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| Un momento della conferenza di Milano (immagine Bordignon) |
Come spiega la professoressa Simona Bertoli, «il controllo del peso è un pilastro fondamentale per la salute femminile», perché il calo degli estrogeni favorisce accumulo di grasso addominale e infiammazione. Per molte donne, però, «i soli cambiamenti nello stile di vita non sono sufficienti», motivo per cui servono percorsi integrati e, quando necessario, terapie mirate.
Tra le novità presentate a ECO, un’analisi dello studio STEP UP mostra che le donne trattate con semaglutide hanno ottenuto una perdita di peso significativa in tutte le fasi della vita: pre‑menopausa, transizione e post‑menopausa. Le riduzioni della circonferenza vita — fino al 17,5% — indicano un miglioramento del grasso viscerale, uno dei principali fattori di rischio cardiometabolico.
La ginecologa Raffaela Di Pace ricorda che l’eccesso di peso «accentua l’intensità e la frequenza di vampate e sudorazioni notturne», segnali che possono indicare un rischio cardiovascolare crescente dopo i 50 anni.
Un altro tema centrale è il cosiddetto 'food noise', il pensiero costante legato al cibo. Il professor Uberto Pagotto spiega che farmaci come semaglutide «contrastano efficacemente la fame emotiva e quella spinta incontrollata verso il cibo», migliorando benessere e qualità della vita. Lo studio OUTSTEP 1 mostra che circa l’80% dei partecipanti ha riferito una riduzione significativa dei pensieri persistenti sul cibo.
Infine, la qualità del dimagrimento è fondamentale. Il dottor Fabrizio Muratori sottolinea che «l’obiettivo clinico non è solo scendere sulla bilancia, ma migliorare la composizione corporea complessiva». Nei dati STEP UP, circa l’84% del peso perso è massa grassa, con una buona preservazione della massa muscolare, elemento chiave per la salute metabolica delle donne in menopausa.
