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| foto di Ariungoo Batzorig per Unsplash |
Secondo l’Ufficio nazionale di statistica, nel 2025 sono venuti al mondo 7,92 milioni di bambini, un crollo rispetto ai 9,54 milioni del 2024. Le nascite sono state ampiamente superate dagli 11,31 milioni di decessi, determinando una riduzione della popolazione di 3,39 milioni di persone.
È il quarto anno consecutivo di calo demografico, un trend che preoccupa economisti e governo per le sue implicazioni sul mercato del lavoro, sul sistema pensionistico e sulla sostenibilità della crescita.
Nonostante il declino, la Cina resta il secondo Paese più popoloso al mondo dopo l’India, mantenendosi poco sopra 1,4 miliardi di abitanti. Ma la combinazione di bassa natalità, invecchiamento rapido e costi crescenti della vita urbana sta ridisegnando la struttura sociale del Paese.
Il governo continua a insistere sulla necessità di “riempire le culle”, ma la sfida appare complessa: molte giovani coppie rinunciano a diventare genitori per ragioni economiche, mentre le politiche di sostegno introdotte finora non sembrano sufficienti a invertire una tendenza ormai strutturale. La crisi demografica cinese, un tempo considerata un rischio futuro, è ormai una realtà presente.
