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lunedì 15 giugno 2026

Stanley Cup: shutout e vittoria, il trionfo dei Carolina Hurricanes

La Stanley Cup a Carolina (foto sito NHL)
I Carolina Hurricanes hanno vinto la loro seconda Stanley Cup imponendosi per 3-0 in una gara-6 senza storia contro i Vegas Golden Knights. Così, la serie che non doveva finire mai è terminata. E anche abbastanza in fretta. Dopo tre partite che hanno fatto la storia di questo sport, hanno fatto seguito altre tre, tutte con una inerzia chiaramente inclinata verso la squadra di coach Rod Brind'Amour, che con i Canes questa coppa l'aveva alzata da giocatore, nel 2006.
A Las Vegas non c’è stata partita, è mancato quel pizzico di follia che aveva reso indimenticabile l’inizio della serie. C’è stata solo una squadra che sapeva esattamente cosa fare, come farlo e quando chiudere la porta in faccia all’avversario. Carolina ha dominato ogni centimetro del ghiaccio, soffocando ogni tentativo di reazione dei Golden Knights e trasformando la sesta partita in una lunga, inevitabile marcia verso la coppa.
Il gol di Taylor Hall, dopo appena 3'47", ha dato subito il tono della serata: un taglio alle spalle della difesa, un passaggio millimetrico di Jaccob Slavin, un polsino secco che passa sotto il braccio di Carter Hart. Un lampo, e già si è capito che Vegas non avrebbe avuto la forza di ribaltare l’inerzia della gara. La squadra di John Tortorella ha trovato solo un muro, con un nome preciso, il 'goalie undrafted', Brandon Bussi: 22 parate, alcune semplici, altre decisive, tutte con la stessa freddezza di chi non sente il peso del momento. E' lui il simbolo della svolta della serie: entrato quasi per disperazione in gara-3, ha cambiato il modo in cui Carolina difendeva, ha dato sicurezza, ritmo e convinzione. E in gara-6 ha messo il sigillo con uno 'shutout', il primo in questa finale, che non lascia spazio a discussioni.
Il raddoppio, firmato Jackson Blake a metà del secondo periodo, è stato il manifesto della nuova Carolina: pressione alta, recupero del disco, passaggio immediato, conclusione pulita. Blake, che in questa post-season è cresciuto come pochi, ha chiuso la serie con una maturità che non appartiene ai suoi anni. E' stato lui, più di chiunque altro, a incarnare la profondità degli Hurricanes: non solo stelle, ma una struttura che funziona e non lascia buchi.
Vegas, invece, si è persa. Ha tirato poco, ha tirato male, ha tirato tardi. Ha avuto un’unica vera occasione con Brett Howden nel primo periodo, neutralizzata da Bussi con un intervento che ha spento l’arena. Poi il nulla. Diciotto minuti senza un tiro tra secondo e terzo periodo. Tortorella ha provato a cambiare qualcosa inserendo Reilly Smith, al rientro dopo più di un mese, ma non è bastato. Senza William Karlsson e, soprattutto, senza idee, Vegas è sembrata una squadra arrivata al capolinea.
Il 3-0 finale, firmato da Nikolaj Ehlers a porta vuota, è stato solo la conferma di una serata già scritta. Ma il vero sigillo è arrivato poco dopo, quando Jordan Staal ha sollevato il Conn Smythe Trophy. Sei gol in questa serie, uno in ognuna delle prime cinque partite, record e storia scritta a 37 anni. Il leader silenzioso, l’uomo che ha tenuto insieme la squadra nei momenti più difficili.
E allora sì, la serie che sembrava infinita è finita. E' finita perché Carolina ha trovato la sua identità nel momento più complicato. E' finita perché Vegas, dopo aver sfidato la logica per settimane, non aveva più benzina. E' finita perché i Canes hanno imposto un ritmo che nessuno poteva reggere. Vent’anni dopo, la Stanley Cup torna a Raleigh.

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venerdì 12 giugno 2026

Stanley Cup, gara-5: Staal mette ancora la firma, Carolina si prende due match-point

L'apertura del sito NHL dopo gara-6
I Carolina Hurricanes vincono gara-5 della finale di Stanley Cup per 4-2 sui Vegas Golden Knights, un risultato che li porta avanti nella serie per 3-2, regalando loro così ben due match-point, il primo dei quali, in trasferta, andrà in scena per gara-6 a Las Vegas, fissata per domenica notte. Si comincia dopo l'esecuzione di un famoso pezzo degli Scorpions, "Rock You Like A Hurricane" e, ovviamente, l'inno nazionale, alla presenza del bomber calcistico norvegese Erling Haaland (con maglietta d'ordinanza di Carolina). La partita si accende presto, perché sono gli ospiti a colpire per primi: Pavel Dorofeyev sfrutta il power-play dopo l’ingenuità di Nik Ehlers, che spedisce il puck oltre la balaustra. Dall'inizio della superiorità sono passati appena 30 secondi, sul giro‑disco Jack Eichel trova un corridoio perfetto dal lato destro, Dorofeyev si apre sul cerchio d'ingaggio e infila Brandon Bussi con una conclusione secca. La replica di Carolina non si fa attendere, la squadra di Rod Brind'Amour genera diverse buone occasioni ma fatica nelle conclusioni, tanto che il pubblico implora dalle tribune "shoot!", ovvero tira. La risposta dei Canes arriva dopo nemmeno cinque minuti, con Jordan Staal che continua la sua serie irreale. Carolina lavora bene il disco in zona offensiva, Ehlers si riscatta con un tiro teso dalla blu e lo stagionato capitano, piazzato davanti allo slot, devia con un tocco chirurgico che spiazza Carter Hart. E' il pareggio che fa esplodere il Lenovo Center e che permette a Staal di eguagliare il record di 5 gare consecutive a segno in una finale (con 6 gol realizzati finora).
Il sorpasso arriva nel secondo periodo, quando la pressione di Carolina diventa asfissiante. In superiorità numerica Andrei Svechnikov riceve sul lato sinistro, finta il passaggio centrale e sorprende Hart con un tiro rasoghiaccio che passa tra i gambali del portiere (31'58"). Un'esecuzione rapida, pulita, che premia un power-play finalmente incisivo e che porta i Canes avanti. Il colpo che indirizza la serata arriva però a due minuti dalla seconda sirena. Jordan Martinook ruba un disco sanguinoso a Shea Theodore dietro la porta, serve Sebastian Aho defilato sulla destra e il finlandese, quasi senza angolo, trova un varco impossibile sopra la spalla di Hart. Un gesto tecnico di pura classe che vale il 3‑1 e che chiude un periodo dominato in ogni zona del ghiaccio.
Il terzo periodo comincia nel segno della speranza per Vegas che, in questi playoff, è riuscita in ben 9 rimonte, di cui ben 4 nel terzo periodo. E dopo meno di due minuti Brett Howden ha il disco buono, su un rimbalzo sporco di Bussi, ma fallisce la conclusione. Ribaltamento di fronte ed è Hart a dover uscire alla disperata per sventare un attacco di Carolina. Jack Eichel prende una ingenua penalità per sgambetto: Hart è sotto pressione, ma riesce a frenare le due conclusioni dei padroni di casa. Sono però ancora gli Hurricanes a rendersi pericolosissimi con William Carrier, che coglie la traversa alle spalle di Hart. Il dominio dei padroni di casa è evidente, e si concretizza nella quarta rete, che cade ancora in power-play (Mark Stone in 'double minor' per bastone alto su Jalen Chatfield), con Andrei Svechnikov che firma la sua 6.a marcatura dei playoff, in questo caso 'servito' da Nikolaj Ehlers (10° assist in post-season) e Shayne Gostisbehere (9°). La partita sembra prendere una strada ben precisa e arriva così inatteso il secondo gol di Dorofeyev della serata (12 per lui nei playoff), una respinta corta di Bussi su una conclusione di Theodore. Gli ospiti prendono coraggio, una conclusione di Rasmus Andersson viene bloccata da Bussi. L'extra-attacker di Vegas entra con quasi tre minuti ancora da giocare e, 133 secondi dalla fine, Ehlers si prende una penalità per ritardo del gioco (disco lanciato fuori dalla balaustra): in 6-contro-4 i Golden Knights colgono un palo, rischiano di subire in contropiede il quinto gol, ma il risultato non cambia più.
Hart esce ancora con almeno 4 reti sul groppone subite in ognuna delle gare di finale di finale disputate, un record assoluto certo non invidiabile per una finale di Stanley Cup, ma soprattutto Vegas perde anche William Karlsson per infortunio. Per la prima volta gli Hurricanes si portano in vantaggio nella serie, mentre Vegas, due volte avanti nella sfida di finale, sarà ora obbligata a vincere le due partite rimanenti, infliggendo agli Hurricanes una doppia sconfitta che manca loro da metà gennaio in regular-season. Chi, dal 2000, ha vinto gara-5, si è imposto nel 75% dei casi, ovvero un 20 contro 7 che elegge Carolina come favorita per la vittoria finale.

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mercoledì 10 giugno 2026

Stanley Cup, gara-4: Carolina si riprende la parità, Il vecchio Staal protagonista

Il sito NHL inneggia a Jordan Staal
Vegas Golden Knights
e Carolina Hurricanes continuano a costruire una finale di Stanley Cup leggendaria. Gara‑4, alla T‑Mobile Arena, è stata l’ennesima dimostrazione di una serie che non concede tregua: Carolina vince 5‑3, impatta la serie 2-2 e rimanda ogni certezza a Raleigh. Una partita che ha confermato la natura selvaggia di questa sfida, con momenti di dominio alternati e un ritmo che non permette di respirare.
L’avvio è stato un lampo: Logan Stankoven ha sbloccato dopo poco più di un minuto, raccogliendo un passaggio filtrante di Jalen Chatfield e superando Carter Hart con un tocco ravvicinato dopo essersi infilato tra due difensori. Poco dopo è arrivato il raddoppio di Jackson Blake, bravo a farsi trovare libero sul lato sinistro e a concludere di prima intenzione su un disco servito da Taylor Hall. Due affondi secchi, costruiti con velocità e precisione, che hanno gelato il pubblico di Las Vegas.
La reazione dei padroni di casa è arrivata con Mark Stone, che ha accorciato sfruttando un’azione insistita: Shea Theodore ha tenuto vivo il disco sulla linea blu, Brayden McNabb lo ha rimesso verso il centro e Stone, appostato davanti alla porta, ha deviato di prima intenzione. Carolina ha però ristabilito il doppio vantaggio con Jordan Staal che, in superiorità numerica, ha raccolto un passaggio di Shayne Gostisbehere e ha insaccato con un tocco rapido da distanza ravvicinata.
Il secondo periodo ha ribaltato l’inerzia: Vegas ha alzato il ritmo, costringendo Carolina a difendersi più bassa. William Karlsson ha riportato i suoi a contatto con un’azione costruita in velocità: Rasmus Andersson ha aperto il gioco sulla destra, Mitch Marner ha servito Karlsson nello spazio e il centro svedese ha infilato Brandon Bussi con un tiro preciso sul palo lontano. Il pareggio è arrivato con Brett Howden (14 gol per lui nei playoff), che ha approfittato di un disco recuperato da Colton Sissons per avanzare sul lato sinistro e sorprendere Bussi con una conclusione potente sotto la traversa.
Nel frattempo, Carolina ha rischiato grosso su un paio di ripartenze: Jack Eichel ha colpito la traversa dopo un’azione personale, mentre Stone ha sfiorato il vantaggio con un tocco ravvicinato respinto da Bussi con un intervento d’istinto. Da segnalare anche un duro contatto su Blake, finito contro le balaustre dopo una carica di McNabb: il giovane attaccante si è rialzato con fatica, ma ha continuato la partita.
Il terzo periodo ha riportato la partita sul binario degli Hurricanes. L’episodio decisivo è nato da un errore in uscita di Vegas: Theodore ha perso il disco sotto pressione, Seth Jarvis ha provato la conclusione, Hart ha respinto ma il rimbalzo è finito verso Jordan Staal. Il capitano, sbilanciato e in caduta, è riuscito comunque a deviare il disco sollevandolo quel tanto che bastava per superare il 'goalie' di casa. Un gesto istintivo, sporco, ma perfetto nella sua efficacia.
Vegas ha tentato l’assalto finale, togliendo Hart per l’uomo in più, ma Carolina ha chiuso i conti con Nikolaj Ehlers, che ha recuperato un disco vagante a centro pista e ha depositato nella porta sguarnita dopo aver resistito al tentativo di recupero di due difensori. La sirena ha sancito un 5‑3 che rimette tutto in equilibrio. Carolina ha mostrato carattere, sfruttando la serata di grazia di Staal e la solidità di Bussi nei momenti più delicati. Vegas ha pagato qualche leggerezza di troppo, soprattutto nelle transizioni difensive, pur confermando la capacità di rientrare in partita anche quando sembra alle corde. La serie ora torna a Raleigh, con la sensazione che ogni dettaglio possa spostare l’inerzia della coppa.

venerdì 5 giugno 2026

Stanley Cup 2026, gara-2: Vegas prima il sogno e poi l'incubo, Carolina vince in overtime

"Sudden Seth Overtime": il titolo del sito NHL dice tutto
Sì, è ufficiale. Quella fra Carolina Hurricanes e Vegas Golden Knights promette di essere una delle serie di finale di Stanley Cup più belle viste negli ultimi anni. Anche gara-2, come la prima sfida, si risolve sul filo del rasoio, anzi oltre. Gli Hurricanes si impongono per 4-3 all'overtime, recuperando due reti di svantaggio iniziali, dissipando la vittoria nel finale ma ritornando in sella in un supplementare durato forse troppo poco.
Vegas aveva iniziato come in gara‑1: ordinata, spietata, capace di colpire al momento giusto. Brett Howden ha firmato entrambe le reti del vantaggio, confermando una 'post-season' da record con 13 reti nel carniere: la prima al 13'33", sfruttando un lungo aereo 'aereo' del solito Mitch Marner (16° assist dei playoff per lui)) e, liberatosi di Sean Walker, bravo a freddare Frederik Andersen. La seconda al 27'23", già nel periodo centrale, portandosi a spasso un marcatore feroce come Jaccob Slavin e poi infilando la rete dalla breve distanza. Nel mezzo due belle occasioni per i padroni di casa con Andrei Svechnikov e Sebastian Aho, forse troppo poco per una squadra che aveva bisogno della vittoria come l'acqua nel desert, ma che comunque ha provato e riprovato a scoccare tiri verso la gabbia avversaria (alla fine saranno 26 a testa). La squadra di Rod Brind'Amour è parsa arrancare: linee mescolate, ritmo intermittente, zero profondità offensiva, subito una grande occasione non sfruttata da Taylor Hall. Nel frattempo, da segnalare il ko di Brayden McNabb: il difensore di Vegas, colpito al volto da un disco, è uscito coprendosi con le mani naso e bocca e subito è stato ricoverato in ospedale: un episodio che ha scosso la panchina ma che ha, soprattutto, costretto coach Joe Tortorella a ruotare in difesa cinque giocatori.
Nel terzo periodo, dopo sette minuti, arriva l'occasione che potrebbe chiudere la partita: Marner friceve disco da posizione centrale e lascia partire una saetta che si schianta sulla traversa dopo essere stata deviata provvidenzialmente da Jalen Chatfield. Si entra così negli ultimi dieci minuti, con Vegas che sembra ancora poter gestire la partita ma all’improvviso, il terzo periodo prende fuoco: Logan Stankoven accende la miccia con un’azione personale da predestinato. Ingaggio nella zona difensiva di Vegas vinto da William Karlsson, ma Stankoven si fa sotto, ddietro alla gabbia recupera, accelera, strappa il disco, gira attorno alla porta difesa da Carter Hart e lo infila in 'backhand', sfruttando il tocco di pattino di Jeremy Lauzon. Il Lenovo Center è una bolgia e passano poco più di due minuti che Carolina pareggia: William Carrier trova un grande assist cadendo per Mark Jankowski, la cui staffilata nell'angolino vale il pareggio e la sua prima rete della 'post-season'. A cinque minuti dalla fine esatti arriva la grande occasione per i Golden Knights, con Ivan Barbashev che si crea una doppia chance clamorosa, ma in entrambi i casi, non si sa come, Andersen riesce a metterci una pezza, complice il classico 'mischione' davanti (e dentro) la gabbia. Vegas chiede addirittura il gol, e Tortorella lancia la 'challenge' che, svanita, regala due minuti di power-play ai padroni di casa. Una superiorità che gli Hurricanes sfruttano dopo appena 25 secondi con il 'sempreverde' Jordan Staal, 37 anni e non sentirli. bravo a deviare un disco che sembrava disegnato apposta per lui dopo un tiro secco di Shayne Gostisbehere. Tre gol in poco più di cinque minuti: un ribaltone che ha ricordato a tutti quanto Carolina sappia trasformarsi quando sente l’odore del sangue. Ma Vegas non muore mai. A tre minuti e mezzo dalla sirena Jackson Blake prende due minuti per 'interference' su Barbashev, il 'goalie' ospite va in panca per l'uomo di movimento in più sul ghiaccio ma, pochi secondi dopo la fine senza esito della penalità dei padroni di casa, Mark Stone gela l’arena con la rete del pareggio, sfruttando l’ennesima invenzione di Marner, riprendendo da sotto il puck liberato malamente dalla difesa di casa con la complicità di Andersen. Un colpo al cuore per i 'Canes', che però non hanno perso lucidità.
L’overtime è stato un monologo: pressione, ritmo, occasioni. E quando Tomáš Hertl, l'eroe di gara-1, commette un fallo ingenuo su Staal, il destino bussa alla porta. Seth Jarvis, fin lì quasi invisibile, trova il colpo della rinascita: 'one‑timer' secco dalla sinistra, preciso, imparabile. Il Lenovo Center esplode per la rete che regala la vittoria a Carolina e riporta in parità la serie sull'1-1.
La sfida ora si trasferisce a Las Vegas, con gara-3 che andrà in scena domenica, per una gara che avrà le caratteristiche 'pivotal'. Chi vince potrebbe portare l'inerzia della coppa dalla sua.

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Gara-1: Carolina - Vegas 4-5
 

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mercoledì 3 giugno 2026

Stanley Cup 2026, gara-1: Vegas 'corsara', supera Carolina in una partita epica

Il sito NHL esalta la vittoria di Vegas
La finale di Stanley Cup 2026 si apre come meglio non si potrebbe con un scintillante 5-4 ottenuto dai Vegas Golden Knights in casa dei Carolina Hurricanes. Due squadre che, nel corso della partita, si sono rincorse e superate fin quasi alla sirena finale ma con gli ospiti che, alla fine, non hanno rubato nulla in attesa della seconda sfida, che si disputerà ancora a Raleigh la sera di giovedì 4 giugno.
Pronti, via, fra gli arbitri 'un certo' Wes McCauley, passano 25 secondi e tanto basta ai Carolina Hurricanes per incendiare gara-1 della finale: Nikolaj Ehlers scappa in 2 contro 1 e infila Carter Hart sotto il guanto, facendo esplodere il Lenovo Center. È l’avvio che ogni squadra sogna, un pugno sul tavolo che conferma l’identità dei 'Canes': pressione, velocità, zero esitazioni. Un minuto dopo potrebbe arrivare già il bis, ma Jaccob Slavin centra la traversa in piena corsa. Carolina vola, il pubblico è una bolgia. Vegas fatica a uscire dalla propria zona, soffocata dalla pressione avversaria. Gli Hurricanes trasformano ogni errore in un’occasione, e al 12'08" arriva il raddoppio: ancora Ehlers, ancora in fuga solitaria, questa volta con un movimento secco tra i gambali: sesto gol per lui nei playoff. La difesa dei Golden Knights è sorpresa durante un cambio, Jack Eichel non riesce a liberare il disco e Jalen Chatfield serve il danese con un passaggio perfetto. E' il 2-0 e sembra l’inizio di una serata lunga per gli ospiti. Ma Vegas non crolla. Al 13'28" Shea Theodore accorcia con un tiro dalla distanza che passa attraverso il traffico. Carolina valuta la possibilità di un 'challenge' per interferenza, poi rinuncia. Il gol ridà fiato ai Golden Knights, che chiudono il periodo in crescita e resistono a un power-play complicato, sfiorando persino il pari con Howden appena uscito dal 'penalty box'. Il primo intervallo arriva sul 2-1, con Carolina avanti nel punteggio e nei tiri (10-3), ma con Vegas di nuovo in partita.
L’inizio del secondo periodo ribalta l’inerzia: dopo appena 30 secondi di gioco Ivan Barbashev trova il 2-2 su assist di Eichel, replicando la rapidità del gol lampo di Ehlers nel primo periodo. I Golden Knights ora pattinano, pressano, credono nella rimonta. E infatti al 24'35" William Karlsson completa il sorpasso: 3-2 per Vegas, silenzio improvviso sugli spalti. Frederik Andersen, fin lì quasi perfetto in tutta la postseason, appare meno sicuro mentre i Knights aumentano ritmo e fisicità. La partita diventa una battaglia di nervi e dettagli, con Carolina che prova a ritrovare ordine e Vegas che gioca con la sicurezza di chi ha già ribaltato serate complicate. Ma gli Hurricanes non mollano. A metà periodo, quando l’inerzia sembra ormai tutta dorata, è il capitano Jordan Staal a rimettere insieme i pezzi: intercetta un disco sanguinoso perso da Hanifin, riceve da Miller e fulmina Hart con un polsino secco sotto la traversa. Il 3-3 riaccende il pubblico e restituisce alla partita il suo equilibrio (16-15 i tiri al 40' per Carolina), quello atteso in una finale tra due squadre capaci di dominare le rispettive conference. Il secondo periodo si chiude con una penalità per Chatfield che rende ancora pericolosa Vegas, ma Andersen stavolta fa buona guardia, aiutato anche dal palo destro, colpito per l'occasione da Tomas Hertl.
Il terzo periodo chiude la panelità di Chatfield, ma dopo un minuto e venti secondi Vegas passa di nuovo: Carolina fatica a liberare il proprio terzo, Theodore prende il disco dalla blù e lo scarica verso la gabbia di Andersen, là dove era pronto alla deviazione Brett Howden, autore così della sua 11.a rete dei playoff. Gli Hurricanes sentono il colpo, Vegas va ancora vicina al gol, usufruisce di una superiorità che potrebbe essere letale, ma gli Hurricanes si difendono con ordine e, ancora una volta, trovano il varco giusto per pareggiare la partita, stavolta con una saetta in diagonale di Shayne Gostisbehere che, dalla sinistra e in azione personale al 51'19", trova il gol del 4-4 sfruttando un passaggio davanti alla gabbia di Stankoven. Entusiasmo sulle tribune, Carolina ritrova spirito e iniziativa. Vegas ci prova, Dorofeyev strappa un disco prezioso in attacco e prova un tiro, fermato da Andersen, mentre dall'altra parte arriva un vero e proprio miracolo di Hart a fermare uno 'shot' a botta sicura di Jarvis. Sul ribaltamento di fronte, a 3'24" dalla fine, arriva la rete che, finalmente, decide la partita: Colton Sissons è bravissimo a pescare Tomáš Hertl con un passaggio 'no look' al centro del terzo offensivo dei padroni di casa, conclusione secca e Andersen che può solo osservare il puck scivolare in rete. Gli ultimi minuti sono convulsi, ma poco costruttivi per Carolina: con 1'47" da giocare si gioca a porta vuota ma i 'Canes', forse più abituati a comandare che a inseguire, si lasciano prendere dall'ansia e giocano male troppi dischi nei momenti decisivi. I Golden Knights strappano così la vittoria e si presenteranno a gara-2 con un vantaggio, oltre che di risultato nella serie, psicologico ottenuto a una condotta di gara spregiudicata: non si recuperano facilmente due reti di svantaggio a una squadra come Carolina. E per giunta in trasferta.

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martedì 2 giugno 2026

Stanley Cup 2026, tutto pronto per il primo ingaggio

L'apertura del sito NHL dedicata alla finale
Carolina Hurricanes–Vegas Golden Knights
: una finale che promette intensità e storia La finale di Stanley Cup 2026 mette di fronte due squadre arrivate all’ultimo atto con percorsi diversi ma con una certezza comune: entrambe hanno dominato i rispettivi tabelloni, a est e ovest. Carolina ha travolto Senators, Flyers e Canadiens con un impressionante 12-1 complessivo, diventando la prima squadra da quasi 40 anni a raggiungere la finale con una sola sconfitta. Vegas, invece, ha cambiato pelle in corsa, trovando nuova identità sotto la guida di John Tortorella e chiudendo i playoff con un 12-4 che include lo 'sweep' ai danni dei favoriti Colorado Avalanche.
La serie si aprirà stanotte a Raleigh, dove i padroni di casa arrivano con un sistema rodato e una profondità offensiva che ha fatto la differenza per tutta la 'post-season'. La linea Blake–Hall–Stankoven ha prodotto 42 punti, mentre Taylor Hall è diventato il sesto giocatore nella storia della franchigia a chiudere una postseason con almeno 5 gol e 10 assist. Frederik Andersen, con un 1.44 di media gol subiti e il 92.8% di parate, è stato semplicemente dominante.
Dall’altra parte, Vegas porta un mix di esperienza, fisicità e talento individuale. Mitch Marner è il volto della loro corsa: 21 punti in 16 partite e una crescita costante che lo ha messo al centro dell’attenzione. La sua capacità di incidere in entrambe le zone del ghiaccio è diventata un fattore chiave. Non a caso, all’interno dello spogliatoio si riconosce che Carolina rappresenta un ostacolo enorme: «Great team, they've lost one game in playoffs», ha dichiarato il difensore Brayden McNabb, sottolineando come la pressione costante degli Hurricanes richieda “decision-making” impeccabile.
La sfida è anche un confronto tra stili diversi di gioco: Carolina punta su ritmo, forecheck aggressivo e linee capaci di generare pericolo in sequenza; Vegas risponde con struttura difensiva, transizioni rapide e un trio di stelle — Jack Eichel, Marner e Mark Stone — considerato tra i più incisivi della lega. La serie stagionale dice 2-0 per Vegas, ma i playoff raccontano sempre un’altra storia.
Entrambe le squadre arrivano “on a heater”, come si dice oltreoceano (in serie positiva). Carolina ha atteso vent’anni per tornare a questo punto, dopo la vittoria del 2006 con Rod Brind’Amour capitano e oggi allenatore. Vegas, invece, disputa la sua terza finale in nove anni di esistenza, un risultato straordinario per una franchigia così giovane.
La chiave potrebbe essere la capacità di creare spazio in una serie che si annuncia strettissima. Come sottolineato da più analisi tecniche, il rischio è che “il ghiaccio sembri un campo da basket”, tanta sarà la pressione su ogni possesso. Vegas sembra avere un vantaggio in termini di 'stelle' in campo, mentre Carolina può contare su un sistema più profondo e su un portiere in stato di grazia.
La finale di Stanley Cup sarà decisa dai dettagli e dai singoli eventi: un rimbalzo, un power-play, un'azione o una parata impossibile, tutto ciò che è nelle corde di due grandi squadre.


Alcune immagini tratte sempre dal sito NHL dedicate alla finale:

sabato 30 maggio 2026

NHL playoff: Carolina è un rullo compressore, 6-1 ai Canadiens e finale di Stanley Cup

Il sito degli Hurricanes con il finale
I Carolina Hurricanes volano in finale di Stanley Cup dopo avere travolto in gara-5 i Montreal Canadiens con il punteggio di 6-1, al termine di una gara senza storia fin dall'inizio, che ha confermato la differenza sempre vista sul ghiaccio tra le due squadre n questa serie, a parte la sorprendente gara-1. Anche perdendo due partite all'overtime, i canadesi sono sempre stati sovrastati dagli avversari, sia nella fisicità che nelle conclusioni a rete.
Con questo successo la squadra allenata da Rod Brind'Amour vince il Prince of Wales Trophy, solitamente assegnato alla squadra vincente della Eastern Conference, e in una finale che fin d'ora si preannuncia spettacolare, affronterà i Vegas Golden Knights, alla ricerca di quel trofeo che manca dalla stagione 2005-06. Per la formazione canadese e per il Canada l'ennesima stagione senza l'agognata vittoria di un trofeo che ormai manca dal lontano 1992-93, quando furono proprio i Canadiens a vincerlo nella finalissima contro i Los Angeles Kings (4-1 nella serie).
Ingaggio, pronti, via e dopo sei secondi Jackson Blake scappa e saetta un tiro che sorvola di poco la traversa, e ancora, nel primo minuto, è il goalie ospite, Jakub Dobeš, a salvare due volte su Sebastian Aho e una su Nikolaj Ehlers. Montreal è avvisata. Dopo due minuti arriva però la prima penalità, la subisce Andrei Svechnikov, per un 'tripping' su Lane Hutson. Carolina fino a quel momento ha una percentuale nel penalty-killing del 93,8% nei playoff, e subisce un solo tiro da parte dei Canadiens, che vedono salire il proprio power-play a 1/9 nella serie. Dopo sei minuti e mezzo Jordan Martinook ha l'occasione d'oro: tiro centralissimo ma grande risposta da parte di Dobeš. Regna la confusione ma, dopo dieci minuti, arriva meritato il vantaggio degli Hurricanes: Logan Stankoven viaggia indisturbato verso la gabbia di Dobeš, serve Taylor Hall al centro che appoggia in rete. Il gol viene contestato da Martin St. Louis alla ricerca disperata di una 'interference' sul portiere, ma la 'coach's' challenge' viene respinta e Montreal si becca pure due minuti di penalità. I Canadiens passano indenni la penalità, ma continuano a subire la pressione dei padroni di casa, come finora sempre è capitato nella serie. Carolina colleziona però una seconda penalità, ancora con Svechnikov, ma anche stavolta la superiorità porta a un nulla di fatto, con zero tiri verso la porta avversaria. Arriva invece, letale, la seconda rete dei padroni di casa, su cui stavolta Dobeš ha qualche volta, non intercettando la conclusione di Logan Stankoven, nono gol dei playoff per lui, infilando il decimo assist della post-season di Hall. Passa un minuto e mezzo e Carolina cala il tris, con il disco che rotola nel terzo della difesa canadese, Eric Robinson, scattato in contropiede, lo raccoglie e fulmina ancora una volta l'estremo ceco di Montreal, la dimostrazione di una quarta linea (Carrier-Jankowski-Robinson) molto produttiva. Il primo periodo si chiude con numeri impietosi, tutti a favore degli Hurricanes: 3-0 il risultato, 15-4 nei tiri, 10-5 nelle 'hit'. Carolina finora ha giocato come il gatto con il topo.
Il secondo periodo comincia con una clamorosa occasione per i 'Canes, ma Seth Jarvis, a porta spalancata, manca il poker. Arrivano poi due minuti di penalità per Nick Suzuki ma, almeno in questo caso, i Canadiens riescono a scamparla. I due minuti li prende poi Carolina (Alexander Nikishin per bastone alto), ma ancora una volta la gestione della superiorità da parte di Montreal è desolante. Montreal fatica addirittura a uscire dal terzo e, quando ci riesce, viene punita duramente: arriva così il quarto gol di Carolina, un'esecuzione perfetta con Hall che recupera disco e s'invola a spallate verso Dobeš, che respinge prima del rimbalzo vincente di Jackson Blake. Un minuto dopo arriva la prima occasione della serata per i Canadiens, con un palo, peraltro esterno, colpito da Ivan Demidov. ma ormai è troppo tardi. La partita diventa un monologo, con il pubblico di casa che 'copia' il coro classico di vittoria dei tifosi dei Canadiens. Si prosegue con i Canadiens che subiscono due penalità, la prima contro Lane Hutson (bastone alto), la seconda per troppi uomini sul ghiaccio. Ed è in quest'ultimo caso che arriva la cinquina: tiro dalla distanza di Ehlers, tocco al centro di Jarvis e stoccata vincente di Shayne Gostisbehere. E' il 38'02", e ormai per Montreal la partita di raleigh è come la tortura della goccia sebbene, proprio allo scadere del periodo, Alexandre Carrier scocchi per Montreal uno dei pochissimi tiri pericolosi, deviato però da Frederik Andersen.
Il terzo periodo comincia con un bel tiro di Demidov fuori di poco, segno che Montreal, perlomeno, ci voglia provare. Le squadre sembrano poter giocare in surplace, ma Jordan Martinook trova comunque un buono spunto, su cui Dobeš si impegna con bravura. Nuova penalità pro Canadiens: due minuti a Ehlers per un fallo su Jayden Struble, e un power-play che produce un paio di tiri pericolosi e una mini rissa davanti ad Andersen. Passano pochi secondi e a sedersi sulla panca puniti è Gostisbehere, ancora per gli Hurricanes. E, finalmente, dopo quasi due partite intere, arriva la prima rete dei Canadiens, realizzata da Cole Caufield, sesto gol per lui nei playoff (13 punti in totale, di cui 10 in power-play), lasciato colpevolmente solo davanti ad Andersen. Carolina replica con un bel tiro di Ehlers ben bloccato da Dobeš. A sua volta Andersen para bene lo 'snap-shot' di Newhook. A circa quattro minuti dalla fine St. Louis tenta l'impossibile e toglie il portiere, ma Carolina ne approfitta quasi subito e, a porta vuota, infila la sesta rete con Seth Jarvis e, per completare l'opera, i Canadiens si beccano un'ulteriore penalità per 'too many men on the ice'. Ormai è accademia sul ghiaccio, mentre il pubblico grida "We want the cup!", i fazzoletti bianchi sventolano al Lenovo Center e non si gioca più, tutti si abbracciano e anche per Montreal finisce la tortura, per una serie che ha visto gli Hurricanes dominare il computo dei tiri 166-89.
Il Prince of Wales Trophy viene presentato sul ghiaccio dal commissioner Bill Daly ma, come nel caso dei Vegas Golden Knights e del Clarence Campbell Bowl, anche stavolta tutti si guardano bene dal toccare la coppa, seguendo la tradizione beneaugurante anche se, in questo caso, a una delle due contendenti andrà inevitabilmente male.


giovedì 28 maggio 2026

NHL playoff: Carolina domina, ora è a un passo dalle finali di Stanley Cup

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes mettono una mano sulla finale di Stanley Cup dominando i Montreal Canadiens con un netto 4-0 al Bell Centre, portandosi così sul 3-1 nella serie. Una partita senza storia, indirizzata già nel primo periodo da tre gol realizzati in meno di tre minuti, frutto di un 'forecheck' feroce e di una superiorità tecnica e mentale evidente. Frederik Andersen firma il suo terzo shutout di questi playoff, mentre Montreal si scioglie sotto la pressione avversaria, incapace di reagire e sostenuta solo dalle parate di Jakub Dobeš.
Il match si accende al 14'59" del primo periodo: Sebastian Aho, servito da Nikolaj Ehlers, fulmina Dobeš con una conclusione secca dalla destra in power-play. Passano appena 68 secondi e Jordan Staal raddoppia, deviando davanti alla porta un passaggio di K’Andre Miller dopo un’azione insistita sulla destra. Il colpo del 3-0 arriva a 17'46", quando Logan Stankoven chiude un due-contro-uno orchestrato da Jackson Blake, gelando definitivamente il Bell Centre.
Il secondo periodo scorre senza reti, ma è l’unico frangente in cui Montreal prova almeno a respirare, trovando qualche conclusione in più senza però impensierire davvero Andersen. Carolina, pur abbassando il ritmo, mantiene il controllo totale del ghiaccio, vince i duelli e non concede transizioni pulite ai padroni di casa. La frustrazione dei Canadiens cresce, e con essa gli errori: la squadra di Martin St. Louis non trova linee di passaggio, non costruisce zone time e finisce per sbattere contro un muro.
Nel terzo periodo la superiorità degli Hurricanes diventa schiacciante: 19-3 il conto dei tiri, con Montreal incapace persino di uscire dal proprio terzo. I tifosi, ormai rassegnati, arrivano a urlare “Shoot the Puck!” ai loro giocatori, segno di una serata storta sotto ogni punto di vista. L’empty-net di Andrei Svechnikov allunga il punteggio sul 4-0 e chiude una gara dominata sotto ogni punto di vista.
Carolina vola così verso il possibile match point in Gara 5, forte di un record impressionante: 11-1 in questi playoff e 6-0 in trasferta. Una squadra che ha trovato ritmo, identità e profondità, capace di colpire con tutte le linee e di soffocare gli avversari con un sistema difensivo impeccabile. Montreal, invece, deve ritrovare energie e fiducia per evitare l’eliminazione, ma soprattutto deve ritrovare se stessa dopo tre sconfitte consecutive che hanno messo a nudo limiti e mancanza di lucidità nei momenti chiave.
Gli Hurricanes, ora, vedono davvero vicina la finale di Stanley Cup: un traguardo che manca dal 2006 e che, per quanto mostrato in Gara-4, sembra assolutamente alla loro portata.

martedì 26 maggio 2026

NHL playoff: Carolina sfrutta ancora l'overtime ed espugna 3-2 Montreal in gara-3

L'apertura del sito NHL
I Carolina Hurricanes vincono per 3-2 all'overtime anche gara-3 della loro sfida di finale della Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, portandosi in vantaggio per 2-1 nella serie. Come gara-2, anche la terza partita, giocata al Bell Centre della metropoli francofona canadese, viene così decisa nei prolungamenti, frutto di una maggiore iniziativa e conduzione del gioco da parte della squadra di Rod Brind'Amour.
Pronti, via, e arriva all'8'24" il primo vantaggio degli ospiti: disco lavorato sulla destra della gabbia difesa da Jakub Dobeš, batti e ribatti, il disco arriva a Mark Jankowski che conclude, il 'goalie' di casa ribatte e allora riprende libero Shayne Gostisbehere, che con un gran tiro insacca la sua prima rete della 'post-season'. I Canadiens trovano il pareggio al 15'28" con Mike Matheson (secondo gol dei playoff per lui), un gran tiro centrale dopo un passaggio da dietro la gabbia di Ivan Demidov. L'equilibrio però dura meno di un minuto, quanto serve a Taylor Hall per riportare avanti i suoi con un tocco dalla breve distanza.
Il secondo periodo si apre con l’unica vera fiammata offensiva dei Canadiens dopo un primo tempo passato perlopiù a inseguire il ritmo di Carolina. La penalità fischiata a Jordan Martinook offre a Montreal un power-play prezioso, trasformato in rete da Lane Hutson: il giovane difensore riceve il passaggio di Cole Caufield e, con spazio sufficiente per avanzare, infila Frederik Andersen con un polsino preciso che vale il 2-2. Il gol ridà energia al Bell Centre, ma non cambia l’inerzia complessiva: i Canadiens faticano a costruire transizioni pulite, mentre gli Hurricanes continuano a mantenere il controllo territoriale e dei ritmi. Carolina, però, non riesce a capitalizzare il proprio volume di gioco, e il periodo scorre tra pochi varchi e molte battaglie lungo le balaustre.
La serata sembra prendere una piega favorevole ai padroni di casa quando Montreal trova quello che pare il gol del sorpasso. La conclusione di Noah Dobson sorprende Andersen e fa esplodere l’arena, ma la panchina di Carolina chiede immediatamente il 'challenge': questione di millimenti ma, dopo una rapida revisione, gli arbitri confermano l''offside', annullando la rete e riportando il punteggio sulla parità. Carolina continua così a dettare i ritmi nel terzo periodo, mentre i padroni di casa tentano di resistere. Nei primi dieci minuti gli Hurricanes concedono un solo tiro verso Andersen, costringendo i Canadiens a ripiegare continuamente. La squadra ospite costruisce due buone occasioni con Hall e Jarvis, entrambe respinte da un attento Jakub Dobeš, che tiene in vita i suoi. Intanto il distacco sui tiri aumenta (29-12 per gli ospiti al 54'. Ed è clamorosa l'occasione che capita sulla stecca di Sebastian Aho che, lanciato solo verso Dobeš, non scarica ma appoggia il disco, il 'goalie' di casa chiude i gambali e impedisce al puck di entrare per quella che sembrava una rete certa. Passano pochi secondi ed è Matheson a trovare il palo esterno respingere la sua conclusione. A due minuti dalla fine una tambureggiante azione degli ospiti trova Taylor Hall pronto alla conclusione, ma ancora una volta, prima Dobeš e poi Guhle bloccano dischi pericolosissimi. Si va all'overtime con gli Hurricanes avanti su tutto: tiri (32-13), hits (29-25) e ingaggi vinti (30-23).
Il supplementare comincia con due occasioni per gli Habs, ma Suzuki e Matheson sprecano il disco. L'inerzia però è tutta dalla parte degli ospiti, un tiro dalla distanza di Jaccob Slavin viene deviato con bravura da Dobeš, poi ci prova Hall e bisogna aspettare sette minuti per la prima conclusione dei padroni di casa (bel diagonale di Alex Newhook). Clamoroso il 3-contro-2 che porta Jalen Chatfield al 69'26" a concludere quasi a botta sicura, ma il tiro è troppo centrale per impensierire Dobeš. Il pubblico invoca una penalità per sgambetto verso Eric Robinson, ma poco dopo sono gli Hurricanes a chidere due minuti, che non saranno concessi, per 'troppi uomini sul ghiaccio' da parte dei Canadiens. Dopo minuti di pressione costante, Carolina trova finalmente il varco decisivo al 74'06": Andrei Svechnikov intercetta un tentativo di uscita di Hutson e mantiene il possesso lavorando il disco lungo le balaustre. Da lì costruisce la giocata che decide la partita: serve un passaggio trasversale verso Seth Jarvis a sinistra, il puck non resta sulla stecca del compagno, ma Jarvis riesce comunque a restituirglielo rapidamente. Svechnikov, in posizione più alta, carica un tiro secco e immediato che attraversa il traffico creato da Aho davanti alla porta e sorprende Dobeš, infilando il puck sotto la traversa per il 3-2 finale. La conclusione, resa letale dallo schermo di Aho, chiude una gara in cui gli Hurricanes avevano limitato Montreal a un solo tiro tra terzo periodo e overtime, confermando la loro impressionante solidità nei supplementari in questi playoff.

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domenica 24 maggio 2026

NHL playoff: gara-2, Ehlers trascina Carolina alla vittoria in overtime a est

Il sito NHL con la foto di Ehlers dopo il gol decisivo
I Carolina Hurricanes lottano, dominano, soffrono, ma alla fine vincono 3-2 all'overtime gara-2 della finale di Eastern Conference contro i Montreal Canadiens, siglando il primo risultato secondo pronostico di queste finali di conference. Il protagonista della serata è senza dubbio Nikolaj Ehlers, autore di una doppietta e della rete decisiva nel prolungamento. Danese, classe 1996, Ehlers è figlio d'arte, con il padre giramondo (con tappe a Klagenfurt, Biel e Berlino versione Capitals) e il figlio cresciuto proprio nelle fila del Biel/Bienne dove, nella stagione del 'lockout' (2012-13), ebbe la discreta fortuna di giocare con Patrick Kane e Tyler Seguin come compagni di linea.
Carolina parte subito forte, un disco sfiorato davanti alla porta dopo pochi secondi e, al primo tiro in porta della gara, passa: merito di Eric Robinson, secondo gol dei playoff per lui, che tocca davanti alla gabbia dei Canadiens un tiro scagliato da William Carrier. Una rete che è il segno di come gli Hurricanes intendano fare pressione sui canadesi, costretti nel proprio terzo a difesa della gabbia a reggere l'urto dei Canes, e alla vana ricerca di quei contropiedi che avevano segnato la prima sfida. Il primo segnale di vita gli ospiti lo danno ottenendo una penalità a favore per un colpo di bastone di Logan Stankoven su Kaiden Guhle, ma il power-play si chiude senza esito. Nel mezzo del nulla Montreal trova il pareggio, anche in questo caso al suo primo tiro in porta (fino a quel momento 5-0 per i padroni di casa): a segnare è Josh Anderson, bravo a deviare sotto la gabbia un passaggio dalla sinistra di Phillip Danault. Poco dopo Carolina sfiora il bis con un palo colpito da Jordan Staal. Il primo periodo si chiude con un nuovo power-play per i Canadiens, che però, anche in questo caso, termina con un nulla di fatto. Sono anzi gli Hurricanes a liberare in maniera pericolosa e a sfiorare la marcatura con un contropiede 2-contro-1 dopo un clamoroso errore di Juraj Slafkovský, che consegna il disco a Sebastian Aho che, a sua volta, libera Seth Jarvis per la più facile delle conclusioni, che però termina a lato. Zero tiri in porta in due superiorità per Montreal ma, soprattutto, 7-2 nel computo dei tiri in porta per Carolina, a sottolineare una partita dominata dai padroni di casa.
L'inizio del secondo periodo chiude senza esito anche la seconda superiorità dei Canadiens, mentre un curioso infortunio occorre al 'goalie' ospite, Jakub Dobeš, con il bastone del Carrier di Carolina che gli si infila tra i pattini impedendone i movimenti per qualche secondo. La gara prosegue comunque senza eccessivi scossoni, con le due squadre guardinghe e attente a non compiere errori: morale, il primo tiro in porta arriva dopo quattro minuti e mezzo (per Montreal). La buona occasione per gli ospiti arriva a metà partita esatta, ma il tiro di Alexandre Texier viene deviato da Frederik Andersen. Al 31'08" arriva anche una penalità per il 'goalie' ospite: Dobeš si prende due minuti per 'interference' verso Mark Jankowski, e in panca ci va Zachary Bolduc. Arriva così il il momento di Ehlers: prima un suo ingresso centrale costringe la difesa di Montreal a ripiegare in affanno, poi si trasforma in uomo della provvidenza andando a siglare il gol del nuovo vantaggio dei padroni di casa, grazie a una rete assolutamente spettacolare: al 37'03" il danese parte dal centro, protegge il disco tra Cole Caufield e Lane Hutson e infila Dobeš con un movimento fulmineo, riportando avanti Carolina. Gli Hurricanes sembrano poter controllare il finale di periodo, ma l'inerzia resta fragile: Montreal, pur limitata a pochi tiri, dà la sensazione di poter colpire in qualsiasi momento.
Il terzo periodo si apre infatti con un cambio di ritmo dei Canadiens che, a furia di spingere, trovano il nuovo pareggio al 52'51", ancora grazie ad Anderson, doppietta per lui e quinto gol dei playoff, lesto a ribadire in rete un rimbalzo davanti ad Andersen dopo una mischia furibonda nel traffico dell'area piccola. Carolina accusa il colpo, arretra per qualche minuto, poi torna a spingere con decisione, sfiorando il nuovo vantaggio con un'incursione di Jarvis e un diagonale di Aho respinto da Dobeš. Il computo dei tiri in porta parla però chiaro: 24-12 al 60'.
Si arriva così all'overtime, dove la partita si decide su un dettaglio e in maniera abbastanza veloce: un disco lavorato da Jalen Chatfield in uscita, un tocco rapido di Jankowski e l’accelerazione di Ehlers, che entra nel terzo offensivo a tutta velocità e batte Dobeš con un tiro secco dal centro dello slot dopo appena 3'29" del supplementare, completando la sua serata da protagonista assoluto e fissando il 3-2 finale. Carolina pareggia così la serie e ritrova certezze in attesa di gara-3 (martedì notte), mentre Montreal torna a casa con la consapevolezza di aver sfiorato un colpo che poteva essere letale, ma anche con la necessità di dover ritrovare maggiore continuità offensiva.

domenica 10 maggio 2026

NHL playoff: Carolina realizza il secondo 'sweep', Philadelphia ancora ko

I Carolina Hurricanes staccano il biglietto per la finale della Eastern Conference dopo il secondo 'sweep' dei loro playoff. Al 4-0 rifilato agli Ottawa Senators nel primo turno, ha fatto l'identico 4-0 inflitto ai Philadelphia Flyers nel secondo.
Merito del 3-2 all'overtime ottenuto in gara-4 sul ghiaccio della Pennsylvania. Una vittoria alla fine meritata, in una partita più combattuta delle prime tre e che ha visto ancora una volta i Flyers frenati dal proprio tallone d'Achille: il power-play. Dopo lo 0-5 in gara-3, ecco uno 0-3 nella quarta partita e, anche in questo caso, oltre un minuto di 5x3 gettato al vento.
Eppure i Flyers erano partiti forte, con il gol di Tyson Foerster dopo 7'50" nel primo periodo. La squadra di casa pareva poter azzeccare la prima gara della serie, fino a quando, nel periodo centrale, era Jackson Blake (terzo gol nei playoff per lui) a realizzare il pareggio al 32'35". Passano pochi secondi e Mark Jankowski porta addirittura avanti gli ospiti, ma stavolta l'asso lo estrae Rick Tocchet, coach di Philadelphia, che chiede la 'coach's challenge' per una 'interference' nei confronti del portiere. La mossa azzardata paga, perché la rete viene annullata. Il vantaggio ospite però è solo rimandato, dopo un finale di 'drittel' centrale tumultuoso in cui entrambe le squadre avrebbero potuto segnare il sorpasso: il gol di Logan Stankoven, il settimo della post-season, al 44'13" sembra segnare la partita in favore degli ospiti, ma un minuto e mezzo più tardi Alex Bump riporta la parità. Si va così ai supplementari, decisi al 65'31" dall'ennesimo gol di Blake: conclusione forte, ma Daniel Vladař ci mette del suo, il disco gli sfugge dal guantone e, con una mezza piroetta, finisce alle sue spalle, vanificando ogni speranza residua di Philadelphia.
Passano così il turno gli Hurricanes, prima squadra a ottenere un doppio 'sweep' dall'istituzione dell'istituzione dei playoff in questo formato, ovvero dal lontano 1987.


Qui sotto le altre immagini del sito NHL dedicate al prima e dopo gara-4:

venerdì 8 maggio 2026

NHL playoff: Carolina, nessuna pietà per i Flyers

La foto del sito NHL dedicata a Jordan Staal dopo il gol
I Carolina Hurricanes fanno propria gara-3 della sfida contro i Philadelphia Flyers, valida per il secondo turno dei playoff NHL e pongono così un piede nella finale della Eastern Conference, guidando la serie per 3-0 e mantenendo il ruolo di grandi favoriti per arrivare alla finale di Stanley Cup.
In casa dei Flyers finisce 4-1 (1-0, 1-1, 2-0) al termine di una partita sempre controllata da Carolina, solida e spietata e che, ormai, nella post-season, ha infilato la sua settima vittoria consecutiva, senza mai segnare troppo (finora 21 gol in sette gare disputate), ma in compenso subendo pochissimo (appena otto reti).
La differenza l'anno fatta gli 'special teams', con i Canes a realizzare due reti in superiorità numerica e una in inferiorità, mentre i Flyers hanno preso troppe penalità per una sfida da playoff e non hanno mai capitalizzato i propri 'power-play' (0-5), compreso un 5 contro 3 che grida vendetta.
Era Jordan Staal a portare avanti Carolina al 17'27" con l'uomo in più sul ghiaccio, un vantaggio meritato in un primo periodo gestito facilmente dagli ospiti. Nel terzo centrale i padroni di casa trovavano il pareggio con la seconda rete della post-season di Trevor Zegras al 22'31". Era però una penalità a decidere la gara: Taylor Hall caricava violentemente Travis Sanheim al plexiglass, un'azione già vista (e criticata) nella serie contro gli Ottawa Senators. Il coach di Phila, Rick Tocchet, e il pubblico chiedevano un 2+2 ma, alla fine, il 'boarding' costava a Hall solo due minuti di panca, durante i quali un contropiede di Jalen Chatfield risultava letale. Da un possibile vantaggio a un incredibile ko per i Flyers, l'inerzia della partita, già inclinata verso Carolina, ora era tutta in discesa. Bisognava però attendere il terzo periodo per la chiusura in cassaforte del match per gli uomini di Rod Brind'Amour: merito ancora di un 'special team', quello che, in superiorità (4x3) portava Andrei Svechnikov (primo gol in questi playoff per lui) a piegare il guanto di Daniel Vladař al 43'52". Era la fine. Ma, se non bastasse, il poker era servito poco dopo, con un 'breakaway' di Nikolaj Ehlers al 47'08": l'attaccante danese riceveva il disco poco oltre la line aid metà pista e si involava verso Vladař, che freddava con un tiro a mezza altezza.
Nel finale, come spesso capita in questi casi, il gioco ha lasciato spazio alla frustrazione degli sconfitti, con qualche scazzottata di troppo e promesse di 'regolamenti di conti' in vista di gara-4 che, viste le forze sul ghiaccio, potrebbe già risultare decisiva.


Sempre dal sito NHL, le pagine di Carolina e Philadelphia:

domenica 3 maggio 2026

NHL playoff: il tris di Carolina inaugura il secondo turno

L'apertura del sito NHL dedicata a Carolina
I Carolina Hurricanes hanno inaugurato il secondo turno dei playoff NHL con una prova di forza netta, travolgendo i Philadelphia Flyers con il punteggio di 3‑0 in Gara‑1 e confermando perché sono la testa di serie numero uno a Est.
Fin dal primo ingaggio, la squadra di Rod Brind’Amour ha imposto ritmo, velocità e precisione, sfruttando al massimo la settimana di riposo seguita allo sweep contro Ottawa. Philadelphia, reduce invece dalla battaglia in sei partite contro Pittsburgh, è apparsa subito in affanno, incapace di reggere l’intensità dei padroni di casa.
Il protagonista assoluto è stato ancora una volta Logan Stankoven, che ha firmato una doppietta e ha esteso a cinque partite la sua striscia di gare consecutive con almeno un gol. Il giovane talento ha sbloccato il match dopo appena 1'31", deviando il tiro di Mike Reilly, poi ha colpito di nuovo nel secondo periodo con un preciso tiro dalla breve distanza.
Fra le due reti di Stankoven si è inserito il 2‑0 di Jackson Blake, autore di una serpentina tra due difensori prima di battere Daniel Vladař con un elegante 'backhand'. Blake ha chiuso la serata con un gol e un assist, mentre Reilly — chiamato a sostituire l’infortunato Aleksandr Nikishin — ha firmato due assist.
Sul fronte opposto, i Flyers non sono mai riusciti a entrare davvero in partita: solo 19 tiri totali, appena 9 nei primi due periodi, e un power‑play sterile (0/4). L’assenza del miglior marcatore stagionale, Owen Tippett, ha pesato, ma la squadra di Rich Tocchet ha sofferto soprattutto la pressione costante dei 'Canes', che hanno vinto quasi tutte le battaglie sul disco, perdendo però (e questa potrebbe essere l'unica reale speranza per i Flyers) sia sui numeri delle 'hits' che negli ingaggi.
A completare il quadro c’è stata la prestazione impeccabile di Frederik Andersen, autore di 19 parate e del suo secondo 'shutout' di questi playoff, il settimo in carriera. Il danese ha trasmesso sicurezza a un reparto difensivo che ha concesso pochissimo e ha respinto ogni tentativo di reazione dei Flyers. Sono lontani i tempi in cui appariva quasi un punto debole nella difesa dei Toronto Maple Leafs.
Il terzo periodo si è trasformato in una sequenza di scintille e nervosismo, con diverse penalità da entrambe le parti, segno della frustrazione crescente di Philadelphia. Ma il risultato non è mai stato in discussione: Carolina ha controllato senza affanni fino alla sirena finale.
La serie ora prosegue con Gara‑2 lunedì a Raleigh, dove i Flyers saranno chiamati a un cambio di passo radicale per evitare di trovarsi subito con le spalle al muro.

venerdì 24 aprile 2026

NHL playoff: Ottawa e Los Angeles appoggiate al muro, Buffalo spezza l'equilibrio

L'home page del sito NHL punta sugli Avalanche
Notte di playoff NHL ad alta intensità, con tre gare che hanno probabilmente segnato l'andamento di almeno due serie e spezzato l’equilibrio di una terza, e con due vittorie in trasferta che, comunque, confermano la difficoltà e la durezza che presenta ogni partita della post-season.
I favoriti d'obbligo e vincitori del Presidents' Trophy, i Colorado Avalanche, hanno espugnato il ghiaccio dei Los Angeles Kings per 4-2, portandosi sul 3-0 nella serie. La squadra di Bednar ha colpito subito con Landeskog, prima di subire il pareggio di Moore a inizio secondo periodo. La risposta degli Avalanche è stata immediata: Makar ha riportato avanti Colorado, poi Lehkonen ha firmato il 3-1 in 'shorthanded'. I Kings hanno provato a riaprire il match con il gol in power play di Kempe, ma nel finale Nelson ha chiuso i conti a porta vuota. Una prova di maturità per Colorado, cinica nei momenti chiave e solida nonostante la pressione dei padroni di casa.
Nella penultima chiamata in casa degli Ottawa Senators, i Carolina Hurricanes hanno vinto 2-1 e anch'essi si sono portati sul 3-0 nella serie, confermando la loro superiorità. Stankoven ha sbloccato il match nel primo periodo, i Senators hanno reagito con Batherson nel secondo, trovando un pareggio che sembrava poter cambiare l’inerzia della gara. Carolina, però, ha risposto dopo appena un minuto con il gol di Blake, decisivo per la vittoria. L'infortunio di Sanderson ha poi peggiorato le cose per i Sens, molto poco incisivi rispetto al loro splendido finale di stagione 'regular'. Gli Hurricanes hanno poi gestito con ordine, limitando le occasioni di Ottawa e confermando una struttura difensiva tra le più solide della postseason.
Infine, sul ghiaccio dei Boston Bruins, i Buffalo Sabres hanno conquistato un prezioso successo esterno per 3-1, portandosi avanti 2-1 nella serie. I bostoniani erano passati in vantaggio con McAvoy, ma gli ospiti hanno ribaltato tutto nel secondo periodo con Byram e poi nel terzo con Tuch, autore del gol del sorpasso. Nel finale, Ostlund ha chiuso la partita con l’empty-net. Buffalo ha beneficiato in modo decisivo della solidità di Alex Lyon, efficace nel leggere le situazioni e nel mantenere compattezza anche nei momenti di maggiore pressione. La gestione delle penalità e la pulizia nelle uscite hanno stabilizzato la squadra, offrendo un contributo determinante all’equilibrio difensivo complessivo. Una vittoria di carattere per i Sabres, capaci di reagire dopo un avvio complicato e di imporsi grazie a una gestione più lucida dei momenti decisivi.
Se i Bruins rimangono comunque 'attaccati' alla serie, ben diversa è la situazione per Kings e Senators, appoggiati al muro di un 3-0 difficilissimo da ribaltare, in particolare nei playoff NHL. Solo quattro volte su 213 una squadra è riuscita a capovolgere la situazione sotto di tre partite. E, francamente, non sembra questo il caso per entrambe.


lunedì 24 aprile 2023

NHL playoff 2023, gara-4: Boston e Carolina sul 3-1, solo vittorie esterne

L'apertura del mattino del sito NHL
Due serie riequilibrate, due che prendono una direzione ben precisa. Questo il risultato delle gare-4 dei playoff NHL disputate domenica, che hanno visto imporsi tutte le squadre in trasferta.
A cominciare dagli Edmonton Oilers, che si impongono per 5-4 all'overtime in casa dei Los Angeles Kings: sotto di tre reti alla fine del primo periodo, è Leon Draisatl a rimettere le cose a posto nel secondo, con due reti e un assist (5+4 finora nei playoff). Ancora sotto nel terzo periodo, pareggia con Evander Kane e vince dopo 70 minuti di gioco con Zach Hyman.
Pareggiano la serie anche i Dallas Stars, che si impongono 3-2 in casa dei Minnesota Wild, con tre assist di Roope Hintz.
Serie che sembra indirizzata invece quella con i Boston Bruins tracimanti ieri in casa dei Florida Panthers: 6-2 il finale, con doppiette di Jake DeBrusk e Taylor Hall, e 3-1 nella sfida tra le due squadre.
Vittoria infine per 5-2 dei Carolina Hurricanes in casa dei New York Islanders, con gara sempre in discesa e anche qui si è sul 3-1.

Le aperture notturne del sito NHL, aggiornate lungo il corso delle partite:

giovedì 4 novembre 2021

NHL: i Carolina Hurricanes suonano la 'nona'

L'apertura di stamane del sito NHL
Ancora percorso netto in NHL per i Carolina Hurricanes, che vincono la propria 9.a partita in altrettante gare disputate: ieri notte è finita 4-3 in casa dei Chicago Blackhaws autori di un pessimo inizio di stagione (1-8-2). Decisivo il 'game winning goal' di Martin Necas, non bastano a Chicago la doppietta di Alex DeBrincat (6 reti per lui in stagione) e l'acuto di Patrick Kane (5° gol).
Ottimo successo per gli Edmonton Oilers, pure loro autori di un grande 'start' (8-1-0): con i Nashville Predators finisce 5-2, con doppietta del 'solito' Leon Draisaitl, ora a quota 9 reti realizzate.
Le due altre partite in programma si chiudono ai prolungamenti: all'overtime quella tra Colorado Avalanche e Columbus Blue Jackets, con gli ospiti che si impongono 5-4 all'overtime con doppietta (e rete decisiva) di Jake Bean; agli shootout quella tra Los Angeles Kings e St. Louis Blues, con un 3-2 per i californiani firmato dal rigore di Arthur Kaliyev.

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