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domenica 7 novembre 2021

Biden in netto calo, se gli americani votassero oggi vincerebbe Trump

L'articolo della CBS al riguardo
Le ultime elezioni negli Stati Uniti hanno dimostrato quanto sia basso il gradimento degli americani nei confronti del presidente Joe Biden. Tanto che, se 'Sleepy Joe' dovesse oggi affrontare Donald Trump, sarebbe quest'ultimo a vincere la sfida con due punti di margine. Il dato emerge da un sondaggio realizzato a livello nazionale dall'Emerson College di Boston.
Secondo la ricerca, il 50% degli americani boccia Biden, mentre solo il 41% approva il suo operato, ben cinque punti in meno rispetto a settembre. Il calo è, soprattutto, tra gli afroamericani, dove l'indice di approvazione è sceso di 20 punti, dal 72 al 52%. Ma è il confronto con Trump a fornire ai democratici motivi di preoccupazione: l'ex presidente sarebbe avanti di due punti, 45 a 43 per cento, in un ipotetico testa a testa per la Casa Bianca.
Nelle periferie prevale Biden di un punto, in quelle rurali domina Trump addirittura con 32 punti di vantaggio, 62 contro il 30 per cento del democratico, mentre nelle aree urbane è avanti il presidente, 52 a 36.
Alla domanda chi voteresti alle elezioni di 'midterm' del 2022, il 49% ha indicato i conservatori, il 42 i progressisti.
Il 25 gennaio, dopo la prima settimana alla Casa Bianca, Biden era al 55%, dato abbastanza costante, con lievi oscillazioni, fino a giugno, quando è peggiorata la situazione pandemica. Il crollo di popolarità si è registrato nei giorni della ritirata americana da Kabul e dell'attentato all'aeroporto internazionale.
"I consensi sono in costante calo - ha confermato Mark Penn, co-direttore dei sondaggi per conto di Harvard/Caps/Harris - in pratica il presidente è sostenuto solo dalla sua base elettorale. Il declino è stato accelerato dalla percezione dell'incertezza nel gestire i temi economici". Il punto più basso di affidabilita', Biden l'ha registrato sull'Afghanistan: solo il 33% degli americani, secondo il sondaggio di Harvard, ha approvato il suo modo di agire. (fonte: AGI)

venerdì 5 novembre 2021

Kudlow: "Il risveglio dell'America contro la sinistra di Biden"

Larry Kudlow durante il suo commento
Una nuova America
, un nuovo futuro politico. E' il quadro dipinto da Larry Kudlow, giornalista politico conservatore, già 'economic advisor' durante la presidenza di Donald Trump.
Un'immagine rinnovata di contrasto alla presidenza di Joe Biden e il suo chinarsi di fronte alla parte più radicale e sinistra dei suoi sostenitori, emersa dalle recenti elezioni che hanno visto i successi in diverse parti del Paese, come in Virginia e a Minneapolis, ma ottimi risultati anche nelle sconfitte, come in New Jersey. Una risposta da parte dell'elettorato che, dice Kudlow, alla Casa Bianca Biden e i suoi 'compari' continuano a ignorare.
Alla sinistra radicale di Biden ha così risposto, ha aggiunto Kudlow, un'America finalmente risvegliatasi, e che ha visto riuniti "Trumpers, suburbanites, minorities, independents", tutti uniti nella lotta al 'pantano' di Washington.
Questa nuova vecchia America, che è la stessa nazione che ha eletto Trump come propria guida nel 2016, viene definita la nazione di "America first. Jobs and prosperity first. Parents first. Border control first. Energy first. And so forth".

giovedì 7 gennaio 2021

Gli elettori di Trump chiedono solo verità e democrazia

Il 'mare' dei sostenitori di Donald Trump
E' la solita storia. Se a scendere in piazza sono gli 'amichetti della Sinistra' va tutto bene, perfino le violenze dei cosiddetti 'Centri Sociali' passano in cavalleria, e così in campo internazionale, i tumulti che hanno fatto seguito alle marce dei facinorosi sostenitori di Black Lives Matter non sono mai state condannate. Insomma, 'white lives doesn't matter', ma l'importante è crederci, 
E così la voglia di libertà e di democrazia che i sostenitori di Donald Trump hanno espresso con il loro scendere in piazza è stata subito etichettata nei modi più volgari e violenti. Non c'è organo televisivo o 'social' che non li abbia subito etichettati al pari di pericolosi nazisti, i 'post' del presidente sono stati addirittura bloccati nell'ennesimo segno di 'polizia del pensiero' da parte di giganti come Twitter, Google, Facebook, Netflix e compagnia belante.
Viviamo in un mondo sempre più 'orwelliano', e la diffusione del Covid-19 è stata un'ottima scusa per rinchiudere in casa, oltre alle persone, anche il dissenso. Scendere in strada per reclamare il diritto alla trasparenza in quelle che sono state, probabilmente, le elezioni più falsate della storia americana, è stata una grande prova di coraggio da parte di quegli americani che hanno nell'orgoglio e nell'amor di Patria ancora dei valori, troppo pericolosi per essere accettati dal mondo globalizzato di oggi.