Visualizzazione post con etichetta quarantena. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta quarantena. Mostra tutti i post

giovedì 30 dicembre 2021

Il Consiglio dei Ministri approva il nuovo decreto anti Covid

Mario Draghi
Il nuovo decreto anti Covid italiano è stato approvato mercoledì sera dal Consiglio dei Ministri, con alcune novità importanti per quanto riguarda quarantene e Super Green Pass.
Si comincia con la quarantena precauzionale, che non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al Covid nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose booster. Fino al decimo giorno successivo all'ultima esposizione al caso, sarà comunque obbligatorio indossare mascherine di tipo Ffp2 e di effettuare - solo qualora sintomatici - un test antigenico rapido o molecolare al quinto giorno successivo all'ultima esposizione al caso.
La fine della quarantena o dell'auto-sorveglianza sarà decisa dalla Asl di competenza, in seguito all'esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati.
Dal prossimo 10 gennaio, inoltre, il Super Pass si estende anche ad alberghi e strutture ricettive, feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose (quindi matrimoni, battesimi o altro), sagre fiere, centri congressi, servizi di ristorazione all'aperto, impianti di risalita, piscine, centri natatori, sport di squadra e centri benessere anche all'aperto, centri culturali, centri sociali e ricreativi per le attività all'aperto. Inoltre il Green Pass Rafforzato sarà necessario per l'accesso e l'utilizzo dei mezzi di trasporto compreso il trasporto pubblico locale o regionale.
Il decreto prevede infine che le capienze saranno consentite al massimo al 50% per gli impianti all'aperto e al 35% per gli impianti al chiuso.

domenica 3 maggio 2020

Fase 2, Milano violentata dalle piste ciclabili

L'apertura de "Il Sole 24 Ore" del 30 aprile
Mancano poche ore alla cosiddetta Fase 2, e le città italiane si preparano a quello che sarà un probabile 'assalto alla diligenza' da parte degli oltre quattro milioni di italiani che torneranno al lavoro, che dovranno affannarsi, rigorosamente distanziati, su autobus, tram e metropolitane nella vana speranza di non giungere in ritardo al proprio primo giorno di lavoro.
Il sindaco Giuseppe Sala è una persona intelligente, ma prigioniera di quella demagogia che ha spinto a votarlo chi l'ha scelto come 'primo cittadino' di Milano. Quell'universo fatto di Sinistra finto progressista, cattocomunisti residenti nel centro cittadino, radical chic vari, universitari mantenuti, qualche genuina anima semplice, il tutto mischiato a rabbrividenti rappresentanti dei Centri Sociali, che dal sindaco 'pinko' (espressione usata in maniera dileggiante nei confronti del radicalismo chic dal commentatore televisivo canadese Don Cherry) hanno evidentemente pensato (senza venire smentiti) di poter ottenere spazio e protezione.
E così, a fronte di una situazione drammatica, che dovrebbe vedere nell'uso dell'automobile il sistema più sicuro per evitare contatti e contagi con il virus, ecco che Sala, e il suo fido assessore Marco Granelli, hanno deciso di proseguire nella loro scellerata politica delle due ruote, costruendo piste ciclabili a ripetizione, con un ritmo tanto folle quanto folle sia l'idea che una bicicletta possa sostituire in città un mezzo a motore, degna soltanto di chi abbia nella Cina il proprio punto di riferimento.
Oltre 20 chilometri di piste ciclabili costruite sotto il nostro naso, approfittando della quarantena cui siamo stati condannati, stravolgeranno e violenteranno la mobilità milanese. Tanto più vista la più che ridotta disponibilità di trasporto dei mezzi pubblici.
Si prevedono così lunghe file in attesa, strade congestionate, litigi e risse per salire per primi sul mezzo pubblico in arrivo, una guerra fra poveri di cui il sindaco e i suoi accoliti non hanno evidentemente tenuto conto, collusi con quella ristretta enclave di fortunati colpevoli di averlo votato, con attico in Centro e colf in arrivo dalla periferia, cui forse avranno il buon cuore di concedere un quarto d'ora di ritardo. Per questa volta.

Un altro articolo sul tema da "Il Sole 24 Ore" del 30 aprile

Un articolo de "Il Giornale" del 3 maggio

Ancora un articolo del 3 maggio, sempre da "Il Giornale"

martedì 14 aprile 2020

App porno, grande successo durante la quarantena

Il porno non è il padre dei vizi ma è uno di quelli più sviluppati negli ultimi tempi, e il suo sviluppo è acuito dalla quarantena a causa del Coronavirus e dalla solitudine nella quale molti italiani sono sprofondati.
Per questo, il 9 aprile in testa alla 'top five' della classifica Amazon, come viene riportato da App Annie, c'erano due 'app' (applicazioni) erotiche: "Stripping Girls Videos Hd" ed "Erotic Moan". La prima permette di vedere ragazze spogliarsi e rimanere in intimo - con video preregistrati - la seconda di ascoltare 'sussulti erotici'.
Si tratta di due applicazioni per adulti che, prima della quarantena, non erano mai entrate fra le prime cinque app segnalate da Amazon per quanto riguarda l'Italia.
Controllando i dati di Google si è anche scoperto come in Francia il sito di audio e storie porno al femminile "Voxxx" sia salito nelle ricerche dall'11 marzo in poi, per avere poi una crescita vertiginosa rispetto alla sua solita media di richieste dal 27 marzo, giorno in cui il Paese transalpino ha deciso di prolungare la quarantena. In Italia, invece, la chiave di ricerca 'audio porno' è salita rispetto alla media, così come quella 'app erotiche', che nell'ultimo anno ha raggiunto il picco sulle ricerche per Google Trends nella settimana che va dal 22 al 28 marzo. Stesso discorso per 'app porno', chiave di ricerca cresciuta esponenzialmente nell'ultimo periodo.

venerdì 28 febbraio 2020

Coronavirus, i voti: Sala furbo, Fontana troppo onesto, alla faccia dell'ischitana

Una recente pagina del Corriere Milano
Con il Coronavirus ancora protagonista della nostra (e mia) vita quotidiana, e costretto a una 'quarantena' autoimpostami per motivi di sicurezza, oberato da servizi e monologhi televisivi, ecco una mia personalissima pagella dedicata ai protagonisti di questo angoscioso momento virale.

Fontana, 5/6. Troppo onesto. Gestisce la situazione con la diligenza del buon padre di famiglia (si potrà ancora dire senza offendere qualche suffragetta femminista?), ma contribuisce anche, con la sua estrema onestà, a gettare la zappa sui piedi della già traballante situazione economica lombarda. La scenetta della mascherina poteva sinceramente risparmiarsela. Pochi lo copieranno, perché più furbi e ipocriti. Lombardia sicuramente prima nel non avere paura di sporcarsi le mani.

Sala, sv. Invisibile. Vago al momento dello scoppio dell'epidemia. Silente durante. La scelta migliore dell'italiano medio: astenersi dalla lotta, le decisioni, anche quelle più difficili, le ha lasciate volentieri agli altri. E forse gli è pure convenuto.

Conte, 4. Distante. Per la serie "Non c'è, ma quando c'è fa danni". Avoca a sé presunti diritti che il Governo non avrebbe, nel momento in cui le Regioni avrebbero più bisogno di essere autonome. L'Avvocato del Popolo rimane rigorosamente a Roma, guardandosi bene dal fare una visita alle popolazioni colpite, forse perché non esiste un ministero per il Nord, visto che di solito il Nord è abituato a fare da solo. Il massimo che combina è creare pericolose fratture con i governatori delle aree colpite. Mascherine comprese.

Mattarella, sv. Chi? Il Presidente della Repubblica è come il Molise, non esiste.

I lavoratori dell'Esselunga (e degli altri supermercati), 10. Esempio. Protagonisti di giornate come mai gli erano capitate in vita, costretti a un superlavoro, sono stati fra i pochi a mantenere la calma, privi di mascherine e, inizialmente, pure di guanti, in una giornata di crisi globale. Da ringraziare. Dategli un aumento.

Gli scienziati, 6,5. Opinabili. Da una parte eccezionali per l'impegno, la qualità e l'abnegazione mostrate nella ricerca, dall'altra corresponsabili nel creare una situazione di confusione e contrasti che la gente comune non ha capito.

Le popolazioni in quarantena, 8. Eroiche. Diligenti nel patire restrizioni di stampo antico, gettate improvvisamente in una realtà lontana mille anni da quella dell'attuale mondo 'fluido' e globalizzato, hanno saputo organizzarsi, con qualche inevitabile sbandamento iniziale, in maniera ordinata e orgogliosamente lombarda.

Gli scappati dalla quarantena, 1. Scappati di casa. Le chiamavano così, una volta, le persone di poco conto. Forse perché abituati a sbattersene delle regole, tre insegnanti di Avellino e un cameriere di Taurano (stessa provincia) fanno tranquillamente ritorno a casa, perché stare nell'inospitale 'quarantenato' Nord forse gli sta stretto. Riempiti di minacce al loro arrivo. Nemo propheta in patria.

Milano, 8. Indomabile. Come in un incontro di boxe, comincia subendo qualche colpo alla cintura e traballa sulle gambe poi, come Rocky, si rialza e s'impone ancora una volta come Capitale Morale d'Italia. I milanesi, pur consapevoli di quanto le restrizioni imposte stiano danneggiando la loro economia, osservano strettamente le regole adeguandosi alla situazione nel miglior modo possibile, ma già pensando a come reagire quando questo scenario apocalittico sarà finito.

La 'signora' di Ischia, 0. Miserabile. Una impagabile scenetta di squallidume dal sapore e dalle strilla in stile napoletano. Fosse successo a un pullman di meridionali a Bergamo sarebbe scoppiato il finimondo. La signora ischitana che ha estratto bile, vomito e rimasugli di saliva nei confronti dei settentrionali da lei ritenuti 'infetti' giunti sulla sua isola, ha tirato un colpo basso al turismo della propria splendida terra, che peraltro ha dato i natali, fra gli altri, a quella Camorra che, senza bisogno di bus o treni, ha invaso il Nord. Vista l'accoglienza, in pochi decideranno di inserire l'isola nei propri carnet turistici. Milano sta già ripartendo, Ischia penso comincerà invece a perdere qualche colpo. "Alla faccia dell'ischitana" diventerà presto un nuovo modo di dire per evidenziare un successo ottenuto alla faccia dell'invidioso di turno.