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| foto ufficio stampa |
L’intesa prevede un calendario condiviso di iniziative nel 2026 e nasce dalla consapevolezza che il lavoro psicologico è determinante non solo per la performance, ma per il benessere complessivo di atleti, staff e organizzazioni. Negli ultimi anni, grazie anche alle testimonianze di campioni che hanno rotto il tabù sulla salute mentale, il supporto psicologico è diventato parte integrante della preparazione agonistica.
«Lo sport ha una forza unica: quella di unire», ha ricordato Valentina Di Mattei, presidente dell’Ordine lombardo, sottolineando come la collaborazione tra i due territori voglia «mettere al centro la psicologia dello sport» e costruire un’eredità culturale destinata a durare oltre l’evento olimpico. Sulla stessa linea Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine veneto, che ha definito Milano-Cortina «un’occasione per ribadire che lo sport è promozione di salute e benessere a 360 gradi».
Tra le iniziative annunciate, particolare attenzione sarà dedicata alla salute mentale nei villaggi olimpici, dove saranno presenti Quiet Room e Mental Corner per offrire spazi protetti di confronto con professionisti. Una scelta che segue l’esperienza delle Mind Zone introdotte ai Giochi di Parigi 2024, utilizzate da oltre 2.300 atleti.
Danilo Corona, responsabile del progetto lombardo, ha parlato di «un percorso simbolico tra Lombardia e Veneto» che accompagnerà atleti e staff fino alle gare, mentre Francesca Stecchi, coordinatrice del gruppo veneto, ha ricordato che «il benessere è un prerequisito della prestazione».
Il primo appuntamento congiunto sarà il 12 febbraio 2026 a Cortina, con l’evento Slalom di voci, seguito il 25 febbraio da una tavola rotonda dedicata alle sinergie tra psicologi, tecnici e atleti. Un cammino che punta a lasciare un segno concreto nella cultura sportiva italiana.
