martedì 2 giugno 2020

Prof. Galli: "Il virus non è sparito, sono cambiati i malati"

Il prof. Massimo Galli a "Fuori dal Coro"
Il professor Massimo Galli, infettivologo e direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite della trasmissione "Fuori dal Coro" di Rete 4, dissente dall'eccessivo ottimismo di queste ultime ore sulla diffusione del Coronavirus. "Il virus non è sparito - dice Galli - e, per quanto ne sappiamo, non è diventato nemmeno particolarmente buono. E' cambiato il tipo di malati che ricoveriamo, che stanno molto meglio rispetto a uno o due mesi fa. Abbiamo anche imparato a curarli meglio e quindi evolvono meno peggio. Vale però il discorso che la prima grande ondata dell'epidemia è stata arrestata dall'isolamento sociale e dal decreto che ci ha lasciati a casa, ci è costato lacrime e sangue ma che ha fatto un buon lavoro. I nuovi casi che si registrano ora, sono in realtà casi vecchi, persone che hanno ottenuto il Santo Graal di poter fare un tampone, che in questo Paese pare una cosa impossibile".
Sulle dichiarazioni del professor Alberto Zangrillo, che ha recentemente affermato come il virus sia più presente, Galli replica: "Stimo Zangrillo, ma credo di dissentire sul fatto che il virus si sia rabbonito, e che i malati che vediamo siano il risultato di un virus rabbonito".
Ma allora, perché dare il 'placet' alla riapertura? "Io e tutti quelli che fanno il mio mestiere ci siamo resi conto che la chiusura totale era incompatibile alla sopportazione degli italiani e alla sopravvivenza materiale di questo Paese. E, purtroppo, per molti è già stato così. Quindi l'indicazione necessariamente condivisa anche dai tecnici, è stata di trovare la via per la coesistenza con questo virus, attraverso una serie di cautele razionali. Il distanziamento sociale ha bloccato la prima grande epidemia. Poi, comunque, incrocio le dita".
Infine un pensiero sul futuro ritorno invernale del virus: "Ritengo che sia teoricamente possibile, ma sappiamo talmente poco di questo virus, che non siamo in condizione di dire nulla con certezza. Stare attenti sarà assolutamente indispensabile".