giovedì 29 gennaio 2026

Epilessia negli anziani: una sfida che richiede diagnosi tempestiva e cure adeguate

foto di Vitaly Gariev per Unsplash
L’epilessia è spesso percepita come una patologia infantile, ma i dati raccontano una realtà diversa: dopo i 75 anni l’incidenza raggiunge il suo picco massimo, superando quella dell’infanzia.
Con l’invecchiamento della popolazione, gli esperti prevedono un aumento significativo dei casi nella terza età, rendendo fondamentale riconoscere e trattare correttamente la malattia.
Nell’anziano l’epilessia rappresenta la terza patologia neurologica più comune, dopo ictus e demenze. Le forme tardive sono spesso legate a danni cerebrali dovuti a malattie cerebrovascolari, infezioni, tumori o patologie degenerative come l’Alzheimer. Tuttavia, fino al 50% dei casi rimane senza causa identificabile, con crisi che colpiscono persone altrimenti in buona salute.
Le crisi più frequenti sono focali, caratterizzate da brevi alterazioni della consapevolezza, rallentamento, disturbi del linguaggio o episodi convulsivi notturni. Proprio la loro natura sfumata porta spesso a diagnosi errate, confuse con problemi cardiovascolari o declino cognitivo.
Una diagnosi tardiva può peggiorare la qualità di vita, fino a quadri di “pseudo-demenza”. Al contrario, gli anziani con epilessie focali idiopatiche rispondono spesso molto bene a basse dosi di farmaci anticrisi.
«Gli anziani hanno più probabilità di beneficiare dei farmaci anticrisi, ma sono anche più sensibili agli effetti collaterali», spiega Carlo Andrea Galimberti, presidente della LICE (Lega Italiana Contro l'Epilessia). I farmaci di nuova generazione, più tollerati e con minori interazioni, rappresentano oggi un’opzione fondamentale.
Anche Laura Tassi, neurologa del Niguarda, ricorda che «un esordio di epilessia sopra i 60 anni è un’evenienza comune», sottolineando l’impatto socio‑economico crescente della malattia.
Alcuni comportamenti corretti possono evitare danni in caso di crisi convulsive:
- proteggere la testa con qualcosa di morbido
- slacciare indumenti stretti
- non aprire forzatamente la bocca
- non bloccare braccia o gambe
- non somministrare acqua o farmaci
- al termine della crisi, mettere la persona su un fianco
Interventi impropri possono essere pericolosi sia per chi ha la crisi sia per chi presta soccorso.
Con oltre 50 milioni di persone colpite nel mondo, l’epilessia è riconosciuta dall’OMS come malattia sociale. Il Piano d’Azione Globale 2022‑2031 punta a migliorare diagnosi, accesso alle cure, sensibilizzazione e tutela dei diritti.
Galimberti sottolinea la necessità di «una rete nazionale di centri specializzati» per garantire assistenza omogenea e integrata.
L’epilessia nell’anziano è dunque una condizione frequente, spesso sottovalutata, ma altamente trattabile. Riconoscerla in tempo significa migliorare la qualità di vita e ridurre il peso di una patologia destinata a crescere con l’invecchiamento della popolazione.

“Due di Noi sul divano rosa”: la voce delle donne con tumore al seno metastatico

Nathalie Goitom intervista Valentina Guarneri (foto Bordignon)
L’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026 apre il suo programma a un tema di forte rilevanza sociale: il tumore al seno metastatico. Lo fa accogliendo “Due di Noi sul divano rosa – Dialoghi sul tumore al seno metastatico”, iniziativa promossa da Gilead Sciences Italia ed Europa Donna Italia, che porta nel cuore della kermesse olimpica le testimonianze delle donne che convivono con la malattia.
Il simbolo scelto è un semplice divano rosa, luogo intimo e informale dove le donne sono invitate a raccontare la propria esperienza. Durante tutta la durata dei Giochi, il progetto vivrà presso la sede di Europa Donna Italia, per poi proseguire con nuove tappe aperte al pubblico. Un modo per portare la malattia fuori dagli spazi tradizionali della comunicazione sanitaria e inserirla in un contesto culturale e partecipato.
«L’apertura dei Giochi rappresenta un momento di grande visibilità e offre l’opportunità di accendere un faro su temi di salute che riguardano molte persone», ha dichiarato Domenico De Maio, Education & Cultural Director della Fondazione Milano Cortina 2026. La presenza di atlete e atleti che hanno vissuto l’esperienza del tumore al seno rende il messaggio ancora più potente.
Le testimonianze raccolte sul divano rosa raccontano una realtà in trasformazione: grazie alla ricerca e alle terapie innovative, la malattia metastatica può oggi diventare una condizione con cui convivere più a lungo, mantenendo una buona qualità di vita. «Il tumore al seno non è una malattia unica, ma eterogenea», ha spiegato la professoressa Valentina Guarneri, sottolineando come la personalizzazione delle cure stia offrendo nuove prospettive alle pazienti.
Europa Donna Italia, che ha concesso il patrocinio all’iniziativa, richiama l’attenzione sulla necessità di garantire un accesso equo e tempestivo alle terapie su tutto il territorio nazionale. «Dare voce alle 55mila donne che convivono con la malattia avanzata è fondamentale», ha affermato la presidente Rosanna D’Antona.
Per Gilead Sciences Italia, come evidenziato dall’amministratore delegato Frederico Da Silva, portare il tema all’interno dell’Olimpiade Culturale significa riconoscere il valore di arte, cultura e sport come strumenti di consapevolezza e cambiamento.
Dal 6 febbraio, giorno di apertura dei Giochi, il divano rosa accoglierà le prime testimonianze a Milano, per poi continuare il suo viaggio lungo tutto il 2026, mantenendo alta l’attenzione sull’innovazione in salute e sulla vita delle donne con tumore al seno metastatico.

Psicologia dello sport verso Milano-Cortina 2026: nasce l’alleanza Lombardia-Veneto

foto ufficio stampa
La psicologia dello sport entra ufficialmente nel percorso che porterà ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. È questo il cuore dell’accordo siglato dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia e dall’Ordine delle Psicologhe e degli Psicologi del Veneto, presentato alla Casa della Psicologia di Milano. Una collaborazione strutturata che punta a rendere pienamente riconoscibile il ruolo degli psicologi nello sport di alto livello, valorizzando competenze ormai considerate indispensabili.
L’intesa prevede un calendario condiviso di iniziative nel 2026 e nasce dalla consapevolezza che il lavoro psicologico è determinante non solo per la performance, ma per il benessere complessivo di atleti, staff e organizzazioni. Negli ultimi anni, grazie anche alle testimonianze di campioni che hanno rotto il tabù sulla salute mentale, il supporto psicologico è diventato parte integrante della preparazione agonistica.
«Lo sport ha una forza unica: quella di unire», ha ricordato Valentina Di Mattei, presidente dell’Ordine lombardo, sottolineando come la collaborazione tra i due territori voglia «mettere al centro la psicologia dello sport» e costruire un’eredità culturale destinata a durare oltre l’evento olimpico. Sulla stessa linea Luca Pezzullo, presidente dell’Ordine veneto, che ha definito Milano-Cortina «un’occasione per ribadire che lo sport è promozione di salute e benessere a 360 gradi».
Tra le iniziative annunciate, particolare attenzione sarà dedicata alla salute mentale nei villaggi olimpici, dove saranno presenti Quiet Room e Mental Corner per offrire spazi protetti di confronto con professionisti. Una scelta che segue l’esperienza delle Mind Zone introdotte ai Giochi di Parigi 2024, utilizzate da oltre 2.300 atleti.
Danilo Corona, responsabile del progetto lombardo, ha parlato di «un percorso simbolico tra Lombardia e Veneto» che accompagnerà atleti e staff fino alle gare, mentre Francesca Stecchi, coordinatrice del gruppo veneto, ha ricordato che «il benessere è un prerequisito della prestazione».
Il primo appuntamento congiunto sarà il 12 febbraio 2026 a Cortina, con l’evento Slalom di voci, seguito il 25 febbraio da una tavola rotonda dedicata alle sinergie tra psicologi, tecnici e atleti. Un cammino che punta a lasciare un segno concreto nella cultura sportiva italiana.

Cuba: Yoani Sánchez fermata dalla polizia politica

Immagine tratta dal sito "14ymedio"
La giornalista e blogger cubana Yoani Sánchez, direttrice del sito indipendente 14ymedio, denuncia l’ennesimo episodio di intimidazione ai suoi danni. Nella mattinata, mentre usciva di casa insieme al marito, il giornalista Reinaldo Escobar, è stata fermata dalla polizia politica di Cuba, che l’ha trattenuta per diverse ore per impedirle di partecipare a un ricevimento ufficiale presso la residenza del capo missione statunitense a L’Avana, Mike Hammer.
«Un agente della Sicurezza dello Stato mi ha inseguita e mi ha comunicato che non potevo proseguire», ha raccontato la Sánchez, spiegando che all’operazione hanno preso parte anche altri membri della polizia politica. La giornalista è stata costretta a rientrare nella propria abitazione e informata che non avrebbe potuto uscire fino al giorno successivo.
In un video pubblicato sull’account X di 14ymedio, la Sánchez ha chiarito che il provvedimento mirava a impedirle di partecipare al ricevimento previsto nel pomeriggio, al quale erano attesi anche funzionari del Dipartimento di Stato statunitense. «È una provocazione diretta nei confronti di Washington», ha dichiarato, definendo l’episodio un ulteriore segnale delle tensioni persistenti tra Cuba e Stati Uniti.
Il caso riaccende i riflettori sulle pressioni esercitate dal governo cubano contro voci indipendenti e dissidenti, in un contesto politico in cui ogni gesto legato ai rapporti con Washington assume un valore simbolico e diplomatico. Sánchez, da anni figura di riferimento del giornalismo critico sull’isola, torna così al centro di un confronto che va ben oltre la sua vicenda personale.

mercoledì 28 gennaio 2026

Formula Uno: a Barcellona Mercedes in crescita, la McLaren si svela

Immagine dall'home page della Mercedes
Il terzo giorno di test prestagionali di Formula Uno a Barcellona regala indicazioni preziose ai team e un sorriso largo alla Mercedes, che trova in Kimi Antonelli il protagonista della giornata. Il giovane pilota italiano ha infatti firmato il miglior tempo in 1:17.382, precedendo il compagno di squadra George Russell. Cronometri alla mano contano poco, perché i tempi non sono ufficiali, ma la solidità mostrata dalla nuova W17 e gli 850 km complessivi percorsi dal duo di Brackley rappresentano un segnale incoraggiante.
Antonelli, alla sua prima vera esperienza estesa sulla monoposto 2026, ha raccontato sensazioni positive: «Per me è stata una giornata migliore rispetto a lunedì, quando la pista bagnata ha limitato le mie prestazioni. Questo pomeriggio siamo riusciti a percorrere l’intera distanza di gara, raccogliendo molti dati su cui il team potrà lavorare». Il bolognese ha sottolineato quanto sia importante macinare chilometri con una vettura «completamente nuova e molto diversa da quella 2025», ribadendo che l’obiettivo principale dello shakedown è completare il programma senza intoppi.
Assente la Ferrari, che ha scelto di non scendere in pista con Leclerc e Hamilton, l’attenzione si è spostata sulla prima uscita della McLaren campione del mondo. La nuova MCL40, ancora avvolta da una livrea quasi totalmente nera in attesa della presentazione ufficiale del 9 febbraio, è stata affidata al solo Lando Norris. L’iridato, per la prima volta con il numero uno sulla monoposto, ha completato 75 giri chiudendo alle spalle delle due Mercedes. Oscar Piastri, invece, ha osservato dai box e avrà modo di testare la vettura nelle prossime sessioni.
La McLaren ha attirato curiosità anche per le novità tecniche: la sospensione anteriore è stata completamente riprogettata, passando dal pull-rod al push-rod, una scelta legata ai nuovi regolamenti e alla gestione dei flussi d’aria verso i radiatori.
Giovedì è atteso il debutto dell’Aston Martin, rallentata finora da problemi tecnici, mentre la Ferrari tornerà in pista dopo un martedì condizionato dalla pioggia. Presenti anche McLaren, Mercedes e probabilmente Red Bull. La Williams, unica assente al Montmeló, ha confermato che effettuerà i propri test direttamente in Bahrain dall’11 febbraio.
Il clima da pre-stagione è appena iniziato, ma Barcellona ha già offerto un assaggio di ciò che potrebbe attenderci nel 2026.