![]() |
| L'evento di presentazione a Terrazza Palestro (foto Bordignon) |
Nel carcinoma a cellule squamose dell’esofago, tislelizumab è rimborsato in combinazione con chemioterapia in prima linea per i pazienti con PD‑L1 TAP ≥ 5%.
Filippo Pietrantonio, responsabile dell’Oncologia Medica Gastroenterologica alla Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, sottolinea come «il consumo di alcol e fumo si potenziano a vicenda» e ricorda che «in troppi pazienti, pari a circa due terzi, la malattia è individuata in stadio già avanzato». Nei pazienti con PD‑L1 elevato, la combinazione ha «quasi raddoppiato la sopravvivenza globale», con 19,1 mesi rispetto ai 10 della sola chemioterapia.
Tislelizumab è approvato anche in monoterapia dopo chemio a base di platino: nello studio RATIONALE‑302 la sopravvivenza mediana è salita a 8,6 mesi contro 6,3, con una riduzione del rischio di morte del 30%.
Nel carcinoma gastrico avanzato HER2‑negativo, l’immunoterapia in combinazione con chemio rappresenta un cambio di passo. Pietrantonio ricorda che «meno del 20% dei casi è individuato in fase iniziale» e che per oltre vent’anni «non ci sono stati reali progressi». Con tislelizumab, nella popolazione PD‑L1 ≥ 5%, la sopravvivenza globale raggiunge 16,4 mesi rispetto a 12,8, con una riduzione del rischio di morte del 29%.
Nel tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC), tislelizumab è rimborsato in monoterapia dopo chemio al platino. Federico Cappuzzo, direttore dell’Oncologia Medica 2 all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma, definisce l’immunoterapia «una pietra miliare» e sottolinea che nello studio RATIONALE‑303 la sopravvivenza globale è salita a 16,9 mesi contro 11,9. Nei pazienti con mutazioni Notch1‑4, particolarmente difficili da trattare, il vantaggio è stato «ancora più rilevante».
Sul fronte del supporto ai pazienti, Silvia Novello, presidente di WALCE e Direttore dell’Oncologia Medica all’Ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano, ricorda che «più del 50% delle diagnosi avviene in stadio avanzato» e che «la figura dello psiconcologo non può essere considerata ancillare».
Per i pazienti con tumore gastrico, Claudia Santangelo, presidente di “Vivere Senza Stomaco, Si Può ODV”, evidenzia che «circa il 50% è malnutrito» e chiede che gli alimenti a fini medici speciali siano inclusi nei LEA.
Infine, Marco Sartori, general manager di BeOne Medicines Italia, definisce l’approvazione «un passaggio strategico fondamentale», parte di una visione che punta a «consolidare sinergie con la Comunità Scientifica, le Istituzioni e le Associazioni di Pazienti».
Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):




