Fetty Wap, noto rapper americano, si
è dichiarato colpevole davanti alla corte federale degli Stati Uniti di
favoreggiamento di traffico di droga e rimane così in custodia in
attesa della sua condanna al carcere.
L'artista 31 enne, il cui vero nome è William Junior Maxwell
II, conosciuto in tutto il mondo dopo suo successo del 2015
"Trap Queen", era stato citato in giudizio vicino a New York alla
fine di ottobre per la sua presunta partecipazione a un vasto
traffico di droga a Long Island.
Il rapper si è dichiarato
colpevole di favoreggiamento nella distribuzione e possesso di
cocaina presso il tribunale federale di Central Islip, nel
centro dell'isola di Long Island, a est di New York City.
Secondo la procedura penale americana, il 30enne è stato
incriminato da un gran giurì (che partecipa alle indagini e
all'atto d'accusa) e poi dichiarato colpevole per evitare un
processo. (fonte: AGI/AFP)
martedì 23 agosto 2022
Fetty Wap si dichiara colpevole per traffico di droga
Labels:
Central Islip,
cronaca nera,
droga,
favoreggiamento,
Fetty Wap,
spaccio
Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
