domenica 7 luglio 2019

Più vetro, meno plastica, nuovo mantra della spesa

Coca-Cola in vetro, perché no? (foto Bordignon)
Più vetro, meno plastica. Dovrebbe essere questo il mantra cui farsi guidare mentre ci si avventura in un qualsiasi supermercato dove, bisogna ammetterlo, trovare ormai alimenti conservati sotto vetro è sempre più difficile. Ricordi d'infanzia mi riportano alla mente le bottiglie di acqua minerale che, comperate 'a cestello', tutte rigorosamente in vetro, comportavano il costo di una piccola 'cauzione' (10 lire?, boh...) che veniva restituita quando si riportavano all'utenza commerciale.
In questi giorni, presso il supermercato Esselunga più vicino a casa mia, ho scoperto una nuova bottiglia d'acqua completamente compostabile, che ho immediatamente preferito rispetto a quelle di plastica, fossero grandi o piccole. Idem sulla Coca-Cola, con la sua pure fastidiosa e pesante bottigliona da litro, al posto delle singole bottigliette di plastica più facilmente trasportabili. Birre, vino, sottaceti e omogenizzati restano scelte del momento, solo saltuariamente parte del menù quotidiano.
Recentemente, in un centro vendita di Roma è stato diffuso un video in cui alcuni delfini ringraziavano i clienti che si presentavano alla cassa con un imballaggio in vetro, iniziativa nell'ambito della campagna Endless Ocean 2.0, lanciata in Europa dalla community Friends of Glass e con partnership in Italia di Assovetro, a sua volta partner di Goletta Verde di Legambiente, che, come tutti gli anni, naviga intorno alla Penisola Italiana per monitorare lo stato di salute dei nostri mari e delle spiagge.
Secondo Friends of Glass, il 72% degli europei, quando fa la spesa, tiene in considerazione l'impatto che il loro comportamento può avere sui mari, a partire dai prodotti che compra e dagli imballaggi nei quali sono contenuti. Una scelta di cui sarebbe interessante valutare i numeri in Italia.
Al di là delle solite intrusioni politico-associazionistiche, vale la pena ricordarsi che anche un piccolo gesto, moltiplicato per migliaia può fare la differenza. Personalmente comincerò da bibite e, possibilmente acqua minerale, sebbene in questo ultimo caso, non sia facile recuperare contenitori in vetro o comunque compostabili al cento per cento.

lunedì 1 luglio 2019

Insultare Carola è vietato, ma sfasciare auto e vetrine si può

La speculazione del piddino Davide Faraone, 'crocerista' per caso
Interessante il concetto di 'troglodita, vergognoso, disgustoso' che viene distribuito recentemente dal mondo dei social. E' proprio vero che la storia a volte può essere orrendamente deformata nella sua verità, il che a questo punto mi obbliga a 'revisionare' l'intera recente storia italiana e non solo. Del resto "la revisione è il pane degli storici" affermava in chiave non provocatoria il filosofo tedesco Ernst Nolte.
In questi ultimi giorni, nelle ore successive all'arresto del capitano della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, si è scatenata l'ira dei 'buonisti' e dei benpensanti, di fronte a un filmato che mostrerebbe la 'bella' Carola pesantemente insultata sul molo da quelli che sono stati evidentemente definiti, nel migliore dei casi, "razzisti e leghisti" (ma poi dove sarebbe l'offesa nell'essere leghisti?). Nei confronti della donna che ha trasportato oltre 40 clandestini su suolo italiano sono volati epiteti impronunciabili, da 'puttana' a 'spero che ti violentino 'sti negri', e via discorrendo. Non ho visto il video (non mi interessa), ma mi fido. Del resto, pur ammettendo che si tratti di parole sgradevoli e sgradite, non mi meraviglia che questo sia accaduto. Quando una persona normale, che lavora e paga le tasse, si trova costretta a combattere la vita di tutti i giorni e alla fine si vede scavalcata, per l'ennesima volta, nei propri diritti personali, da un branco di clandestini che presto andranno a delinquere sul suolo nazionale grazie a una tedesca dalla faccia alterata, ci può stare uno sfogo, anche duro e pesante. Qualcuno, particolarmente 'liberal', invoca addirittura una legge che tappi la bocca di chi non ci sta, di chi reagisce, almeno a parole, a quella che è una palese violazione della legge. Del resto si sa, a Sinistra sono abituati a limitare la libertà di parola, oltre che di pensiero, ed è questo che li ammazza di rabbia, non potendo più fare il bello e cattivo tempo e dettare gli abiti culturali della società, non avendo più in mano il potere di definire cosa possa o non possa essere ritenuto accettabile secondo il proprio metro totalitario di giudizio.
Criticare è reato, insultare è reato, il che mi riporta alla mente, oltre a George Orwell, una scena di "Alien 2 - Scontro finale" nel momento in cui ai marines presenti all'interno della base deserta (ma piena di alieni), vengono tolte le armi per non generare una escalation atomica. "E come ci difendiamo: a parolacce?". Insomma, le parolacce non uccidono, non fanno male, questo è evidente.
Del resto, ho pensato a come potrei reagire io se, davanti a casa mia, nella mia piazza, venisse sistemato un gruppo di vagabondi e clandestini, magari addirittura zingari. Reagirei male, molto male, e forse non mi limiterei alle parolacce.
Coloro che di sicuro non si limitano alle parolacce, ma che anzi fanno dell'azione e della violenza proditoria il proprio 'credo' quotidiano, sono invece i 'compagni' dell'estrema Sinistra, ma anche nemmeno tanto estrema, quando decidono che è ora di muovere la piazza. Scendere in piazza in sé è una mossa violenta, di scavalcamento democratico. La manifestazione non è quasi mai pacifica, specie se, appunto, organizzata dalle 'anime pie' della Sinistra. Lo si è visto dai tempi del '68. Cariche alla polizia (date e subite, e ci mancherebbe altro), auto e vetrine di negozi sfasciate, muri imbrattati, passanti minacciati o spintonati. Qualcuno ricorda Genova? O forse la manifestazione che aprì EXPO 2015 con la distruzione di diverse vie e piazze di Milano? Ma basterebbe ritornare a quasi tutti gli ultimi 25 aprile, coni tentativi fisici di impedire alla Brigata Ebraica di sfilare, perché considerata 'sionista' e quindi 'fascista', forse perfino 'leghista' e con tutti gli 'ismi' così tanto invisi ai... comunisti e ai loro amici. Insomma, insultare, anche pesantemente, una delinquente conclamata è 'terribile e disgustoso', mentre distruggere cose e malmenare persone durante una manifestazione si può tranquillamente fare. Ovviamente, a meno che la persona colpita non appartenga alla cricca della Sinistra, altrimenti trattasi di 'ennesimo atto fascista e squadrista', e magari pure un po' leghista.

sabato 29 giugno 2019

Facce da Sea Watch, ovvero quando il ridicolo diventa peggio

Le 'famiglie' sul ponte della Sea Watch: tutti maschi ben piantati
Le 'facce da Sea Watch' sono tante, troppe, come minimo una quarantina più del necessario, il numero di clandestini (non profughi né tanto meno rifugiati) che la 'coraggiosa' capitana Carola Rackete vorrebbe scaricare nella terra (e sulle s-palle) degli italiani.
Mentre la claque facilmente raccolta per creare un finto giubilo all'arrivo della delinquente 'da sbarco' squittisce e grugnisce i propri 'osanna' per l'ennesima invasione fuori controllo e contro ogni norma, gli italiani, che stupidi non sono e che lo hanno dimostrato anche alle ultime elezioni, hanno ben identificato alcune immagini che rimarranno indelebili in cabina elettorale: la faccia della mitomane capitana, una via di mezzo fra stato trasognato e alticcio e ubriachezza assai molesta, pervasa dall'incubo della propria pelle chiara e da un neo millenarismo tutto personale idealizzato a nuovo stile di vita, che la porta però a rompere i coglioni al prossimo, non tanto ad aiutarlo. La faccia dei politici di turno, primo fra tutti il comico Davide Faraone, piddino di marca renziana, una vita spesa dalla parte sbagliata della politica e delle scelte, che già nelle proprie esibizioni televisive di normale attualità ha sempre espresso un tono di voce acidulo e sgraziato, arricchito da una pronuncia inascoltabile, probabilmente peggiorata con la navigazione e l'ansia di assurgere a 'conducator' della rivolta della 'nuova Sinistra dis-organizzata' (anche perchè pure nel PD più di qualcuno ha arricciato il naso sulla salita a bordo degli 'eroi', forse presagendo l'ennesimo autogol politico in agguato). Bypassati i politici suoi pari, ecco le facce pasciute degli africani in crociera. Così malconci, come tutti i loro predecessori, da essere ben nutriti e vestiti, oserei dire robusti e piantati, con tanto di chitarre per suonare una dolce canzone alla luna e alle stelle. Facce che ritroveremo sparse nelle notti italiane, a Milano disseminate fra una Stazione Centrale e una di Lambrate, tra lavori irregolari, spaccio di droga, prostituzione, furti e omicidi. Le prossime vittime, e i loro parenti, ringraziano sin d'ora la bella, si fa per dire, Carola.
Di sicuro non vedo facce disperate, né facce di famiglie o bambini (a parte forse quei pochi piazzati a bella posta da chi organizza queste 'sceneggiate' del mare). Osservo solo l'ennesimo assalto al buon senso e ai confini nazionali da parte di gente prezzolata che ha trovato in questo commercio un fine alternativo, macabro e delinquenziale alla propria esistenza da falliti.

mercoledì 19 giugno 2019

IntegrAction, quando le fake news sfruttano i bambini

E' triste e irritante osservare come la globalizzazione e le fake news scorrano nei cervelli rattrappiti degli italiani nella maniera più infida. Attraverso la pubblicità e il volto dei bambini, i più piccoli e innocenti. Si tratta della campagna #IntegrAction, con tanto di hashtag d'ordinanza, perché il tutto divenga più virale e si intrufoli meglio nel condotto neuronale italico.
Al centro i cosiddetti "luoghi comuni, frasi fatte e banalità sugli immigrati", come li definisce il sito "Open" o, come si potrebbe invece ribadire, la 'vox populi', quel sentito comune che nasce dall'esperienza collettiva.
Bambini di razze diverse in una stessa classe elementare che ridono in maniera sguaiata a quelli che vengono, appunto, definiti, luoghi comuni: "Nei supermercati pakistani vendono solo cose scadute", "Nei ristoranti etnici non sai mai cosa mangi" e via di questo passo, per arrivare agli ancora più classici "ci rubano il lavoro" e "ci portano le malattie".
Una bella pensata, si fa per dire, partorita dalla mente globalizzata, buonista e accogliente di Fondazione Pubblicità Progresso, insieme ad Acra (Associazione di Cooperazione Rurale in Africa e America Latina), con il supporto scientifico di Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla Multietnicità).
Giusto per puntualizzare di cosa si stia parlando, non c'è bisogno di andare lontano. Basta aprire un giornale di ieri, rispetto al momento in cui si scrive. La Voce del Trentino titola: "Sequestrata mezza tonnellata di carne surgelata a Trento. Denunciato pakistano per violazione delle norme sanitarie".
Per quanto riguarda la frasetta simpatica e tanto ridanciana sui ristoranti etnici, si risalga poco più indietro, al 14 giugno. La notizia è dell'AGI, e non del movimento Casapound: "Lunga la serie delle irregolarità. A Pescara è stato denunciato il legale responsabile di un ristorante etnico per aver detenuto alimenti in cattivo stato di conservazione e spacciato come freschi prodotti ittici congelati: 200 kg di alimenti sequestrati e locale chiuso, per un valore di oltre un milione di euro. A Bari stato scoperto un deposito abusivo annesso ad un ristorante cinese, privo delle autorizzazioni di legge: sequestro amministrativo per 40 kg di riso, 40 kg di salsa giapponese e quasi mille litri tra birra, acqua e olii vari. A Treviso i Nas hanno sequestrato 85 quintali di prodotti alimentari etnici stipati da un commerciante kosovaro all'interno di un deposito all'ingrosso, tutti con una data di scadenza superata da mesi: salumi, dolci, bibite e preparati a base di carne erano inoltre stoccati in maniera promiscua ad altri. A Napoli, all'interno di un supermercato gestito da un cittadino cinese, sono stati sequestrati 500 kg di pollame e prodotti ittici in cattivo stato di conservazione oltre a 33 confezioni di uova di anatra salate (già cotte) che il ministero della Salute ha vietato in base al RASFF (sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi con cui gli Stati membri si scambiano informazioni sui rischi per la salute legati a determinati alimenti e mangimi). 
I Carabinieri di Alessandria hanno denunciato una cittadina cinese per preparati gastronomici congelati e conservati all'interno di contenitori non idonei, in un impianto di refrigerazione con gravi carenze igieniche: sono stati sequestrati 100 kg di alimenti e l'attività è stata chiusa Altri 200 kg di prodotti alimentari etnici congelati sono stati sequestrati a Padova: sono stati trovati ad una temperatura di +19 all'interno di un furgone aziendale con impianto di refrigerazione spento, pronti per essere venduti nonostante l'interruzione della "catena del freddo". A Firenze è stato segnalato all'autorità sanitaria il titolare di un ristorante etnico per aver detenuto prodotti carnei privi di informazioni sulla tracciabilità degli alimenti ed omesso di attuare, per il pesce crudo, le procedure di abbattimento finalizzate a contrastare la possibile insorgenza della "sindrome sgombroide". L'attività è stata sospesa a causa delle gravi carenze igieniche: sporcizia diffusa su piani di lavoro, pavimenti e attrezzature da lavoro e di blatte nelle trappole. A Parma è stato denunciato titolare di un ristorante etnico che conservava alimenti vari (spaghetti di soia, ripieno per ravioli, etc) in secchi di plastica analoghi a quelli impiegati per le pulizie e in contenitori generalmente utilizzati per riporre indumenti ed oggetti vari. A Torino denunciato per frode in commercio il legale rappresentante di un'azienda alimentare che commercializzava riso basmati indicandolo come di provenienza indiana mentre in realtà era importato dal Pakistan: per approfondire gli accertamenti necessari, sono state campionate e sequestrate 110 tonnellate di prodotto".
Insomma, c'è ben poco da ridere. Ai bambini non venga spacciato per demagogico ciò che è frutto di una realtà con cui gli italiani, purtroppo, si trovano a convivere da quando l'invasione di stranieri e clandestini vari è diventata sempre più incontrollata. I bambini tornino a studiare la storia quindi, meglio se del Paese in cui sono nati o che li ospita.

sabato 1 giugno 2019

Liverpool campione d'Europa, il mio omaggio targato Beatles

Il Liverpool campione d'Europa 1977
Il Liverpool vince la Champions League, che io preferisco chiamare Coppa dei Campioni, superando per 2-0 il Tottenham Hotspur e fa propria la sua sesta 'coppa dalle grandi orecchie'.
La squadra che forse più di tutte ha caratterizzato la mia infanzia, con i trionfi di Kenny Dalglish e Ian Rush, torna sul trono d'Europa e, soprattutto, caccia quei fantasmi che rendevano il Milan la sua ultima vittima, una cosa davvero antipatica da digerire per i tifosi rossoneri.
La mia dedica, meritatissima, non può quindi che essere una canzone dei Beatles, il loro brano certamente più bello, almeno secondo me: "A Day in the Life".