Le vedo in giro, e sono tante, queste persone dotate di mascherina all'aperto. E mi chiedo quale sia il profondissimo motivo che le ottenebri a tal punto dal non capire che
la mascherina, se cammini da solo per la strada, ma anche se lavori da solo in un ufficio, a meno che tu non disprezzi e sottostimi il tuo essere a tal punto da ritenerti
un virus formato gigante, non serva fondamentalmente a un cazzo.
Non posso non citare la collega Chiara Del Fiacco che, in un articolo molto interessante pubblicato sul nuovo numero de "Il Primato Nazionale" (vedi rubrica "Nemef", pag. 62), sottolinea come numerosi studi dimostrino come il quoziente intellettivo medio della popolazione mondiale sia in caduta libera.
Un impoverimento del pensiero dovuto direttamente a un depauperamento del 'logos', ovvero a un linguaggio sempre più 'deverbalizzato' e declinato al tempo presente.
Aggiungo però la personale opinione, alla corretta analisi della Del Fiacco, di come l'inizio di questo disastro lessicale, e quindi mentale, sia da ascriversi al primo
periodo della televisione berlusconiana e a quel suo "Drive In" di basso boccaccesca memoria, un insieme di lazzi da bar di periferia utile nel cominciare ad appiattire
lentamente le menti del pensiero. Non è un caso che programmi simili siano andati in onda in tutte le televisioni delle presunte democrazie occidentali, asservite a gruppi
di potere raffigurati ora a partiti della Sinistra, altre volte, come nel caso di Silvio Berlusconi, di un finto conservatorismo di Destra, che mischiava le tette al vento
alla Santa Messa della domenica, il puttanesimo da boudoir alla risata da camionista.
Si è arrivati ai tempi nostri, dove impera categorico, sotto qualsiasi latitudine politica, l'antico proverbio lombardo “Chi vüsa pusè la vaca l'è sua“ (tradotto “Chi grida
di più si prende la vacca“). Una tecnica ormai imperante secondo la quale è sufficiente spararla grossa in prima pagina per distruggere l'avversario.
E, sempre ai tempi
nostri, ecco la creazione di personaggi da fumetto, le varie Greta Thunberg, o di realtà parallese al limite e oltre il surreale, come il Black Lives Matter, con
l'invenzione di realtà assurde e distopiche, dove si crea un 'nemico' da abbattere e contro cui qualsiasi operazione diventa lecita, nel nome di un copione scritto da
attenti demagoghi della politica.
Il virus del Covid, probabilmente creato in laboratorio, è stato un coadiuvante perfetto in questo senso, levando dalla strada gli ultimi esseri 'pensanti' e 'senzienti',
dotati di critica, coloro che esprimano dubbi e financo proteste. Chi 'pensa', chi si oppone, chi è contro, rappresenta il male: nella 'reductio ad hitlerum', per citare
Diego Fusaro, ci sta dentro tutto. Se ritieni un idiota chi gira con la mascherina da solo per strada, probabilmente non ti sei nemmeno vaccinato, o comunque hai
orrendamente pensato che sia sbagliato farlo (lo psicoreato di orwelliana memoria), in qualche momento della tua vita hai pensato che la terra sia piatta, che il dio
cristiano abbia costruito il mondo in sette giorni; di più, in casa sei un violento, odi le donne e i 'diversi', forse sei stato anche predatore seriale di minorenni, nutri
simpatie per il nazismo e distruggi quotidianamente un pezzetto di foresta amazzonica. E, ovviamente, è sufficiente cadere in uno di questi 'reati della mente' per essere accusato
automaticamente di tutti gli altri.
Resto così, in piedi, a osservare il presunto imbecille con la mascherina, camminare in solitaria all'aperto. Poi gli concedo la possibilità, come del resto è capitato
anche a me, che si sia semplicemente dimenticato di togliersela una volta uscito da un luogo di assembramento. E tutto questo discorso va automaticamente a farsi benedire. Non si sa mai, però, meglio portarsi avanti rispetto alla stupidaggine mondiale...
mercoledì 6 ottobre 2021
Quella mascherina all'aperto segno di un'umanità idiota
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Dopo avere curato alcune fanzine sportive nei primi anni '80, l'esordio a Radio Popolare nel 1986. Nel 1989 entro nell'agenzia Datasport, per la quale curo il notiziario, i televideo di Tele +2, Mediaset (Mediavideo) e Rai (aggiornamenti news e risultati), la gestione del mensile Calcio 2000 e quella dei siti di Mediasetonline, Jumpy e Tgcom24. Nel 2008 mi trasferisco a Calciomercato.it. Nel 2009 varco l'oceano e, a Toronto, entro nella redazione del Corriere Canadese. Nel 2012 ritorno in Italia come corrispondente da Milano per Telenorba. Nel frattempo fondo la rivista Ice - Hockey Magazine, nella quale svolgo le funzioni di direttore. A partire dal 2020 mi occupo di medicina per Salute e Società e altre realtà del mondo scientifico. Pubblico due libri-annuari dedicati al mondo dell'hockey su ghiaccio (Tutta la stagione 2023-24 e Tutta la stagione 2024-25). In ambito blog, nel 2005 comincio a collaborare con il gruppo Blogosfere. Dal 2009 creo un blog personale (Canada 2.0) per raccontare la mia esperienza canadese e, contemporaneamente, ne creo uno (L'Urlo) che divenga un contenitore-notiziario delle mie attività giornalistiche quotidiane.
