martedì 12 maggio 2026

Tumore al polmone: rimborsata combinazione chemio free per i pazienti con mutazioni EGFR

Alessandra Baldini (foto Bordignon)
La rimborsabilità anche in Italia in prima linea della combinazione amivantamab (in formulazione sottocutanea) e lazertinib segna un passaggio cruciale nella cura del carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) avanzato con mutazioni comuni dell’EGFR. Una svolta che interessa un tumore che colpisce oltre 45mila persone l’anno nella Penisola e che, nella sua forma NSCLC, rappresenta l’85% delle nuove diagnosi. In un paziente su cinque è presente una mutazione dell’EGFR, spesso associata a risposte meno durature alle terapie mirate tradizionali.
Silvia Novello, professore di oncologia medica presso il Dipartimento di Oncologia dell’Università di Torino e Responsabile della Struttura Complessa a Direzione Universitaria di Oncologia Medica all’AOU “San Luigi Gonzaga” di Orbassano, sottolinea la complessità del quadro clinico: «Il tasso di sopravvivenza a cinque anni per le forme EGFR è ancora inferiore al 20 per cento» e i pazienti con mutazioni L858R o delezione dell’esone 19 «tendono ad avere risposte meno durature agli inibitori tirosin‑chinasici». Per questo, aggiunge, «siamo in una fase in cui la chemioterapia non è più l’unica opzione» e la combinazione amivantamab‑lazertinib, somministrabile per via sottocutanea, «risulta migliorare l’esperienza del paziente».
La terapia unisce un anticorpo bispecifico diretto contro EGFR e MET a un inibitore tirosin‑chinasico di terza generazione, colpendo il tumore su due fronti e contrastando i meccanismi di resistenza. I risultati dello studio MARIPOSA confermano un beneficio significativo: riduzione del 30% del rischio di progressione o morte e segnali positivi anche sulla sopravvivenza globale. Antonio Passaro, direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell'Istituto Europeo di Oncologia di Milano, evidenzia come la combinazione «possa estendere significativamente la vita dei pazienti» e rappresenti «un passo avanti cruciale», offrendo un trattamento chemio‑free più gestibile e con impatto positivo sulla qualità di vita.
Accanto all’innovazione clinica, resta centrale il supporto ai pazienti.
Bruno Aratri, presidente di IPOP - Insieme per i Pazienti di Oncologia Polmonare, ricorda che la nuova terapia «riaccende una speranza importante» e che è fondamentale «una presa in carico globale della persona», garantendo accesso equo e una relazione solida tra medici e pazienti.
Per l’industria, questa approvazione conferma la direzione della ricerca. «La medicina di precisione per noi ha un enorme valore», afferma Alessandra Baldini, direttrice medica, Innovative Medicine, Johnson & Johnson Italia, spiegando l’impegno dell'azienda nello sviluppo di terapie personalizzate e sempre più efficaci.

Altre immagini della conferenza stampa (foto Bordignon):