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venerdì 1 maggio 2026

In Serie B l'anno prossimo il trionfo dei derby veneti

Il Padova salvatosi in B (foto Padova Calcio - Facebook)
La stagione della Serie B 2026-27 si preannuncia quanto mai affascinante per la Regione Veneto, con tre squadre molto probabilmente al via, divise fra loro da rivalità estreme e che riporteranno in auge derby da troppo tempo dimenticati.
Una contro l'altra si ritroveranno via via il Vicenza, che ha ottenuto una storica e dominante promozione dalla Serie C, il Padova, che proprio questa domenica ha avuto la certezza della permanenza in cadetteria, e quasi certamente il Verona (ci perdoneranno gli scaligeri), la cui retrocessione dalla Serie A non è matematica ma, con quattro giornate ancora da giocare e solo 12 punti a disposizione, staccati di 10 punti dalla salvezza, sembra davvero cosa purtroppo già fatta. Il tutto mentre il Venezia stacca il biglietto per la 'massima serie', in cui, a rappresentare il Triveneto, troverà la sola Udinese, per un'altra sfida forse non sentitissima ma di antica data.
Difficile dire quale sarà la sfida più sentita, probabilmente il derby veneto per eccellenza tra Verona (vincitore di uno Scudetto) e Vicenza (una Coppa Italia in bacheca), ma anche il Padova vorrà dire la sua, sia contro i 'cugini' gialloblù che contro quelli 'biancorossi'.
Siano tutti pronti a segnarsi le date: i derby del Veneto che si giocheranno la prossima stagione saranno tutte sfide da non perdersi.

giovedì 27 gennaio 2022

Derby del Triveneto: tre partite nel weekend, un sito per raccontarle

Il 'logo' del sito "Derby del Triveneto"
Tre derby in una sola giornata, tutti e tre disputatisi di domenica, uno in Serie B, due in Serie C, e tutti e tre con un risultato abbastanza prevedibile.
Uno veneto abbastanza inedito, ma nemmeno troppo, fra Vicenza e Cittadella, in 'cadetteria' terminato con uno scoppiettante 3-3, uno triveneto storico (forse quello più storicamente importante e maggiormente disputato) in Serie C, fra Triestina e Padova, terminato con la vittoria degli ospiti per 2-0, e infine, sempre in C, uno tutto giocato nella provincia di Verona, fra Legnago e Virtus, anche in questo caso chiuso in un pareggio per 1-1.
Del trittico di partite disputate si possono trovare una breve cronaca, i tabellini, le statistiche e le pagine dei quotidiani all'interno del sito Derby del Triveneto, nato dal desiderio di porre l'attenzione su alcune delle sfide più storiche del calcio italiano, giocate in un'area che ha dato molto spesso alla luce giocatori diventati poi importantissimi per il calcio italiano, con protagoniste società espressione di città e genti accomunate dalla stessa lingua veneta ma profondamente diverse e autonome nella propria particolarità.

martedì 26 ottobre 2021

Lago di Garda, sulle sponde venete il turismo supera i numeri del pre-Covid

Un'immagine del Lago di Garda veneto (foto Ufficio Stampa)
Il turismo premia il Lago di Garda, che ha fatto segnare, in questi ultimi mesi, un vero e proprio boom di presenze, con numeri che hanno addirittura superato i livelli pre-pandemia: questo, dati alla mano, quanto indicano le cifre sull’andamento estivo delle presenze sia di italiani che di stranieri sulla sponda veneta del lago più grande d’Italia.
Va detto che, ovviamente, il dato di oltre un milione di presenze in più rispetto al 2020 ha un senso relativo, essendo stato quella la stagione del disastro Covid. Il numero statistico più rilevante assume contorni quasi da record se paragonato ai livelli precedenti lo scoppio ufficiale del Coronavirus.
Ad agosto di quest’anno, sono state oltre tre milioni le persone che hanno scelto il lago di Garda veneto come meta, rispetto ai quasi 2,9 milioni del 2019, con un incremento di circa 132mila presenze. L’aumento di presenze ha riguardato sia gli italiani (+114.052 ad agosto 2021 rispetto allo stesso mese del 2019), che gli stranieri (+17.877 ad agosto di quest’anno rispetto allo stesso mese del 2019).
Il trend positivo delle presenze italiane sulla sponda veneta del lago di Garda quest’anno rispetto al 2019 ha interessato anche i mesi di giugno e luglio, con un picco massimo, nel settimo mese del 2021, di +153.746 presenze rispetto allo stesso periodo di due anni fa.
Del resto l'interesse suscitato dal grande lago lombardo-veneto è dimostrato dall’inserimento della parola composta 'Lago di Garda' ai vertici delle ricerche delle mete turistiche in Italia su Google.
Ovviamente entusiasta delle cifre sulle presenze estive è il presidente della Camera di Commercio di Verona, Giuseppe Riello: "Ristoranti pieni, strade affollate e alberghi con il cartello 'tutto esaurito'. È stato un Ferragosto da ricordare quello che il Lago di Garda ha vissuto quest’anno, tanto che le presenze straniere sulla sponda veronese del Benaco hanno raggiunto e superato il livello pre-Covid del 2019. Quest’anno", sottolinea Riello, che prosegue: "c’è stata molta più fiducia e anche i turisti si sono sentiti più sicuri nel viaggiare oltre i confini nazionali. L’Italia, da questo punto di vista, ha rappresentato un’ottima destinazione: i contagi sono in continua diminuzione, la campagna vaccinale sta proseguendo – pur tra alti e bassi. Inoltre, il 1° luglio è entrato in vigore il Green Pass europeo, che permette di spostarsi con maggiore libertà tra i Paesi dell’UE (e alcuni stati extra UE) senza doversi sottoporre a tamponi e a quarantena".

giovedì 25 marzo 2021

Marta, il tentato omicidio e le curiose omissioni dei giornali

Marta Novello, il titolo del "Corriere del Veneto"
Come ti giro una notizia, omettendo quello che può essere irritante ai fini di una narrazione 'mainstream' che piaccia all'italiano multiculturale del giorno d'oggi.
Il tentato omicidio di Marta Novello, giovane di Mogliano Veneto, avvenuto nei giorni scorsi, secondo la prima 'uscita' sui telegiornali, era avvenuto per mano di un minorenne italiano. Nulla di che, si sarà pensato. Così almeno i leghisti la pianteranno di dire che sono gli stranieri a delinquere. In particolare in quella campagna veneta, così lavoratrice, onesta e vittima di aggressioni oltre misura da parte di zingari e stranieri di varia provenienza.
Invece non pare sia proprio così. L'aggressore di Marta, un 16enne residente in Veneto, è in effetti di cittadinanza italiana. Le sue origini però, sono tutt'altro che italiane, e si rifanno, guarda caso, a quell'Africa che nel nostro Paese sta scaricando tonnellate di merce umana cui partiti a caccia di voti come il PD vogliono dare 'dignità di cittadinanza' per il solo fatto che mettano piede su suolo italico.
Resta un fatto che, figli di prima e seconda generazione di queste etnie, che faticano a integrarsi con i luoghi, le persone e la società circostante, rappresentano il bubbone cancerogeno della nostra società occidentale. Nessuno però ha il coraggio di dirlo. "Il Gazzettino", giornale monopolista dell'informazione locale, dopo tre giorni dal fatto criminoso, non ha ancora avuto la voglia e l'onestà intellettuale di svelare l'identità etnica dell'omicida 'in pectore'.
Il fatto che il giovane che ha colpito Marta con circa 20 coltellate, non proprio un caso, uno scatto d'ira o la risposta a una provocazione, sia di madre italiana e di padre di origini africane, è apparso su "Il Corriere del Veneto", notizia poi ripresa da "La Verità". "Il Messaggero" ha accuratamente occultato la notizia, forse temendo che il fatto, peraltro in maniera corretta, potesse venire inquadrato in un contesto di 'disagio sociale'. E non è un caso se sarebbero stati gli stessi inquirenti a valutare come plausibile una possibile conoscenza tra vittima e aggressore risalendo al lavoro svolto da Marta, ovvero quello di 'mediatrice culturale'.
Un bullo, viene dipinto questo italoafricano, un violento, sebbene poi, nelle parole degli amici più stretti (forse con i medesimi 'geni' etnici) e della madre si trasformi nel classico 'angioletto'.
Ovviamente sono già arrivati i primi segni di comodo pentimento. Vorrei vedere gli stessi segni di pentimento anche nei giornalisti di quel 'foglio' che, finora, hanno seguito l'evento, raccontando una verità di comodo in salsa 'buonista' che tace l'amara realtà di una provincia veneta stravolta da un'invasione etnica senza controllo e incapace di seguire le regole del vivere civile, come da secoli e millenni hanno saputo fare le genti venete che abitano quelle terre.

L'articolo pubblicato da "La Verità"

mercoledì 3 giugno 2020

Zaia: "Scatta la fase della convivenza con il virus"

Luca Zaia durante la trasmissione "Fuori dal Coro"
Luca Zaia, governatore del Veneto, ha parlato a 360 gradi, ospite del programma di Rete 4 "Fuori dal Coro". Tanti i tempi trattati, a cominciare dalla Festa della Repubblica e dalla discesa in piazza del CentroDestra. "Non sono andato in piazza - dice Zaia - perché avevo altri impegni, e poi volevo evitare che la manifestazione venisse strumentalizzata. Noi governatori siamo poi quelli che hanno fatto decine di ordinanze sugli assembramenti, e quindi trovarcisi in mezzo avrebbe dato adito a polemiche. Comunque in un paese civile e democratico la libertà di pensiero deve essere concessa a tutti".
E ancora: "Negare la piazza? Non mi riferivo ai gilet arancioni, mi riferivo ai complottisti che, davanti a tutti questi morti, qualche pensiero dovrebbero farlo. La verità è che il virus c'è, e vorrei sottoscrivere tutto quello che dice il professor Galli, che avrei voluto nella mia squadra. Io penso che quando le manifestazioni sono civili e sono nell'alveo del rispetto della libertà altrui debbano tutte avere spazio, dopo di che, se diventano violente o irrispettose, se si sputa ai poliziotti, si ribaltano cassonetti e si tirano sampietrini, quelle vanno vietate".
Quindi sulla riapertura: "Stiamo vivendo una guerra non convenzionale, senza truppe a terra, ma con un nemico invisibile, che non ha un mitragliatore ma è un ottimo cecchino. Noi oggi abbiamo il dato importante che ci dice che il contagio in Veneto vale lo 0,6 per mille. Il contagio è sceso moltissimo e i dati in Veneto calano dal 10 aprile. Dobbiamo essere responsabili, non ci siamo bevuti il cervello. Dobbiamo iniziare la fase della convivenza con il virus. Convivenza e regole".
Infine, dopo l'invito a venire in Veneto, una considerazione, una premessa e uno slogan. "Non possiamo accettare che non sia ancora stato organizzato uno Schengen europeo in chiave sanitaria. La premessa è che la prima cura contro il coronavirus siamo noi, e lo slogan è che solo i pessimisti non fanno fortuna".