venerdì 22 maggio 2020

San Siro, Commissione scandalo concede l'abbattimento: "Non ha interesse culturale"

San Siro oggi, sotto nelle versioni 'antiche'
Fulminea e immediata come tutte come quelle cose che in Italia non riguardano l'interesse pubblico ma gli affari di alcuni singoli, importanti, privati. Ecco che, con un repentino colpo di mano, la diatriba legata alla possibilità di abbattere lo stadio di San Siro è stata saltata a piè pari da un gruppo di oscuri burocrati governativi, l'ennesima 'task force' di questo periodo maledetto.
La Commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia, cui il sindaco Beppe Sala aveva posto richiesta in tal senso, evidentemente alla ricerca di qualcuno su cui scaricare una decisione che, fin dal suo inizio, è parsa ineluttabile a causa dell'intenso profumo di soldi che la demolizione di San Siro recava con sé, ha definito lo stadio 'privo di interesse culturale'.
Secondo la commissione, l'ok alla distruzione della Scala del Calcio era più che condivisibile in quanto "trattasi, allo stato attuale, di un manufatto architettonico in cui le persistenze dello stadio originario del 1925-26 e dell'ampliamento del 1937-39 risultano del tutto residuali rispetto ai successivi interventi di adeguamento e ampliamento, realizzati nella seconda metà del Novecento e pertanto non sottoposti alle disposizioni, perché non risalenti ad oltre settanta anni". Inoltre, si legge ancora nel documento, "le stratificazioni, gli adeguamenti e ampliamenti fanno dello stadio un'opera connotata dagli interventi del 1953-55, oltre a quelli del 1989-90, nonché dalle opere successive al Duemila, ovvero un'architettura soggetta a una continua trasformazione in base alle esigenze legate alla pubblica fruizione e sicurezza e ai diversi adeguamenti normativi propri della destinazione ad arena calcistica e di pubblico spettacolo".
Rimane l'amarezza e l'offesa perpetrata attraverso queste righe fredde, prive di quella passione che milioni di tifosi hanno riversato in quello che è uno degli stadi più gloriosi d'Italia e del mondo, in cui Milan e Inter sono arrivate a dominare il mondo.
Non è un caso che, la tremenda decisione di abbattere San Siro, senza peraltro consultare quelli che dovrebbero esserne i principali 'clienti', ovvero i tifosi, avvenga quando le proprietà delle due squadre milanesi siano in mano a capitale straniero. Cinesi e americani poco sanno della storia di Milano, tanto meno delle sue squadre di calcio.
I velleitari progetti di ricostruzione presentati, arrivano peraltro in un momento in cui sia l'Inter, ma soprattutto il Milan, giocano un ruolo residuale nel panorama del calcio nazionale, pur avendo sperperato centinaia e centinaia di milioni per mercati fallimentari, risparmiando i quali avrebbero potuto fare uno stadio migliore e più bello, senza bisogno di distruggere uno dei cuori pulsanti dello sport e della cultura italiana, opera dell'ingegnere Alberto Cugini e dell'architetto Ulisse Stacchini, lo stesso autore della Stazione Centrale di Milano, celebrata come monumento riconosciuto in tutto il mondo.
L'articolo pubblicato da MilanoReporter #SanSirononsitocca



martedì 19 maggio 2020

Scandalo fra le cheerleader americane, licenziati allenatori e capitana

Le cheerleader della Kentucky University
E' scandalo nella puritana America per quanto successo all'Università di Kentucky, nella quale i coach e gli assistenti della squadra delle cheerleader dei Kentucky Wildcats sono stati licenziati in tronco, per mancanza di controllo e comportamento inappropriato delle proprie atlete, fra cui spiccano un consumo smodato di alcol e atteggiamenti volgari di nudo (nella versione inglese "hazing, alcohol use and public nudity").
A essere messi alla porta sono stati così l'allenatore Jomo Thompson e gli assistenti Ben Head, Spencer Clan e Kelsey LaCroix.
La vicenda ha assunto toni pruriginosi dopo l'indagine effettuata dall'università al suo interno, grazie agli interrogatori effettuati alle ragazze facenti parte della squadra, forse la più famosa nel mondo delle cheerleader d'oltreoceano, avendo vinto 24 titoli di 'settore' negli ultimi 35 anni: agli allenatori e ai loro vice viene imputata soprattutto la mancanza di controllo sopra quanto succedeva nel campus e, in certi casi, addirittura la connivenza con situazioni poco chiare, sebbene non siano emersi elementi di carattere esplicitamente sessuale.
Durante i camp di allenamento andati in scena nell'estate del 2019, alcune ragazze hanno testimoniato di avere visto compagne buttate nel lago, in alcuni casi nude, talvolta senza reggiseno, talvolta senza mutandine; in altri casi le ragazze vestivano le proprie divise senza indossare indumenti intimi, mentre ancora in altre situazioni hanno intonato canti e cori lascivi e volgari, oltre a trovarsi in più di un'occasione in evidente stato di ubriachezza, tanto da necessitare, in alcuni casi, di intervento medico.
In particolare desta scalpore l'allontanamento della LaCroix, fino a poco tempo fa parte integrante del gruppo, e figura di spicco nel mondo delle cheerleader, tanto da essere scelta per partecipare, nel proprio ruolo, alle Olimpiadi invernale svoltesi nel 2018 in Corea del Sud.

Kelsey LaCroix





Celtic campione di Scozia, e sono 9!

La pagina della BBC dedicata al calcio scozzese
Il Celtic è stato dichiarato Campione di Scozia d'ufficio, titolo che vince per la 51.a volta e per la 9.a volta consecutiva, impresa che, ai 'cattolici' di Glasgow, era già riuscita a cavallo degli anni '70, mentre i rivali dei Rangers avevano eguagliato la medesima 'striscia' a cavallo degli anni '90.
Una scelta, quella di assegnare la vittoria al Celtic, che ha sollevato poche perplessità anche fra gli avversari, visto che i biancoverdi vantavano 13 punti di vantaggio sui secondi in classifica, i Rangers, con otto partite ancora da disputare (e una gara da recuperare per i 'protestanti').
Resta da capire, ora, se verranno disputate semifinali e finale della Coppa di Scozia, su cui ancora la Football Association non si è espressa, ma che potrebbe costituire un succoso antipasto alla ripresa, con due partite di livello previste come semifinali, Celtic-Aberdeen e il derby di Edimburgo fra Hibernian e Heart of Midlothian, quest'ultimo club relegato d'ufficio, in quanto ultimo in classifica al momento dello stop.
Interessante notare come, per evitare qualsiasi contestazione, per definire la classifica finale, sia stato utilizzato il sistema della media punti per partita.
Anche il primo titolo della stagione, la Coppa di Lega, era stata vinta dal Celtic, che ormai non fallisce un trionfo dalla stagione 2015-16. Da allora, la squadra di Glasgow ha vinto tutti gli 11 titoli a disposizione.

La classifica finale della Scottish Premier League

lunedì 18 maggio 2020

Astrid Kirchherr, addio alla 'musa' dei Beatles

Astrid Kirchherr
Bella di quella bellezza androgina che solo una figura nordica poteva concedere, si è spenta a 81 anni Astrid Kirchherr, 'la fotografa che inventò i Beatles', così viene ricordata.
Fu lei la prima ad accoglierli ad Amburgo, sua città natale (e dove si è spenta) nel loro primo momento creativo, all'inizio degli anni '60, ma soprattutto fu lei, abilissima e talentuosa fotografa, a inventarne lo stile, dai primi abiti neri che così bene si adattavano al nomignolo storpiato degli 'scarafaggi', fino ai ciuffi e ai caschetti sbarazzini in uno stile 'dark' quasi anticipatore di quelli che, vent'anni dopo, sarebbero i segni identificatori della new-wave.
Le foto scattate allora da Astrid, che si era nel frattempo legata sentimentalmente a Stuart Sutcliffe, il 'quinto Beatle' morto prematuramente nel 1962 a causa di un aneurisma cerebrale, sono ancora il marchio portante del leggendario gruppo di Liverpool.
Nel racconto che ne fa l'agenzia AGI, 'in un certo senso tutti amavano Astrid: misteriosa e affascinante, bionda con i capelli corti, praticamente identica a Jean Seberg di "Fino all'ultimo respiro", il primo capolavoro di Godard'.
Giovane bohemienne dedita all'esistenzialismo, nella sua biografia online di Wikipedia viene citata questa sua frase: "La nostra filosofia, dato che siamo stati solo degli adolescenti, fu di vestirci di nero e incamminarci osservando il mondo attorno con malumore e malinconia. Naturalmente avemmo un riferimento ben preciso, che fu Sartre. Ci ispirammo agli artisti e agli scrittori francesi, perché erano vicini a noi occidentali, mentre l'Inghilterra era talmente lontana e gli Stati Uniti erano fuori dalla questione. Così provammo a pensare e a vivere come gli esistenzialisti francesi. Noi perseguivamo la libertà, volevamo essere diversi e provammo a essere distaccati, scettici".

Astrid con Sutcliffe, sotto con Sutcliffe e l'ex Voormann, e alcune sue foto dei primi Beatles







domenica 17 maggio 2020

Salvini: "La Serie A che non riparte è un disastro per lo sport italiano"

Matteo Salvini (foto profilo Facebook)
Matteo Salvini, leader della Lega, ha parlato di sport, ospite al telefono della trasmissione "Qui Studio a Voi Stadio" di Telelombardia. In particolare, sollecitato dalle domande dei conduttori, dalla possibile ripartenza della Serie A di calcio. "Voi l'avete capito? Ho sentito anche stasera il presidente del consiglio, ma alcune cose non le ho capite. Ci sono 400 consulenti, ma le mascherine ancora non ci sono, alcuni negozi non si sa se possano riaprire, per quanto riguarda lo sport, oggi ho visto un pezzo di Bundesliga con mio figlio. Per quanto riguarda l'Italia, a cominciare dalla scuola, siamo l'unico Paese che, fino a settembre non riapre nulla, e quindi, o sono matti tutti gli altri... per quanto riguarda lo sport, se non riparte il campionato non è un disastro per Ronaldo o Ibrahimovic, ma per tutto il resto dello sport italiano. Io spero che si riparta quanto prima e in sicurezza".
Salvini prosegue, tema la Serie A e un confronto con la scuola: "Il problema non sono i 200 milioni di euro legati ai contratti con Sky e DAZN, ma le decine di migliaia di posti di lavoro che rischiano di saltare. Temo che uno stop prolungato porti alla chiusura della metà delle società professionistiche e al dramma per le piccole società dilettantistiche. La domanda che mi faccio da italiano è come mai altrove hanno già trovato il modo, certo non basato sull'improvvisazione, e oggi riparte la Bundesliga e perché in italia no. Ma tornando alla scuola, in tutti i Paesi europei, le scuole dalle elementari ai licei o sono già riaperte da aprile o apriranno entro maggio. Da noi, fino a settembre, non si sa nulla o non se ne parla neanche".
Infine un argomento a lui caro, il Milan: "Poi io da milanista non ho la smania di ripartire, visti i risultati di questi anni. Ormai non so più se siano più i consulenti del Governo o gli allenatori cambiati dal Milan, il problema credo che stia in cima, non è possibile che tutti i giocatori si imbrocchiscano quando arrivano al Milan. A me piace una società con un nome e un cognome, e non un'azienda che sia un ramo azionario".
Infine un commento su Zlatan Ibrahimovic e la sua possibile partenza dal Milan: "Ibrahimovic è stato uno dei pochi sprazzi di luce degli ultimi anni. Ho cominciato a seguire il Milan in Serie B, e con Vinicio Verza che pareggiava il derby quasi a tempo scaduto, ma degli ultimi anni mi porto via Ibra, il primo tempo del derby di quest'anno e poco altro. Ma verranno tempi migliori, per il Milan ma soprattutto per l'Italia".