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mercoledì 5 marzo 2025

Trump rilancia il Sogno Americano: "No ai trans e fuori i clandestini, grazie a Musk"

La 'home page' di Fox News
E' stato un discorso senza ammissioni di repliche, come sempre. Donald Trump promette e mantiene. Il discorso allo Stato dell'Unione è stato l'ennesima dimostrazione di 'cambio di passo' da parte della nuova presidenza. "Ho fatto più io nei miei primi 43 giorni di ogni altro presidente", ha sentenziato Trump, che ha sferrato attacchi durissimi contro il mondo 'transgender': non sarà più possibile fare il cambio di sesso negli Stati Uniti e qualsiasi riferimento a essa verrà eradicato dal sistema scolastico.
Canada e Messico dovranno fare di più contro il passaggio dei clandestini, ma anche contro quello del fentanyl.
Per quanto concerne la sicurezza interna monito contro chi ucciderà un poliziotto: sarà pena di morte.
Elogiato anche Elon Musk, presente in aula: "Ti apprezzano anche i democratici", ha detto Trump.
Ha poi parlato di tariffe, ribadendo i dazi su Canada, Messico e Cina e ribadendo le prossime sull'Europa, ammettendo poi la possibilità di alcune 'piccole ripercussioni'.
Grandi applausi da parte dell'uditorio, qualche dissenso dall'area dove si erano radunati i democratici, con le donne vestite volutamente tutte in rosa in segno di protesta.
Emozionante il momento in cui il presidente ha incontrato, e premiato, il piccolo Devarjaye "DJ" Daniel, 13 anni, in lotta contro il cancro e da sempre con il sogno di diventare poliziotto. Trump lo ha insignito di un tesserino onorario di membro dei servizi segreti.

mercoledì 8 gennaio 2025

Fact-checking addio, muore la dittatura di 'quelli che ne sanno'

Foto di Mikael Blomkvist per Pexels
Addio al fact-checking. Lo ha annunciato lo stesso 'boss' del web, Mark Zuckerberg, affermando come la sua azienda Meta abbia chiuso i propri programmi di fact-checking su Facebook e Instagram negli Stati Uniti. Immediato il commento entusiasta di Elon Musk, che ha definito l'iniziativa 'geniale'.
Fact-checking che, invece, resiste, almeno per ora in Europa, 'vecchio continente' in tutti i sensi, l'ultimo ad accodarsi alle nuove ideologie 'woke' nordamericane, e ora, purtroppo, ancora l'ultimo a mantenerle in vita e a staccarsene.
L'auspicabile fine del fact-checking anche in terra europea contribuirebbe all'abbattimento di una delle più potenti armi della censura del pensiero organizzate dai governi e dai loro spalleggiatori economici. I cosiddetti 'fact-checkers', personaggi mai dichiaratisi nella propria identità e sempre auto-definitisi 'indipendenti' (ma verso chi o che cosa?) sono stati utilizzati in massa per smontare le teorie anti-vaccino di chi proponeva valide alternative al contrasto del Covid, oppure, in misura ancora superiore, per corroborare l'idea della difesa a tutti i costi dell'Ucraina nei confronti della Russia, 'dimenticandosi' tutto ciò che dietro l'attacco russo a Kiev stava, a livello di storia e motivazioni.
Covid e Ucraina sono stati i due grandi fallimenti dei 'fact-checkers', quasi sempre accodati al mondo progressista e 'woke', in grado di imporre le proprie presunte verità a coloro che, non sempre forniti della cultura necessaria ma in grado in ogni caso di esprimere una propria opinione eun proprio pensiero, ne venivano frernati dalle 'verità sventolate' di quelli 0' che ne sanno'. Chi poii questi fossero e al soldo di chi lavorassero, questo è sempre stato un mistero saperlo. O forse era fin troppo facile immaginarlo. Quindi ringraziamo Donald Trump e la sua guerra al mondo dei 'moderni', se i moderni quelli che vogliono contrastare la verità. O imporci la loro.

sabato 3 dicembre 2022

Musk smaschera Twitter: censurò chi si opponeva a Biden

Kaleigh McEnany (foto Patrick Semansky/AP)
Ci voleva Elon Musk per smascherare i tanti misfatti che i 'social' hanno commesso nel creare un 'mainstream' che favorisse i democratici e qualsiasi movimento si opponesse alla ricandidatura di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti.
Fra le iniziative di Twitter, che si attivò per censurare storie che potevano avere una ricaduta sulle imminenti elezioni presidenziali del 2020 c'era la storia del computer abbandonato da Hunter Biden, il figlio del presidente degli Stati Uniti.
Annunciato da Musk, lo scoop porta la firma del giornalista 'freelance' Matt Taibbi. "Il 14 ottobre 2020 - scrive il giornalista - il New York Post pubblicò la storia delle e-mail segrete, emerse dal computer abbandonato di Hunter Biden. Twitter - continua - intraprese passi eccezionali per sopprimere la storia e rimuovere i link".
I tecnici della piattaforma avrebbero bloccato anche la trasmissione del link con articolo attraverso messaggio diretto, utilizzando una misura adottata solo in casi estremi, tipo i contenuti pedopornografici.
"La portavoce della Casa Bianca, Kaleigh McEnany (ai tempi di Trump, ndr) - continua il giornalista -, non poté accedere al suo 'account' per rilanciare la storia".
Questo provvedimento aveva spinto Mike Hahn, membro dello staff del presidente, a inviare una furiosa lettera a Twitter, in cui diceva: "Kayleigh McEnany è stata bloccata dall'accedere al suo 'account' per il semplice fatto di aver parlato della storia del New York Post. Tutto ciò che aveva fatto era citare la storia e notizie riportate da altre testate e non contestate dalla campagna di Biden. Ho bisogno immediatamente di una risposta su quando e come verrà sbloccata".
Hahn chiedeva come nessuno lo avesse informato di questa politica di Twitter di censurare notizie di giornali. "Pretendo almeno - concludeva l'email - che ve ne occupiate nei prossimi venti giorni". Cioè la finestra temporale che avrebbe portato all'Election Day delle presidenziali del 2020.
Secondo quanto sostengono il giornalista autore dello scoop, e lo stesso Musk, Twitter sarebbe intervenuta, censurando la notizia del New York Post, dopo aver ricevuto una richiesta dallo staff di Biden. (fonte: AGI)

sabato 26 novembre 2022

Elon Musk riammette i profili sospesi, c'è speranza anche per me

Twitter
riapre le braccia ai profili sospesi o, come meglio sarebbe definirli, censurati per 'reati di opinione' o perché avevano deciso di esprimersi liberamente, lontano dalle 'linee guida' del 'mainstream mediatico' e del pensiero globalizzato. Me compreso, almeno mi auguro, dopo i miei 'cinguettii' a sostegno di Donald Trump e Viktor Orban, e altre prese di posizione, come l'adesione al 'tag' #iononmiinginocchio in replica alla squallida campagna di Black Lives Matters, dopo i quali, improvvisamente, il mio profilo venne bloccato senza alcuna spiegazione. O meglio, la spiegazione tuttora esplicitata sotto al mio profilo, recita: "Your account is permanently suspended. After careful review, we determined your account broke the Twitter Rules. Your account is permanently in read-only mode, which means you can’t Tweet, Retweet, or Like content. You won’t be able to create new accounts".
Grazie a Elon Musk, neo proprietario della piattaforma 'social', molte cose stanno però cambiando. Nelle ultime ore l'mprenditore sudafricano con cittadinanza canadese e naturalizzato statunitense, ha annunciato che riammetterà gli account che, raccontano le agenzie (ovviamente 'sdraiate' verso il 'sistema'), "avevano postato messaggi violenti, d'odio e di disinformazione messi al bando da Twitter l'anno scorso".
"Il popolo si è espresso - ha scritto Musk in un tweet - l'amnistia comincia la prossima settimana. Vox Populi, Vox Dei".
L'annuncio arriva dopo la conclusione di un sondaggio lanciato tra i suoi 'follower' a cui aveva chiesto se dovesse offrire una "amnistia generale per gli account sospesi, a patto che non abbiano infranto la legge o fatto spamming".
Il sondaggio ha visto il trionfo, con il 72,4%, di voti favorevoli all'amnistia, contro il 27,6% contrari.
Al sondaggio, secondo quanto comunica Twitter, hanno partecipato tre milioni di persone.
La decisione arriva a una settimana dalla riammissione dello stesso Trump, il cui 'account' era stato messo al bando nel gennaio 2021, all'indomani dell'assalto al Congresso, da parte di coloro che vennero definiti i suoi 'sostenitori'.
Musk ha riammesso nei giorni scorsi gli account di altri personaggi controversi, come il podcaster di Destra, Babylon Bee, e la 'suprematista bianca', Marjorie Taylor Greene. (fonte: AGI)