mercoledì 31 dicembre 2025

Guinea, Mamadi Doumbouya eletto presidente

foto di Engin Akyurt per Pexels
Mamadi Doumbouya
, leader della giunta militare al potere in Guinea dal 2021, è stato eletto presidente con una larga maggioranza dell’86,72% al primo turno. Lo ha annunciato la Direzione Generale delle Elezioni (DGE), che ha diffuso i risultati provvisori di un voto segnato da un’affluenza dell’80,95%, definita elevata dalla presidente dell’ente, Djénabou Touré.
Le operazioni di voto si sono svolte senza incidenti rilevanti e con un esito considerato ampiamente prevedibile, anche a causa dell’assenza di alcune delle principali figure dell’opposizione. Tra queste, il leader storico Cellou Dalein Diallo e l’ex presidente Alpha Condé, deposto nel colpo di Stato del 2021 e oggi in esilio. La mancanza di candidati di primo piano ha contribuito a rendere la competizione elettorale poco combattuta.
L’elezione arriva quattro anni dopo il golpe che ha portato Doumbouya al potere e dopo la promessa iniziale di una transizione verso un governo civile. Nel frattempo, il colonnello ha progressivamente consolidato la propria posizione alla guida del Paese, assumendo un ruolo centrale nella vita politica e istituzionale della Guinea.
Con la proclamazione dei risultati provvisori, il Paese si prepara ora alla fase successiva del processo elettorale, mentre osservatori internazionali e società civile attendono la conferma ufficiale e l’avvio del nuovo mandato presidenziale.

martedì 30 dicembre 2025

Premier League, l'Arsenal sorride a Capodanno

foto profilo Facebook dell'Arsenal
L’Arsenal chiude il 2025 con un messaggio forte e chiaro alla Premier League: la vetta è cosa sua. Nella 19ª giornata, ad Ashburton Grove, la squadra di Mikel Arteta travolge 4-1 l’Aston Villa, terza forza del campionato, e consolida una leadership sempre più solitaria. Dopo un primo tempo equilibrato, i Gunners dilagano nella ripresa: Gabriel apre le danze al 48’, seguito dal raddoppio immediato di Zubimendi al 52’. Trossard firma il tris al 69’, mentre Gabriel Jesus chiude il poker al 78’. Solo nel recupero Watkins trova il gol della bandiera per gli ospiti, troppo poco per riaprire un match dominato dai londinesi.
A Manchester, sponda United, invece, l’aria è ben diversa. All’Old Trafford il fanalino di coda Wolverhampton Wanderers strappa un prezioso 1-1, alimentando i malumori dei Red Devils. Zirkzee, al centro di insistenti voci di mercato che lo vorrebbero vicino alla Roma, porta avanti i padroni di casa al 27’, ma Krejci ristabilisce la parità allo scadere del primo tempo. Nella ripresa lo United spinge, senza però trovare il guizzo decisivo.
Stesso destino per il Chelsea, fermato sul 2-2 da un Bournemouth coraggioso. Brooks sorprende i Blues al 6’, ma la squadra di Maresca ribalta il risultato in un quarto d’ora: rigore di Palmer al 15’ e gol di Fernandez al 23’. Nella ripresa, però, Kluivert firma il definitivo pareggio, lasciando Stamford Bridge con un punto pesante.
Sorridono invece Newcastle United ed Everton, entrambe vittoriose in trasferta. I Magpies superano 3-1 il Burnley grazie alle reti di Joelinton, Wissa e Bruno Guimarães, con Tonali titolare in mezzo al campo. Laurent accorcia per i padroni di casa, senza però cambiare l’inerzia del match. L’Everton espugna il City Ground del Nottingham Forest 2-0 con i gol di Garner e Barry, mentre Savona resta in panchina per i locali.
Ha chiuso il programma il vibrante 2-2 tra West Ham United e Brighton & Hove Albion: Bowen illude gli Hammers, Welbeck pareggia su rigore e poi sbaglia un secondo penalty. Paquetá riporta avanti i londinesi dal dischetto nel recupero del primo tempo, ma Veltman firma il pari definitivo al 61’.
In definitiva una giornata intensa, che conferma l’Arsenal come squadra da battere e lascia aperta la corsa per l’Europa e per la salvezza. La Premier League, come sempre, non smette di sorprendere.

Cinema, chiusura col botto grazie a Checco Zalone

foto di Geoffrey Moffett per Unsplash
Nel 2025 le sale cinematografiche italiane hanno raggiunto un incasso complessivo stimato in 496 milioni di euro, con circa 68 milioni di biglietti venduti.
Secondo Cinetel, che presenterà i dati completi l’8 gennaio, il risultato è in linea con quelli del 2023 e del 2024, nonostante una minore disponibilità di titoli internazionali rispetto al passato.
L’andamento conferma la solidità del mercato nazionale e il suo percorso di recupero dopo gli anni più difficili della pandemia.
Particolarmente significativo il contributo del cinema italiano, che nel 2025 ha superato i 160 milioni di euro di incasso e 22,5 milioni di presenze, arrivando a rappresentare circa il 33% del totale.
Una quota superiore sia al 2024 sia alla media pre‑pandemica del triennio 2017‑2019.
Nella classifica dei titoli italiani più visti spiccano Buen Camino, che ha superato i 36 milioni di euro, Follemente con 17,9 milioni e Diamanti con 9,8 milioni. Il nuovo film di Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha avuto un ruolo decisivo nel rafforzare la performance del cinema nazionale, già solida fin dall’inizio dell’anno.
Anche il periodo estivo ha confermato la sua importanza, mentre la stagione natalizia ha registrato la migliore ultima settimana dell’anno e il miglior dicembre in termini di incassi dal 1995, anno di avvio delle rilevazioni Cinetel. Nel box office generale, i tre film più redditizi sono stati Buen Camino, Lilo & Stitch (22,3 milioni) e Follemente.

domenica 23 novembre 2025

Jacqueline Bisset spiazza le femministe: "Le donne provocano troppo"

Jacqueline Bisset sul carpet (da Youtube)
Jacqueline Bisset
, 81 anni, attrice ed ex modella britannica (è infatti nata nel 1944 nel Surrey), spiazza il mondo femminista con il suo stile e la sua bellezza, pur con qualche ruga di contorno.
Presente al Torino Film Festival per ricevere il premio Stella della Mole e presentare il suo capolavoro "La donna della domenica", l'ex 'Bond girl', già considerata fra le donne più belle e affascinanti del mondo, ha affondato il colpo su alcuni luoghi comuni del movimento "Me Too", dopo avere anche affermato di avere rifiutato il ruolo principale del film "Nove settimane e mezzo" a causa delle troppe scene di nudo. "A me piace che gli uomini provino entusiasmo per il sesso, e odio profondamente che le donne possano subire violenze, abusi, stupri", ha detto, aggiungendo poi: "Però oggi c'è molta ambiguità da parte loro (delle donne, ndr). Le donne provocano troppo. Non bisogna essere sempre provocanti a tutti i costi: così non funziona. E' insopportabile. Un 'no' è sempre un 'no', ma credo anche che ciascuno debba assumersi la propria parte di responsabilità, e penso che le donne debbano essere un po' più tranquille, un po' più discrete".
La Bisset si è poi soffermata sul rapporto tra sessualità ed esibizionismo sui 'social': "Oggi vedo un'esibizione continua: ragazze che ballano online, praticamente fanno sesso in video con abiti esotici. Capisco che piaccia guardarlo, alle donne e agli uomini, ma non può essere il centro della vita. E' un errore. Vedo giovani disperati, senza talento, che esplodono: un narcisismo patologico, come un frutto troppo maturo che scoppia".
Quindi un altro colpo duro alle femministe, un riferimento chiaro all'importanza della famiglia: "E' assolutamente essenziale essere allevati da qualcuno che ne sa più di te: una madre, una nonna, un adulto che ti insegni come si sta al mondo. Io non l'ho avuto. Mia madre non aveva avuto una madre capace e non poteva insegnarmi certe cose. Quel vuoto te lo porti dentro, è un buco".
Infine l'ennesima sberla: "Quando negli anni '70 nacque il femminismo, pensavo fosse un movimento finto. Oggi vedo ancora meno equilibrio: un cocktail di narcisismo, insicurezza e mancanza di educazione che rende rarissimo incontrare persone davvero stabili". (fonte: AGI)

Francia in crisi, Macron e Lecornu ai minimi storici

Lecornu e Macron (foto dal "Journal du Dimanche")
La Francia è sempre più in crisi, sommersa da una parte dalla violenza maghrebina e africana islamista, e dall'altra dalla richiesta di ordine e pulizia della Destra lepenista.
Il disperato tentativo, da parte del presidente francese Emmahuel Macron, di distogliere l'attenzione dai propri fallimenti puntando su una politica guerrafondaia a fianco dell'ucraina ormai sconfitta sul campo dalla Russia, ha portato all'ennesimo fallimento.
In aggiunta, la popolarità del primo ministro francese Sebastien Lecornu è scesa ulteriormente di quattro punti a novembre, 'contaminata' proprio da quella di Macron, il cui indice di insoddisfazione ha raggiunto un livello record, secondo il sondaggio mensile Ifop per il Journal du Dimanche.
Lecornu ha ottenuto appena il 34% di consensi a novembre.
Con un indice di gradimento del 16%, Macron rimane al suo livello più basso per il secondo mese consecutivo dall'insediamento nel 2017, sfiorando il minimo storico di Francois Hollande (13%). Ma la percentuale di coloro che sono più insoddisfatti ha raggiunto il massimo storico del 56%. "I francesi dipingono un'immagine estremamente negativa" del Presidente della Repubblica, spiega il direttore generale dell'Ifop, Frederic Dabi. (fonte: AGI)