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mercoledì 1 dicembre 2021

Bassetti conferma: "La mascherina all'aperto non salva la vita"

Una ragazza russa con mascherina (foto vperemen.com)
Indossare la mascherina all'aperto per salvarsi dal Covid? Non ci vuole un genio per capire che, come idea, non sia il massimo. Lo conferma il virologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "Credo che sia un ritorno indietro e personalmente non condivido questa scelta", ha detto, ripreso dall'Agenzia ANSA.
Proprio la città ligure, con il sindaco Marco Bucci, al pari della stragrande maggioranza dei sindaci italiani, ha preso questa decisione per 'salvare il Natale'.
"La posizione di Genova purtroppo segue quella di altri sindaci italiani - continua il professore - io credo che sarebbe stato molto più intelligente pensare d'introdurre, in quelle situazioni dove c'è veramente tanta calca, un 'green pass', come si fa allo stadio o ai concerti". Secondo Bassetti, "l'obbligo di mascherine all'aperto è un tornare indietro anche perché il messaggio che passa è che la mascherina salva la vita - afferma - ed è un messaggio molto sbagliato. Il vaccino ti salva la vita - conclude il virologo -, non le mascherine, attenzione a dare questi messaggi perché poi le persone non capiscono più quello che noi stessi diciamo". (fonte: ANSA)

martedì 29 settembre 2020

Genoa, in 14 con il Covid ma Bassetti minimizza: "Sono asintomatici"

Il comunicato del Genoa
Il dottor Matteo Bassetti, direttore del Reparto Malattie Infettive dell'Ospedale San Martino di Genova, è intervenuto a Telelombardia per commentare la notizia dei 14, fra giocatori e membri dello staff del Genoa risultati positivi al coronavirus. "Sconvolto? Mica tanto - la sua prima reazione -, se ci ricordiamo, la prima squadra di calcio italiana con molti giocatori positivi era stata la Sampdoria nel momento dello scoppio dell'epidemia, e anche lì buona parte della squadra era stata positiva e quasi tutti asintomtacici.Più che vederla negativamente - ha proseguito Bassetti - la vedo positivamente, con una squadra di calcio tutta asintomatica di fronte a una infezione molto contagiosa, che è la sua caratteristica prioritaria, con i giocatori che sono gente sana. Certo, dovranno stare in isolamento e non potranno disputare le partite, ma dal punto di vista medico sono tutti asintomatici".
Relativamente alla possibilità di comportamenti sbagliati tenuti dai giocatori: "Non credo che ci siano atteggiamenti sbagliati, è semplicemente una casualità. E' evidente che si è creato un piccolo cluster all'interno dela squadra, come è capitato in Emilia Romagna quando se ne creò uno in una azienda, così come è successo anche in altre parti. Può succedere, era perfettamente atteso che potesse succedere d'altronde".
E' stato il Napoli ad affrontare il Genoa nell'ultima giornata di campionato. Deve preoccuparsi? Per Bassetti sì: "Il Napoli dovrebbe essere mediamente preoccupato. Ci sono i protoccoli, eseguiranno i tamponi a distanza stabilita e vedranno chi eventualmente sia rimasto infettato. E' probabile che già qualcuno avesse il virus durante la partita e quindi è chiaro che ci possa essere qualche caso anche nel Napoli".
La conclusione di Bassetti è realistica, e rispecchia le noti opinioni del medico, da tempo allineato contro le posizioni 'terroriste' dell'OMS e di gran parte della sanità italiana: "E' una notizia, ma quello che deve fare notizia è che le persone siano asintomatiche. Il risultato più importante è sempre quello clinico, che da medico mi interessa di più. Per uscirne la media è di un paio di settimane, ma è molto variabile".