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lunedì 1 luglio 2019

Insultare Carola è vietato, ma sfasciare auto e vetrine si può

La speculazione del piddino Davide Faraone, 'crocerista' per caso
Interessante il concetto di 'troglodita, vergognoso, disgustoso' che viene distribuito recentemente dal mondo dei social. E' proprio vero che la storia a volte può essere orrendamente deformata nella sua verità, il che a questo punto mi obbliga a 'revisionare' l'intera recente storia italiana e non solo. Del resto "la revisione è il pane degli storici" affermava in chiave non provocatoria il filosofo tedesco Ernst Nolte.
In questi ultimi giorni, nelle ore successive all'arresto del capitano della nave Sea Watch 3, Carola Rackete, si è scatenata l'ira dei 'buonisti' e dei benpensanti, di fronte a un filmato che mostrerebbe la 'bella' Carola pesantemente insultata sul molo da quelli che sono stati evidentemente definiti, nel migliore dei casi, "razzisti e leghisti" (ma poi dove sarebbe l'offesa nell'essere leghisti?). Nei confronti della donna che ha trasportato oltre 40 clandestini su suolo italiano sono volati epiteti impronunciabili, da 'puttana' a 'spero che ti violentino 'sti negri', e via discorrendo. Non ho visto il video (non mi interessa), ma mi fido. Del resto, pur ammettendo che si tratti di parole sgradevoli e sgradite, non mi meraviglia che questo sia accaduto. Quando una persona normale, che lavora e paga le tasse, si trova costretta a combattere la vita di tutti i giorni e alla fine si vede scavalcata, per l'ennesima volta, nei propri diritti personali, da un branco di clandestini che presto andranno a delinquere sul suolo nazionale grazie a una tedesca dalla faccia alterata, ci può stare uno sfogo, anche duro e pesante. Qualcuno, particolarmente 'liberal', invoca addirittura una legge che tappi la bocca di chi non ci sta, di chi reagisce, almeno a parole, a quella che è una palese violazione della legge. Del resto si sa, a Sinistra sono abituati a limitare la libertà di parola, oltre che di pensiero, ed è questo che li ammazza di rabbia, non potendo più fare il bello e cattivo tempo e dettare gli abiti culturali della società, non avendo più in mano il potere di definire cosa possa o non possa essere ritenuto accettabile secondo il proprio metro totalitario di giudizio.
Criticare è reato, insultare è reato, il che mi riporta alla mente, oltre a George Orwell, una scena di "Alien 2 - Scontro finale" nel momento in cui ai marines presenti all'interno della base deserta (ma piena di alieni), vengono tolte le armi per non generare una escalation atomica. "E come ci difendiamo: a parolacce?". Insomma, le parolacce non uccidono, non fanno male, questo è evidente.
Del resto, ho pensato a come potrei reagire io se, davanti a casa mia, nella mia piazza, venisse sistemato un gruppo di vagabondi e clandestini, magari addirittura zingari. Reagirei male, molto male, e forse non mi limiterei alle parolacce.
Coloro che di sicuro non si limitano alle parolacce, ma che anzi fanno dell'azione e della violenza proditoria il proprio 'credo' quotidiano, sono invece i 'compagni' dell'estrema Sinistra, ma anche nemmeno tanto estrema, quando decidono che è ora di muovere la piazza. Scendere in piazza in sé è una mossa violenta, di scavalcamento democratico. La manifestazione non è quasi mai pacifica, specie se, appunto, organizzata dalle 'anime pie' della Sinistra. Lo si è visto dai tempi del '68. Cariche alla polizia (date e subite, e ci mancherebbe altro), auto e vetrine di negozi sfasciate, muri imbrattati, passanti minacciati o spintonati. Qualcuno ricorda Genova? O forse la manifestazione che aprì EXPO 2015 con la distruzione di diverse vie e piazze di Milano? Ma basterebbe ritornare a quasi tutti gli ultimi 25 aprile, coni tentativi fisici di impedire alla Brigata Ebraica di sfilare, perché considerata 'sionista' e quindi 'fascista', forse perfino 'leghista' e con tutti gli 'ismi' così tanto invisi ai... comunisti e ai loro amici. Insomma, insultare, anche pesantemente, una delinquente conclamata è 'terribile e disgustoso', mentre distruggere cose e malmenare persone durante una manifestazione si può tranquillamente fare. Ovviamente, a meno che la persona colpita non appartenga alla cricca della Sinistra, altrimenti trattasi di 'ennesimo atto fascista e squadrista', e magari pure un po' leghista.

giovedì 14 maggio 2009

Moratti: indignazione, classe e incoerenza...

Massimo Moratti, uomo di classe. Inter, società con stile. Corsi e ricorsi storici. Gesti e rigesti storici. Cito direttamente dal sito di Sky, che a sua volta cita il quotidiano "La Stampa" (citazioni e ricitazioni storiche):

'Massimo Gramellini, vicedirettore de La Stampa, dedica il suo Buongiorno (la seguitissima rubrica quotidiana in prima pagina) al presidente dell'Inter. Eccola. Moratti si rifiuta di pagare il risarcimento di 1500 euro che un giudice di pace gli ha inflitto per i cori razzisti che echeggiarono a San Siro durante Inter-Napoli dell’anno scorso e per lo striscione che definiva la città partenopea «fogna d’Italia». Non si sa se il Moratti che non ritiene abbastanza razzisti gli insulti ai napoletani sia lo stesso Moratti che ritenne gravemente razzisti quelli a Balotelli. Siamo abituati ai distinguo esistenziali di Sua Intermittenza, il petroliere ecologista, il censore di Moggi che voleva ingaggiare Moggi: per redimerlo, è chiaro. Ma prima di trasformarlo in capro espiatorio, è onesto riconoscere che c’è un po’ di Moratti in ciascuno di noi. Ogni volta che ci indigniamo a senso unico...'.

La mia chiosa: Bibbia...

domenica 3 maggio 2009

Ma Ibrahimovic, che ha offeso 10 milioni di interisti, non deve chiedere scusa pure lui?

Non posso non citare il post dell'amico milanista detentore del blog Milano Rossonera. Poche parole le sue, ma una immagine spesa bene, legata al gestaccio che pare tanto felice abbia reso tutto l'ambiente interista... un'immagine che Vi ripropongo (con il link), giusto per non dimenticare... è un sito che merita veramente il suo, mi fai spesso sghignazzare di gusto. Bueno trabajo!

martedì 21 aprile 2009

'Caso Balotelli', c'è qualcosa che non va... ma cosa?

C’è qualcosa che non mi torna in tutto questo ‘affaire Balotelli’. E non ho ancora capito cosa. Sì, è vero, hanno ragione ‘loro’, i cori razzisti verso l’attaccante bresciano dell’Inter sono odiosi, cattivi, sbagliati ma… non so, c’è qualcosa che non va, come disse Sid Vicious trovando la sua donna riversa nel bagno appena spirata con l’ago nella vena con cui si era appena fatta di eroina…
Mi sono ripetuto come un mantra le parole che ho ascoltato in tv, da parte di quelli ‘che ne sanno’. ‘Odiosi cori razzisti, ‘vergogna senza fine’, ‘è necessaria una presa di posizione forte’... avevo perfino ormai sussunto questa presa di posizione nel mio cervello... poi ieri sera mi sono trovato a Quarto Oggiaro in macchina lungo un viale quasi chilometrico. Accelero un po’ e a un certo punto mi trovo uno di quei segnali che ti raccontano che stai andando troppo veloce: leggo che sto andando a 70km/h, poi 73, occazzo… il segnale scende bruscamente, faccio 68, 65, 58… beh, giusto, rallento… poi per un attimo mollo tutto e penso fra me e me, sorridendo all’angolo della bocca: ‘Ma cazzo, nella via di fianco si sparano e questi vengono a rompermi perché vado a 73km/h?'.
Scoppio in una fragorosa risata e mando affanculo l’amministrazione comunale di Quarto Oggiaro (che poi è quella di Milano già da diversi anni). Ma che non mi spaccassero... e così mi è capitato attraverso una serie inspiegabile di neuroni collegati fra loro di tornare al ‘caso Balotelli’, di questo inquieto e inquietante ragazzo che dal campo sbraita, muove le braccia e le mani verso i tifosi avversari, poi si becca un coro becerissimo e allora... mah, l’Italia è un paese strano, da anni, da sempre... Continua a leggere su Milano 2.0