Secondo gli ultimi dati Istat del 2025, analizzati dal linguista Enzo Caffarelli per il portale Treccani, la scelta dei nomi in Italia racconta molto più di una semplice preferenza: riflette mode culturali, richiami letterari, suggestioni mitologiche e persino cicli storici.
Fra le bambine, Sofia domina incontrastata. Il nome, dal greco “sapienza”, è ormai un fenomeno globale: nelle sue varianti Sophia e Sophie è il più diffuso in Europa e negli Stati Uniti. Subito dopo si colloca Aurora, trainata dalla forza simbolica dell’alba, dalla tradizione mitologica latina e da un immaginario fiabesco che va da Perrault a Disney. Completa il podio Ginevra, figura centrale nelle leggende arturiane.
A perdere terreno è invece Giulia, regina fino al 2012, ora superata anche da Vittoria. Seguono nomi dal forte peso letterario o storico come Beatrice, Ludovica, Matilde, Alice ed Emma. Chiudono la 'top 15' Camilla, Anna, Bianca, Greta e Azzurra, mentre sorprende l’uscita di Maria dai primi cinquanta dopo due secoli e mezzo di primato.
Caffarelli sottolinea come molti nomi seguano cicli ricorrenti: diventano popolari, poi si eclissano quando troppo legati a una generazione, per riemergere decenni dopo. È il caso di Rosa, Ortensia e Gardenia, oggi quasi testimonianze del Novecento.
Sul fronte maschile, Leonardo resta il preferito, seguito da Edoardo e Tommaso. L’ascesa di nomi epici come Enea, Ascanio, Ettore e Achille segnala un ritorno all’immaginario classico, mentre cresce anche la diffusione dei nomi di origine ebraica, da Elia a Gabriele, Samuele e Daniele. In forte aumento Noah, spinto dalla variante anglofona che lo distingue dal tradizionale Noè.
Resistono infine i grandi classici del Novecento – Andrea, Giuseppe, Antonio, Pietro, Giovanni, Marco – soprattutto nel Meridione e nei piccoli centri. Una prova che, accanto alle mode globali, l’identità culturale italiana continua a lasciare il segno anche nella scelta del nome.
