venerdì 15 maggio 2020

La nera antirazzista è razzista con i cinesi e i gay

L'articolo de "Il Corriere della Sera"
Arriva dal Corriere della Sera (e non da un giornale dell'estrema destra sovranista che, peraltro, non mi pare esista in Italia sei si esclude, peraltro una rivista, l'ottimo Il Primato Nazionale) una di quelle notizie che dovrebbe mettere pace e fine alle tante illazioni sul presunto 'odio online' di tanto becero cattocomunismo.
Laetitia Avia, una delle 'campionissime' della nuova legge 'anti-odio' approvata in Francia, ennesimo bavaglio per regolare il flusso delle espressioni del singolo online, è stata colta in fallo e accusata, per l'ennesima volta, dello stesso presunto reato.
Originaria del Togo, nata in una banlieu parigina, la Avia non lesina commenti a sua volta razzisti, in particolare verso i propri collaboratori cinesi e verso le lesbiche, infarcendo i propri discorsi di quei luoghi comuni tanto disprezzati e 'illegali' se invece rivolti verso la comunità cui sente di appartenere.
C'è poco da aggiungere, se non l'ennesimo allargamento di braccia nei confronti di un mondo occidentali destinato a rannicchiarsi avvolto nelle proprie contraddizioni e messinscena, a uso e consumo di coscienze sporche e comportamenti ipocriti di turno.

giovedì 14 maggio 2020

Sallusti: "Piangere in diretta tv non porta bene"

Una foto sulla vicenda tratta da "Libero"
Alessandro Sallusti, direttore de "Il Giornale", commenta a "Stasera Italia", programma di Rete 4, la scenetta che ha visto Teresa Bellanova, ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, appassionarsi a tal punto nella dichiarazione del provvedimento sulla regolarizzazione dei clandestini.
"Piangere in diretta tv non ha portato bene alla Fornero", ha esordito Sallusti, "nel senso che la Legge Fornero è stata un disastro. Non voglio fare l'uccello del malaugurio però credo", chiosa il giornalista, "anzi, il provvedimento per cui la ministra ha pianto ha già lacerato l'attuale maggioranza".

La prima parte dell'articolo pubblicata da "Il Giornale"

L'assurda frase di Padoan: "Ristoranti? Basta trovare locali più grandi"

Pier Carlo Padoan a "Stasera Italia"
Fa capire tante cose il dialogo andato in scena a "Stasera Italia", programma condotto da Barbara Palombelli su Rete 4 e andato in onda mercoledì 13 maggio.
La confusione e le risposte di alcuni degli invitati, che poi purtroppo sono quelli che conducono l'opinione filogovernativa, mi ha fatto sinceramente allargare le braccia.
Scollegati dalla realtà, schiavi di un welfare di stato centralistico e dirigista, sono bastate alcune frasi a esemplificare il marasma verso cui viaggia a vele spiegate questo Paese.
A cominciare da chi le notizie deve produrle e diramarle. A rappresentare la categoria giornalistica, nella prima parte del programma, ecco Tommaso Labate, che sulle restrizioni imposte ai ristoranti accetta lo 'status quo' e si limita ad allargare le braccia, citando una storica frase comunista (guarda caso): "Quando non hai una soluzione, non hai neanche un problema. Non esiste una soluzione a questo problema, perché lo spazio fisico non si può estendere a dismisura, ...contro le leggi della fisica noi non possiamo andare... alle richieste dei pizzaioli non esistono momentaneamente soluzioni".
Molto peggio Pier Carlo Padoan, sia per la risposta che per le parole proferite e il ruolo ricoperto da quello che fu ministro dell'Economia e delle Finanze fra il 2014 e il 2018. "...Quanto poi a quanti tavoli devono stare in una pizzeria - sottolinea Padoan 'pappagalleggiando' Labate - il problema è una legge della fisica. Se i  medici ci dicono che non ci può essere collegamento fisico sotto il metro e mezzo, questo è un fatto che noi dobbiamo prendere come un dato". Subito dopo arriva la stoccata finale: "Purtroppo noi siamo un Paese in cui i cosiddetti 'servizi ad alta intensità di lavoro' sono molto presenti, e questo è uno svantaggio per noi. Nel medio periodo forse la risposta sarà quella di trovare locali più grandi per mettere più persone a mangiare".
Facile, no? Il ristoratore che ascolti questa frase pronunciata dall'ex ministro PD, ha quindi trovato la soluzione ai suoi problemi: chiudere la sua piccola trattoria da 25/30 posti e fiondarsi subito a comperare un locale da 200/300 posti, che ovviamente dovrà poi ridurre alla metà per poter continuare a servire piatti all'interno del locale. Questa è la gente che lo Stato italiano, e in particolare la Sinistra, porta al Governo del Paese.

martedì 12 maggio 2020

La vignetta di Pubble dedicata ai profeti dell'accoglienza

La vignetta di Pubble sull'argomento Aisha
Un piccolo pensiero notturno finale, al termine di una giornata che l'Italia ha voluto dedicare a Silvia Romano.
Una giornata convulsa dal punto di vista dei social, che ha consentito a una buona fetta d'Italia di continuare a coltivare il proprio senso di superiorità morale e intellettiva, quella parte di italiani 'buoni a prescindere', capaci di coltivare i buoni sentimenti, cresciuti nel rispetto delle idee, basta che siano le proprie e nella ferma consapevolezza che quelle diverse siano soltanto il frutto di una stirpe malata, sangue marcio generato dalle peggiori dissolutezze dell'intelletto.
Come invidio le vostre certezze. Mentre voi siete lì a fare bisboccia per l'arrivo del nuovo emissario di Al Shaabab in Italia, io provo a pormi delle domande sui 'come' e sui 'perché' questo sia potuto accadere.
D'altra parte, si sa, la cultura da cui provenite non ammette la divergenza di opinioni, ed è per questo che la globalizzazione vi sta tanto a cuore. Costruire un 'mondo di eguali', un'orrenda umanità uguale a se stessa, il paradiso dei Morlock, pronti a cannibalizzare gli Eloi.
Per chiudere con un sorriso, ecco la vignetta di Pubble creata per l'occasione.
Le opinioni:
Magdi Cristiano Allam - Gian Micalessin

lunedì 11 maggio 2020

Silvia Romano, la pagliacciata di Ciampino

Silvia Romano scende dall'aereo (Il Giornale)
Forse Giuseppe Conte e Luigi Di Maio pensavano di fare una figura brillante andando a fare passerella in occasione dell'arrivo di Silvia Romano, ora Aisha, cooperante rapita dal gruppo terrorista islamico di Al Shaabab.
Il boomerang che si è invece ritorto loro contro testimonia una volta di più l'ignoranza di un Governo incapace di leggere qualsiasi tipo di situazione, anche la più semplice.
La Romano non era stata rilasciata da poche ore, e quindi c'era tutto il tempo di venire a conoscenza del 'piccolo dettaglio' di come sarebbe comparsa davanti alle telecamere, scendendo dalla famigerata scaletta di Ciampino vestita di un ampio telo verde. Nessuno le ha impedito di indossare quella che qualche telegiornale (tipo quello della superdemocratica La7) ha definito "abito tradizionale somalo".
Aisha ha sceso le scalette ripresa dai telegiornali di tutto il mondo con la veste che rappresenta l'estremismo islamico, con tanto di pettorina con la mezzaluna turca, estremo sberleffo nei confronti dell'intelligence italiana, saltata a piè pari da quella Turchia che dell'Italia non è certamente amica, come ha spiegato bene Gian Micalessin in una intervista televisiva.
Così, mentre i social arabi festeggiavano la conversione della ragazza rapita all'Islam, sulla testa di Conte e Di Maio cominciavano ad aleggiare i quattro milioni versati nelle casse di una fra le più crudeli sette terroristiche del mondo, che presto verranno usati per fare esplodere quei bambini che la giovane Aisha era andata in Africa a salvare. Una setta di cui la Romano, in pratica, è ormai diventata una sorta di emissario, ambasciatrice in Italia, testimone di quanto non sia poi così stato male trascorrere un anno e mezzo nelle mani di Al Shaabab, che sentitamente ringrazia Conte, Di Maio e i loro accoliti.

Parte dell'articolo scritto da Fausto Biloslavo per "Il Giornale" di oggi
L'apertura di oggi de "La Verità"