domenica 5 settembre 2021

Davina Michelle, uno speciale inno olandese a Zandvoort

Davina Michelle durante l'inno che ha concluso la giornata
E' stato un Gran Premio d'Olanda di Formula Uno ai limiti della perfezione, che ha visto il trionfo dell'idolo di casa Max Verstappen su Red Bull che, oltre al successo, ha così conquistato la vetta della classifica iridata.
Alla fine, così come all'inizio della gara, la superba prestazione di Davina Michelle, splendida cantante di Rotterdam, che con il suo brano "Beat Me", ha anche accompagnato in via ufficiale la manifestazione.
Accompagnata dall'orchestra della Marina Reale Olandese, di fronte allo stesso monarca Guglielmo Alessandro, Davina Michelle (al secolo Michelle Davina Hoogendoorn) ha intonato con voce flautata "Het Wilhelmus", le cui prime parole sono: "Wilhelmus van Nassouwe ben ik, van Duitsen bloed, den vaderland getrouwe blijf ik tot in den dood".
Un inno anche alla figura di un personaggio dedito alla guerra e alle conquiste, stranamente rimasto per ora illibato dalla controcultura della 'cancel culture'.
La bella Davina si è presentata davanti agli schermi in tutta la sua meravigliosa bellezza nordica, capelli lunghi dalle lunghe trecce e una tutina post-moderna che univa il taglio della tuta automobilistica e una arrivata dal set dei "Pronipoti" o di un film fantascientifico.
Curiosità che forse in pochi abbiano visto, la miserrima caduta di Davina dalla scalinata al termine dell'inno iniziale, dramma sfiorato e motivazione principe che ha spinto gli organizzatori a farle cantare l'inno finale saldamente piantata coni piedi per terra. 
Il tutto per un insieme di sicuro impatto, con un ritorno importante per la cantante e davvero indimenticabile per gli spettatori.





Cottarelli, nuovo libro: "All'inferno e ritorno"

Carlo Cottarelli (foto profilo Twitter)
Nuovo libro per Carlo Cottarelli, economista e editorialista italiano ed ex direttore del Fondo Monetario Internazionale. "All'inferno e ritorno", in collaborazione con Hoepli, è la sua ultima fatica, con un sottotitolo che recita: "Per la nostra rinascita sociale ed economica".
Nella presentazione di FocusRisparmio.it si legge: il mondo sta affrontando la peggiore crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Il virus sta facendo danni più gravi di Lehman Brothers. E l’Italia? Bisogna tornare al 1945 per trovare un dato peggiore di caduta del Pil. La crisi ha messo in luce le nostre debolezze, certo, ma anche i nostri punti di forza, compresa la capacità di rispondere bene in condizioni di emergenza. Ma affrontare l’emergenza non basta, e non basta tornare a dove eravamo nel 2019: ora abbiamo davanti a noi la responsabilità della ricostruzione.
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giovedì 2 settembre 2021

Luciana Lamorgese, il ministro fantasma reintroduce il reato di opinione

Una foto ANSA di Luciana Lamorgese dal quotidiano "La verità"
Fa piacere notare come finalmente, dopo mesi, ma forse anni, in cui le forze di polizia e di difesa italiane parevano relegate nella soffitta dei sogni dimenticati, siano finalmente tornate alla luce, prepotentemente impiegate nei confronti di quegli italiani, tutti pagatori di profumate tasse, che abbiano nella loro mente formulato uno psicoreato difficile da perdonare: ovvero il pensiero che, sulla questione Covid-19 ci sia qualcosa, e forse più di qualcosa, di assai poco chiaro.
Un qualcosa che riguarda la sua origine, che ci vorrebbero far credere proveniente da un orsetto lavatore dell'entroterra cinese, quando di lì a pochi metri opera indisturbato un laboratorio chimico militare che, guarda caso, proprio i coronavirus studia e produce.
Un qualcosa che riguarda la sua gestione, che ha gettato oltre il baratro economico e sociale milioni di cittadini nel mondo e in Italia certamente, in particolare quella piccola borghesia produttiva che, guarda caso (ci ripetiamo), vota nella sua gran parte orientandosi verso il Centro-Destra, lasciando praticamente intonse le condizioni di vita, se non migliorandole, dei cosiddetti impiegati pubblici e statali in genere, ovviamente fautori dello 'status quo'.
Un qualcosa che riguarda la sua cura, esercitata attraverso una serie di vaccini diversi tra loro, espressione di potenti case farmaceutiche, riconosciute a volte sì a volte no a seconda della provenienza geografico-politica della produzione, a volte mischiati senza coscienza fra prima e seconda iniezione, senza dimenticare che questi stessi vaccini non sono mai stati testati, al contrario di quelli classici che normalmente affrontiamo nel corso della nostra vita. E che, come conseguenza, vengono testati in questo stesso momento su di noi, lungo un corso temporale che riguarderà non solo quest'anno, ma anche i prossimi. Uno, due, tre, e forse di più. Al saldo del fatto che, se test su di noi vengono condotti, a questo punto è lecito intuire come su qualcuno di noi non venga iniettato alcun vaccino, ma il classico placebo che agli studiosi serve nel momento in cui si debbano tirare le somme conclusive su detti studi.
Ecco, a fronte di tutto ciò, chi osi esprimere un dubbio contrario viene sommariamente definito 'no vax', un po' come quando, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, bastava non essere stati comunisti per venire immediatamente bollati come 'fascisti' o comunque collaborazionisti della Repubblica di Salò e, come conseguenza, fucilati a un angolo di strada o, nel migliore dei casi, rapati a zero.
Escludendo e condannando, ovviamente, gli eccessi deliranti di alcuni dementi sobillati da alcune frange estreme di una certa presunta politica 'militante', su cui ovviamente alcuni media opportunamente 'teleguidati' hanno sguazzato come le cozze nella padella, abbiamo avuto la conferma dell'esistenza di Luciana Lamorgese, al secolo ministro dell'Interno confermato del Governo Draghi, detto anche 'il banchiere'.
Una vera e propria apparizione 'lourdiana', a lungo attesa ma mai concretizzatasi. Un miracolo degno dello scioglimento del sangue di San Gennaro e della scoperta dell'esistenza del Molise.
L'abbiamo attesa invano nella periferia di Milano ormai ridotta a una Casbah, attorno alla Stazione Centrale, dove maghrebini, africani e mediorientali in genere spacciano indisturbati e si prendono a bottigliate in testa un giorno sì e l'altro pure, nelle zone dimenticate dove trapper trasformati in improbabili musicisti 'convocano' le proprie truppe sballate per festini improvvisati a base di musica a tutto volume, ne abbiamo cercato invano le tracce durante i vari 'rave' organizzati lungo la penisola, in cui spaccio e distruzione regnavano indisturbati, ne abbiamo pregato la presenza mentre clandestini d'ogni dove, con la scusa di guerre strumentalizzate all'occorrenza, invadono sciamando per l'Italia e ancor di più ora, incapaci di distinguere tra un afghano, un pakistano e un marocchino, sempre più trasformandola in una succursale islamica.
Ad averlo saputo prima, sarebbe bastato gridare al 'no vax' molto tempo prima, una sorta di 'untore' manzoniano, per vedere spuntare vagonate di VoPos celeri, efficienti e spietati.
Ormai è questo il problema del mondo. Il No Vax. Lo si sostiene da sempre a Sinistra, pronta da tempo immemore a schierarsi sempre e solo con lo Stato e sempre e solo contro il Cittadino, ma ora lo si sostiene anche da una gran parte del cosiddetto CentroDestra, dalla pavida Forza Italia, impaurita dalle probabili accuse di sedizione, ma anche, orrore, dalla stessa Lega che, invece di abbattere la statua di sale della Lamorgese, ha deciso di chinarsi a una 'realpolitik' che l'allontana dalla propria base.
Per cui, ormai sempre di più, 'no vax' (dando per scontato che venga considerato tale chiunque osi sollevare la mano per porre un quesito o pretendere una spiegazione) uguali a Casapound, a quella Destra estrema che gira ancora con l'immaginetta del Duce nel borsellino, che si trova al 'campo' tal dei tali a braccio alzato urlando 'a noi' e che si iscrive al gruppo Facebook della 'X Mas' perché "quando c'era lui" era sicuramente meglio di "adesso che c'è lei".
Siamo ridotti a questo punto. A questo livello di caos, prima ancora mentale che istituzionale. Ma è difficile capire dove finisca il primo per far posto al secondo o se non siano invece entrambi intrinsecamente uniti in un abbraccio mortale.

mercoledì 1 settembre 2021

Nei primi sei mesi del 2021 la raccolta supera i 51 miliardi

L'articolo su "Focus Risparmio"
Le sottoscrizioni registrate dall'industria del risparmio gestito nel 2° trimestre 2021 ammontano a 21,5 miliardi di euro, grazie in particolare ai fondi aperti che hanno contribuito per più di 17 miliardi. È positiva anche la raccolta delle gestioni di portafoglio per oltre 3 miliardi, spinta dai flussi entrati nelle GP retail (+2,8 miliardi).
Dati che hanno portato il saldo dei primi sei mesi dell’anno a superare i 51 miliardi. L’industria ha messo così a segno il miglior semestre dal 2017. Inoltre, il patrimonio gestito ha aggiornato il proprio massimo storico a 2.520 miliardi.
A trainare i fondi aperti sono stati i prodotti azionari (+8,4 miliardi), i bilanciati (+7,7 miliardi) e gli obbligazionari (+3 miliardi). Il patrimonio gestito dei fondi aperti sale così a fine giugno a 1.218 miliardi, rappresentativi del 48,3% dell’industria totale. Azionari e bilanciati guidano la raccolta anche da inizio anno: +21,5 miliardi i primi, +12 miliardi i secondi.
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Salone del Risparmio, si parte il 15 al MiCo con 300 relatori

La home page del sito del Salone del Risparmio
Arriva il mese di settembre e prendono tutte le grandi fiere che fanno di Milano non solo il centro d'Italia, ma che quello d'Europa e, per molti, anche del mondo.
Ormai mancano solo due settimane al via del Salone del Risparmio (15-17 settembre, di scena in presenza al MiCo), il più grande evento italiano sul risparmio gestito.
Saranno oltre 300 i relatori spalmati in più di 110 conferenze, in cui si approfondiranno tutti i temi legati al risparmio gestito e alle nuove visioni per costruire il domani.
Parteciperanno Elena Bonetti, ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, e Roberto Cingolani, ministro della Transizione Ecologica, ma sono attesi anche Irene Tinagli, presidente della Commissione Problemi Economici e Monetari del Parlamento Europeo Irene, il presidente del CNEL, Tiziano Treu, l’executive director dell’ESMA, Natasha Cazenave, i commissari Consob Paolo Ciocca e Carmine Di Noia e il direttore generale della COVIP, Lucia Anselmi.
Al Salone sarà poi possibile trarre ispirazione da autorevoli esperti come il Premio Nobel Joseph Stiglitz, l’economista Carlo Cottarelli, l’esperto di organizzazione aziendale Frédéric Laloux, il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso e il professore del MIT di Boston, Carlo Ratti.
Interverranno anche volti noti come Alberto Angela, la ciclista Vittoria Bussi, l’astronauta Maurizio Cheli, il fondatore di Telegram Pavel Durov, la campionessa di sci Isolde Kostner, il conduttore Carlo Massarini, il climatologo Luca Mercalli, Gianluca Vialli e molti altri personaggi di successo.