime è stato un monologo: pressione, ritmo, occasioni. E quando Tomáš Hertl, l'eroe di gara-1, commette un fallo ingenuo su Staal, il destino bussa alla porta. Seth Jarvis, fin lì quasi invisibile, trova il colpo della rinascita: 'one‑timer' secco dalla sinistra, preciso, imparabile. Il Lenovo Center esplode per la rete che regala la vittoria a Carolina e riporta in parità la serie sull'1-1.
La sfida ora si trasferisce a Las Vegas, con gara-3 che andrà in scena domenica, per una gara che avrà le caratteristiche 'pivotal'. Chi vince potrebbe portare l'inerzia della coppa dalla sua.

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Gara-1: Carolina - Vegas 4-5
 

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mercoledì 3 giugno 2026

Stanley Cup 2026, gara-1: Vegas 'corsara', supera Carolina in una partita epica

Il sito NHL esalta la vittoria di Vegas
La finale di Stanley Cup 2026 si apre come meglio non si potrebbe con un scintillante 5-4 ottenuto dai Vegas Golden Knights in casa dei Carolina Hurricanes. Due squadre che, nel corso della partita, si sono rincorse e superate fin quasi alla sirena finale ma con gli ospiti che, alla fine, non hanno rubato nulla in attesa della seconda sfida, che si disputerà ancora a Raleigh la sera di giovedì 4 giugno.
Pronti, via, fra gli arbitri 'un certo' Wes McCauley, passano 25 secondi e tanto basta ai Carolina Hurricanes per incendiare gara-1 della finale: Nikolaj Ehlers scappa in 2 contro 1 e infila Carter Hart sotto il guanto, facendo esplodere il Lenovo Center. È l’avvio che ogni squadra sogna, un pugno sul tavolo che conferma l’identità dei 'Canes': pressione, velocità, zero esitazioni. Un minuto dopo potrebbe arrivare già il bis, ma Jaccob Slavin centra la traversa in piena corsa. Carolina vola, il pubblico è una bolgia. Vegas fatica a uscire dalla propria zona, soffocata dalla pressione avversaria. Gli Hurricanes trasformano ogni errore in un’occasione, e al 12'08" arriva il raddoppio: ancora Ehlers, ancora in fuga solitaria, questa volta con un movimento secco tra i gambali: sesto gol per lui nei playoff. La difesa dei Golden Knights è sorpresa durante un cambio, Jack Eichel non riesce a liberare il disco e Jalen Chatfield serve il danese con un passaggio perfetto. E' il 2-0 e sembra l’inizio di una serata lunga per gli ospiti. Ma Vegas non crolla. Al 13'28" Shea Theodore accorcia con un tiro dalla distanza che passa attraverso il traffico. Carolina valuta la possibilità di un 'challenge' per interferenza, poi rinuncia. Il gol ridà fiato ai Golden Knights, che chiudono il periodo in crescita e resistono a un power-play complicato, sfiorando persino il pari con Howden appena uscito dal 'penalty box'. Il primo intervallo arriva sul 2-1, con Carolina avanti nel punteggio e nei tiri (10-3), ma con Vegas di nuovo in partita.
L’inizio del secondo periodo ribalta l’inerzia: dopo appena 30 secondi di gioco Ivan Barbashev trova il 2-2 su assist di Eichel, replicando la rapidità del gol lampo di Ehlers nel primo periodo. I Golden Knights ora pattinano, pressano, credono nella rimonta. E infatti al 24'35" William Karlsson completa il sorpasso: 3-2 per Vegas, silenzio improvviso sugli spalti. Frederik Andersen, fin lì quasi perfetto in tutta la postseason, appare meno sicuro mentre i Knights aumentano ritmo e fisicità. La partita diventa una battaglia di nervi e dettagli, con Carolina che prova a ritrovare ordine e Vegas che gioca con la sicurezza di chi ha già ribaltato serate complicate. Ma gli Hurricanes non mollano. A metà periodo, quando l’inerzia sembra ormai tutta dorata, è il capitano Jordan Staal a rimettere insieme i pezzi: intercetta un disco sanguinoso perso da Hanifin, riceve da Miller e fulmina Hart con un polsino secco sotto la traversa. Il 3-3 riaccende il pubblico e restituisce alla partita il suo equilibrio (16-15 i tiri al 40' per Carolina), quello atteso in una finale tra due squadre capaci di dominare le rispettive conference. Il secondo periodo si chiude con una penalità per Chatfield che rende ancora pericolosa Vegas, ma Andersen stavolta fa buona guardia, aiutato anche dal palo destro, colpito per l'occasione da Tomas Hertl.
Il terzo periodo chiude la panelità di Chatfield, ma dopo un minuto e venti secondi Vegas passa di nuovo: Carolina fatica a liberare il proprio terzo, Theodore prende il disco dalla blù e lo scarica verso la gabbia di Andersen, là dove era pronto alla deviazione Brett Howden, autore così della sua 11.a rete dei playoff. Gli Hurricanes sentono il colpo, Vegas va ancora vicina al gol, usufruisce di una superiorità che potrebbe essere letale, ma gli Hurricanes si difendono con ordine e, ancora una volta, trovano il varco giusto per pareggiare la partita, stavolta con una saetta in diagonale di Shayne Gostisbehere che, dalla sinistra e in azione personale al 51'19", trova il gol del 4-4 sfruttando un passaggio davanti alla gabbia di Stankoven. Entusiasmo sulle tribune, Carolina ritrova spirito e iniziativa. Vegas ci prova, Dorofeyev strappa un disco prezioso in attacco e prova un tiro, fermato da Andersen, mentre dall'altra parte arriva un vero e proprio miracolo di Hart a fermare uno 'shot' a botta sicura di Jarvis. Sul ribaltamento di fronte, a 3'24" dalla fine, arriva la rete che, finalmente, decide la partita: Colton Sissons è bravissimo a pescare Tomáš Hertl con un passaggio 'no look' al centro del terzo offensivo dei padroni di casa, conclusione secca e Andersen che può solo osservare il puck scivolare in rete. Gli ultimi minuti sono convulsi, ma poco costruttivi per Carolina: con 1'47" da giocare si gioca a porta vuota ma i 'Canes', forse più abituati a comandare che a inseguire, si lasciano prendere dall'ansia e giocano male troppi dischi nei momenti decisivi. I Golden Knights strappano così la vittoria e si presenteranno a gara-2 con un vantaggio, oltre che di risultato nella serie, psicologico ottenuto a una condotta di gara spregiudicata: non si recuperano facilmente due reti di svantaggio a una squadra come Carolina. E per giunta in trasferta.

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martedì 2 giugno 2026

Stanley Cup 2026, tutto pronto per il primo ingaggio

L'apertura del sito NHL dedicata alla finale
Carolina Hurricanes–Vegas Golden Knights
: una finale che promette intensità e storia La finale di Stanley Cup 2026 mette di fronte due squadre arrivate all’ultimo atto con percorsi diversi ma con una certezza comune: entrambe hanno dominato i rispettivi tabelloni, a est e ovest. Carolina ha travolto Senators, Flyers e Canadiens con un impressionante 12-1 complessivo, diventando la prima squadra da quasi 40 anni a raggiungere la finale con una sola sconfitta. Vegas, invece, ha cambiato pelle in corsa, trovando nuova identità sotto la guida di John Tortorella e chiudendo i playoff con un 12-4 che include lo 'sweep' ai danni dei favoriti Colorado Avalanche.
La serie si aprirà stanotte a Raleigh, dove i padroni di casa arrivano con un sistema rodato e una profondità offensiva che ha fatto la differenza per tutta la 'post-season'. La linea Blake–Hall–Stankoven ha prodotto 42 punti, mentre Taylor Hall è diventato il sesto giocatore nella storia della franchigia a chiudere una postseason con almeno 5 gol e 10 assist. Frederik Andersen, con un 1.44 di media gol subiti e il 92.8% di parate, è stato semplicemente dominante.
Dall’altra parte, Vegas porta un mix di esperienza, fisicità e talento individuale. Mitch Marner è il volto della loro corsa: 21 punti in 16 partite e una crescita costante che lo ha messo al centro dell’attenzione. La sua capacità di incidere in entrambe le zone del ghiaccio è diventata un fattore chiave. Non a caso, all’interno dello spogliatoio si riconosce che Carolina rappresenta un ostacolo enorme: «Great team, they've lost one game in playoffs», ha dichiarato il difensore Brayden McNabb, sottolineando come la pressione costante degli Hurricanes richieda “decision-making” impeccabile.
La sfida è anche un confronto tra stili diversi di gioco: Carolina punta su ritmo, forecheck aggressivo e linee capaci di generare pericolo in sequenza; Vegas risponde con struttura difensiva, transizioni rapide e un trio di stelle — Jack Eichel, Marner e Mark Stone — considerato tra i più incisivi della lega. La serie stagionale dice 2-0 per Vegas, ma i playoff raccontano sempre un’altra storia.
Entrambe le squadre arrivano “on a heater”, come si dice oltreoceano (in serie positiva). Carolina ha atteso vent’anni per tornare a questo punto, dopo la vittoria del 2006 con Rod Brind’Amour capitano e oggi allenatore. Vegas, invece, disputa la sua terza finale in nove anni di esistenza, un risultato straordinario per una franchigia così giovane.
La chiave potrebbe essere la capacità di creare spazio in una serie che si annuncia strettissima. Come sottolineato da più analisi tecniche, il rischio è che “il ghiaccio sembri un campo da basket”, tanta sarà la pressione su ogni possesso. Vegas sembra avere un vantaggio in termini di 'stelle' in campo, mentre Carolina può contare su un sistema più profondo e su un portiere in stato di grazia.
La finale di Stanley Cup sarà decisa dai dettagli e dai singoli eventi: un rimbalzo, un power-play, un'azione o una parata impossibile, tutto ciò che è nelle corde di due grandi squadre.


Alcune immagini tratte sempre dal sito NHL dedicate alla finale:

mercoledì 27 maggio 2026

NHL playoff: Vegas completa lo 'sweep', per Colorado clamorosa eliminazione

L'apertura del sito NHL
I Vegas Golden Knights accedono alla loro terza finale di Stanley Cup nelle loro prime nove stagioni di vita dopo la vittoria per 2-1 sui Colorado Avalanche, completando lo 'sweep' per 4-0 e confermando una superiorità netta lungo tutta la serie che avrebbe dovuto essere molto più combattuta e che, all'inizio, vedeva proprio la squadra di Denver come favorita naturale, dopo una regular-season fantastica che l'aveva portata a vincere il Presidents’ Trophy (che, ancora una volta, non si dimostra un trofeo 'beneaugurante'). Ai 'cavalieri dorati' va così anche il Clarence Campbell Bowl, la coppa che premia normalmente la formazione vincente della Western Conference.
Nel primo periodo, la partita si sblocca grazie a una giocata che sintetizza perfettamente l’identità di questa Vegas, allenata perfettamente da un vecchio leone della panchina come John Tortorella: Brayden McNabb alza un lob millimetrico per Mark Stone, che parte alle spalle della difesa avversaria e batte Mackenzie Blackwood con freddezza. Una rete che indirizza subito il match e che riflette la capacità dei Golden Knights di sfruttare ogni dettaglio, anche contro un’avversaria abituata a imporre ritmo e volume offensivo.
Il secondo periodo resta bloccato, ma è qui che emerge la chiave della serie: Vegas limita drasticamente le occasioni di Colorado, che pure aveva dominato i turni precedenti con un record di 8-1. La squadra di John Tortorella soffoca ogni tentativo di transizione, vince i duelli lungo le balaustre e mantiene il controllo degli ingaggi (54,7%), impedendo agli Avalanche di trovare continuità offensiva. Carter Hart, quasi perfetto, chiuderà con 20 parate e una sola rete concessa negli ultimi minuti.
Nel terzo periodo arriva il gol che vale la finale: Cole Smith devia il tiro dalla blu di Dylan Coghlan per il 2-0 a quasi sei minuti dalla sirena. È la conferma della profondità del roster di Vegas, capace di trovare protagonisti diversi in ogni partita. Colorado accorcia con Gabriel Landeskog, ma senza mai dare l’impressione di poter ribaltare l’inerzia della gara. Gli Avalanche, come ammesso da coach Jared Bednar, “si sono scontrati con una macchina perfettamente oliata”, incapaci di replicare la brillantezza mostrata fino a quel momento nei playoff.
Nota di cronaca, non secondaria: il gruppo vincente attorno al Campbell Bowl, guidato proprio dal capitano, Stone, si è categoricamente rifiutato di toccare la coppa, un gesto scaramantico ritenuto beneaugurante in vista dell'unica coppa che veramente conti per un giocatore di hockey, ovvero la Stanley.
Con questa vittoria, i Golden Knights attendono ora la vincente tra Carolina Hurricanes e Montreal Canadiens, serie in cui gli Hurricanes conducono 2-1 dopo due successi consecutivi in overtime. Carolina sta dominando sul piano fisico e statistico — 93 tiri a 47 nelle prime tre gare — e ha vinto gli ultimi sei overtime disputati nei playoff, un dato che suggerisce una squadra mentalmente solida e capace di gestire la pressione nei momenti decisivi. Per Vegas, dunque, si profila una finale contro una squadra in grande fiducia, qualunque essa sia. Ma lo 'sweep' contro Colorado — una delle più sorprendenti degli ultimi anni — conferma come i Golden Knights stiano giocando il loro miglior hockey della stagione proprio nel momento più importante.

lunedì 25 maggio 2026

NHL playoff: Vegas, leggendaria rimonta e finale in vista, 5-3 a Colorado

L'apertura del sito NHL
La notte della T-Mobile Arena racconta una rimonta storica, che potrebbe indirizzare l’intera finale della Western Conference, ora sul 3-0: i Vegas Golden Knights ribaltano uno 0-3 pesantissimo arrivato dopo i primi venti minuti di gioco, e superano 5-3 i Colorado Avalanche, portandosi sul triplo vantaggio nella serie. Una partita che sembrava già segnata dopo il primo periodo, ma che ha mostrato ancora una volta la resilienza del gruppo guidato da John Tortorella.
Gli Avalanche partono fortissimo. Al 3'21" Gabriel Landeskog apre le marcature raccogliendo il rimbalzo generato dalla discesa di Devon Toews, bravo a trasformare un recupero di Nathan MacKinnon in un’azione pericolosa. Poco dopo è Nazem Kadri a raddoppiare, finalizzando un’azione nata dal passaggio lungo di Josh Manson e rifinita dal tocco di Martin Necas. Il 3-0 arriva addirittura in inferiorità numerica: Jack Drury intercetta un disco vagante e batte Carter Hart in breakaway.
Vegas però non crolla. A 19 secondi dal via del secondo periodo Mark Stone riapre la gara deviando il passaggio di Mitch Marner sul power play. La spinta dei Golden Knights cresce e al 24'05" William Karlsson accorcia ancora, approfittando di un disco perso da Parker Kelly. Il pareggio arriva al 32'46" con Keegan Kolesar, rapido a ribadire in rete dopo la conclusione di Dylan Coghlan.
Il momento decisivo arriva nel terzo periodo: Tomas Hertl riceve un tocco intelligente di Stone, supera Sam Malinski e infila un elegante backhand sopra il guanto di Scott Wedgewood per il 4-3. Nel finale, con Colorado senza portiere, Brett Howden chiude i conti a porta vuota.
Per gli Avalanche, oltre ai gol, da segnalare il rientro di Cale Makar, in pista per oltre 27 minuti. La serata appartiene però a Vegas: Hertl, Stone, Karlsson e Marner hanno guidato una rimonta che vale un match-point pesantissimo. Gara-4 potrebbe ora già decidere tutto.

sabato 23 maggio 2026

NHL playoff: Vegas concede il bis, Colorado ko a domicilio anche in gara-2

Il sito NHL festeggia i Golden Knights
I Vegas Golden Knights replicano la sorpresa di gara-1 e vanno a imporsi per 3-1 anche nella seconda sfida della finale della Western Conference in casa dei Colorado Avalanche. Un risultato che ribalta i favori del pronostico in attesa della terza sfida della serie, che andrà in scena lunedì notte a Las Vegas.
Gli ospiti non si fanno intimidire ed è Brandon Saad a concludere impensierendo Scott Wedgewood. Mitch Marner ancora protagonista dispensa assist ai compagni e la 'crease' dei padroni di casa viene spesso riempita dagli avanti dei Golden Knights. A metà del primo periodo si fa vedere anche Nathan MacKinnon, la cui conclusione dalla blù viene deviata da Carter Hart. Marner lanciato a rete trova sulla sua strada Wedgewood a negargli la gioia della rete, ma Vegas è viva ed è avanti nei tiri (al 15' sono 12-7). Al 16'59" passa Colorado: azione manovrata degli ospiti, gran tiro dalla linea di Brent Burns, Hart respinge e la replica immediata di Ross Colton si infila alle sue spalle (seconda rete della 'post-season' per lui). Pavel Dorofeyev ha la grande occasione per pareggiare i conti, ma Wedgewood devia con sicurezza il puck tirato dalla breve distanza ,a i secondi finali sono ancora di Colorado, alla ricerca del raddoppio.
Il periodo centrale non cambia l'inerzia della partita, Valeri Nichushkin ha sulla stecca il disco del raddoppio, ma a bloccarne l'esultanza ci pensa ancora Hart. La partita si fa dura e le penalità fioccano, fra cui un contestato 2+2 per Martin Necas che fa infuriare il pubblico di casa. Colorado regge però bene gli assalti avversari e, anzi, guadagna a sua volta una penalità a favore (Jack Eichel in panca puniti). Nazem Kadri ha l'occasione del secondo gol ma spara addosso ad Hart. Gli Avalanche entrano così nel terzo periodo in vantaggio, una situazione che finora gli era valso un 45-0-0, di cui 41-0-0 nella 'regular-season' e 4-0 nei playoff.
Succede poco fino alla rete del pareggio, firmata da Jack Eichel, un gran diagonale che sorprende Wedgewood, la sua prima rete in 11 partite e seconda dei playoff. Passano due minuti e arriva anche il raddoppio di Ivan Barbashev, tiro centrale dal basso verso l'alto. Gli Avalanche si trovano completamente spiazzati, non riescono a replicare e così, nel finale, sono obbligati alla classica scelta di togliere il 'goalie': cambio che serve a poco, perché è ancora Barbashev a infilare la rete sguarnita, firmare la propria doppietta e siglare il successo che porta i Golden Knights sul 2-0. Ora, con il doppio vantaggio nella serie, Vegas potrà godere anche del fattore campo per porre la propria candidatura alla finale di Stanley Cup.

giovedì 21 maggio 2026

NHL playoff: Vegas espugna Denver, Golden Knights avanti a ovest

L'apertura del sito NHL
Va ai Vegas Golden Knights gara-1 della finale della Western Conference contro i Colorado Avalanche. Una vittoria in trasferta e un po' a sorpresa, non tanto perché fosse ritenuta impossibile, ma per il modo e l'autorità con cui la squadra di Joe Tortorella l'ha ottenuta. Finisce 4-2 (0-0, 2-0, 2-2), con gli ospiti che si portano fino al triplo vantaggio per poi contenere il furioso ritorno dei padroni di casa e piazzare la rete a finale a porta sguarnita.
Colorado spinge subito e lo fa con due conclusioni ravvicinate di Brock Nelson e Nazem Kadri, poi in contropiede Keegan Kolesar fa venire i brividi a Scott Wedgewood. Ancora gli ospiti pericolosi con un classico 3-contro-2 concluso sotto rete da Tomas Hertl, ma è ancora attento Wedgewood a deviare. Gli Avalanche, privi di Cale Makar, sostituito da Jack Ahcan, replicano con una bella conclusione di Nelson trattenuta da Carter Hart. A metà del periodo arriva la prima penalità, con Brent Burns in panca puniti puniti per 'hooking' nei confronti di Brandon Saad. La superiorità degli ospiti però non sortisce nulla, Colorado si difende bene e subisce un solo tiro durante il 'penalty killing', peraltro non pericoloso. I 'cavalieri dorati' sembrano decisi a voler dimostrare di non essere le vittime designate dal pronostico e, a cinque minuti dalla prima sirena, doppiano gli avversari nel computo dei tiri (8-4). Nel finale di primo tempo la penalità tocca agli ospiti, a causa di una trattenuta di Ivan Barbashev ai danni di Sam Malinski. Gli Avalanche perdono tempo prezioso nel far girare il disco e solo alla fine ci prova Kadri, ma Hart blocca con sicurezza.
Nel secondo periodo è Noah Hanifin ad avere la buona occasione per portare avanti gli ospiti, ma ancora una volta Wedgewood si fa trovare pronto. Al 32'29" passano i Golden Knights: realizza Dylan Coghlan (prima rete per lui nella post-season), che finalizza da poco oltre la linea blù, in posizione centrale, un'azione impostata da Brandon Saad e Colton Sissons. Gli Avalanche accusano il colpo, Ross Colton raccoglie una penalità per eccessiva durezza su Rasmus Andersson e il raddoppio è servito poco dopo (35'02"), con Pavel Dorofeyev (10.a rete per lui nei playoff) che insacca dalla breve distanza un assist al bacio dalla destra di Mitch Marner, bravo a tagliare la difesa di casa dopo essersi allungato un disco che pareva perso. Colorado preme, cerca di concludere, ma Nathan MacKinnon non sembra in serata e, come il primo periodo, anche il secondo si chiude con una penalità per gli ospiti (Ben Hutton) e un mischione sotto la gabbia di Hart.
Nel periodo conclusivo, appena terminata la penalità di Hutton, arriva il tris ospite, con Brett Howden che, in backhand, infila Wedgewood dopo un tiro dello stesso Hutton appena rientrato, deviato dal 'goalie' di casa, ma non quanto basta per evitare la correzione sotto rete di Howden. Fra gli ospiti brutto colpo per lo stesso Howden, scivolato lungo sulla balaustra, mentre arriva anche il primo gol per Colorado, al 45'53", con Valeri Nichushkin a infilare Hart con una magia fra i gambali sotto rete dopo un passaggio di Colton. Da una magia all'altra, arriva finalmente quella di MacKinnon, che a poco più di due minuti dalla fine decide di seminare gli avversari come birilli e servire Gabriel Landeskog per la rete che vale il 2-3 e la riapertura completa del match. Gli ultimi due minuti sono in 'empty-net', MacKinnon saetta un disco che ballonzola davanti alla gabbia avversaria, ma che Hart riesce a fare suo. Jared Bednar chiama il 'timeout' per l'ultimo assalto, ma su una respinta è Nic Dowd a infilare la 'liberazione' di Jack Eichel dopo che il puck era rimbalzato sulla balaustra.
La partita termina qui, anche se Colorado prosegue senza portiere e puntando tutto su gara-2, che si giocherà ancora a Denver sabato 23 maggio.

venerdì 15 maggio 2026

NHL playoff: Marner-Dorofeyev, il 'dinamico duo' porta Vegas in finale di Conference

Il sito NHL esalta la prova di Mitch Marner
I Vegas Golden Knights chiudono i conti in casa degli Anaheim Ducks, imponendosi per 5-1, e volano così alla finale della Western Conference (dove affronteranno i Colorado Avalanche) con una prestazione di forza, qualità e sangue freddo nei momenti decisivi.
All'Honda Center, i californiani provano a restare aggrappati alla serie, ma la serata è segnata da un protagonista assoluto: Mitch Marner, ancora una volta determinante con giocate da campione e leadership nei momenti chiave.
La gara ha avuto un copione chiaro fin dai primi minuti: Vegas più rapida, più precisa e capace di colpire nei momenti chiave, mentre Anaheim ha pagato un avvio troppo timido e qualche errore pesante.
A indirizzare subito la serata ci ha pensato Marner, autore di una giocata destinata a finire negli 'highlight' della stagione: dopo il lungo passaggio di William Karlsson, Marner ha protetto il disco, ha mandato fuori tempo Jackson LaCombe e ha infilato il 'goalie' Lukas Dostal con una magia fra i gambali. «Karl mi ha dato un gran passaggio, poi ho provato la giocata e per fortuna ha funzionato», ha raccontato il canadese, sempre più leader tecnico dei Golden Knights. Il raddoppio è arrivato in inferiorità numerica con Brett Howden, servito ancora da Marner dopo una transizione perfetta. «Quando Mitch ha il disco, cerco solo di trovare spazio davanti alla porta», ha spiegato Howden, che ha così firmato il suo terzo gol in inferiorità di questi playoff, eguagliando un record NHL. Il 3-0 di Shea Theodore in power-play ha chiuso un primo periodo dominato da Vegas, mentre Anaheim ha provato a rientrare nel secondo tempo con il 3-1 di Mikael Granlund. «Sapevamo che avremmo spinto nel secondo», ha detto Beckett Sennecke, «ma il loro portiere ha fatto grandi parate». E infatti Carter Hart, con 31 interventi, ha respinto ogni tentativo di rimonta.
Nel terzo periodo Pavel Dorofeyev ha firmato una doppietta, prima su assist di Ivan Barbashev dopo un turnover, poi con un tiro da posizione defilata che ha chiuso definitivamente i conti. Dorofeyev è ora a quota nove gol nei playoff, top-scorer in NHL.
Per Anaheim, una serata che ha riassunto i limiti della serie. «Troppi errori all’inizio, difficile recuperare contro una squadra così», ha ammesso LaCombe. L’allenatore Joel Quenneville ha parlato di “lezione utile per crescere”. Vegas, invece, arriva alla finale di Conference con un Marner in stato di grazia: 18 punti in 12 partite e un impatto totale sul gioco. «Abbiamo lavorato duro per arrivare fin qui, ora dobbiamo ricaricare le energie e farci trovare pronti», ha detto il numero 16 della franchigia del Nevada. I Golden Knights sono in fiducia, hanno trovato equilibrio tra talento e disciplina e si presentano alla sfida con Colorado con la sensazione di essere una squadra completa, capace di colpire in ogni situazione.


mercoledì 13 maggio 2026

NHL playoff: Dorofeyev trascina Vegas: Ducks battuti 3-2 all'overtime

Il sito NHL celebra il gol di Dorofeyev
I Vegas Golden Knights si portano a una sola vittoria dalla finale di Conference grazie al 3-2 in 'overtime' sugli Anaheim Ducks in gara-5, deciso dal protagonista assoluto della serata: Pavel Dorofeyev, autore di una doppietta e del gol risolutivo al 4'10" del prolungamento.
E' stata una partita intensa, nervosa, con continui ribaltamenti di fronte.
L’avvio è complicato per i padroni di casa: al 9’ Ryan Poehling esce per un infortunio dopo un duro contatto con Brayden McNabb, che viene punito con una penalità di cinque minuti accompagnata pure da quella partita ('game misconduct'). Sul lungo power play, i Ducks colpiscono con Beckett Sennecke, al quarto match consecutivo a segno, bravo a raccogliere il 'rebound' sulla conclusione di Cutter Gauthier. La risposta dei Golden Knights arriva però già nel primo periodo, meno di quattro minuti dopo, e ancora in 'power-play': Dorofeyev recupera un disco in zona offensiva e firma l’1-1 con un polsino sotto la traversa.
Nel secondo periodo Anaheim domina nel volume di gioco e nei tiri (17-6), ma trova davanti a sé un Carter Hart in grande serata, decisivo su Mason McTavish e su più di una mischia davanti alla gabbia. La partita resta in equilibrio fino al terzo periodo, quando Tomas Hertl sfrutta un disco vagante e infila il 2-1 attraverso i gambali di Lukas Dostal. I Ducks reagiscono, colpiscono un palo con Sennecke e insistono fino al pareggio firmato da Olen Zellweger, che a 3'05" dalla sirena manda la sfida all’overtime con un tiro perfetto dalla sinistra.
Nel supplementare la qualità di Vegas fa la differenza: Jack Eichel entra nel terzo offensivo, libera il tiro dalla sinistra e Dorofeyev è il più rapido sul rimbalzo, depositando il 3-2 della gara che vale anche il 3-2 nella serie. Giovedì ad Anaheim i Golden Knights avranno il primo match-point per chiudere i conti e centrare la finale della Western Conference.

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lunedì 15 maggio 2023

NHL playoff 2023: canadesi ko, addio sogni di gloria

Vegas avanti, Edmonton ko: così il sito NHL
Anche quest'anno il Canada dell'hockey ghiaccio vincerà la Stanley Cup... l'anno prossimo. Un'affermazione ironica ma che testimonia la realtà di questi ultimi anni.
Sono ormai 30 anni che una squadra 'a nord del confine' non vince più lo storico trofeo, quando furono i Montreal Canadiens di Jacques Demers a imporsi per 4-1 nella serie di finale sui Los Angeles Kings dell'allora 'migrato' Wayne Gretzky (con il 'diavolo' Jari Kurri in linea). Nelle 29 edizioni successive il Canada ha portato solo sei volte una squadra in finale.
Mai come quest'anno, però, c'erano due squadre seriamente candidate per arrivare sino in fondo, una per conference, i Toronto Maple Leafs a est e gli Edmonton Oilers a ovest. In particolare i Leafs, dopo avere eliminato i vicecampioni uscenti dei Tampa Bay Lightning e avere superato il primo turno dei playoff dopo vent'anni, sembrava di destinati a una grande post-season, fino a fare sognare qualcuno perfino di una incredibile finale tutta canadese fra due delle squadre più leggendarie di tutta l'NHL.
Invece nulla: sono bastate due formazioni importanti, ma non così ricche di talento come Florida Panthers e Vegas Golden Knights per spegnere ogni velleità di trionfi canadesi.
Resta l'ennesima amarezza di un altro anno buttato dove, alla fine, a contendersi l'ambita Stanley Cup, saranno quattro formazioni tanto valorose quanto prive di storia, non certo un bel messaggio per gli appassionati di hockey ghiaccio, non certo un bel modo per veicolare nel mondo questo sport.

Qui sotto alcune delle aperture del sito NHL dedicate alle sfide del secondo turno dei playoff con le squadre canadesi protagoniste: