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sabato 22 novembre 2025

Nordafricani violenti, l'ennesima rissa, stavolta a Ostia

(foto Unsplash / Scott Rodgerson)
Secondo un vecchio adagio, la speranza è sempre quella che, almeno, "si ammazzino fra di loro".
Ma, purtroppo, anche stavolta è andata male. Una rissa tra nordafricani, presso la stazione di Ostia Lido, ha infatti portato 'semplicemente' a due accoltellati, entrambi portati in ospedale (comunque in codice rosso), mentre un terzo uomo ha riportato una ferita lacero-contusa alla testa.
La rissa è avvenuta nel parcheggio davanti alla 'metromare', nel piazzale della stazione.
Indagini e rilievi in corso da parte dei carabinieri di Ostia. (fonte: ANSA)

domenica 12 gennaio 2025

I cortei per Ramy, criminali che ricordano un criminale

L'articolo del Corriere della Sera
L'Italia è il Paese dei falsi miti, dei finti martiri e delle vere stupidaggini. Fra cui si erge solenne la serie di manifestazioni a 'difesa della memoria' di Ramy Elgamlun extracomunitario egiziano residente da anni in Italia, di cui si conosce con certezza solo una cosa: era un criminale.
Infatti l'ANSA sottolinea come sia lui, sia l'altra persona con cui si trovava sullo scooter inseguito dai carabinieri il 24 novembre, un tunisino (altro nordafricano, guarda caso, la 'crema' dell'autoemarginazione nel Nostro Paese), avevano precedenti. Non solo. I due non si sono fermati all'alt richiesto da una pattuglia di forze dell'ordine in piena notte (sarebbe anche lecito chiedersi cosa faccia in strada a quell'ora una coppia di 'brave persone').
Straniero, con precedenti e senza fermarsi all'alt in piena notte. Ce n'è abbastanza e anche di più per giustificare un inseguimento da parte dei carabinieri. Di più: se le forze dell'ordine vi intimassero l'alt o, addirittura, vi stesero inseguendo, voi non vi fermereste? Certo, non vi fermereste se aveste la coscienza sporca.
Quello che è successo dopo, lo scontro, la caduta con conseguente morte dell'egiziano e tutto il resto non dovrebbe nemmeno interessare uno Stato che non abbia paura delle proprie leggi e che non debba sentire il bisogno di dover giustificare il comportamento dei propri addetti alla sicurezza. E che non dovrebbe nemmeno consentire di organizzare manifestazioni da parte di facinorosi che, è l'unica spiegazione, altro non rappresentano idealmente che fiancheggiatori di criminali tanto che, secondo logica, andrebbero tutti segnalati, schedati e, se trovati anch'essi con precedenti penali, arrestati.
Questo chiede la gente che rispetta naturalmente le leggi, che non può ammettere come sia possibile che antagonisti e una presunta 'intellighenzia' manovrata dalla Sinistra, blocchino le città e spargano il terrore per difendere una memoria che andrebbe, invece, dimenticata al più presto, assieme ai crimini che hanno riempito la fedina penale di chi non c'è più.

mercoledì 31 gennaio 2024

Il delirio immigrazionista di Olaf Scholz spezza il cuore dell'Europa

Olaf Scholz sulla prima pagina della "Bild"
La Germania, sorpresa dall'aumento dei voti della Destra, rischia di spegnere il proprio ultimo anelito di dignità nazionale nella delirante politica di assorbimento immigrazionista del suo cancelliere Olaf Scholz che, tutto preso dal proprio impeto antitedesco, è riuscito a far passare in Parlamento una legge che sveltisce la concessione della cittadinanza agli extracomunitari e consente anche a loro l'ottenimento del doppio passaporto.
In una nazione il cui ceppo etnico è già stato minato alle fondamenta da pesanti migrazioni turche, italiane, arabe e mediorientali, gli 'ultimi arrivati' acquisterebbero gli stessi diritti di chi è tedesco da generazioni, potendo ottenere la nazionalità tedesca in cinque anni, più rapidamente rispetto agli otto attuali, e addirittura in soli tre in presenza di particolari 'meriti scolastici, lavorativi o di impegno civile'. Se non è 'sostituzione etnica' questa...
La Germania, vanto e riferimento del mondo caucasico fino a pochi anni orsono, è ormai ridotta a una scialuppa derelitta di un miscuglio meticciato e informe di popolazioni senza patria, rabbiose, distruttive e senza speranza. Una mescola di sottoculture costrette ad assimilarsi controvoglia, e inevitabilmente destinata a creare attriti insanabili di odio e guerre razziali.
Il tutto, ovviamente, mascherato dalla 'necessità' di disporre di un più ampio numero di lavoratori 'qualificati' (si può immaginare quanto possano essere 'qualificati' i mendicanti in arrivo da Paesi ad alto sviluppo come Marocco o Afghanistan).
L'obiettivo è, invece, chiaro: più ancora dell'inevitabile 'sostituzione etnica' (fine ultimo delle classi dominanti del turbocapitalismo occidentale), c'è la volontà di ampliare la propria base voto, in modo da controbilanciare quella legittima dei tedeschi 'veri' che, ovviamente, si stanno spostando in massa verso posizioni di Destra e antimmigrazioniste. Che, va sottolineato, non sono proprie solo di AfD (Alternative für Deutschland, il partito al momento più a Destra fra quelli del panorama germanico), ma anche della ben più moderata opposizione cristiano-democratica della Cdu-Csu.
Insomma, ancora una volta viene dimostrato come il 'popolo' della Vecchia Europa sia sempre più preda e vittima di squallidi politicanti e 'generali' d'industria, assassini della storia e autori della più grande deportazione (e sostituzione) di massa che la storia stessa ricordi.

sabato 6 novembre 2021

Quando il centro sociale è sfrattato dai maghrebini, ovvero: chi la fa l'aspetti

Il 'triste' annuncio dal profilo Facebook di Macao
La notizia è curiosa e abbastanza divertente, almeno dal mio punto di vista. La riporta l'ineffabile Cristina Gauri, giornalista (e non solo) de "Il Primato Nazionale", che con parole perfette racconta quanto avvenuto in uno dei più classici 'centri sociali' milanesi, il Macao. Dove non poté la polizia 'fascista' con la connivenza della Digos e dei servizi segreti deviati, ha potuto un gruppo di immigrati sbandati, quegli extracomunitari tanto amati dalla ciurmaglia dell'estrema sinistra, che del Macao aveva fatto un porto franco in cui fare confluire quel 'marcio sociale' che tanto pare mandare in solluchero l'irredentismo di Sinistra, clandestini compresi.
E' giusto però lasciare alle parole della Gauri alcuni dettagli della vicenda, tracciati con il suo stile gustoso che, certamente, potrei al limite copiare ma non migliorare.
Rip Macao. I militanti sbattuti fuori, nel mondo crudele: fuori dall’ovattato giochino che si erano costruiti, occupando per dieci lunghi anni la palazzina dell’ex Macello dei Mercati generali di Milano, in Via Molise 68. Il Macao, divenuto una sorta di polo di aggregazione a metà tra centro sociale e locale esentasse con pretese tra l’hipster e il semiculturale, ha subìto infatti un durissimo bagno di realtà: quando l’occupante hipster incontra l’occupante magrebino, l’occupante hipster deve sloggiare, e alla svelta.
Dell'articolo di Cristina riporto solo un altro stralcio, per non togliervi il piacere di leggerlo interamente (link in calce al post): e proprio la realtà, quella del disagio sociale con cui gli occupanti pensavano di poter venire a patti e con cui fare gargarismi socialmente impegnati, ha presentato loro il conto quando a settembre una banda di nordafricani armati di spranghe e coltelli ha imposto la propria presenza. Dis-occupati, quindi: stavolta non per colpa delle aborrite forze dell’ordine, ma dei fratelli migranti, sempre coccolati e vezzeggiati in comunicati, iniziative e festicciole. Gli occupanti originari del Macao hanno tentato prima la via del dialogo. Con scarsissimi risultati, a quanto pare. «Sospendiamo la permanenza delle attività», scrivono su Facebook i militanti, ormai messi su strada.
Leggi l'articolo completo su "Il Primato Nazionale"

domenica 24 ottobre 2021

Sbarchi di clandestini senza sosta, gli unici 'porti chiusi' sono per gli italiani che protestano

Giovani, robusti e, spesso, criminali: ecco chi sta invadendo l'Europa
E' Cristina Gauri, giornalista de "Il Primato Nazionale", a fornirci un drammatico quadro sulla continua invasione di extracomunitari e clandestini nel nostro Paese (e in Europa in generale), realizzata con l'avallo di Sua Signora Ministra Luciana Lamorgese, sempre impegnata a reprimere con la violenza gli spontanei cortei dei liberi cittadini che protestano contro la dittatura sanitaria cui siamo sottoposti, senza che nessun esponente del Governo paghi per le migliaia di morti italiani, uccisi dal virus esportato nel mondo dai cinesi.
Già il titolo del pezzo è significativo: "Sbarchi, le Ong sul piede di guerra: centinaia di clandestini pronti allo sbarco". La lettura è spietata, angosciante: si parte da Alarm Phone, che twitta ripetutamente di due imbarcazioni con a bordo rispettivamente 60 e 68 persone. Medici senza frontiere riferisce intanto della quarta operazione di recupero della GeoBarents: caricati sulla nave Ong altri 95 clandestini, che si aggiungono agli altri 201 precedentemente trasbordati. 296 in tutto. Nel frattempo la nave spagnola AitaMari, con a bordo 105 immigrati, naviga a pochi chilometri da Porto Empedocle chiedendo di poter sbarcare. Copione già scritto - sottolinea giustamente Cristina - anche per l’Ong iberica e il suo carico. Ma gli sbarchi procedono senza sosta anche a Santa Maria di Leuca, nel leccese, dove la Guardia di Finanza ha intercettato una barca a vela con a bordo un centinaio di clandestini al largo di San Gregorio. Il natante è stato scortato nel porto di Leuca dove sono iniziate la operazioni di sbarco. Si aggiungono agli altri 115 immigrati arrivati due giorni fa sempre nella località salentina.
E qui si ferma l'articolo della Gauri, ma rimane il dramma reale, soprattutto per l'Italia e l'Europa, in quello che è ormai chiaramente un piano studiato a tavolino per 'esportare' materiale umano sottosviluppato per invadere un'Europa considerata 'laboratorio' di creazione di un nuovo ordine sociale che, inevitabilmente cancellerà la razza bianca europea per sostituirla con una più facilmente addomesticabile, priva di storia, buona per riempire McDonald's e mangiare spaghetti realizzati a base di farina di vermi.
Leggi gli articoli de "Il Primato Nazionale"

sabato 25 settembre 2021

L'inutile lezioncina della Lamorgese: mentre stranieri e rave devastano il Paese, si tappa la bocca agli italiani

Luciana Lamorgese (foto Il Fatto Quotidiano)
Il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, prosegue con le sue inutili 'lezioncine' fondate sulla sabbia.
Mentre l'Italia viene percorsa da extracomunitari e stranieri in genere che rubano, stuprano e violentano, per non parlare degli italiani che scorrazzano a suon di rave party e spaccio di droga, tipo quelli dei centri sociali (collegati alla parte 'sinistra' del governo cui la Lamorgese è attaccata mani e piedi), la 'ministra' si mette a puntare il ditino sul cosiddetto 'fenomeno dell'incitamento all'odio', ovvero il mondo social, quello in cui si trova veramente di tutto, compresi ovviamente gli insulti smodati che naturalmente sgorgano in un ambiente dove la scrittura libera lascia democraticamente spazio al pensiero di tutti.
Ma per la Lamorgese, invece di affrontare i reali problemi del Paese, è più facile condannare le inezie che, peraltro, sono comunque irrisolvibili, a meno che non si voglia limitare anche le libertà di pensiero e di insultare, che devono essere sempre tutelate, anche se non ci piacciono alcune delle idee che dal web nascono e prosperano.
"Negli ultimi anni il fenomeno dell'incitamento all'odio per motivi di discriminazione è diventato un fenomeno sempre più invadente e corrosivo - dice la Lamorgese -. A favorirlo l'accessibilità delle tecnologie della comunicazione e l'anonimato che la rete offre". Parole vuote, ma che paventano il rischio, in un momento in cui la libertà di circolazione e di scelta sono già pesantemente limitate, di una ulteriore stretta al mondo del web e della libertà di espressione. Un atteggiamento di intolleranza assolutamente intollerabile. 
Personalmente sono favorevole a uno stato di polizia, certamente, ma verso chi delinque e non nei confronti di chi pensa con la propria testa. Si utilizzi pure il manganello contro chi occupa le case e chi danneggia la proprietà privata, non certo contro quei privati che esercitano, pagando le tasse, il proprio diritto a pensare, a disprezzare e perfino a odiare chi li rappresenti, evidentemente, molto ma molto male.