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| Immagine tratta dal sito "14ymedio" |
«Un agente della Sicurezza dello Stato mi ha inseguita e mi ha comunicato che non potevo proseguire», ha raccontato la Sánchez, spiegando che all’operazione hanno preso parte anche altri membri della polizia politica. La giornalista è stata costretta a rientrare nella propria abitazione e informata che non avrebbe potuto uscire fino al giorno successivo.
In un video pubblicato sull’account X di 14ymedio, la Sánchez ha chiarito che il provvedimento mirava a impedirle di partecipare al ricevimento previsto nel pomeriggio, al quale erano attesi anche funzionari del Dipartimento di Stato statunitense. «È una provocazione diretta nei confronti di Washington», ha dichiarato, definendo l’episodio un ulteriore segnale delle tensioni persistenti tra Cuba e Stati Uniti.
Il caso riaccende i riflettori sulle pressioni esercitate dal governo cubano contro voci indipendenti e dissidenti, in un contesto politico in cui ogni gesto legato ai rapporti con Washington assume un valore simbolico e diplomatico. Sánchez, da anni figura di riferimento del giornalismo critico sull’isola, torna così al centro di un confronto che va ben oltre la sua vicenda personale.
