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lunedì 3 ottobre 2022

Serie A: Verona ko, il Friuli sbanca il Bentegodi

Il risultato dal profilo Facebook del Verona
L'Udinese batte il Verona con il punteggio di 2-1 al 'Bentegodi' nella gara valida per l'ottava giornata del campionato di Serie A, sesta vittoria consecutiva della squadra friulana.
Hellas in vantaggio nel derby del Triveneto al 23' con uno sinistro al volo di Doig, poi il pareggio di Beto nella ripresa. Al 93', in 'zona Cesarini', Bijol di testa firma la vittoria su assist di Samardzic.
I friulani ora sono dietro la coppia di testa Napoli-Atalanta, un punto sotto, mentre il Verona è alla terza sconfitta consecutiva ed è terzultimo in classifica. (fonte: AGI)

Per la cronaca completa della partita e il tabellino leggi il post su "Derby del Triveneto"

domenica 28 agosto 2022

Lukaku stop, ma gli interisti non si mettano a piangere

La notizia sul sito 'online' de "La Gazzetta dello Sport"
Romelu Lukaku
si ferma, potrebbe saltare il derby e l'esercito del tifo dell'Inter si prepara a versare amare lacrime.
Eppure, anche la stagione scorsa, senza il belga di origine africana, la squadra nerazzurra era considerata la più forte in assoluto, senza alcun problema favorita da tutti nei confronti del Milan.
Quindi è lecito chiedersi: di cosa hanno paura i tifosi del Biscione, se il duetto titolare Martinez-Dzeko, titolare solo fino a pochi mesi fa, veniva considerato il più forte in Italia? Se la riserva superlusso pagata fior di milioni di euro, Correa, era stato automaticamente considerato il 'castiga-Milan' per averlo infilzato ben quattro volte nella sua carriera laziale?
Insomma, lo stop di Lukaku (che poi resta tutto da dimostrare che debba saltare il derby) dovrebbe essere 'calmierato' dall'opinione diffusa secondo la quale la differenza quest'anno, a favore dell'Inter, arrivi proprio dalla forza della panchina. Nessuno osi dire il contrario, quindi, la grande favorita per la vittoria nel derby e nel campionato rimane la squadra dei 'Bauscia'.

sabato 27 agosto 2022

Milan-Bologna 2-0: De Ketelaere illumina, Leao e Giroud lanciano i rossoneri al comando

Giroud festeggia con Leao il secondo gol
Il Milan vince con merito per 2-0 la partita casalinga con il Bologna, e si porta in testa alla classifica, temporaneamente, appaiando Lazio, Torino e Roma a quota 7 punti.
Per molti la vittoria contro i felsinei potrebbe essere scontata, ma la formazione di Stefano Pioli ha mostrato qualità e calma, sapendo colpire al momento giusto e controllando gli avversari senza mai soffrire.
Un viatico ottimo per i rossoneri (in campo con una inspiegabile maglietta verde oliva), che fra sette giorni, dopo avere incontrato fuori casa il Sassuolo nel turno infrasettimanale, se la vedranno contro gli arcirivali dell'Inter nel derby.
Le reti di Rafael Leao e Olivier Giroud, entrambe di ottima fattura, il primo 'clean sheet' stagionale, con un'ottima prova dell'esordiente (dall'inizio) Charles De Ketelaere, che ha sciorinato alcuni colpi di gran classe, oltre a fornire l'assist per il primo gol, sono stati i perni di una gara senza storia. Per il resto, rete a parte, Giroud un po' sotto tono, Junior Messias ancora ingolfato sulla fascia, meglio sostituito da Alexis Saelemaekers nella ripresa.
In difesa Davide Calabria pare ancora essere il punto debole della squadra, mentre nel secondo tempo il subentrato Yacine Adli è parso svagato, facendosi anche ammonire.
Il Milan non soffre e, nel primo tempo, pecca solo nel non riuscire a realizzare il secondo gol, ricordando la prestazione di Bergamo.
Il valore aggiunto di questa squadra è però Pioli e il suo gioco intelligente, che porta i giocatori, proprio come nel Milan degli 'invincibili' (senza commettere bestemmia, sia chiaro), a cercare di ottimizzare ogni palla, a rendere ogni azione possibilmente letale per l'avversario, senza sprecare mai le possibilità che via via si presentano. Per la gioia degli occhi e della classifica.

lunedì 14 febbraio 2022

Milan-Sampdoria, un gol capolavoro e poco altro

'Rafa' Leão decide la partita (foto sito AC Milan)
Il Milan supera la Sampdoria con il punteggio di 1-0 in una gara che esalta le sue virtù ma che mette in evidenza anche i suoi limiti.
Vero, i rossoneri non soffrono contro la squadra allenata dall'ex Marco Giampaolo, ma alla fine la vittoria arriva solo grazie alla magia della coppia composta da Mike Mignan e Rafael Leão, un gol da cineteca realizzato all'8'.
Dopo di quello si vede un buon Milan, ma nulla. Nessuna serie di attacchi tambureggianti per cercare di mettere in cassaforte il risultato. Qualche buona occasione nella ripresa, con Stefano Pioli a incitare i suoi alla carica, anche con la paura di non ritrovarsi a una versione aggiornata della partita con lo Spezia.
Olivier Giroud sfiora un gol spettacolare in rovesciata, ma le polveri milaniste sono bagnate, a dimostrazione di una squadra che, a dispetto dell'alto numero di marcature realizzate, vede 'poco' la porta. Sembra un paradosso, ma è colpa grave non avere chiuso la partita come sarebbe stato obbligatorio attendersi, ed è forse questo che lascia maggiormente interdetti critici ma anche tifosi del Diavolo: il paragone con i 'cugini' che, al contrario, nelle stesse occasioni, non lasciano scampo agli avversari, triturandoli nel gioco e nelle realizzazioni offensive.
I miei TOP 3 della giornata:
1. Rafael Leão; 2. Mike Maignan; 3. Olivier Giroud.


mercoledì 22 dicembre 2021

Empoli-Milan, l'importante era vincere ma Bakayoko è una iattura

Kessié festeggiato da Hernandez (foto sito Milan)
Il Milan batte l'Empoli per 4-2, ma nessuno si aspetti chissà che cosa. Il risultato è roboante, ma la vittoria è più importante che bella. Due punti guadagnati su Atalanta e Roma, addirittura tre sul Napoli, le notizie alla fine sono solo positive, ma il 'break' della partita arriva grazie a un tiraccio di Franck Kessié e alla clamorosa 'papera' di Guglielmo Vicario, che si lascia sgusciare il pallone fra le mani.
Come al solito la difesa ha 'ballato' moltissimo, di fronte a 'campionissimi' (si fa per dire) come il mai dimenticato ex Patrick Cutrone (comunque 'eroe' dell'ultimo derby vinto in Coppa Italia).
Graziato da Nedim Bajrami, e poi avanti di tre reti, come al solito, con quasi un terzo di partita ancora da giocare, ancora una volta Stefano Pioli cerca di riaprirla inserendo la 'iattura' Tiémoué Bakayoko, che compie errori a ripetizione fino al clamoroso fallo di mano che rischia di riaprire la partita.
Fra i migliori in campo Alessandro Florenzi, che trova finalmente la sua prima rete in rossonero con una splendida punizione, e il dinamico Alexis Saelemaekers. Per la palma del peggiore, come sempre quando gioca, non si sbaglia: Bakayoko. Con lui l'arbitro, Marco Di Bello. Ammonisce Sandro Tonali al primo fallo, un intervento veniale non duro a centrocampo, evita il cartellino a due empolesi, il primo per una clamorosa simulazione in area e il secondo per un fallaccio tattico su Salaemekers, quindi nega un evidente rigore dopo uno sgambetto solare su Kessié. Chiaro invece il penalty per i toscani 'grazie' allo scellerato fallo di Bakayoko.
Vittoria e tre punti, tutto bene quel che finisce bene, ma per gran parte del primo tempo il Milan è parso soggiogato dall'Empoli, ha subito altri due gol, con una difesa spesso frastornata, Alessio Romagnoli in testa; fra le prime sei della classifica è la squadra con il secondo peggior numero di reti subite. Nel finale ha sprecato troppi contropiede per carenza di visione di gioco.
Ora a gennaio il primo obiettivo è quello di recuperare gli infortunati, non certo un caso ma una colpa evidente di uno staff troppo poco messo sotto accusa.

martedì 24 agosto 2021

Milan corsaro a Marassi, un gol di Diaz affonda la Samp

Brahim Diaz fa festa a Marassi (foto profilo Twitter AC Milan)
Un gol di Brahim Diaz permette al Milan di superare la Sampdoria con il punteggio di 1-0 ed espugnare lo stadio di Marassi a Genova, regalando ai rossoneri tre punti importanti, che consentono alla squadra allenata da Stefano Pioli di salire a tre punti in classifica, alla pari dei rivali dell'Inter.
Proprio Diaz, autore della rete decisiva al 9', è stato uno dei migliori in campo, insaccando il pallone con un tiro rasoterra trattenuto male dal portiere Audero, dopo un bel cross di Calabria, che si era liberato bene sulla destra.
Migliore in campo fra i rossoneri Sandro Tonali, sempre puntuale e presente in ogni azione. Bene anche il portiere Maignan, bravo con i piedi e aiutato dalla traversa nel primo tempo. Buone prestazioni anche da Krunic, Leao e Diaz, mentre non bene Hernandez, autore di un paio di svarioni in difesa, mentre Giroud è stato servito poco e male, senza riuscire mai a mettersi in evidenza in avanti. Nella ripresa ha esordito Florenzi, mentre Rebic ha preso il posto di Leao.
A fine gara soddisfatto mister Pioli: "Stiamo diventando una squadra. Anzi, lo siamo già, c'è tanta competitività in questo gruppo - ha esordito ai microfoni di Sky -. Ritrovare i nostri tifosi è stato bellissimo, sapevamo che ci avrebbero accolto con tanto entusiasmo, se sapremo mantenere questo spirito ci toglieremo molte soddisfazioni". Sulle condizioni della squadra: "I miei giocatori sono più forti, ma anche io sono più forte di due anni fa, quando sono tornato arrivato al Milan. Forse è più giusto dire più pronto". Sul campionato: "Le griglie non le faccio, oggi avevamo alcuni giocatori forti che mancavano e alcuni che forse arriveranno. Dobbiamo mantenere questa collaborazione e voglia di stare in campo assieme e questa voglia di essere squadra dall'inizio alla fine".

domenica 22 agosto 2021

Serie A: disastro Sky, noia mortale durante le partite

Lo studio di SkySport 24 durante un telegiornale
E' una Serie A, quella vissuta sullo streaming di DAZN, drammatica per lo spettatore medio, quello abituato a schiacciare il tasto del telecomando per vedere il canale richiesto e con il palinsesto definito. L'opposto delle fastidiose alchimie del web, dov'è necessario compiere sintonizzazioni a mano, iscriversi a siti con ID e password, pagare con carta di credito e usare cavi e controcavi per collegare i sistemi informatici al televisore per potersi guardare la partita seduti comodamente in poltrona.
Di fronte a questo clamoroso handicap vissuto dai rivali, per non parlare dell'inqualificabile ritardo nel trasmettere le immagini (fino addirittura alle pause e alle disconnessioni o alle zone non coperte), Sky, che in più vanta un'esperienza maggiore e una copertura giornalistica superiore delle partite, non ha saputo minimamente organizzare una decente controffensiva, arrendendosi prima ancora che la 'guerra delle partite' fosse cominciata.
La storica tivù a pagamento altro non ha fatto che rinforzare il proprio palinsesto cercando di attirare appassionati di calcio estero. Ma, fondamentalmente, a chi frega di guardare squadre come Watford, Hoffenheim o Lilla? Una débâcle totale, resa ancora più drammatica dalla totale incapacità di trovare una formula almeno godibile per gli spettatori che, non avendo voluto sottoscrivere l'abbonamento a DAZN, siano rimasto orfani dei vari collegamenti da studio a fine gara, dei post-partita con i collegamenti da tutti i campi e dei 'senza giacca', piacessero o meno questi ultimi.
Durante le partite, quando non abbia almeno una gara collegata, Sky sparisce dall'orizzonte degli eventi: si limita a trasportare il campionato più importante per gli italiani su SkySport24, perso all'interno delle news del telegiornale, in un contesto noioso e privo di mordente nei commenti spenti di Giancarlo Marocchi, affiancato dal giornalista di turno e condotto per mano dalla pur brava Giorgia Cenni che è tanto brava quanto non è Diletta Leotta. E, per tenere il pubblico sveglio davanti a un insieme di parole condito dal nulla, sarebbe stato certamente meglio infilare in studio su uno sgabello una miss scema ma dalla minigonna conturbante. Per esempio, mi viene in mente tale Barbara Francesca Ovieni, eccessiva in tutto (anche nel cattivo gusto), 'madrina' supersexy dei pomeriggi pugliesi e co-conduttrice del programma sportivo di Telenorba nelle ultime stagioni. Buttata lì, in un calderone privo di senso, avrebbe per lo meno catturato il maschio medio italiano, a metà strada fra il 'voyeur' e l'esperto calciomane.
Nel secondo tempo spazio a Federica Frola, accompagnata dai bravi, ma anche in questo caso troppo spenti, Giancarlo Padovan e Massimo Tecca.
Addirittura patetici i collegamenti con i campi coperti da DAZN, senza il video della partita, ma con la ripresa dei telecronisti in studio che però, come tali si comportano, con grigi commenti conditi da lunghe pause.
Insomma, una Caporetto dell'informazione ma anche del varietà televisivo, dove il risultato è fare male sia una che l'altra cosa.
Zero idee, nessun Telebim, nessun disegno, nessun arbitro in studio, zero ironia o volto suadente e nessuna formazione di opinionisti schierata capace almeno di lanciare quelle polemiche che avrebbero potuto tenere incollati al teleschermo gli spettatori non ancora aspirati da DAZN.
Eppure basterebbe girare canale su di una delle tante televisioni private, che proprio sulle parole hanno impostato il proprio successo. Un esempio, il Gruppo Mediapason che, con Qui Studio a Voi Stadio, da anni fornisce una televisione più semplice e godibile di quella proposta dai superpotenti 'rivali' satellitari.

giovedì 23 luglio 2020

Sassuolo-Milan 1-2, tutte le pagine dei giornali

L'apertura de "La Gazzetta dello Sport"
La conferma di Stefano Pioli sommerge perfino l'ennesimo risultato positivo di un Milan che allunga la propria striscia, questa volta imponendosi 2-1 a spese di un Sassuolo che regge un quarto d'ora e poi si arrende alla classe di Zlatan Ibrahimovic, due reti da attaccante di razza, la prima in tuffo di testa, la prima scattando di gran carriera con i suoi 38 anni suonati, lasciandosi alle spalle i difensori ammirati, aggirando il portiere in uscita e depositando nella rete sguarnita il pallone del raddoppio finale. Braccia larghe in segno di giubilo e sguardo tra il fiero e il 'cipiglioso', una gara conclusa senza sostituzioni, pressando in attacco con cieco furore sino al triplice fischio di chiusura.
Agli ordini di Pioli tutti fanno il proprio dovere, Kessie diventa un motore preciso come non mai, Calhanoglu chiama a sostituirlo un gemello mai visto che sforna i due assist vincenti. In mezzo, il rigore del temporaneo pari del Sassuolo per un mani in area dello stesso turo.
Tutto nel Milan funziona a meraviglia, ineluttabile la rinuncia al 'maremoto' che avrebbe fatto seguito all'arrivo di Rangnick. Venerdì contro l'Atalanta mancheranno però Romagnoli (infortunatosi in maniera abbastanza grave), probabilmente Conti, pure ko, Hernandez e Bennacer squalificati. La certezza è però che, in questa squadra, ed è certamente merito del tecnico, tutti danno il massimo e fanno appieno il proprio dovere, dalla 'speranza' Gabbia all'obnubilato Biglia, dal redivivo Laxalt al rianimato Leao. Vedere giocare il Milan è tornato ad essere un piacere.

L'articolo di "Libero"

Il commento de "La Repubblica"

I voti del Milan su "Il Corriere dello Sport"

Le pagelle di "Tuttosport"


domenica 19 luglio 2020

Milan-Bologna 5-1, tutte le pagine dei giornali

Il titolo de "La Gazzetta Sportiva"
Come nel film "I Blues Brothers" appare una luce, ma stavolta illumina San Siro e ispira soltanto i giocatori che vestono la maglia del Milan. Il 5-1 finale al Bologna è il frutto di una gara ben giocata come alla squadra rossonera non succedeva da anni, spietata e ai limiti della perfezione, e nella quale perfino le riserve riescono a dare il massimo, entrando con voglia e grinta come raramente si vede nel campionato di Serie A.
Per Saelemaekers, Bennacer e Calabria primo gol della stagione, Rebic si ripete per l'11.a volta da gennaio (azione corale stupenda), Calhanoglu insacca una rete adatta alla sua presenza in campo, ovvero inspiegabile, Donnarumma si conferma pasticcione sull'unico gol subito e falloso su un'uscita nella quale rischia un penalty dopo una grave incomprensione con Kjaer, ma i soliti pennivendoli adoranti gli danno la piena sufficienza. C'è spazio pure per il quasi esordiente Colombo. Foto ricordo senza Ibrahimovic, uscito a inizio ripresa smoccolando e con sguardo torvo verso l'ottimo Pioli.

L'articolo di "La Repubblica"

Il commento de "Il Corriere della Sera"

Le pagelle de "Il Corriere dello Sport"

Le pagelle di "Tuttosport"

giovedì 16 luglio 2020

Milan-Parma 3-1, tutte le pagine dei giornali

La pagina dedicata al Milan da "Il Corriere dello Sport"
Il Milan supera 3-1 il Parma e continua la sua serie positiva, facendo sua una partita a due facce. Male nella prima, nella quale un Donnarumma quasi sempre promosso dalle pagelle dei giornalisti che, in massima parte, lo serbano nel cuore delle proprie squadre a Fantacalcio, commette l'ennesimo pasticcio sull'unico tiro in porta degli emiliani, in rete con Kurtic. Nella ripresa il canovaccio della gara non sembra cambiare fino al missile terra-aria di Kessie, un giocatore cambiato nello spirito e nella precisione, come tutto il resto della squadra, più attenta nel gestire i palloni e, di conseguenza, in grado di aumentare il proprio possesso palla. Un colpo di testa di Romagnoli in acrobazia (una rarità nella stagione rossonera) e un tiro preciso di Calhanoglu da fuori area (evento ancora più raro, quasi un panda calcistico) fissano il tris finale.

L'articolo de "La Repubblica"

L'inizio dell'articolo de "La Gazzetta dello Sport"

La pagina di "Libero"

Le pagelle di "Tuttosport"

mercoledì 15 luglio 2020

Derby di Lombardia, l'Atalanta travolge il Brescia

Il risultato finale tratto dal profilo Facebook dell'Atalanta
E' andato all'Atalanta il derby numero 64 della storia contro il Brescia.
La 'straregionale' fra le due squadre rappresentanti le due città storiche rivali e più a est della Lombardia è stata a senso unico. 6-2 il risultato finale della Dea, in uno stadio deserto a causa dei provvedimenti per contrastare la diffusione del coronavirus.
La partita è stata appassionante e spettacolare, anche se, ovviamente, meno per il palato dei sostenitori delle 'rondinelle'.

Il tabellino della partita:
Atalanta-Brescia 6-2 (p.t. 4-1)
Atalanta (3-4-2-1): Sportiello (80' Rossi); Sutalo, Caldara, Djimsiti (74' Czyborra); Castagne (74' Bellanova), Tameze, De Roon, Gosens; Malinovskyi (74' Piccoli), Pasalic; D.Zapata (46' E. Colley). All.: Gasperini.
Brescia (4-4-2): Andrenacci; Semprini, Mateju, Chancellor, Mangraviti; Spalek, Dessena, Viviani (56' Tonali), Bjarnason; Donnarumma (68' Ayé), Torregrossa (61' Ndoj). All.: Lopez.
Arbitro: Manganiello di Pinerolo.
Reti: 2' Pasalic, 8' Torregrossa (B), 25' De Roon, 28' Malinovskyi, 30' D. Zapata; 55' e 58' Pasalic, 83' Spalek.
Angoli: 1-1.
Recupero: 0' e 0' .
Ammoniti: nessuno.

Le statistiche del derby tratte da Wikipedia

L'apertura del "Corriere della Sera" - edizione Bergamo

Sempre dall'edizione bergamasca del Corriere, un pezzo di 'colore'

Una parte della cronaca da "La Gazzetta dello Sport"

Le pagelle della partita secondo "Tuttosport"

Le statistiche della gara da "Il Corriere dello Sport"

domenica 17 maggio 2020

Salvini: "La Serie A che non riparte è un disastro per lo sport italiano"

Matteo Salvini (foto profilo Facebook)
Matteo Salvini, leader della Lega, ha parlato di sport, ospite al telefono della trasmissione "Qui Studio a Voi Stadio" di Telelombardia. In particolare, sollecitato dalle domande dei conduttori, dalla possibile ripartenza della Serie A di calcio. "Voi l'avete capito? Ho sentito anche stasera il presidente del consiglio, ma alcune cose non le ho capite. Ci sono 400 consulenti, ma le mascherine ancora non ci sono, alcuni negozi non si sa se possano riaprire, per quanto riguarda lo sport, oggi ho visto un pezzo di Bundesliga con mio figlio. Per quanto riguarda l'Italia, a cominciare dalla scuola, siamo l'unico Paese che, fino a settembre non riapre nulla, e quindi, o sono matti tutti gli altri... per quanto riguarda lo sport, se non riparte il campionato non è un disastro per Ronaldo o Ibrahimovic, ma per tutto il resto dello sport italiano. Io spero che si riparta quanto prima e in sicurezza".
Salvini prosegue, tema la Serie A e un confronto con la scuola: "Il problema non sono i 200 milioni di euro legati ai contratti con Sky e DAZN, ma le decine di migliaia di posti di lavoro che rischiano di saltare. Temo che uno stop prolungato porti alla chiusura della metà delle società professionistiche e al dramma per le piccole società dilettantistiche. La domanda che mi faccio da italiano è come mai altrove hanno già trovato il modo, certo non basato sull'improvvisazione, e oggi riparte la Bundesliga e perché in italia no. Ma tornando alla scuola, in tutti i Paesi europei, le scuole dalle elementari ai licei o sono già riaperte da aprile o apriranno entro maggio. Da noi, fino a settembre, non si sa nulla o non se ne parla neanche".
Infine un argomento a lui caro, il Milan: "Poi io da milanista non ho la smania di ripartire, visti i risultati di questi anni. Ormai non so più se siano più i consulenti del Governo o gli allenatori cambiati dal Milan, il problema credo che stia in cima, non è possibile che tutti i giocatori si imbrocchiscano quando arrivano al Milan. A me piace una società con un nome e un cognome, e non un'azienda che sia un ramo azionario".
Infine un commento su Zlatan Ibrahimovic e la sua possibile partenza dal Milan: "Ibrahimovic è stato uno dei pochi sprazzi di luce degli ultimi anni. Ho cominciato a seguire il Milan in Serie B, e con Vinicio Verza che pareggiava il derby quasi a tempo scaduto, ma degli ultimi anni mi porto via Ibra, il primo tempo del derby di quest'anno e poco altro. Ma verranno tempi migliori, per il Milan ma soprattutto per l'Italia".

mercoledì 22 aprile 2020

Galliani: "Ritornare a giocare? I tempi li darà il virus"

Adriano Galliani
Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza, ma storico dirigente del Milan che dominò il calcio italiano fra il 1990 e il 2010, ha parlato a Telelombardia, intervistato da Fabio Ravezzani, direttore della rete.
Sulla ripresa della Serie A di calcio: "I tempi li può dare solo il virus. Bisogna capire cosa succede con questa curva, i contagi in Lombardia aumentano e l'Italia è molto diversa da regione a regione. Il 4 maggio molte persone si potranno muovere, ma con accorgimenti tali che non c'entrano nulla con il mondo del calcio. E quando si comincerà a toccare un pallone - ha proseguito Galliani -, come dice il mio amico Max Allegri, da lì in poi ci vorranno almeno quattro settimane, perché altrimenti i giocatori si infortunano. Comincerà un vero e proprio nuovo campionato, e siamo fermi da tre mesi".
Sul futuro incerto delle squadre di calcio di Serie B e C: "Strasalteranno per aria. Con l'indebitamento che già hanno i club e la perdita dei ricavi delle televisioni, la situazione diventerà drammatica. Mancano ancora molte partite e i soldi delle coppe europee sono ancora da distribuire. Se alcuni 'top club' non finiscono i campionati rischiano davvero la bancarotta, perché non hanno più ricavi". Galliani fa due esempi: "Il solo negozio del Barcellona fattura più di 50 milioni euro all'anno, il museo del Camp Nou è il secondo museo di Spagna". E ancora: "Le squadre di Serie B e C non hanno assolutamente le risorse per ricominciare il campionato, se non quando la situazione si sarà normalizzata, perché non possono seguire protocolli che sono costosissimi. Per la Serie A, visti i ricavi elevati, ci sono dei costi che si possono affrontare, in C non ci sono ricavi, in B ce ne sono pochissimi".
Ecco la soluzione sul futuro prospettata da Galliani: "Non vogliamo (parla del Monza in riferimento alla promozione in Serie B, ndr) nessuna vittoria a tavolino. Un bel giorno si ricomincerà a giocare e bisognerà ripartire da dove ci siamo fermati".
Galliani ha poi risposto a una serie di domande legate alla sua ultradecennale esperienza al Milan: "Con tutti gli allenatori ho avuto un ottimo rapporto, li ho sempre difesi". Quindi due stoccate alla Juventus. La prima: "Nel 1990 avevo preso Baggio. Poi cosa è successo? E' successo che è andato alla Juventus". La seconda ala domanda se ritenesse la Juventus veramente favorita dagli arbitri: "Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Nessun dubbio su quale sia stato il più forte giocatore che abbia vestito la maglia del Milan: "Non ho dubbi. E' stato Marco Van Basten". E nemmeno su quale sia stata la decisione più contrastata fra lui e l'allora presidente rossonero Silvio Berlusconi: "Convincerlo a non prendere Borghi e a prendere Rijkaard".

martedì 7 agosto 2018

Higuain e Caldara, le foto della presentazione in Duomo

Caldara e Higuain sull'Arengario (foto Bordignon)
Una giornata calda e assolata ha accolto l'entusiasmo di Milano per l'arrivo di Gonzalo Higuain e Mattia Caldara al Milan, dopo che l'ormai dimenticabile capitano Leonardo Bonucci ha deciso di riscoprire 'casa' alla corte della Juventus.
Per l'occasione, fissata per le ore 16.30 di venerdì 3 agosto in Piazza del Duomo, si è radunato un piccolo gruppo di tifosi più uno stuolo di curiosi e turisti. Numeri comunque lontani dal 'migliaio' sostenuto dalla stampa 'amica' (da qualche si è addirittura letto di duemila persone) che, invece, non sono andati oltre le 300 persone stipate sotto il terrazzo dell'Arengario davanti alla favolosa cattedrale milanese.
Successivamente, lo stesso gruppo, con lo scorrere del tempo dimezzatosi, si è letteralmente 'scagliato' in piazza Diaz ad attendere l'uscita di Caldara, trasportato quasi in stile 'stage-diving' verso l'auto che lo attendeva, mentre Higuain rimaneva sull'Arengario per completare le interviste, non prima di avere gettato, assieme al suo nuovo compagno di club, alcune magliette da gioco verso i tifosi festanti.

Ecco, di seguito, alcune delle foto scattate durante la presentazione (foto Bordignon).