Visualizzazione post con etichetta propaganda. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta propaganda. Mostra tutti i post

domenica 5 marzo 2023

Putin, bombe e offensiva di febbraio, le tre reali fake-news dell'Occidente sulla Russia

Putin durante il Discorso alla Nazionale (immagine da ByoBlu)
Mentre l'Italia continua ad accogliere migranti e clandestini, fra i piagnistei della Sinistra 'buonista' teleguidata dal 'mainstream' capitanato dai capataz dell'informazione, ecco che questi stessi burocrati della notizia vengono rigorosamente smentiti una falsità dopo l'altra, per quelle che loro stessi amano chiamare 'fake news', con apocalittiche ricostruzioni 'debunkerizzate' da siti costruiti per l'occasione.
E così, sebbene sia stata proprio la Destra a insegnare che le stronzate si possono licenziare impunemente salvo poi dimenticarsi di averle pronunciate, arrivano dalla guerra ucraina, nel giro di pochi giorni, un-due-tre notizie, ovviamente sottaciute, che smentiscono una monumentale campagna di stampa costruita a suon di balle.
1. Il Discorso alla Nazione di Vladimir Putin al popolo sottomesso, generali, religiosi, donne (no trans, please) ci regala un 'conducator' forte, razionale, deciso nel mettere l'Occidente con le spalle al muro, rispedendo al mittente le falsità e le idiozie costruite su tonnellate di menzogne, annullando (per ora) la propria partecipazione al trattato NewSTART. Putin è una roccia, inflessibile, chi lo aveva definito moribondo, sostituito da altri 'falchi' o addirittura 'colombe' che non vedevano l'ora di spodestarlo, approfittando di una sua presunta metastasi in fase terminale, è servito. Putin sta benissimo.
Al contrario, chi non pare stare bene per niente, nell'egida più clamorosa del 'chi la fa l'aspetti', è proprio il suo omologo americano Joe Biden, cui è stato recentemente asportato un tumore sebbene l'ufficio stampa della Casa Bianca (no, non "La Repubblica"), petita non richiesta, si sia affrettato a sottolineare come si tratti di un tumore che 'non dovrebbe' degenerare in una cancerosi metastatica.
2. La si aspettava tutti, la magica offensiva russa del 24 febbraio, o comunque di febbraio, nell'idiotica ipotesi che i russi fossero tanto pirla da lanciarsi all'attacco nella celebrazione di una presunta data (che, peraltro, proprio nulla ha da celebrare), lanciando i propri uomini addosso alle pallottole degli ucraini e dei mercenari occidentali loro accoliti. I russi, invece, se ne stati buoni buoni, proseguendo nella loro lentissima avanzata, frutto di una strategia che preferisce il logorio avversario unito a una minima presenza militare in territorio altrui. Insomma, un'altra vagonata di racconti e di carta buttata su decine e decine di giornali italioti e occidentali, tutti srotolati a lingua penzola dentro al deretano statunitense.
3. Le bombe dei russi, ma questo ormai è un classico che prosegue dall'inizio della guerra, in mezzo a stragi, ospedali distrutti, mamme sventrate e bambini usati a 'mo di tiro al bersaglio.
L''orco' russo ormai ha usato il fondo dei propri armamenti militari, distruggendo città e villaggi impunemente fregandosene dei poveri villici residenti, civili, bambini e cagnolini, pure i pesci rossi dentro la vaschetta.
Peccato che i russi i bombardieri, chiamiamoli così, con una 'retrolingua' legata alla Seconda Guerra Mondiale, non li abbiano ancora usati, anche perché glielo vieta la loro stessa costituzione. Insomma, gli obiettivi civili non sono proprio contemplati, al contrario di quanto visto nel recente passato da parte degli aerei americani, con città spianate e ridotte a cumuli di macerie, a cominciare da Dresda per proseguire con Hiroshima e Nagasaki per poi arrivare ai giorni nostri passando per il Vietnam, la Libia e il Libano. Ma chi bombarda i civili sarebbero i russi. Che, se volessero farlo veramente, potrebbero spianare Kiev in una manciata di minuti.
Anche in questo caso, per respingere le balle del 'mainstream' mediatico occidentale, non è necessario leggere libri di strategia militare, ma solo porsi qualche domanda naturale, logica, inevitabile. E la conclusione è, ancora una volta, la stessa: che da un anno a questa parte (e lasciamo perdere il Covid, che è tutta un'altra storia) la stampa di regime ha costruito una serie di 'fake news' a uso e consumo delle 'menti semplici' che risiedono nel mondo occidentale, utilizzate come protoscimmie abili e arruolate, ubbidienti e remissive, ingenue e sempre più malleabili.

Altre immagini, sempre tratte dalla televisione ByoBlu,
tratte dalla diretta del Discorso alla Nazione tenuto da Vladimir Putin.


sabato 7 maggio 2022

Censura made in Italy: la mia fortuna è che mi leggiate in quattro gatti

Il post su Nadana Fridrikshon sul mio blog
Diciamolo chiaramente: la mia fortuna è che mi leggiate in quattro gatti. Si fa per dire, ovviamente.
Oggi lo posso dire. Perché se il mio blog avesse non dico milioni di lettori, ma anche solo poche migliaia, probabilmente incorrerei in qualche spiacevole sorpresa. Che so, come minimo di vedermelo chiuso o, come in effetti capitò un paio d'anni fa, segnalato come 'poco affidabile. O, magari, mi ritroverei all'improvviso una carta di credito senza credito, come nel caso dei camionisti canadesi, o vedrei le mie tasse improvvisamente non pagate.
Se nella 'libera democrazia' italiana ci si può permettere di chiudere un programma televisivo come "Carta Bianca" od obbligare la scelta di questo o quel personaggio da ospitare, a seconda delle idee professate, ritengo a questo punto inevitabile l'idea di essere 'sotto osservazione' vista la mia proclamata posizione contraria a quelle del governo fantoccio italiano, dell'Europa serva della NATO e di un'Ucraina utilizzata come 'utile idiota' dal padrone americano.
Una volta tanto, un blog sfortunato è in realtà la mia ancora di salvataggio nei confronti di quella che è ormai diventata un'Italia dal 'pensiero unico', a livello politico e di 'mainstream', perché il popolo, quello, la pensa in maniera assai diversa.

sabato 16 aprile 2022

La brutta figura di Quarto Grado con Nadana Fridrikhson

Una bella foto di Nadana Fridrikhson dal suo profilo Instagram
I media italiani sprecano l'ennesima occasione per evitare una brutta figura. Non è la prima volta che un rappresentante della stampa russa compare sulle nostre televisioni, ma è forse la prima (sarò sincero, evito di guardare normalmente la pattumiera televisiva che ci viene quotidianamente fornita) che una stessa giornalista venga sottoposta a un fuoco di fila vergognoso e a una serie di attacchi isterici da osteria di quart'ordine.
Capita alla bella Nadana Fridrikhson, gentile giornalista di Zevada TV, molto stimata in patria che, sul web, ha così raccontato la sua terribile esperienza sui 'liberi' media del Belpaese, dapprima su La7 ("Otto e mezzo" di Lilli Gruber) quindi su Rete 4 ("Quarto grado" di Gianluigi Nuzzi).
Sottoposta al tiro incrociato del guittume giornalistico nazional popolare, la Fridrikhson si è dovuta sorbire anche l'incresciosa reazione di tale Carmelo Abbate, maschera carnascialesca del tipico italiano 'meridionaleggiante', voce a 140 decibel e gestualità incontrollata, quei tizi che fanno tanto ridere a una cena di mezzanotte in una tavolata estiva in riva al mare, ma che lasciano di stucco se uno si immagini di trovarsi di fronte a un bipede pensante.
La bella Nadana ha strabuzzato gli occhi, forse non credeva manco lei in quale cartone animato dell'orrore fosse terminata. Personalmente sono rimasto pochi secondi a osservare tale scempio televisivo quindi, inesorabile, il pulsante è tornato sulla partita del Milan.
Pochi giorni fa, sui propri canali 'social', la Fridrikhson ha postato la propria reazione al 'supplizio' patito, fortunatamente riportata tradotta da un'iscritta a Facebook di origine russa, regalando alla televisione italiana una figura drammatica, che poi è quella che si merita. 
Riporto integralmente: "(la) giornalista russa racconta stupita la sua esperienza nella 'libera' TV italiana. Qui nel video parla del 'preconfezionamento' delle informazioni e delle accuse: "la Russia è l'aggressore, se pronunci la parola guerra ti arrestano 15 anni, i loro cervelli sono cosi lavati... E quando gli parli di fatti concreti, reportage che hai fatto di persona, testimonianze dei civili, di quello che hai sentito e visto con i tuoi occhi, ti stoppano e cominciano con i loro dischi rotti, credono solo agli americani, noi russi non siamo giornalisti".
Le mie scuse alla collega, le posso solo dire che la gente, in Italia, quella che si incontra per strada, non ha il cervello incatramato come questi signori dell''informazione' vorrebbero.

mercoledì 13 aprile 2022

Guerra in Ucraina: la censura di Google AdSense colpisce il pensiero dissonante

Il messaggio 'censorio' inviato da Google AdSense
Qualche giorno di assenza a causa dell'incipiente lavoro, quello vero, che mi permette di vivere a volte alla giornata, a volte meglio. Nessuna censura ufficiale rispetto ai post che scrivo anche perché, forse per fortuna, non smuovono milioni di persone, non essendo io un 'opinion-leader' né blogger di fama mondiale.
Del resto, la censura nel mondo occidentale opera in maniera molto più sottile e programmata. Come nel caso di questo avviso che mi è arrivato in posta da Google Adsense che, in teoria, dovrebbe rappresentare l'unica opportunità di guadagno per un blogger, sempre che, almeno nel mio caso, possano considerarsi un 'guadagno' la decina di 'euri' racimolati negli ultimi mesi in cui mi sono divertito a sparare cazzate sul web.
Il messaggio del 'team di AdSense' (un termine quasi allegro, che pare identificare un gruppo di simpatici ragazzi) è perentorio e non consente repliche: "A causa della guerra in Ucraina, metteremo in pausa la monetizzazione dei contenuti finalizzati a sfruttare, ignorare o giustificare la guerra" (si ribadisce, i miserabili centesimi che vengono elargiti per poche migliaia di visualizzazioni). 
Che poi non si coglie nemmeno il significato di 'ignorare': un post in cui si parla di hockey ghiaccio dovrà obbligatoriamente parlare del conflitto pena l'accusa di volerlo ignorare? E quel 'giustificare la guerra' a cosa si riferisce? La guerra dichiarata dai russi agli ucraini o la Guerra in Ucraina? Chiederne la fine è un peccato di opinione tale da venir 'demonetizzato'? Chiedendo la pace non ci si oppone a quella guerra che si pretende di non voler giustificare?
Poi il 'chiarimento': "Questa sospensione della monetizzazione riguarda, a titolo esemplificativo, dichiarazioni secondo cui le vittime sono responsabili della propria tragedia o affermazioni simili di condanna delle vittime, ad esempio dichiarazioni secondo cui l'Ucraina sta commettendo un genocidio o sta attaccando deliberatamente i suoi stessi cittadini". Ergo? Dobbiamo tacere dei crimini ucraini nel Donbass? Non è possibile scrivere come il missile che ha distrutto la stazione di Kramagorsk e falciato una cinquantina di civili ucraini arrivi direttamente dagli arsenali di Kiev? E' obbligatorio negare come il battaglione Azov, i suoi adepti e simpatizzanti e le altre forze paramilitari che collaborano con Volodymyr Zelensky, che a molti, e anche a me, pare un autentico 'fantoccio' di Joe Biden, siano pervase da una antica, feroce follia omicida? Pare di sì.
Altrimenti Google AdSense non ci darà i soldini che, andrebbero a gonfiare i nostri porci portafogli di 'luridi negazionisti' (de che?).
Però, per fortuna, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Qui, nel nostro mondo occidentale, la censura non esiste.