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lunedì 21 aprile 2025

In Giappone il nuovo paradiso del sesso è Okubo Park

Un'immagine di Okubo Park da TikTok
E' un servizio molto particolare quello proposto dall'agenzia AGI nella giornata di Pasqua appena trascorsa: l'argomento è, manco a farlo apposta, il sesso. In questo caso il turismo sessuale esploso in questi tempi in Giappone, con un espresso riferimento alle 'giovani donne' che affollano il Parco Okubo nella 'frenetica vita notturna del quartiere di Kabukicho'. Non ci sono dati ufficiali, prosegue l'articolo, ma basta fare due passi per il parco per rendersi conto che sempre più uomini stranieri vi si recano dopo aver visto i video su Instagram e TikTok.
La zona vicino a Kabukicho sarebbe diventata un'attrazione turistica per i fan dell'argomento e, secondo il racconto di una ragazza intervistata, metà dei suoi clienti sarebbero stranieri.
E ancora, un'altra ragazza prosegue: "Dato che non sanno comunicare in giapponese, scrivono 'quanto costa?'" sui loro telefoni con un traduttore automatico", aggiungendo che gli uomini che frequentano l'Okubo Park provengono solitamente dalla Corea del Sud, dalla Cina o da Taiwan, ma anche dal Nord America e dall'Europa.
Le ragazze sostengono di lavorare per conto proprio, senza protettori. Portano i clienti nei vicini "love hotel" e fanno pagare in media dai 15.000 ai 30.000 yen (dai 100 ai 200 dollari) l'ora.
Secondo Arata Sakamoto, direttore di Rescue Hub, un rifugio creato da una Ong per le prostitute dell'Okubo, sempre più donne si prostituiscono perché hanno bisogno di guadagnare, mentre dieci anni fa non era comune vedere donne giapponesi lavorare come prostitute per strada. Ma dopo la pandemia di COVID-19, "le giovani donne hanno iniziato a vendere sesso a prezzi bassi".
In Giappone è proibito il sesso a pagamento che prevede la penetrazione e nel caso sono le lavoratrici del sesso a dover affrontare multe e persino pene detentive, al contrario dei clienti. (fonte: AGI)


Qui sotto alcune immagini tratte dalla 'top 20' delle attrici porno giapponesi...
18° posto: Ameri Ichinose

9° posto: Kaho Shibuya

7° posto: Saeko Matsuhita

1° posto: Yua Mikami

sabato 24 settembre 2022

Teorie gender, dagli italiani un 'no' chiaro e forte

Essere 'trans', un'anomalia che il mondo moderno vuole normale
Un 'no' chiaro e forte alle cosiddette 'teorie gender'. E' quello che emerge da un sondaggio nazionale presentato in Senato e commissionato da Pro Vita & Famiglia.
Focus puntato su cosa pensino gli italiani dell'ideologia 'gender' e del suo impatto su società, scuola e minori.
Dal sondaggio emerge innanzitutto che appena il 32% degli italiani si dice d’accordo con le 'teorie gender'.
Il 60% ritiene che un uomo che si 'senta' donna non possa competere negli sport femminili, e il 51% che non possa usufruire di bagni, spogliatoi, docce e luoghi riservati alle donne.
Per quanto riguarda l’impatto della teoria gender in ambito scolastico, il 58% degli italiani considera sbagliato sostituire le parole padre e madre con genitore 1 e genitore 2 sui documenti. Ben il 79% degli italiani difende inoltre il diritto dei genitori di scegliere come educare i figli su temi inerenti sessualità e affettività. Addirittura l’81% ritiene che le scuole debbano preventivamente informare e coinvolgere le famiglie in caso di corsi o progetti su questi temi.
Rispetto alla cosiddetta 'carriera alias' (secondo cui la scuola tratta uno studente o una studentessa sulla base della cosiddetta identità di genere auto-percepita e non in base al sesso biologico), la conoscenza da parte degli italiani è ancora molto limitata (16%). Fra chi la conosca, tuttavia, il 44% si dichiara contrario e il 37% a favore (il 19% non sa).
Infine - dato importantissimo - la netta maggioranza di italiani (66%) si esprime contro la possibilità che un minore 'confuso' sulla propria identità sessuale possa iniziare terapie di transizione di genere (cioè di cambio di sesso) assumendo farmaci ormonali che interferiscano col suo naturale sviluppo sessuale o addirittura subendo interventi chirurgici che possano irreversibilmente menomare la sua integrità fisica. Anzi, il 75% ritiene che, in questi casi, il minore dovrebbe poter ricevere assistenza psicologica per riconciliarsi con il sesso biologico.
Dati fondamentali che fanno comprendere come, anche in questo caso, i centri del governo nazionale siano lontanissimi dal modo di essere e di pensare degli italiani, schiavi di quell'ideologia 'woke' che da fin troppo tempo sta devastando i Paesi anglosassoni.

venerdì 5 novembre 2021

I vibratori fanno impazzire le donne, ora in vendita c'è anche un cofanetto speciale

Donne sempre più consapevoli dell'autoerotismo
Si chiama 'masturbation gap' ed è la presunta disparità esistente fra il rapporto che uomini e donne hanno con la masturbazione sia in termini di azione che in termini di conversazione.
Non che fra i maschi furoreggi l'argomento ma, secondo Abiby, talent scout di prodotti 'must have' nel mondo beauty nell'universo femminile l'autoerotismo rimane da sempre un tabù.
La situazione, però, sta lentamente mutando e a confermarlo è anche la vendita dei 'sex toys' destinati alle donne.
Secondo un recente studio condotto da Technavio, infatti, il mercato dei 'sex toys' femminili è aumentato del 14,74% nel 2020 ed entro il 2025 potrebbe raggiungere i 15,71 miliardi di dollari, con un tasso medio di crescita annuale del 13,57%.
"Per anni il self love femminile è stato trattato come un tabù, ma l’amore non deve avere né limiti né giudizi, anche quando si parla di amore per se stessi", spiega Valentina Abramo, brand partnership manager di Abiby. "Noi di Abiby ne siamo da sempre convinti ed è per questo che abbiamo creato 'Come with Me', una box speciale dedicata al piacere e al prendersi cura di sé sotto ogni aspetto, anche quello sessuale".
All'interno del 'box', disponibile dal 29 ottobre, si possono trovare un olio massaggio al bergamotto, un lubrificante naturale stimolante, un pennello per il corpo e un vibratore "Lov'Touch".

martedì 2 novembre 2021

Ghislaine Maxwell, colpevole per tutti, ma non per me

Ghislaine Maxwell, angelo o demone?
Ghislaine Maxwell
non può che entrare nel ristretto novero delle persone che rispetto. Lo dico con un filo di ironia, ma anche con un po' di verità. Non fosse altro perché rimasta coinvolta in una torbida vicenda a sfondo sessuale, di cui peraltro non conosco i dettagli, ma che subito, ovviamente, me la rende simpatica e attraente.
Odio i puritani, e contemporaneamente amo le persone contorte, perverse e di cui non si conoscano i limiti. Per questo mi auguro che i crimini a lei ascritti siano tutti reali. Non vorrei che l'ammirazione che nutro per lei ne venisse scalfita.
La Maxwell, a quanto pare, avrebbe 'reclutato' tali Virginia Giuffre, Sarah Ransome, Maria Farmer, Jennifer Araoz e altre ragazze per fare sesso con Jeffrey Epstein e altri uomini di spicco.
Non ho idea di cosa significhi il senso della parola 'reclutato' ma, se come immagino, voglia dire che le abbia pagate per fare sesso, non riesco a cogliere dove sia il 'corpo' del reato. Andare a 'troie' sarebbe un crimine? Leggo anche che reclutava e 'istruiva' le 'minorenni' per il suo compagno e poi amico (Epstein, ndr). Devo quindi dedurre che le tipe, durante l'atto sessuale, avessero meno di 18 anni. Anche in questo caso, non conoscendo la legge, non so quanto questo sia legale. Mi limiterò al cosiddetto aspetto morale e, per quanto mi riguarda, il mio tasso di moralità è significativamente alto. A meno che queste ragazze venissero costrette a fare sesso con la forza o non fossero ancora formate in quanto donne.
Insomma, credo che ognuno di noi, potendolo fare, commetterebbe quegli stessi peccati per i quali spandiamo merda e giudizi morali sopra coloro che, forse perché troppo sicuri di se stessi o troppo poco furbi, non hanno saputo gestire con intelligenza le proprie perversioni.
Come sempre, quello che difetta alla nostra società non è il senso morale, ma i soldi.

martedì 16 giugno 2020

Indro Montanelli, i Rolling Stones e Mandy Smith, ecco cos'hanno in comune

Mandy Smith nel 1987 al Festivalbar
Divertente la dissertazione che Cristian Raimo fa a spada tratta offendendo la memoria di Indro Montanelli, da lui definito stupratore, razzista e chi più ne ha più ne metta. Una scenetta gustosa che, anche fosse posta su basi corrette (la violenza perpetrata dal famoso giornalista verso una ragazzina di 12 o 14 anni, le fonti si dividono), è stata poi funestata dalla tragicomica sceneggiata dello scrittore / professore, obnubilato e annebbiato dal pensiero 'sinistro' del politicamente corretto. Una brutta pagina che gli resterà appiccicata, inchiodandogli l'immagine di squadrista ideologico.
Rimosso Raimo poco dopo mi sono imbattuto, sempre su Rete 4, su una retrospettiva del Festivalbar, trasmissione di dubbio gusto all'interno della quale veniva trasmessa (in rigoroso playback) musica di basso profilo e alte vendite commerciali.
La vicenda Montanelli rimane però attuale visto che, fra le prime ospiti, appare Mandy Smith (Festivalbar 1987), figura procace e look da consumata pornostar. Mosso a curiosità, scorro veloce le informazioni su di lei elargite da Wikipedia: londinese, classe 1970, al momento della messa in onda della trasmissione è ancora minorenne: appena 17 anni. Eppure, la bella Mandy ha un vissuto già degno di una biografia da 400 pagine: quattro anni prima, alla precoce età di 13 anni, la stessa età della sposa di Montanelli, ma non nella stessa Eritrea degli anni '40, era stata prima l'amante e poi (nel 1989) la moglie di Bill Wyman, bassista dei Rolling Stones, all'epoca 47enne. Il rapporto fra i due, con lei ancora bambina (forse), viene definito da Wikipedia 'relazione sentimentale'. Teneri. Sempre minorenne, Mandy venne 'notata' da Pete Burns, cantante del gruppo dei Dead or Alive, che l'aiutò nella produzione dei suoi primi due singoli, "I Just Can't Wait" e "Positive Reaction".
Autentica 'perla' in questa storia, il fatto che, nello stesso periodo, il figlio di Wyman e la madre di Mandy rimasero a loro volta coinvolti in una relazione sentimentale, interrotta prima del matrimonio. Applausi. Sipario.


sabato 6 maggio 2017

Pornostar morsa da uno squalo, l'urlo straziante di Molly Cavalli

La pornostar Molly Cavalli è stata morsa da uno squalo durante uno spot pubblicitario per un sito di cam sex, Camsoda.
L'evento è stato registrato durante le riprese, e il video, peraltro abbastanza cruento, è diventato immediatamente virale.
Va subito detto che la sexy attrice sta bene, lo squalo l'ha attaccata al piede sinistro, e il morso dell'animale ha comunque richiesto circa venti punti di sutura.
Il copione, peraltro non proprio brillante, prevedeva che la pornostar, che indossava un sottilissimo costume bianco che non lasciava troppo spazio all'immaginazione, venisse fatta scendere al di sotto del livello del mare al largo della costa della Florida (stato di cui la Cavalli è originaria), chiusa all'interno di una stretta gabbia.
Intorno a lei, non meno di tre squadri e altri pesci, apparentemente non troppo feroci.
Non appena la figura bianca (e quindi anche ben visibile, quasi quanto un beluga) della Cavalli ha attraversato l'acqua, si è visto immediatamente uno degli squali puntare verso di lei, quindi la telecamera esterna ha ripreso la giovane cercare di risalire in fretta, quindi la ripresa è passata alla barca, con gli addetti della crew che aiutavano Molly a risalire in barca mentre l'acqua circostante si colorava di rosso sangue. La pornoattrice, ovviamente, crollava in un pianto dirotto e il video si interrompeva ma, secondo quanto fa sapere Camsoda, si trova apparentemente in "good spirits".



ED ECCO IL VIDEO, IN CUI, ANTICIPO, SI VEDE IL CRUENTO ATTACCO DELLO SQUALO: clicca il link

lunedì 16 aprile 2012

Pornoattrici: Hottie Holli, ovvero l'hardore made in Canada

La splendida Hottie Holli è una delle attrice hardcore più rinomate del panorama internazionale. Moretta e vivace, è nata proprio in Canada, a Chatham, nell'Ontario) nel dicembre 1984. Holli ha quindi 27 anni ed è entrata nell'industria nel porno abbastanza tardi, non più di quattro o cinque anni fa.
Le sue misure sono 34C-24-34 (non chiedetemi la traduzione) e i suoi 'ruoli' nei film che interpreta sono prevalentemente dedicati al genere 'interracial' e 'lesbian'. Ovviamente, come tutte le attrici di... grido, anche lei ha aperto una propria 'etichetta'. Per altre informazioni potete guardarvi un suo film...

martedì 26 ottobre 2010

Come farsi ridere dietro da tutto il mondo...
e per di più aggratis...

Per informazioni...: chiedere al sindaco di Castellammare di Stabia!!!
(clicca sulla foto per ingrandire...)

martedì 25 maggio 2010

Brigitta Bulgari in manette, ma sono quelle vere!

Si è esibita in una discoteca di Fossato di Vico in uno spettacolo a luci rosse, poi la pornostar Brigitta Bulgari ha permesso che alcuni degli spettatori, diversi dei quali risultati minorenni, la toccassero anche nelle parti intime.
Ad accertarlo sono stati i carabinieri che, anche dopo avere visionato filmati e foto messi su Facebook, hanno arrestato l’attrice, alla quale sono stati contestati i reati di pornografia minorile e atti osceni in luogo pubblico.
La Bulgari, il cui vero nome è Brigitta Kocsis, 27enne originaria di Budapest, è stata bloccata dai militari della compagnia di Gubbio comandata dal tenente Pierangelo Iannicca a Montebelluna (Treviso) dove si trovava per una serata.
Continua a leggere sul Corriere Canadese oppure clicca sulla foto

Vedi: Rossana Doll, una filmografia come quella di "Clerks"
Vedi: Axelle Parker, da dj a regina del porno...

mercoledì 28 ottobre 2009

Ma che se ne andassero un po' tutti affan' culo...

Tempo notturno, tempo di sproloqui, anche perché è da un po’ che non ne faccio, e questo Canada wasp e puritano rischia di ficcarmi in testa che bestemmie e cattivi pensieri non s’hanno da dire, fino alla realtà dello psicoreato. Che comunque, nell’Italia vaticana, è di moda da tempo. La Sinistra malsana si ricorda di vergarsi duramente solo su questioni di lana caprina, esponendo il suo Marrazzo al pubblico ludibrio per essersi sbattuto qualche trans con tanto di filmino. Posso rimproverare il ‘bigolauz’ solo per la scelta del trans, che giudico un po’ troppo ‘spettacolare’… dalle parti di casa mia, a Milano, in via Cenisio, ce ne sono alcuni veramente fantastici… con molto meno ci si potrebbe fare party luculliani e orge catulliane e pure qualcosa d’altro che finisca con la parola ‘ano’…

VOI DAVVERO PENSATE CHE LA GENTE CREDA ALLE DIMISSIONI DI MARRAZZO COME A QUALCOSA CHE SIA FIGLIO DELLA SUA MENZOGNA E DEL SUO PATETICO (CATTOCOMUNISTA) NEGARE TUTTO?
Cito Daniele Capezzone e un suo ‘status’ di Facebook (mi onoro della sua amicizia di vecchio radicale): “Daniele Capezzone ha mille motivi di dissenso da Marrazzo, e spera che la prossima primavera non sia più Governatore del Lazio. Ma oggi gli esprime solidarietà. La polemica va fatta sulla politica, non sui ricatti e sulla violazioni della privacy. Cosa che la sinistra dovrebbe ricordare sempre, non solo quando le fa comodo”.
A volte mi viene perfino la sensazione che a silurare il marito di Roberta Serdoz (che un po’ lo stile ‘cavallona’ del trans ce l’ha, prendetelo come un complimento), siano stati i suoi stessi compagnucci di partito, ansiosi di poterlo costringere alle dimissioni per creare “un’alternativa a sinistra” del puttanesimo e del lasciare ‘eroicamente’ il cadreghino. Come se gli eventi ‘privatissimi’ che si è concesso Silvio a casa sua fossero pane per la ‘monnezza televisivo-mediatica del ‘Grande Fratello’ rosso.

Tant’è, come per Silvio, anche di costui mi schiero al fianco. Però, cristo, non andare a Montecassino. Orsù, Piero Marrazzo, organizza un’altra festa e non vergognarti di volere ed esigere semplicemente di vivere! Saranno benvenuti trans, gay, lesbo, etero e animali di varia specie, in una grande arca del sesso, che tanto roderà e farà impallidire dal livore beghino i pretonzoli in stile Rosy Bindi. Comunque sia, in culo alla balena!... ops, si potrà ancora dire? ;-)))