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| La storica esultanza di Joe Jordan contro l'Inter |
La squadra rossonera arrivava dalla vittoria del campionato di Serie B 1980-81 e, in attesa di quello successivo, partecipava al girone eliminatorio della Coppa Italia, cui venne sorteggiata assieme agli eterni rivali dell'Inter. Era il 6 settembre 1981 e un sentimento di rivalsa, condito dalla consueta rivalità, pervase l'animo degli 'adoratori del Diavolo'. San Siro ritrovava il derby perso per un anno, e il derby ritrovava un pubblico da 'tutto esaurito' e forse più. In aggiunta, il Milan schierava il suo nuovo straniero, lo scozzese Joe Jordan, passato alla storia con il soprannome di 'squalo'. La gara terminò con un confortante 2-2, non sufficiente però per far passare il turno ai rossoneri. La rete del momentaneo 2-1 venne segnata proprio da Jordan, con un colpo di testa che mandò la palla a infilarsi nella stessa porta, e nello stesso angolino, che 45 anni dopo avrebbe spinto la 'crapa' di Füllkrug. Identica anche l'esultanza, con corsa sotto la Curva Sud, sede del tifo milanista più 'caldo', braccia tese alla sinistra della porta avversaria.
Diverso il torneo e anche il modo, oltre che l'avversario: contro l'Inter, allora fresca vincitrice dello scudetto, Jordan segnò un gol capolavoro, in area sì, ma da oltre il disco del rigore, imbeccato da una punizione calciata dalla destra appena oltre la tre-quarti. Contro il 'piccolo' Lecce, in lotta per non retrocedere, Füllkrug insacca di testa un cross, sempre dalla destra, calciato da un Alexis Saelemaekers arrivato in pratica dalla riga di fondo.
Identico il risultato: capocciata e gol. Il giorno dopo la "Gazzetta dello Sport", in un trafiletto di colore dedicato al derby, titolò "Al gol di Jordan un urlo mai sentito", sintomo della liberazione che i tifosi rossoneri avevano provato al gol del loro nuovo idolo, dopo un intero anno di umiliazioni su campi di provincia e una retrocessione arrivata a testimoniare di come il Milan, di santi in paradiso, non ne abbia mai avuti. Allo stesso modo si potrebbe declinare il medesimo titolo ergendo a protagonista il nuovo ariete del club rossonero, un Füllkrug nuovo ariete e punto di riferimento delle speranze dei tifosi milanisti.
