martedì 28 aprile 2026

Stati Uniti: i democratici alzano i toni, dito puntato contro la portavoce di Trump

Karoline Leavitt in una foto tratta da Fox News
Hakeem Jeffries
ha scelto di non arretrare di un millimetro. Durante una conferenza stampa particolarmente tesa, il leader democratico alla Camera degli Stati Uniti ha ribadito la propria intenzione di portare avanti quella che ha definito “maximum warfare” contro le strategie di ridisegno dei collegi elettorali dei repubblicani. Alle critiche, Jeffries ha risposto senza esitazioni: “Non me ne importa nulla”, un messaggio diretto tanto ai suoi avversari quanto ai commentatori che lo accusano di alimentare un clima politico già incandescente.
Le sue parole arrivano all’indomani del terzo presunto tentativo di attentato contro il presidente Donald Trump, episodio che ha riacceso il dibattito sull'uso della retorica in politica e sui suoi effetti. Jeffries ha però respinto ogni collegamento, ricordando che l’espressione “maximum warfare everywhere, all the time” era stata utilizzata in passato da una fonte anonima della Casa Bianca, e accusando i repubblicani di ipocrisia.
Il leader democratico ha poi attaccato duramente la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, definendola una “disgrazia” e una “bugiarda”, dopo che quest’ultima aveva imputato ai democratici un linguaggio ostile che, a suo dire, avrebbe contribuito a legittimare l'attentato contro il presidente Trump. La Leavitt ha insistito sul fatto che anni di retorica aggressiva avrebbero alimentato comportamenti estremi da parte di individui mentalmente instabili.
Anche il National Republican Congressional Committee è intervenuto, accusando Jeffries di “scherzare col fuoco” e di non voler riconoscere i rischi di un’escalation verbale.