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mercoledì 26 gennaio 2022

Covid: mascherine e tamponi rapidi anche in edicola

Un'edicola di Quotidiana (foto Gruppo MilanoCard)
Il network Quotidiana lancia, presso le edicole di quartiere del network, mascherine FFP2 a 0,70 euro e tamponi rapidi a 4,50 euro, assieme a un buono del valore di 5 euro per effettuare tamponi molecolari e rapidi certificati presso il Centro Medico Euromedica Assistance di Milano (in Viale Bligny, 11) dedicato agli utenti che risultassero positivi al tampone rapido comprato presso l’edicola.
E' Edoardo Filippo Scarpellini, amministratore delegato del Gruppo MilanoCard, presenta l'iniziativa: "Prendersi cura del territorio e della comunità è uno dei pilastri del network Quotidiana. Siamo convinti che l'evoluzione delle edicole possa dare un contributo concreto e tangibile per quel welfare di territorio messo in crisi dalla pandemia, offrendo servizi di vicinato e adattandosi alle nuove esigenze". E ancora: "Il nostro network è il primo in Italia ad adoperarsi per supportare questa situazione e ne dà un esempio tangibile attraverso la vendita delle mascherine FFP2 e di tamponi rapidi a prezzi calmierati. Inoltre, dando la possibilità di effettuare tamponi certificati a prezzi ribassati, ci auguriamo che questa nostra iniziativa permetta ai cittadini di sentirsi più sicuri e uniti nella convivenza con questo virus ormai non più considerabile quale emergenza”, ha concluso.

venerdì 21 gennaio 2022

Covid, psicoreati e quell'umanità che si sente migliore

Mascherine anche all'aperto, l'ultimo diktat del governo italiano
Da ieri sera sono diventato un 'paria' di questa società. Il mio Green Pass è infatti scaduto, pur essendomi io vaccinato non una ma ben due volte e avendo un numero di anticorpi adeguato nel mio sangue, come mostrato da prelievo sierologico.
Questo pomeriggio andrò a farmi la terza dose, cosiddetta 'booster'. Fino ad allora non potrei accedere al 90% del consesso della socialità umana, almeno in Italia sebbene, avendo ieri anche fatto un tampone, risultato negativo, associando il Green Pass 'arancione' al tampone si possa entrare in un ristorante. Ma, ogni volta, divamperebbe una discussione.
Oggi, per qualche ora, farò quindi parte di quella minoranza odiata e disprezzata dai più, quella che tanto bene fa sentire persone che, fino a due anni fa, erano semplici mediocrità, un moscerino perso nel nulla cosmico, ma che oggi gonfiano il petto, arrogandosi la facoltà di giudicarsi migliori di altri.
Cosa che, personalmente, mi riusciva difficile prima, durante e dopo il Covid. Intendiamoci, ci sono gruppi di persone che è più facile disprezzare: gli zingari innanzi tutto, ma anche i clandestini, tutta quell'umanità sbarcata sulla nostra terra patria, fatta di ladri, spacciatori, puttane e criminume vario.
Lo scorrere dell'odio verso chi 'pensa altrimenti' non è mai stato tanto forte come adesso, contemporaneamente all'allinearsi dei popoli europei, tradizionalmente quelli dotati di maggiore storia e personalità, ai diktat provenienti dall'alto.
Basti pensare all'Italia e a quanto si diceva del Governo fino a pochi anni fa, specie quando a guidarlo c'era Silvio Berlusconi. Da Male Assoluto oggi la cupola del potere è diventata il Bene. Mario Draghi si è trasformato da cinica espressione dei banchieri a santino benedicente, le mani rivolte a mo' di Padre Pio verso il popolo italiano, cui ogni suo pensiero è dedicato con amore. Gli scienziati, espressione della 'nomenklatura' farmaceutica, contestati senza remore perché allineati alla scienza dei potenti fino a poco tempo fa, trasformatisi in altrettanti salvatori e scudi umani dei rispettivi governi.
Qualsiasi editto arrivi da Palazzo Chigi viene accettato senza discussione dall'italiano medio, cosa che nemmeno il Cavalier Benito Mussolini avrebbe osato sperare ai tempi suoi. Perché perdersi nella minaccia della violenza fisica? Aver sparigliato tra la popolazione il demone del virus ha chetato gli animi più dei plotoni di esecuzione della polizia politica della dittatura nordcoreana.
Il concetto di umanità e di dignità umana in questo biennio è radicalmente cambiato. Basti che qualcuno emani un ordine, se suffragato da una qualsiasi scusa sanitaria, e se questo non verrà eseguito si sarà passibili di esclusione da... tutto. Oggi è il vaccino, oggi sono le mascherine (che io tengo, orrore, abbassate se cammino per strada, in quanto ritengo idiota tapparmi la bocca se mi trovo all'aria aperta), ma domani potrebbero essere i guanti, magari un burqa, una tuta gommata.
D'altra parte, se lo dice lo Stato, sarà giusto così. Punto. Pensare 'altrimenti' è e sarà sempre di più già di per se stesso un reato. Anzi, uno 'psicoreato'.

mercoledì 1 dicembre 2021

Bassetti conferma: "La mascherina all'aperto non salva la vita"

Una ragazza russa con mascherina (foto vperemen.com)
Indossare la mascherina all'aperto per salvarsi dal Covid? Non ci vuole un genio per capire che, come idea, non sia il massimo. Lo conferma il virologo Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova. "Credo che sia un ritorno indietro e personalmente non condivido questa scelta", ha detto, ripreso dall'Agenzia ANSA.
Proprio la città ligure, con il sindaco Marco Bucci, al pari della stragrande maggioranza dei sindaci italiani, ha preso questa decisione per 'salvare il Natale'.
"La posizione di Genova purtroppo segue quella di altri sindaci italiani - continua il professore - io credo che sarebbe stato molto più intelligente pensare d'introdurre, in quelle situazioni dove c'è veramente tanta calca, un 'green pass', come si fa allo stadio o ai concerti". Secondo Bassetti, "l'obbligo di mascherine all'aperto è un tornare indietro anche perché il messaggio che passa è che la mascherina salva la vita - afferma - ed è un messaggio molto sbagliato. Il vaccino ti salva la vita - conclude il virologo -, non le mascherine, attenzione a dare questi messaggi perché poi le persone non capiscono più quello che noi stessi diciamo". (fonte: ANSA)

martedì 16 novembre 2021

EICMA 2021, arriva la Urban Mask di Narvalo

La Narvalo Urban Mask (foto ufficio stampa)
La startup Narvalo, creatrice della mascherina Narvalo Urban Mask, sarà presente all'edizione 2021 di EICMA, la più importante esposizione internazionale per l'industria delle due ruote che si svolgerà a Milano (Rho Fiera) dal 23 al 28 novembre.
Insieme ad altre 14 realtà innovative internazionali, Narvalo sarà ospitata all'interno dell'area Startup e Innovation per 'raccontare' la nuova mascherina protettiva certificata FFP3 anti-smog e il suo progetto di sensibilizzazione a 360 gradi sul problema dell'inquinamento e sulla mobilità urbana.
Nonostante la pandemia da Covid-19 abbia lo scorso anno inizialmente ridotto il traffico delle città e dunque l’inquinamento, l’emergenza smog in Italia non si è infatti fermata: secondo il rapporto Ecosistema Urbano di Legambiente, nel 2020 un terzo dei capoluoghi italiani analizzati per quanto riguarda le concentrazioni di polveri sottili (PM10) in atmosfera ha superato i 35 giorni consentiti di sforamento del valore limite per la protezione della salute umana (50 µg/mc). L'inquinamento delle città è ampiamente percepito anche dai motociclisti: secondo un sondaggio realizzato proprio da Narvalo, per il 75% di loro è fondamentale proteggere il proprio respiro mentre si è in moto e nel 37% dei casi ammettono di valutare l’utilizzo di una mascherina per proteggersi dallo smog in città.
Le Narvalo Urban Mask sono infatti pensate proprio per proteggere gli 'urban commuters' come i motociclisti da agenti inquinanti e pollini in città: grazie a uno strato in carbone attivo e alla tecnologia filtrante BLS Zero di BLS, garantiscono un livello di filtrazione superiore al 99% di smog, batteri, pollini e virus, mentre una valvola di espirazione studiata per massimizzare il deflusso d'aria evita eccessivi accumuli di calore e umidità all'interno. A completare il prodotto c'è l'Active Shield, dispositivo IoT proprietario che sarà disponibile entro fine 2021: posizionato sulla parte anteriore della mascherina, traccia la frequenza respiratoria e ottimizza a flusso continuo il ricambio di ossigeno e anidride carbonica. Infine, la Narvalo App, che consente il monitoraggio di spostamenti e qualità dell'aria respirata sia che ci si muova a piedi, che a bordo di una moto.
"Questa edizione di EICMA ha un grande valore simbolico, dovuto anche al protagonismo che le due ruote hanno conquistato nella mobilità post-Covid", sottolineano Venanzio Arquilla e Ewoud Westerduin, fondatori di Narvalo. Nel 2020 infatti, secondo i dati Confindustria ANCMA, la vendita dei veicoli a due ruote a trazione elettrica è aumentata dell'84,5%, superando per la prima volta i 10.000 veicoli immatricolati. In particolare, il mercato degli scooter ha registrato la crescita più significativa in termini percentuali con un +268,8% (6.088 veicoli immatricolati), seguito da quello delle moto (+125,7%, 377 veicoli) e dei ciclomotori (+8,3%, 4.378 mezzi).

mercoledì 6 ottobre 2021

Quella mascherina all'aperto segno di un'umanità idiota

Le vedo in giro, e sono tante, queste persone dotate di mascherina all'aperto. E mi chiedo quale sia il profondissimo motivo che le ottenebri a tal punto dal non capire che la mascherina, se cammini da solo per la strada, ma anche se lavori da solo in un ufficio, a meno che tu non disprezzi e sottostimi il tuo essere a tal punto da ritenerti un virus formato gigante, non serva fondamentalmente a un cazzo.
Non posso non citare la collega Chiara Del Fiacco che, in un articolo molto interessante pubblicato sul nuovo numero de "Il Primato Nazionale" (vedi rubrica "Nemef", pag.   62), sottolinea come numerosi studi dimostrino come il quoziente intellettivo medio della popolazione mondiale sia in caduta libera.
Un impoverimento del pensiero dovuto direttamente a un depauperamento del 'logos', ovvero a un linguaggio sempre più 'deverbalizzato' e declinato al tempo presente. Aggiungo però la personale opinione, alla corretta analisi della Del Fiacco, di come l'inizio di questo disastro lessicale, e quindi mentale, sia da ascriversi al primo periodo della televisione berlusconiana e a quel suo "Drive In" di basso boccaccesca memoria, un insieme di lazzi da bar di periferia utile nel cominciare ad appiattire lentamente le menti del pensiero. Non è un caso che programmi simili siano andati in onda in tutte le televisioni delle presunte democrazie occidentali, asservite a gruppi di potere raffigurati ora a partiti della Sinistra, altre volte, come nel caso di Silvio Berlusconi, di un finto conservatorismo di Destra, che mischiava le tette al vento alla Santa Messa della domenica, il puttanesimo da boudoir alla risata da camionista.
Si è arrivati ai tempi nostri, dove impera categorico, sotto qualsiasi latitudine politica, l'antico proverbio lombardo “Chi vüsa pusè la vaca l'è sua“ (tradotto “Chi grida di più si prende la vacca“). Una tecnica ormai imperante secondo la quale è sufficiente spararla grossa in prima pagina per distruggere l'avversario.
E, sempre ai tempi nostri, ecco la creazione di personaggi da fumetto, le varie Greta Thunberg, o di realtà parallese al limite e oltre il surreale, come il Black Lives Matter, con l'invenzione di realtà assurde e distopiche, dove si crea un 'nemico' da abbattere e contro cui qualsiasi operazione diventa lecita, nel nome di un copione scritto da attenti demagoghi della politica.
Il virus del Covid, probabilmente creato in laboratorio, è stato un coadiuvante perfetto in questo senso, levando dalla strada gli ultimi esseri 'pensanti' e 'senzienti', dotati di critica, coloro che esprimano dubbi e financo proteste. Chi 'pensa', chi si oppone, chi è contro, rappresenta il male: nella 'reductio ad hitlerum', per citare Diego Fusaro, ci sta dentro tutto. Se ritieni un idiota chi gira con la mascherina da solo per strada, probabilmente non ti sei nemmeno vaccinato, o comunque hai orrendamente pensato che sia sbagliato farlo (lo psicoreato di orwelliana memoria), in qualche momento della tua vita hai pensato che la terra sia piatta, che il dio cristiano abbia costruito il mondo in sette giorni; di più, in casa sei un violento, odi le donne e i 'diversi', forse sei stato anche predatore seriale di minorenni, nutri simpatie per il nazismo e distruggi quotidianamente un pezzetto di foresta amazzonica. E, ovviamente, è sufficiente cadere in uno di questi 'reati della mente' per essere accusato automaticamente di tutti gli altri.
Resto così, in piedi, a osservare il presunto imbecille con la mascherina, camminare in solitaria all'aperto. Poi gli concedo la possibilità, come del resto è capitato anche a me, che si sia semplicemente dimenticato di togliersela una volta uscito da un luogo di assembramento. E tutto questo discorso va automaticamente a farsi benedire. Non si sa mai, però, meglio portarsi avanti rispetto alla stupidaggine mondiale...

lunedì 27 aprile 2020

Irene Pivetti non ci sta: "Non infangatemi"

La Pivetti alla presentazione di Italia Madre (foto Bordignon)
Donna bella, di gentile aspetto e di ottime maniere, Irene Pivetti non ci sta. Sempre gentile e disponibile, dopo il tentativo di ritorno in politica con Italia Madre finito malamente, dal 14 giugno 2019 viene nominata nuovo presidente di Assoferr, l'associazione che riunisce gli operatori ferroviari intermodali.
"Ho dato mandato ai legali della mia società, e al mio personale, per difendere l'onorabilità del mio nome, e del mio marchio - ha detto la Pivetti, relativamente al 'caso mascherine' importate dalla Cina dalla Only logistics Italia srl, società di cui è amministratrice unica. Mascherine per contrastare il Coronavirus rivendute a prezzi folli in Liguria e sequestrate su disposizione della procura di Savona, che contesta l’assenza del marchio di certificazione.
"Io vado avanti a lavorare, anche perché il resto della fornitura di mascherine è già stato acquistato, e prenotato il ponte aereo per consegnarla. Sono una persona di parola, porto a termine gli impegni che prendo".
La Pivetti si era lanciata nellla ricerca di mascherine visti i suoi stretti rapporti con il mondo asiatico. "Vista la mia decennale di imprenditore nel settore import e export, mi sono da subito resa disponibile per importante in Italia mascherine protettive dai mercati internazionali". "Dopo una prima fase di avviamento, estremamente difficile, segnata dal 'furto' di un carico in Russia, e una seconda sottrazione in Ungheria - spiega la Pivetti -, abbiamo finalmente potuto ritornare nel mercato cinese, uscito dell'emergenza. A oggi ho importato oltre 12 milioni di mascherine, molte delle quali per la Protezione Civile, ed altre per ospedali, farmacie, o aziende, facendo atterrare sei aerei cargo, oltre a diversi passaggi aerei per singoli lotti". (fonte: AGI - Corriere della Sera)

martedì 7 aprile 2020

Arcuri, l'ennesima promessa sulle mascherine

Sulle mascherine il gioco della politica (foto Bordignon)
Il Supercommissario al Coronavirus, Domenico Arcuri, quello scelto dal Governo Conte per in aperto contrasto con i consigli dell'Opposizione, che avrebbe puntato volentieri sull'esperto Guido Bertolaso, ci regala l'ennesima 'chicca' che, se non ci trovassimo in un momento tragico e mortale, avrebbe una vis comica irresistibile: nel pieno marasma delle mascherine, fra milioni di pezzi inviati ma mai arrivati, altri milioni di pezzi inviati ma non a norma e quindi ritirati, e altri ancora che si perdono in oscure dogane di altrettanto oscuri Paesi, adesso è uscito con la sua ultima battuta: le mascherine arriveranno a milioni, a pioggia, nelle 'prossime settimane'. Peccato servano adesso. Ma questi sono i dettagli poco dettagliati di un Governo completamente allo sbaraglio dell'incapacità di coloro che pretendono di esaltarne le inesistenti qualità.