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mercoledì 9 giugno 2010

Benitez? Vale la metà di Mourinho!

E' Rafa Benitez il nuovo allenatore dell'Inter. La parola 'fine' alla vicenda l'ha messa in prima persona il presidente nerazzurro Massimo Moratti, che in giornata ha fatto sapere: "Aspettate che la società vi dica qualcosa, io non faccio quel tipo di lavoro lì. Aspettate che Marco Branca e gli altri vi dicano quando sarà il momento e quando sarà presentato il nuovo allenatore".
Nelle ultime ore la dirigenza nerazzurra e l'agente del tecnico, Manuel Garcia Quilon, si sono accordati sugli ultimi dettagli rimasti in sospeso, in una contrattazione comunque piuttosto rapida.

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lunedì 7 giugno 2010

Rafa Benitez, un 'nemico' di tutto rispetto...

La Milano nerazzurra è pronta per accogliere Rafael Benitez. Ormai è questione di ore perché il tecnico spagnolo arrivi sullo scranno di quello che fu il tecnico portoghese della squadra di Massimo Moratti. In vacanza a Porto Cervo fino a mercoledì, l'ormai ex coach del Liverpool attende in queste ore la visita del direttore tecnico interista Marco Branca, per mettere a punto i dettagli di un accordo che potrebbe essere firmato martedì.
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sabato 5 giugno 2010

Moratti sfoglia la margherita per il dopo-Mourinho

Nessuna rivoluzione, almeno per ora, in casa Inter. La scelta del successore di José Mourinho non sarebbe stata presa in fretta e furia, e tutti i papabili avrebbero dovuto portare pazienza, come stanno facendo i tifosi nerazzurri. Del resto, dopo una stagione del genere, di pazienza chiunque sarebbe disposto ad averne, e in abbondanza.
Fresco di divorzio dal Liverpool, Rafa Benitez sembra il candidato con più chance, ma il presidente nerazzurro non ha definitivamente scartato Guus Hiddink, Pep Guardiola, Manuel Pellegrini e perfino Carlos Dunga.
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martedì 1 giugno 2010

Quaresma, il portoghese che nessuno rimpiangerà

Massimo Moratti sfoglia la rosa, nel vero della parola, dei tecnici papabili alla sostituzione di José Mourinho per guidare l'Inter. Sicuramente un “uomo fortunato”, come ha precisato lo “special antipatico” dalla Spagna. Ma di uci per ora si ignora il nome e che, soprattutto comincia a scarseggiare nel senso della quantità, specie se dall’Inghilterra dovesse arrivare il “no” di Fabio Capello. L’attuale allenatore della nazionale dei Tre Leoni avrà infatti, dopo quello avvenuto in queste ore, un secondo e decisivo confronto con i suoi dirigenti questo mercoledì, prima di partire per il Sud Africa, e saprà così fin da subito quale strada vorrà intraprendere dopo i Mondiali.
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lunedì 31 maggio 2010

E dopo Mourinho ecco pronto Capello... forse

José Mourinho al Real Madrid, Fabio Capello all'Inter. Almeno del 50% del doppio cambiamento di panchina possiamo essere sicuri, quello legato al passaggio dell'ormai ex tecnico nerazzurro alle 'merengues'. Decisivo il faccia a faccia fra Massimo Moratti e Florentino Perez. A tavola, in un ristorante milanese di Brera, il presidente dell’Inter e quello del Real Madrid si sono messi d’accordo: il club spagnolo ha accettato di onorare per intero la clausola liberatoria di 16 milioni di euro a cui era vincolato José Mourinho.
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sabato 13 marzo 2010

Clamoroso al 'Cibali': ma dov'era quel signore
che di solito si sbraccia dall'Executive Lounge?

Non credo che José Mourinho ami i suicidi. Come nessuno del resto. E poi penso che voglia andare a Madrid ad allenare il Real con la patente di campione d'Italia. Anche perché non vincesse lo scudetto lo lascerebbero a marcire nella Executive Lounge di San Siro mentre cerca di sbracciarsi verso la panchina. Però...
E' un dato di fatto, una vittoria nelle ultime quattro gare di campionato (fra l'altro il successo sull'Udinese sudatissimo): tre pareggi per 0-0 di cui due in casa contro Samp e Genoa, squadre buone ma non irresistibili.

Per me il campionato continua ad avere un solo padrone, la squadra nerazzurra, però adesso le aperture dei giornali "Campionato riaperto" sono lecite.

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Ed ecco a voi il video delle azioni principali della partita, che evoca in me un sottile piacere...

martedì 23 febbraio 2010

Basta con Mourinho, basta con Moratti,
basta con tutto. Da oggi solo Olimpiadi!

A volte andarsene dal'Italia fa bene. Toglie le tossine, fa passare le nausee che ti prendono quando guardi lo sport italiano, o meglio, il calcio italiano, perché questo ci passa il convento degli altisonanti giornali sportivi (con domeniche televisive annesse): si parla di sport in Italia, ma togli quelle cinque lettere (che tutto sono meno che i cinque cerchi olimpici) e ci infili un bel pallone di cuoio, e il gioco è fatto.
Il 'giuoco del calcio' è lo sport italiano, pur con un'Olimpiade invernale di mezzo, che effettivamente rompe un po' i coglioni perhcé ti costringe, se ci lavori dentro, a stare pure sveglio fino all'alba. Ma già sai che, a parte qualcuno di quegli sfigati che amano i cosiddetti 'sport minori', agli altri non frega una beneamata 'bip' di chi arriva primo, secondo o terzo, a meno che non ci sia qualcuno, ovviamente con fascione tricolore, per cui valga la pena andare in piazza a far casino (senza sapere magari in che sport gareggi: 50 chilometri sui pattini? Slalom a tecnica libera? Disco volante? Pista stretta? Snowparty? Parting? Quali strani sport partoriscono i Giochi di Vancouver e la mente umana?).
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domenica 21 febbraio 2010

La pazzia di Mourinho, i ko milanesi,
la leggenda di Ammann e Ohno

Nuove notti di Toronto, notti olimpiche, ma per voi che mi leggete dall'Italia saranno albe. Per altri sono tramonti, come si traghetta oltre la notte nel cervello di José Mourinho, personaggio oscuro e maligno del nostro calcio. Ne parlo su Milano 2.0, ma ne racconterò altre che vi faranno un po' incazzare e un po' capire come di certe persone il nostro calcio proprio non ha bisogno. Ne parla anche il magico Dario/Diego nel suo blog più 'top' che c'è, Diegoventotto. Ci torneremo. Detto del ko di Armani Jeans Milano e Milano Rossoblù, vi invito a leggere della sconfitta del Milan in casa contro il Manchester United, un tracollo che spiega perfettamente la politica della società rossonera di questi ultimi anni. Capitolo Olimpiadi: detto che il Corriere Canadese ha pubblicato un altro speciale di quattro pagine, che non posso però mostrarvi via Internet, i 'personaggi di giornata' sono stati lo svizzero Simon Ammann e l'americano Apolo Ohno. Perché? Leggetevelo da voi, altrimenti i link cosa li ho messi a fare?

martedì 29 settembre 2009

L'antipatia di Mourinho e il 'tavolinho' di Ronaldinho, una settimana finita... malinho

Una giornata interessante per il campionato italiano di calcio, la sesta, con due protagonisti in negativo, e si sa, le voci 'meno' attraggono sempre in maniera superiore rispetto a quelle 'più': così, il primo ko in campionato dell'Inter del sempre più insopportabile José Mourinho rallegra chi è alla ricerca di alternative per un campionato dai tassi qualitativi sempre più scadenti.
Idem come sopra l'eclissi totale di un Milan a cui nemmeno più Silvio Berlusconi presenzia alle partite, forse per il timore evidente di contestazioni, le prime vere della sua storia da dirigente. Fra le sue cantonate più clamorose quella legata all'oggetto ormai non più misterioso Ronaldinho, non più misterioso nel senso che abbiamo capito trattasi di un 'ex' a tutti gli effetti.
Infine, a corredo di un turno di campionato 'letale' per le grandi, il pari interno della Juventus, a testimonianza di come nel calcio italiano di oggi, anche ujna squadra sopravvalutata come quella bianconera possa comunque raggiungere posizioni di vertice. E buon campionato a tutti...

venerdì 10 luglio 2009

Mourinho: "Non ho la rosa dei miei sogni, per vincere la Champions League serve qualità"

José Mourinho come sempre, come ogni volta esprima parola, formula concetti interessanti, chiari, precisi, senza fili d'erba dietro a cui nascondersi. Succede anche nella conferenza stampa relativa al primo giorno di raduno dell'Inter: "Tutti mi fanno paura e nessuno mi fa paura" si riferisce alle principali avversarie del campionato. "Se l'hanno scorso avevo detto che non ero un pirla, quest'anno dico che chi pensi di non dover migliorare è un pirla".

Quindi via come un treno a parlare dei singoli: "Ibra? Non è una sorpresa per me che lui sia qua. Non ho mai pensato che potesse andare via. Poi certo è un giocatore che ha ambizioni, non vedo perché non debba fare un grandissimo campionato come l'anno scorso. Quaresma, come tutti, merita una seconda chance. Nel precampionato potrà esaltarsi senza pressioni giocando contro grandi squadre, visto che io nelle amichevoli do lo stesso spazio a tutti".

E ancora, su un gradito ritorno: "Suazo? Mi piace, è un giocatore diverso. Paragonare Suazo con Milito, Balotelli e Ibra è impossibile...
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mercoledì 27 maggio 2009

L'Inter si è già assicurata il quinto scudo di fila,
il Milan... pensa alla curva che è meglio...

Francamente meno parlo di José Mourinho e meglio sto. Anche per questo ho latitato sull’Inter in questi giorni. Qualcuno mi avrà aspettato al varco, segnandosi sul palmo delle mani il mio silenzio. Ma lui, il ‘perfido’ portoghese, lui sa, lo fa apposta, lui vive perché si parli di lui.

E allora ecco tutta la ‘tiritera’ del 99,9%. Sapevo che lo faceva apposta, tutto ad arte per concentrare su di sé la maggior attenzione possibile ora che, una volta tanto (visto che non si parla di calcio…), è Carlo Ancelotti con il suo futuro ad attrarre le telecamere e i taccuini. E Mourinho questo non poteva proprio sopportarlo. Ma io non gli ho voluto dare soddisfazione (testimoni oculari mi hanno riferito che lui per questo non ci abbia dormito almeno cinque notti…). Così, a cose fatte, posso ‘girarvi’ laconicamente l’annuncio emesso in casa Inter: ‘Rispondendo alla volontà dell'allenatore di proseguire nel progetto avviato insieme un anno fa, volontà accolta con piacere dalla società come segnale di attaccamento e spirito sempre vincente, F.C. Internazionale rende noto il prolungamento del contratto di José Mourinho fino al 30 giugno 2012’... Continua a leggere su Milano 2.0

domenica 10 maggio 2009

Mourinho non va più a dormire e stasera tifa Juve

Impagabile José Mourinho, che non sottrae sé stesso dall’ennesima comica mista a polemica. Ti lascia sempre senza parole, il tecnico portoghese, come in quei cartoni animati dove Will Coyote osserva attonito lo spettatore prima di precipitare nel burrone, oppure quando il personaggio di turno sorride a dentatura piena prima di vedere i propri canini, molari e premolari sgretolarsi in polvere. Così rimango io quando lo sento parlare, convinto di quello che dice, con quella mancanza di pudore che si concede di solito a chi può tutto, circondato dall’aureola dell’intoccabile, mentre giustamente ci si può chiedere cos’abbia di intoccabile ‘sto Mourinho d’annata.

Preambolo: l’Inter questa domenica ha fatto 2-2 in casa del Chievo
a Verona e, comunque vada a finire il posticipo Milan-Juventus, questa sera non potrà laurearsi campione d’Italia. In questo il portoghese ci aveva visto giusto. Anzi, in sede di presentazione della gara aveva persino messo le mani avanti, parlando di un Milan che lunedì avrebbe potuto essere a 4 punti di distacco. Forse ha notato nella sua truppa preoccupanti segni di rilassamento, gli stessi che si sono visti al ‘Bentegodi’ dopo il vantaggio dell’ottimo Crespo (tocco vincente su patetica respinta di Sorrentino). Sempre nel primo tempo arriva infatti il pari di Marcolini quindi, nella ripresa, dopo il nuovo vantaggio di Balotelli (rete senza esultanza, ci aspettiamo altre polemiche...), ecco l’ex Luciano, ai tempi Eriberto, trovare il pareggio che chiude la gara... Continua a leggere su Milano 2.0

Il gran gol di Balotelli che a Verona ha illuso l'Inter. Osservare, oltre alla già citata mancanza di esultanza, l'ennesimo dito posto davanti alla bocca per zittire i tifosi ma, come si sa, al contrario di Ibra, Balotelli se la prende almeno con i fan avversari. Niente da dire, ha stile...

sabato 9 maggio 2009

Mourinho: "Milan-Juventus? Me ne frego!",
e poi lancia una frecciata a Berlusconi...

L’Inter, vincendo domenica contro il Chievo potrebbe già diventare campione d’Italia. Succederà se il Milan perderà in serata il posticipo con la Juventus. Un pensiero che però non turba minimamente José Mourinho, in conferenza stampa: “Io tiferò solo Inter. Quando finirà il mio lavoro a Verona, tornerò a Milano e andrò a dormire. Magari mi sveglio lunedì mattina senza neppure sapere il risultato di Milan-Juventus. Non guarderemo di certo la partita insieme, perché dovremmo farlo. Se qualcuno lo farà sarà un problema suo. Dopo Chievo-Inter il mio lavoro sarà finito, arriverò a Milano e tornerò al lavoro solo martedì mattina".

Con i veronesi mancherà Zlatan Ibrahimovic, squalificato. "E’ ovvio che Ibra sia un giocatore importante per l'Inter, perché è il migliore del campionato, ma noi siamo una squadra. Abbiamo giocato senza di lui contro la Roma e abbiamo segnato tre gol e contro la Sampdoria, vincendo. Siamo squadra e lo siamo ancora di più nei momenti di difficoltà”...
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domenica 3 maggio 2009

Mourinho assolve Ibrahimovic dopo il 'gestaccio' ai tifosi, la società lo difende, a me viene la nausea

Non ci credo: oggi Ilaria D’Amico ha avuto il coraggio di chiedere a Carlo Ancelotti notizie della tabella scudetto. Va bene che bisogna pur campare, però… per chi segue il calcio invece, e per gli ultimi illusi, ieri sera è (mi auguro) ufficialmente calato il sipario sul campionato italiano 2008-09. L’Inter supera senza entusiasmare la Lazio per 2-0, ma le luci di una serata in cui la Lazio non ha avuto nulla da rimproverarsi mentre i nerazzurri si sono mostrati tecnicamente e agonisticamente rivedibili, sono state tutte, nel bene e nel male, per Zlatan Ibrahimovic.

Sono tutti suoi gli highlits della partita: dapprima sblocca il risultato con un gran gol dei suoi, poi serve su un piatto d’argento il raddoppio per Muntari, e contemporaneamente regala ai presenti il classico gesto che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente e fastidioso nei nostri stadi, quello del porre il dito davanti al naso per azzittire il pubblico. Già urta che lo si faccia agli avversari, poi che lo si faccia ai propri tifosi diventa davvero insopportabile. Non so cosa il popolo interista pensi di questo personaggio: di certo gli ha letteralmente ‘regalato’ lo scudetto, sebbene ogniqualvolta senta aria d’Europa si premunisca di sparire, andando a raccogliere cavoli invece che palloni.
Nel dopopartita José Mourinho, altro bel caratterino, assolve lo svedese di origine slava... Continua a leggere su Milano 2.0

Le parole di Mister Simpatia nel dopopartita con la Lazio

venerdì 1 maggio 2009

L''ingenuo' Mourinho nella trappola della stampa

Non mi piace ‘cavalcare la notizia’, lo trovo squallido e meschino, ma siccome avevo cominciato un discorso, la completezza mi impone di chiuderlo. E così, dopo le parole di José Mourinho che avevano come obiettivo Massimo Ambrosini, mi corre l’obbligo di riportare le parole di Massimo Ambrosini, che come obiettivo hanno José Mourinho. Un gioco delle parti in cui, va detto, le due società milanesi, Inter e Milan, non sono volute entrare, lasciando ai singoli protagonisti della vicenda l’onore e l’onere, oltre che la responsabilità, delle frasi pronunciate. Tutto era cominciato due giorni orsono, quando il centrocampista rossonero aveva parlato, in realtà, senza astio, della famosa espressione pronunciata dal tecnico interista ’sero tituli’: “Spero se ne possa pentire” aveva aggiunto.

A Mourinho la cosa non era per niente piaciuta anche perché, va detto, in conferenza stampa i giornalisti avevano messo giù la cosa in chiave polemica. Era inevitabile insomma una risposta piccata (“Ambrosini non ha la statura morale per parlare” aveva detto il tecnico relativamente al cartello ‘Lo scudetto mettilo nel c...’ sventolato dal rossonero il giorno dopo la conquista della Champions League ed evidentemente rivolto a ‘casa Inter’), che è arrivata a giro posta via internet in breve tempo.
Sul sito del Milan veniva infatti pubblicato un comunicato dal titolo ‘DICHIARAZIONE DI MASSIMO AMBROSINI’ (in maiuscolo). Chiara la volontà del club di non volersi immischiare in una diatriba evidentemente di carattere personale: “Sono stupito e amareggiato di come l'uomo Mourinho” dice ‘Ambro’, “solitamente preciso nella comunicazione verbale, abbia potuto con così tanta superficialità commentare le mie dichiarazioni di ieri... Continua a leggere su Milano 2.0

giovedì 30 aprile 2009

Mourinho chiude le polemiche e tappa la bocca ad Ambrosini: "Non ha la statura morale per parlare"

Jose Mourinho fa il pompiere, ma fino a un certo punto. Alcune cose deve dirle, perché sente il dovere di farlo. E così è chiaro che non gli sia andata giù la frase di Massimo Ambrosini pronunciata ieri in conferenza stampa a Milanello (“La frase ‘sero tituli’ di Mourinho? Sarebbe bello se potesse pentirsene” ha detto il centrocampista milanista). Il tecnico portoghese la prende alla lontana, tornando dapprima sulle frasi provenienti da casa Milan relative al gol in bagger di Adriano che decise l’ultimo derby. “Un campionato è fatto di tante cose, di tanti errori, di infortuni. Sbagliano i giocatori, sbagliano gli allenatori e sbagliano gli arbitri”. E così per Mourinho, gli stessi che dicono queste cose non dicono “che il Milan, giocando in dieci l’ultimo derby avrebbe forse perso 3-0 o 4-0, e che ha vinto il derby di andata con un gol in fuorigioco. Ma io non voglio più parlare di queste cose perché quando l’ho fatto è sembrato che una bomba atomica fosse sul punto di esplodere in Italia”.

Poi punta il dito su Ambrosini: “Non ha la statura morale per parlare. Lui, un giocatore che fa parte di una istituzione come il Milan, una squadra di tale storia, che spesso ha vestito anche la fascia di capitano, ha mancato di rispetto a dieci milioni di tifosi nerazzurri... Continua a leggere su Milano 2.0

lunedì 27 aprile 2009

Il Mourinho realista: "Noi non abbiamo fatto paura al Napoli, ma il Milan non fa paura a noi"

Ok, va bene, sì certamente. Il Corriere dello Sport titola “Ora il Milan sogna”. Sogna pure, caro vecchio Milan, sogna quello che vuoi, perché tanto questa Inter, che pure non sembra più un’”Invincibile Armada”, non la pigli più. I nerazzurri cadono al San Paolo, sconfitti per 1-0 dai partenopei (proprio come l’anno scorso) e vedono ‘ridotti’ a 7 i punti di vantaggio sui rossoneri, quando però mancano solo 5 giornate alla fine del campionato, troppo poche per autorizzare qualsiasi desiderio o incubo proibito. ’O’ ciuccio’ torna alla vittoria dopo 104 giorni di stenti, contro un’Inter che Mourinho ha proposto con Ibrahimovic davanti coadiuvato da Figo e Balotelli sulle fasce, con Santon in panchina e capitan Zanetti arretrato sull'out difensivo destro.

Eppure, come sempre, l’Inter la sua figura la fa, spesso pericolosa con Samuel prima e Balotelli poi (a proposito, pare che parte del ‘civilissimo’ pubblico napoletano abbia fatto man bassa di insulti razzisti nei confronti del bresciano). Nella ripresa calano i ritmi, che subiscono una sferzata (vuoi mai?) in coincidenza della scelta di Mourinho di inserire Mancini al posto di Figo: al 73' Napoli in gol con Zalayeta ben imbeccato da Lavezzi e abile a ‘freddare’ Julio Cesar. Solito nervosismo finale per l’Inter, che nei rari momenti di imbarazzo nei quali viene a trovarsi da troppo spesso risposte negative... Continua a leggere su Milano 2.0

Un'ampia sintesi di Napoli-Inter da Controcampo

sabato 25 aprile 2009

Mourinho 'assolve' Ibra: "Ha detto solo che se ne andrà, ma un giorno... proprio come farò io"

José Mourinho si tiene stretto Zlatan Ibrahimovic, a dispetto dei dubbi sollevati dallo stesso giocatore svedese circa al suo futuro. Nella conferenza stampa alla vigilia della trasferta di Napoli, il tecnico portoghese dell'Inter ha infatti sottolineato: “L'intervista di Ibra la si può interpretare come si vuole, ma quello che dice lui non è diverso da quello che dice Tevez, Kakà o da quello che dico io. Sono le parole di chi non vuole far passare un'immagine di sé come di qualcuno che voglia rimanere nello stesso club tutta la vita. Io stesso ho detto che ho vinto la Premiership, che potrei vincere il campionato e che vorrei vincere il Grande Slam del calcio europeo che per me significa vincere in Italia, Inghilterra e Spagna. Questo potrebbe essere interpretato come un messaggio di un Mourinho che vuole andare via dall'Inter. Io vi dico di no, vi dico che l'anno prossimo sarò qui al cento per cento. Ibrahimovic ha detto che ha vinto tutto in Italia, ma che è felice nell'Inter, che sta bene e che, però, un giorno vorrebbe giocare il calcio di un altro paese. Questo mi sembra assolutamente normale, non vedo nessun dramma... Continua a leggere su Milano 2.0

venerdì 24 aprile 2009

Inter con la Samp grande in campo, ma fuori perde la testa: è follia pura per Mourinho e Materazzi

C’è tutta l’Inter e i suoi paradossi nella vittoria/sconfitta di Coppa Italia con la Sampdoria, con un successo per 1-0 nei 90’ che però non è bastato a bilanciare lo 0-3 dell’andata e che pertanto promuove in finale i genovesi. Una squadra che sul campo ha dimostrato di essere ancora una volta la più forte e che fuori ha invece perso la testa, a cominciare dall’alto, da un José Mourinho che non potrebbe essere ciò che è se non fosse proprio così, un po’ folle proprio come l’Inter. Uno ‘stile’, quello nerazzurro, che per ora è ancora di là da venire, sia nelle vittorie come nelle sconfitte.

Dall’isteria di Materazzi di fine gara con tanto di espulsione (in realtà non mi vengono aggettivi per definire il comportamento in campo di questo personaggio ormai sul viale del tramonto), alla bassa macelleria di Vieira, alla violenza verbale di Ibrahimovic, che ha disputato in campo probabilmente una delle sue migliori partite ‘di sempre’. L’Inter è questa, prendere o lasciare, una squadra ‘cattiva’ e ‘antipatica’, proprio come la vuole Mourinho, che non vuole ‘giocatori simpatici agli avversari, perché altrimenti diventano antipatici a lui’... Continua a leggere su Milano 2.0

A San Siro è 'Ibra-show', ma non è bastato...

mercoledì 22 aprile 2009

Mourinho 'il saggio' l'ha capita: ma quale razzismo, Balotelli sta solo sulle palle agli avversari!

Qualcosa è cambiato in Jose Mourinho. Decisamente. Dai tempi in cui provocava (nemmeno tanto lontani) e vituperava colleghi vicini e lontani ha subito una trasformazione ‘mediatica’ non indifferente, in grado di deviare la sua arguzia verso commenti veramente interessanti e chiari. Prendete il caso legato agli insulti a Mario Balotelli. Avrebbe potuto fare la vittima, evento già capitato, avrebbe sposato in toto la causa del suo giocatore, invece è stato, pratico, onesto e soprattutto chiaro, spegnendo così sul nascere le polemiche che giornalisti genuflessi e parolai avevano già cominciato ad accendere sulla ‘bieca Italia razzista’. Ho visto televisioni convocare psicologi, analisti sociali, ho sentito un giornalista (!) parlare della necessità di convocare Balotelli in Nazionale per ‘dare un segnale’ e follie di questo genere.

Quasi indifferente a tutto questo inspiegabile trambusto, con il suo solito stile alla Buster Keaton, Mourinho ha replicato placido, nella conferenza stampa del prepartita in vista del ritorno di Coppa Italia con la Sampdoria: “Non so se si tratta di una situazione di razzismo o meno. L'unica cosa che posso dire è che, da parte mia, cerco di educare calcisticamente un giocatore sotto tutti gli aspetti. L'unica cosa che non mi piace di Balotelli è il fatto che discuta sulle decisioni dell'arbitro e che magari, per questo, venga ammonito. Dal punto di vista tattico invece, continua a crescere fisicamente e tatticamente”. Così, tranquillo, senza scenate. Poi arriva al punto, ovvero ai fischi: “Se gli avversari sono arrabbiati perché lui è bravo, perché segna, perché è brillante, perché prende la palla, perché non ha paura di niente e di nessuno, questo è un problema loro”. E ancora, in faccia a tutti i sobillatori di un’Italia cattiva verso lo straniero: "L'Italia non è razzista e non lo è neanche il calcio italiano... Continua a leggere su Milano 2.0