sabato 10 settembre 2022

Polistil, una storia italiana in mostra a Chiari

Alcune delle teche esposte a Chiari (foto Bordignon)
Si chiama "Una storia clarense, una storia italiana... Polistil", ed è la mostra inaugurata il 3 settembre a Chiari, in provincia di Brescia e che potrà essere visitata fino al 25 settembre.
Si tratta della prima edizione di un evento che potrebbe avere anche un seguito editoriale, e che è stato bagnato da un grande successo di pubblico nel giorno della sua inaugurazione, con vari ospiti di riguardo, fra cui Bruno Giacomelli, ex pilota di Formula Uno, vincitore del campionato europeo di Formula 2 nel 1978 e alla guida, nella formula 'regina' di scuderie come McLaren, Alfa Romeo e Toleman.
La mostra di Chiari, ricca di pezzi unici e quasi introvabili, provenienti da diverse collezioni ma, anche, dalle cantine di tanti 'ex bambini' diventati grandi giocando con le automobiline della Polistil, è il frutto combinato della fatica e dell'idea di Mario Casali, collezionista milanese e fondatore del gruppo "Quelli della Polistil", e del desiderio di alcuni soci del Circolo Collezionisti Città di Chiari, che volevano ricordare l'azienda che proprio a Chiari ha sviluppato e creato la propria storia, dando lustro e lavoro a tante famiglie clarensi.
La Polistil comincia infatti con 12 dipendenti, ma arriva ad assumerne oltre 500, soprattutto donne, cambiando radicalmente il tessuto della Chiari della metà del secolo scorso,con famiglie che arrivano a disporre di stipendi importanti, che immediatamente riversano nelle attività commerciali del luogo, che a loro volta traggono vantaggio e sviluppo dall'industrializzazione cittadina. E la mostra è stata anche l'occasione per ritrovarsi per tanti dei dirigenti e dei lavoratori protagonisti di quel grande 'boom' industriale.
Proprio Casali esprime al meglio il pensiero che sta alla base di questa mostra unica e imperdibile: "L'idea è quella di creare un'esperienza che, nel corso del tempo, possa essere trasmessa a generazioni che non abbiano avuto la nostra fortuna di bambini degli anni '70, vivere un momento d'oro nell'ambito delle automobiline e dei giocattoli. Magari riportando, anche nel piccolo, la voglia di fare le cose nel nostro Paese. Abbiamo bisogno di aziende che abbiano avuto nel modellismo ma anche in altri settori, questo tipo di caratteristica e capacità. Oggi abbiamo bisogno di questo".
IL VIDEO DELLA MANIFESTAZIONE CON LE INTERVISTE  
Dove: Museo della Città di Chiari (BS) - Piazza Zanardelli, 1.
Quando: fino al 25 settembre.
INGRESSO GRATUITO.

Le immagini dell'inaugurazione (foto Bordignon)























domenica 4 settembre 2022

Milan-Inter 3-2: Curva Sud spettacolare, campioni contro piangina

La coreografia della Curva Sud prima del derby
Tradizione meneghina, io campione, tu piangina
. Eccolo il doppio striscione esposto dalla Curva Sud del Milan in occasione del derby vinto per 3-2 sull'Inter, corroborato dal solito splendido disegno a pastello grande da ricoprire tutta la curva milanista.
Una coreografia che riprende e conferma la grande qualità dei 'grafici' del tifo rossonero, dal sempre rimpianto Pedro a Pacio. Ed è proprio Marco 'Pacio' Pacini, sul proprio profilo Instagram, a raccontare qualche numero della 'coreo' di questo derby: "Il calendario è stato bastardo e ci ha regalato il derby in casa alla 5ª di campionato, una trentina di 'pazzi' si è messa al lavoro fin da subito, mentre la gente era al mare, tutti i weekend compreso Ferragosto, sotto un sole devastante a temperature improponibili. 5.500mt di stoffa pitturata, 2.300 bombolette, 7.000mt di scotch, 15.000 fogli di plastica colorati, questi sono solo alcuni dei numeri del lavoro mastodontico che abbiamo realizzato per questo derby".
Se lo striscione preparato da tempo ha colto nel segno di una reale tradizione del tifo milanese, con i milanisti storicamente più dediti all'attaccamento alla squadra e gli interisti spesso a caccia di scusanti in occasione delle sconfitte, splendido è stato l''instant' striscione esposto dalla Sud in cui campeggiava un esilarante "Pippo Inzaghi figlio unico", con un evidente riferimento a Simone Inzaghi, allenatore dell'Inter e fratello dello storico attaccante (e poi tecnico) milanista.
Di fronte a una 'coreo' nerazzurra non esaltante ("Io che amo solo te") ancora una volta il Milan ha vinto il derby, prima che sul campo, sugli spalti.

Lo striscione dedicato ai fratelli Inzaghi durante la partita

Milan-Inter 3-2: Maignan l'eroe, Leao una sentenza

La festa del Milan a fine partita (foto sito AC Milan)
Il Derby della Madonnina numero 233 premia il Milan, che vince con merito per 3-2, s'impone su un'Inter che, per dieci minuti nel secondo tempo, sembra poter recuperare lo svantaggio. Ora i rossoneri si collocano temporaneamente in testa alla classifica, assieme al Napoli, in attesa del completamento della giornata.
La squadra rossonera ha vinto la stracittadina in maniera più che meritata, rifilando ai 'cugini' la seconda sconfitta in cinque gare di campionato.
San Siro trasformato in una autentica bolgia e l'Inter che, dopo avere cominciato la gara sotto tono e avere consegnato gioco e campo al Milan, passa per prima al 21' con una fuga centrale di Brozovic, che taglia come il burro la difesa milanista, servito da Correa e scatenato da Martinez.
Poteva essere un colpo da ko, invece il Milan resta in piedi e fa come se nulla fosse, continuando a caricare il 'biscione' e arrivando al pareggio al 28', con Tonali che sfrutta poco oltre la metà campo un banale errore di Çalhanoğlu (al solito principale bersaglio dei fischi e dei cori dei tifosi rossoneri), lancia uno scatenato Leao sulla fascia sinistra, che a sua volta scarica subito un diagonale che piena le dita di Handanovic. Rete, pareggio, San Siro nuovamente scatenato e Milan che ci crede, tanto che raccoglie in pochi minuti altre tre occasioni da gol, con Tonali, Hernandez e Leao.
La ripresa si apre in equilibrio, ma l'occasione buona capita dopo pochi minuti a Çalhanoğlu, che però spreca malamente un calcio di punizione da ottima posizione. Esce allora il Milan, condotto dalla premiata ditta Leao-Giroud, che in campo si trova come la coppia Fracci-Nureyev alla Scala. Al 54' è il portoghese a servire il francese che, ancora una volta, si gira sporcando il pallone quanto basta per superare per la terza volta nella storia Handanovic; al 60' Giroud ricambia il favore a Leao, che si inventa un gol che rimarrà nella storia dei derby, zigzagando sul lato sinistro dell'area, portandosi in solitaria davanti ad Handanovic per superarlo di giustezza.
Inzaghi in panchina si sveglia dal torpore, comprende che Correa non è uomo per le grandi occasioni e lo cambia per Dzeko, mentre Pioli a sua volta toglie De Ketelaere per fare posto a Diaz. I cambi stavolta premiano l'Inter, che trova subito il gol con Dzeko e, nel giro di dieci minuti, inanella una serie incredibile di occasioni, ed è allora Maignan a salire in cattedra compiendo almeno tre interventi decisivi.
La furia nerazzurra si spegne poco prima dell'80', ma c'è spazio ancora per ulteriori occasioni da entrambe le parti, grazie anche agli ulteriori ingressi di Origi e Mkhitaryan, entrambi bravi a creare gioco e palle-gol.
La squadra di Inzaghi ci prova sino alla fine, quando il triplice fischio di Chiffi (buona la sua conduzione arbitrale) sancisce una vittoria rossonera tutto sommato meritata di fronte a un'Inter troppo distratta.

Il tabellino di Milan-Inter dal sito di Livescore

giovedì 1 settembre 2022

Charlbi Dean, si spegne per sempre la luce di una giovane stella

Charlbi Dean (foto tratta dal web)
Bella e sbarazzina, si è spenta alla giovane età di 32 anni Charlbi Dean, attrice e modella sudafricana, reduce dall'interpretazione nel film Palma d'Oro a Cannes 2022 "Triangle of Sadness".
L'attrice di Città del Capo è morta in un ospedale di New York "per una improvvisa malattia".
Prima di aver recitato con Harris Dickinson e Woody Harrelson nella feroce satira del capitalismo firmata da Ruben Östlund, che dovrebbe uscire nelle sale americane il 7 ottobre, la Dean si era fatta notare per la parte di Syonide, un personaggio ricorrente nella serie basata sui fumetti DC Comics "Black Lightning" su The CW Network.
In "Triangle of Sadness" la giovane attrice aveva avuto la parte della modella Yaya, una degli invitati per una crociera a bordo di un superyacht al cui comando c'era un marxista irriducibile e che finisce catastroficamente con i sopravvissuti abbandonati su un'isola deserta.
La Dean aveva debuttato come baby-modella a sei anni e al cinema a 10 nella commedia "Spud" con John Cleese e Troye Sivan. Era apparsa poi nei film "Death Race 3: Inferno" (2013), "Blood in the Water" (2016), "Don't Sleep" (2017) e "Porthole" (2018).
Da modella aveva lavorato per campagne di Guess, Benetton e Ralph Lauren.
Nel 2008 era sopravvissuta a un grave incidente stradale che l'aveva lasciata con le ossa rotte e un pneumotorace. (fonte: ANSA)

Giovani 'risorse' scatenate, Modena in balia degli stranieri

La prima pagina de "La Gazzetta di Modena" del 31 agosto
Sono per la maggior parte stranieri, o figli di stranieri, i protagonisti delle cosiddette 'baby-gang'
, in realtà veri e propri delinquenti seriali, che hanno preso di mira Modena, splendida città della tradizione provinciale italiana, quella nella quale ti immagini che il principale problema sia come far coesistere tortellini, ragù e il parmigiano reggiano mal digerito nel nome di due eterne rivali provinciali.
Invece perdura e aumenta la violenza, come al solito per mano delle tanto amate 'risorse' cui le nostre coste continuano a spalancare le cosce italiche senza colpo ferire, accogliendo accoglienti, senza porre rimedio drastico alcuno che, parliamoci chiaro, potrebbe solo passare o dal respingimento 'in toto' degli stranieri che cerchino di arrivare sulla nostra terra, su un attento filtraggio degli stessi (via chi non si presenti con fedine penali immacolate, indipendentemente che possa dimostrare il ruolo d'origine, pena la permanenza eterna su un gommone in alto mare), fino alla prevenzione futura, possibile solo con una eventuale castrazione chimica degli stranieri, in modo da impedire una loro proliferazione smodata, la distruzione del tessuto etnico italico, e il crearsi di quella delinquenza ineluttabilmente legata alla presenza di questi personaggi che, indirettamente, infettano anche la buona creanza dei giovani italiani.
Delle 21 persone al centro dell'inchiesta (che poi cosa significa? Cosa riserverà lo Stato a questa feccia? Immaginiamo il nulla più totale) 14 sono straniere e sette italiane (che poi sarebbe da vedere nome, cognome e origine), tutti fra i 14 e 17 anni (e quindi praticamente impunibili), 34 le denunce.
Due le cosiddette bande coinvolte, dai nomi che nulla sanno di italiano: "Daisan 216" e "Sooz", con quest'ultima che tanto vorrei fosse un derivato di "Socc'mel", tipica espressione emiliana, ma della quale dubito l'apparentamento semantico.
La storia di Modena è la storia della maggioranza delle città italiane. Ormai non è più necessario guardare ai ghetti creatisi nelle metropoli, ovviamente abitati dalle 'risorse', è sufficiente andare nelle ridenti campagne del Belpaese, da Merano in giù, senza tema di smentita.
Servono provvedimenti drastici? Certamente. Quelli proposti in questo post lo sono troppo? Forse. Ma non siamo noi a doverci scusare di un presunto razzismo, sono loro che devono imparare a vivere in una nazione civile.
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