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martedì 16 febbraio 2021

"Raised by Wolves", due episodi per tornare a innamorarsi di Ridley Scott

Un'immagine tratta dal web
Poche brevi righe da cui non posso sottrarmi poche ore dopo essermi 'assorbito' i primi due episodi di "Raised by Wolves", la nuova serie televisiva trasmessa da Sky e realizzata niente meno che da Ridley Scott, il 'papà' di "Alien".
Chi aveva visto uno Scott vittima di un rapido declino esistenziale, forse perché sentitosi tradito dallo sviluppo (condito da enorme successo) della saga con protagonista il mostruoso essere di H.R. Giger, e costretto allo stravolgimento della stessa con due prodotti di gusto discutibile, "Prometheus" e, soprattutto, lo scontatissimo "Alien Covenant", ha avuto una pronta risposta in cui, nello stile tipico di Scott, il meraviglioso si confonde con l'orrore.
"Raised by Wolves" regala uno Scott a livelli di lirismo assoluto (a partire dalla sigla iniziale), profondo e spettacolare, in grado di porre dilemmi esistenziali senza sprofondare in smancerie paranoiche.
La serie, almeno nelle prime due puntate, non offre un secondo di respiro, ed è semplicemente meraviglioso ubriacarsene bevendola tutta d'un fiato.

venerdì 1 gennaio 2021

Buon Anno Nuovo, buon 2021 a tutti!

Dimenticare l'anno del Covid e di tante tragedie, quello di cui tanti non hanno potuto festeggiare la fine, o l'hanno festeggiata da soli, o per colpa del lockdown o per via delle perdite subite in questo maledetto 2020 appena terminato.
Dal 2021 che va a cominciare ci si aspetta tanto, forse non tutto, ma di certo un passo importante che ci riporti verso la normalità, quell'agognato 'status' negatoci d quei governi che hanno preferito chinare il capo di fronte al virus, di fronte a chi l'ha diffuso, la Cina, trovando in esso anzi, un insperato quanto inatteso laboratorio per creare, ancora più velocemente, una quiescenza da parte della nuova plebe, nei confronti di un ordine mondiale gestito da un nucleo sempre più ristretto di persone a scapito di una grande immaginaria.
George Orwell e "1984", Ridley Scott e "Blade Runner", il Medioevo del Futuro, come lo chiamavo nei miei temi da 13enne, è arrivato, come le campane a morto. Sta a rompere il cerchio, contrattaccare il mondo di coloro che ci vogliono tutti tristemente eguali, in fila, condannati dietro ai nuovi computer. Che il 2021 risvegli le nostre coscienze, ci riporti nelle strade, sporchi e peccatori, ma certi di essere uomini. Anarchici e nel caos. Ma liberi. 

Il saluto al nuovo anno da parte del Milan

domenica 21 maggio 2017

Inter, si chiude l'ennesima saga del fantahorror

Ora, non è che perché sia appena uscito l'ennesimo capitolo della saga di "Alien" che anche il "Mondo Inter" possa permettersi di partorire ovetti alieni con sorprese oltre i limiti dell'assurdo. Perché, dev'essere chiaro: la storia che vi raccontiamo è di pura fantasia, e non ha nulla di vero. E' fantasia, e ci mancherebbe altro, che la squadra che fu di Mancini che fu di De Boer che fu di Pioli che è (ma già fu) di Vecchi e tanti altri 'fu' stia scientemente buttando alle ortiche della Patagonia la qualificazione all'Europa League per poter andare a elemosinare dollari e yen o quant'altro nella tournée cinese prevista sotto l'ombrellone. E non può essere che una fantasia la serie di numeri che ha accompagnato l'Inter dal 7-1 rifilato all'Atalanta (altro risultato piuttosto fantasioso, se pensato guardando la classifica finale): in otto partite sono arrivarti due punti, frutto di due pareggi e sei sconfitte, con qualcosa come 17 reti subite. difesa bucata in ogni gara e le perle dei ko con Crotone, Genoa e Sassuolo, quest'ultimo casalingo. Insomma, un ruolino di marcia che manco il Pescara di Zeman o chi per lui.
Ma tutto ciò è pura fantasia, perché in realtà c'è un progetto, anche se nessuno capisce quale, visto che quello precedente poggiava sulle decine di milionate spese per Kondogbia (già 'punto fermo' della squadra, 40 milioni...), Joao Mario (altri 40, più bonus, ahah) e tale Gabriel Barbosa detto Gabigol (29,5 milioni a titolo 'definitivo', nel senso che 'mo ce l'hai e non te lo scolli più, ahahah). Già, Gabigol. Altro momento apicale del fantahorror nerazzurro: qui entriamo nel puro Grand Guignol, per i fan di "Alien" potremmo avvicinarci al Jean-Pierre Jeunet de "La Clonazione": quando una voce dall'oltretomba (il deserto di San Siro, per intenderci) fa risaltare l'eco di un grido, prima sussurrato, poi sempre più convinto: "Ga-bi-gol, Ga-bi-gol, Ga-bi-gol...", comprendi l'immagine che Dante (non quello che giocava nel Bayern, ma quello originale, toscano come l'olio) doveva avere in mente mentre pensava alle anime dannate trasportate da Caronte sull'altra riva dell'Acheronte. Il drappo bianco sul secondo anello, lo striscione della contestazione, ci manca solo lo sguardo della madre e la carrozzina che cade dalle scale/scaloni dei popolari (ma qui si potrebbe rimediare con un motorino di passaggio), tutto contribuisce a dare un senso epico alla giornata, come nemmeno il miglior Ridley Scott avrebbe potuto immaginare. Gli xenomorfi in campo durante Inter-Sassuolo vagheggiano sbuffando sul pallone, senza mai colpirlo, al contrario di quelli del film con gli umani, ma la sensazione finale è maestosa: ventidue anime dannate che fingono impegno, con l'aggiunta dell'immagine splatter di 'capitan' Icardi che si spatascia sul palo facendo credere di voler creare una palla-gol. Tutto questo, ovviamente, mentre "Prometheus" Sabatini, in una altrettanto fantasiosa conferenza stampa proveniente da una 'galassia lontana lontana', racconta, lui, nuovo uomo-Inter attorniato da un nugolo inconsapevole di figuranti dagli occhi a mandorla, il secondo 'nuovo progetto' del Biscione. Chiaramente all'insaputa (parrebbe, e non si sa cosa sia meglio o peggio) dei diretti interessati, ovvero giocatori e dirigenti che dovrebbe affiancare/sostituire. Il tutto a sole abbondantemente tramontato sulla Madunina, perché si sa, il primetime cinese va salvaguardato.
Intanto, sul campo il pericolo Europa League parrebbe scongiurato ma, per sicurezza, metti mai, nella prossima partita con la Lazio sarà difficile fare di peggio. O di meglio. Del resto, si sa, tutto questo è solo un mondo, e un campionato, di fantasia...