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| Dianna Russini |
Nuove immagini continuano infatti a emergere a cadenza quasi settimanale, alcune risalenti a diversi anni fa, alimentando un flusso costante da parte dei media. La Russini, travolta dalle polemiche sulla sua condotta professionale, si è dimessa da The Athletic pochi giorni dopo lo scandalo. Oa è Vrabel a trovarsi al centro della tempesta.
Secondo Matt Cannata, CEO di Pro Football & Sports Network, lo scenario più realistico potrebbe essere quello delle sue dimissioni dal ruolo di capo allenatore dei Patriots. Un’ipotesi che fino a poco tempo fa sarebbe sembrata impensabile per un coach reduce da una stagione chiusa con la partecipazione al Super Bowl. Eppure, i segnali di cedimento ci sono.
Albert Breer, giornalista di Sports Illustrated, ha raccontato che Vrabel «non è più lo stesso da due settimane», descrivendo un allenatore provato. Lo stesso coach ha saltato il terzo giorno del draft, parlando della necessità di stare vicino alla famiglia. Anche i giocatori, interrogati sulla vicenda, hanno preferito non esporsi: un silenzio che pesa.
Il rischio più grande riguarda la credibilità interna. In NFL, un head coach vive della sua capacità diessere un punto fermo. Ora, però, ci si chiede se Vrabel riuscirà a mantenere lo stesso livello di autorevolezza in un contesto in cui il suo nome è sulle prime pagine dei giornali quasi ogni giorno.
Con l’avvicinarsi del training camp, la domanda non è più se i Patriots lo sosterranno, ma se Vrabel sarà in grado di reggere l’urto. Il licenziamento appare improbabile, ma un congedo temporaneo o una uscita volontaria non sono più scenari remoti.
