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A riportarlo sono il Washington Post e Fox News, citando fonti informate secondo cui entrambi i leader democratici avrebbero ricevuto mandati di comparizione dal Dipartimento di Giustizia.
L’inchiesta arriva in un clima politico già incandescente, segnato dalla morte di Renee Nicole Good, 37 anni, uccisa il 7 gennaio da un agente federale durante un’operazione dell’ICE a Minneapolis. L’episodio ha scatenato proteste e accuse incrociate tra autorità locali e governo federale.
Frey ha definito l’indagine «un tentativo di intimidazione», sostenendo che l’amministrazione stia colpendo chi critica la gestione delle operazioni ICE. Walz ha rincarato la dose, accusando la Casa Bianca di «strumentalizzare il sistema giudiziario contro gli oppositori», citando altri esponenti democratici recentemente finiti sotto esame. Entrambi lamentano inoltre di essere stati esclusi dalle indagini sulla morte di Good, sollevando dubbi sulla trasparenza delle autorità federali.
Dall’altra parte, il vice procuratore generale Todd Blanche ha dichiarato che la retorica anti‑ICE dei due leader «si avvicina pericolosamente a un reato federale», soprattutto dopo gli appelli di Walz a filmare gli agenti e creare un “database delle atrocità”.
La Casa Bianca accusa Walz e Frey di aver «incitato ostilità contro agenti che stanno solo facendo il loro lavoro». Il presidente Donald Trump ha minacciato di ricorrere all’Insurrection Act — norma che consente l’impiego dell’esercito per ristabilire l’ordine — qualora continuassero «attacchi e intimidazioni» contro gli agenti federali. Una misura estrema, non utilizzata dal 1992, che segnala quanto lo scontro istituzionale sia ormai arrivato a un punto critico.
