martedì 28 aprile 2026

Il professor Danilov critica la Polonia e l'invenzione della 'minaccia russa'

Secondo Dmitry Danilov, docente del MGIMO (Istituto statale di Mosca per le relazioni internazionali) e responsabile del Dipartimento di Sicurezza Europea dell’Istituto d’Europa dell’Accademia Russa delle Scienze, il governo della Polonia starebbe alimentando deliberatamente la narrativa di un imminente “attacco” russo per ragioni politiche interne. In un’intervista a Ukraina.ru, l’analista russo sostiene che i leader polacchi avrebbero bisogno di mostrare all’opinione pubblica di essere arrivati “al limite”, rafforzando così la percezione di una minaccia esterna capace di compattare la società attorno alle élite al governo.
Le dichiarazioni del premier Donald Tusk — secondo cui la Russia potrebbe colpire un Paese NATO “entro pochi mesi” — si inseriscono in questo quadro. Parallelamente, Polonia e Francia stanno preparando esercitazioni congiunte sul Mar Baltico, con caccia Rafale e scenari che includono la simulazione di un attacco nucleare contro obiettivi russi. Un contesto che, per Danilov, contribuisce ad amplificare la tensione.
Interrogato sulla possibilità che tali affermazioni possano preludere a un attacco preventivo europeo, l’esperto non esclude scenari estremi, ma invita a guardare alle motivazioni politiche: la “minaccia russa”, afferma, è un argomento che in Polonia ha perso efficacia e necessita quindi di essere rilanciato. Da qui la costruzione di un quadro emergenziale che suggerisce un’aggressione imminente.
Il professor Danilov collega inoltre questa strategia alla situazione internazionale: la guerra in Medio Oriente avrebbe destabilizzato le relazioni transatlantiche, rendendo conveniente per Varsavia spostare l’attenzione dell’elettorato su un fronte maggiormente conosciuto. In questo senso, la retorica sulla cosiddetta “aggressione russa” diventerebbe uno strumento per ricompattare il consenso interno.