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giovedì 24 novembre 2022

Arriva Natale e allora... dillo con un francobollo!

La dott.ssa Annamaria Gallo, Poste Italiane (immagine Bordignon)
Ditelo con un francobollo... e sarebbe anche ora! In mezzo a tante collezioni di figurine, Pokemon e mostriciattoli vari, il ritorno alle splendide immagini proposte dai francobolli, dalle lettere affrancate e dagli eleganti 'folder' dai mille colori e dalle tante tematiche rappresenta un 'ritorno al passato' ma, contemporaneamente, un passo in avanti verso una collezionismo riqualificato e impreziosito da quella cultura evocativa che, da sempre, il francobollo reca con sé, a cominciare da quello storico 'Penny Black' di vittoriana memoria, che il mondo globalizzato sta troppo frettolosamente cancellando.
Immagini, icone, disegni, storie, valori (economici e ideali), il francobollo narra le gesta di eroi e di nazioni scomparse oppure nascoste in angoli remoti della guerra, scovati in qualche libro di Burroughs o racconto della Disney.
C'è poi il francobollo 'made in Italy', quello emesso dal Ministero dello Sviluppo Economico (ora Ministero delle Imprese e del Made in Italy) che, attraverso un'autentica messe di emissioni annuali, racconta la storia della cultura, della società e dell'arte italiane.
Al recente SIMEI di Milano, il Salone internazionale macchine per enologia e imbottigliamento, mi sono imbattuto nello splendido spazio riservato a Poste Italiane da Olio Officina e alle tante proposte che il mondo della filatelia italico propone.
Pezzi splendidi, talvolta destinati nel tempo ad acquisire valore, come recita un articolo di qualche tempo de "Il Sole 24 Ore": "I rari francobolli o le affrancature, oltre a un fascino artistico-iconografico, possono offrire un pregio storico-collezionistico senza per questo richiedere impegni finanziari proibitivi. Come per qualsiasi altro bene collezionistico, anche una raccolta di francobolli e di rare affrancature offre sì il piacere del possesso, ma richiede la necessità di essere custodita per tempi sufficientemente lunghi, cosiddetti 'generazionali'". Arriva Natale, e allora l'invito è facile, colorato e intrigante: regalatevi un fancobollo o un folder, cominciando da quello che più vi piaccia, per poi proseguire con una tematica, oppure regalatelo ai vostri figli, perché un soffio di bellezza e cultura si instilli in un'epoca che della sciatteria e dell'ignoranza mena vanto.

sabato 25 dicembre 2021

Biden e gli auguri di Natale con l'insulto farlocco: "Let's go Brandon", ma lui non capisce

Un momento della telefonata fra Joe Biden e 'Jared'
Joe Biden
, ancora una volta, l'ennesima, rimane spiazzato durante un discorso in diretta, dimostrando la propria incapacità ad afferrare frasi anche semplici, cadendo in clamorose 'gaffe' e facendo sempre più rimpiangere il piglio decisionista e autoritario di Donald Trump.
E' il caso della diretta, avvenuta dalla Casa Bianca, in cui Biden, affiancato dalla moglie Jill, ha parlato con alcuni americani al telefono per il tradizionale scambio degli auguri natalizi. Con uno di questi tale Jared, padre di quattro figli, la conversazione, nell'insieme cordiale, dopo il consueto Buon Natale reciproco ha avuto una propaggine, con l'ospite telefonico che ha pronunciato la frase "Let's go Brandon", diventata popolare nei mesi scorsi fra i sostenitori di Trump come modo per insultare lo stesso Biden senza utilizzare la parola "fuck", ovviamente vietatissima.
Alla frase di Jared il presidente è parso non comprendere la situazione, mentre i suoi sostenitori ne hanno invece esaltato la presunta flemma e superiorità di fronte alla 'offesa' ricevuta. Molto più probabile la prima, perché lo stesso Biden ripete le parole appena ascoltate: "Let's go Brandon, I agree", aggiunge.

venerdì 3 dicembre 2021

Le teorie europee contro il Natale e i pronomi, l'ironia di Pro Vita e Famiglia

La mega lettera indirizzata al 'Babbo Natale' d'Europa
Duro attacco dell'associazione Pro Vita e Famiglia alle deliranti 'linee guida' per la "comunicazione inclusiva" ideate da un'apposita commissione (lautamente pagata) dalla Commissione europea, direttive destinate a tutti i lavoratori delle istituzioni europee e che sarebbero dovute servire come 'esempio' a tutti i cittadini europei. Linee guida poi velocemente ritirate con un dietrofront tanto comico quanto le balzane, ma purtroppo reali, idee proposte.
Jacopo Coghe, vicepresidente di Pro Vita e Famiglia Onlus, ha emesso un comunicato senza sconti al riguardo e, parlando, delle idee partorita dalla maltese Helena Dalli, sottolinea che "in teoria, miravano a plasmare il nostro linguaggio al fine di essere più 'inclusivi' e ad evitare la minima ombra di 'discriminazione'. In pratica, si trattava di un condensato di ideologia 'gender' e di un tentativo di eliminare ogni identità religiosa e culturale, soprattutto l'identità cristiana...".
Quindi, via con gli esempi: "Secondo la Commissione europea: non si potrebbero utilizzare parole che presuppongono il genere di una persona, come "poliziotto"; non si può dire "Signori e Signore" (per non offendere eventuali 'transgender' nel pubblico); ci si dovrebbe rivolgere a una persona usando sempre il genere in cui si "auto-identifica"... anzi, prima di rivolgersi a una persona si dovrebbe chiedere: "Quali sono i tuoi pronomi preferiti?". Ancora: la Commissione ci ingiunge di non dire "Il periodo di Natale": piuttosto bisognerebbe dire "periodo delle vacanze"... attenti anche a usare nomi troppo "cristiani"! Invece di dire "Maria e Giovanni" meglio "Malika e Julio"... Non c'è da stupirsi che la pubblicazione di queste linee guida abbia generato una polemica enorme: con il pretesto di "includere", escludevano l'identità storica dell'Europa e le realtà più naturali (mamma, papà, maschio, femmina, ecc.)".
Coghe poi sottolinea un'iniziativa dell'associazione Pro Vita e Famiglia: "Non potevamo restare in silenzio: ci siamo presentati davanti alla Rappresentanza in Italia della Commissione europea con una lettera di Natale "speciale" indirizzata a Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, e a Helena Dalli, commissaria europea all'Uguaglianza... Alla Commissione Europea abbiamo mandato, su una lettera gigante, l'augurio: "BUON SANTO NATALE da Maria, Giuseppe e tutte le mamme e i papà europei".

martedì 30 novembre 2021

Eurofollia, eliminare il Natale per fare contenti gli invasori islamici

"Buon Natale" ai 'membri' della Union of Equality
Se non fosse realmente drammatico, potrebbe apparire grottesco. La realtà, però, in un mondo sulla via della sua più totale disumanizzazione, è che per l'Unione Europea, quell'Europa che ci dovrebbe essere 'madre', ma che invece, per l'ennesima volta, si trasforma in 'matrigna', il Natale non s'ha da fare. Tutto vero.
"Ogni persona in Ue ha il diritto di essere trattato in maniera eguale" è il delirante comunicato pubblicato dai 'padroni dell'Europa, "senza riferimenti di genere, etnia, razza, religione, disabilità e orientamento sessuale". Così - scrive ancora Bruxelles per quelle che considera 'nuove linee guida' - "devono sparire 'Miss o Mrs' (signorine e signore) sostituite da un più generico 'Ms'. E anche le festività non dovranno più essere riferite a connotazioni religiose, come il Natale, ma citate in maniera generica: si dovrà dire, ad esempio, le 'festività sono stressanti' e non più 'il Natale è stressante', si legge nel documento per una "corretta comunicazione" fornita dalla Commissione dal titolo 'Union of Equality'. Una delle tante commissioni 'inutili', al suo primo anno di vita (fin troppo) dedita ai soliti temi altrettanto inutili, triti e ritriti temi del razzismo e delle cosiddette tematiche del mondo LGBT (e forse pure Q), guidata da tale Helena Dalli, una grassona maltese tutta dedita alla eroica lotta contro i cosiddetti 'crimini d'odio' e che rappresenta la quintessenza di tutta quell'ignoranza demagogica che fa leva sulla mente impressionabile delle 'menti deboli'. Del gruppo di lavoro che ha redatto la 'super minchiata' fa parte un italico, tale azzimatissimo Lanfranco Fanti, collaboratore dell'illuminato Huffington Post.
Pura follia. Non sorprende che la devastazione cerebrale che ha prodotto un comunicato di tale portata sia la stessa che consente l'invasione di milioni di islamici su suolo europeo, con la connivenza del peggior Papa che si ricordi, almeno fra quelli visti in carne e ossa e della cui storia, spesso ingloriosa, si sia letto sui libri di storia.
Non sorprende che sia la tessa Europa che abbraccia senza riserve le tesi dell'aborto, dell'omicidio di bambini nella pancia delle proprie madri, e dell'eutanasia, ovvero di quegli individui, senzienti e pensanti, di cui si ritenga inutile la sopravvivenza perché essi stessi non desiderino protrarla oltre.
Personalmente non sono religioso, ma lo sono abbastanza per capire come non sia certamente la presenza del Natale a creare disuguaglianze che, al contrario,ormai, pesano sempre più sulle spalle degli originari abitanti dell'Europa, sempre più obbligati 'oggetti passivi' di una politica umiliante di genuflessione allo 'straniero'.
Sarebbe il minimo rispondere a questa odiosa provocazione con una sequela continua di insulti, raccogliere i forconi, simbolo della fatica popolare, per andare fino a Bruxelles e prendere per la collottola questi miserabili, ma vorrebbe dire fare il loro gioco di 'potere'.
Meglio combatterli con la giusta indifferenza, prestando loro il nulla perché il nulla è quanto possono partorire le loro menti ottusamente globalizzate e devastate. Forse potremmo pronunciare un'unica, precisa, puntuale frase, forse in lieve anticipo sui tempi: "Buon Natale"!

Il mio augurio di Buon Natale a Helena Dalli su Facebook

lunedì 8 novembre 2021

Arriva la Focaccia dei Templari, il panettone dai sapori medioevali

La Focaccia dei Templari (foto ufficio stampa Camilla Rocca)
Non poteva che attrarre la mia curiosità un comunicato arrivatomi con tanto di presentazione di una fantomatica Focaccia dei Templari, opera del maestro pasticciere Claudio Gatti, appositamente creata per il Natale.
Una proposta che abbina il piacere del palato alle proprietà salutistiche dell'erba cicoria e del liquore centerbe.
All'interno la farcitura è realizzata con il cosiddetto 'caffè dei poveri', ovvero l'unione della cicoria, bevanda prediletta dai templari nelle serate conviviali e del centerbe, digestivo dei monaci dell'abbazia di Chiaravalle della Colomba di Alseno, in provincia di Piacenza.
"Ho dedicato questa focaccia al mio territorio, quella della Food Valley e della via Francigena", racconta il pasticcere di Tabiano Terme, in provincia di Parma. "L'ho pensato per dedicarla all'antica chiesa di San Leonardo di Limoges, passaggio d'obbligo per le schiere di pellegrini che si recavano a Roma percorrendo la Via Francigena con un piccolo ospedale per i malati e pellegrini, che si dice fosse anche sede dell'ordine templare, a pochi chilometri dalla mia pasticceria. Per realizzarla ho preso spunto da antichi ricettari che ho trovato in loco, risalenti al XXI secolo".
Prima del 1570 il caffé non esisteva in Europa e i cavalieri templari erano soliti usare la cicoria, raccolta per le sue proprietà curative e alimentari, come decotto. La radice di cicoria ha un sapore molto amaro e con l’essiccazione e una leggera tostatura prende un sapore molto simile al caffè.
Oggi sappiamo che la cicoria è usata per la forte azione digestiva dovuta al gusto amaro, inoltre, ricca di polifenoli, forti antiossidanti che contrastano i radicali liberi con effetto anti invecchiamento.
"Il consumatore cerca un prodotto buono, ma allo stesso tempo leggero, con pochi zuccheri e un contenuto minimo di grassi, senza conservanti, senza coloranti o aromi. Le persone sono sempre più attente e coscienti. Ecco perché al 'light', leggero, si è aggiunto l'aggettivo 'bright', chiaro, naturale, che è sempre molto attento al benessere e alla leggerezza dei prodotti dolciari, mantenendo intatto il gusto" conclude Gatti.