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lunedì 21 aprile 2025

Vinitaly 2025: cresce il fenomeno dell'enoturismo in Puglia

Un rappresentante di AIS Puglia al Vinitaly 2025 (foto Bordignon)
Durante la 57.a edizione del Vinitaly, un’analisi di Coldiretti e Terranostra diffusa in occasione del Consiglio nazionale dell’associazione agrituristica cresca il fenomeno dell’enoturismo con un aumento previsto delle presenze del 10% rispetto allo scorso anno. Una chiara indicazione per sottolineare come il turismo del vino stia acquisendo a livello economico un peso sempre maggiore e rappresenti una risorsa per l’intero Paese.
In Puglia, nel Leccese, si combinano degustazioni reali a tour virtuali della cantina e della vigna con gli occhiali 3D, ma si può anche fare pilates o yoga tra i filari o osservare le stelle e le costellazioni sorseggiando un calice di rosso con l’astrotasting. A trainare il fenomeno – rileva Coldiretti Puglia - è soprattutto la spinta all’innovazione che viene dalle aziende vitivinicole, capaci di intercettare la domanda verso un tipo di turismo sempre più esperienziale che proviene da italiani e stranieri.
Alle tradizionali degustazioni si sono così aggiunte attività che vanno dall’arte allo sport fino al wellness.
Un segnale importante viene in tale ottica anche dal nuovo piano dell'Unione Europea per il vino – ricorda Coldiretti - presentato dalla Commissione Europea che riconosce l'enoturismo come un elemento chiave per diversificare e rafforzare il settore vinicolo europeo, contribuendo allo sviluppo economico delle regioni rurali e rispondendo alle nuove tendenze del mercato.
La presidente dell'associazione Terranostra, Dominga Cotarella, sottolinea: "Solo i produttori di vino possono raccontare con autenticità la naturalità del loro prodotto: conoscono ogni fase, dalla vigna alla bottiglia, e ne custodiscono storia, territorio e passione – sottolinea -. Questo legame diretto diventa un valore aggiunto per i consumatori sempre più attenti alla sostenibilità e alla trasparenza. In questo contesto, l’enoturismo sta diventando un potente volano di sviluppo per le aree interne, favorendo economia locale, valorizzazione culturale e promozione di pratiche agricole virtuose".
Secondo Coldiretti Puglia l’enoturismo, se adeguatamente promosso in Puglia, potrebbe essere un moltiplicatore di ricchezza, con un aumento potenziale del 20% di turisti e un valore aggiunto che potrebbe aumentare di 480 milioni di euro, valorizzando attraverso i vini il territorio anche in chiave turistica e recuperando le antiche tradizioni legate alla cultura enogastronomica. Il tutto sulla base dei dati dello studio di SRM del gruppo Intesa Sanpaolo, secondo cui la Puglia presenta grandi potenzialità nella diversificazione dell’offerta turistica, proprio attraverso l’enogastronomia.
Un turista italiano su tre (32%) posiziona infatti la Puglia sul podio delle tre migliori regioni italiane per il turismo enogastronomico, con percorsi innovativi – aggiunge Coldiretti Puglia - dell’enoturismo esperienziale per turisti italiani e stranieri che anche nel 2024 hanno preso d’assalto cantine e strutture agrituristiche con l’obiettivo di vivere esperienze nel mondo del vino.

sabato 19 aprile 2025

Vinitaly 2025: è sempre bello, ma quanti vuoti!

Due 'fanciulle' degustano l'ottimo vino pugliese (foto Bordignon) 
Il Vinitaly 2025 è finito da qualche giorno e, come sempre, esattamente come nelle elezioni politiche, tutti hanno vinto. Un grande successo, frotte di 'buyer', pubblico a catinelle.
La realtà è che, avendo vissuto diverse edizioni della rassegna veronese, la sensazione, non solo mia, è stata quella, se non di un crollo completo delle presenze, quanto meno di una semi-discesa agli inferi, almeno per quanto concerne i visitatori, quelli che affollano i saloni della fiera enologica, giunta alla sua 57.a edizione.
Il tutto a partire dall'arrivo, dove le navette messe a disposizione dal Comune di fronte alla stazione ferroviaria di Porta Nuova, chiudevano le proprie porte senza troppi patemi di chi vi era all'interno, più spesso seduto comodamente e senza affanni, che stretto, come nel passato, in una sorta di tradotta indiana, madido di sudore e sfinito già all'arrivo in fiera.
Sulla quantità degli affari conclusi non ci sono dati reali ma, anche in questo caso, la sensazione è che le grandi cantine abbiano potuto contare sui clienti 'storici', al contrario di quelle più piccole, spesso sole e desolate lungo tutto l'arco della manifestazione.
Va anche detto che, molto spesso, nette sono state le differenze fra un padiglione e l'altro, e dove le regione più visitate, secondo tradizione, sono state il Veneto 'padrone di casa' e la Lombardia. L'auspicio, quindi, è che le sensazioni legate alle assenze in alcune delle altre regioni non rispecchino la realtà.

sabato 5 aprile 2025

Vinitaly 2025: Puglia presente con 106 espositori e quattro consorzi di tutela

Il padiglione Puglia a Vinitaly nel 2019 (foto Bordignon)
La 57ª edizione del Vinitaly sta per prendere il via e anche Regione Puglia è pronta per scendere in campo agguerrita dal punto di vista... enologico.
Unioncamere Puglia ospiterà infatti nel padiglione 11 di Fiera Verona, su una superficie di quasi 4mila metri quadri, ben 106 espositori, tra aziende vinicole e quattro consorzi di tutela (Castel del Monte, Rosso Barletta, Primitivo di Manduria, Salice Salentino). Al Vinitaly negli spazi istituzionali della regione, sono in programma 17 tra convegni, incontri e seminari, per un confronto a più voci dedicato allo sviluppo locale delle produzioni vitivinicole, alla valorizzazione della biodiversità viticola passando per le soluzioni digitali dedicate alla riconoscibilità dei vini e alle opportunità di formazione professionale realizzabili nell’ambito dell’enoturismo, anche grazie ai fondi del CSR Puglia 2023/2027, il Complemento regionale di Sviluppo Rurale.
Durante questa edizione del Vinitaly ci sarà anche l'occasione per presentare a livello nazionale una serie di eventi dedicati alla promozione del vino e in grado di tenere insieme l’'incoming' dei flussi turistici in Puglia e la valorizzazione dei territori.
Attesa anche per il vincitore pugliese del Premio Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura, storico riconoscimento assegnato in collaborazione con gli assessorati regionali all’Agricoltura.
Va inoltre detto che, nella crisi globale del mondo del vino, la Puglia a livello produttivo dimostra la sua capacità di resistenza. Secondo gli ultimi dati trasmessi dal Dipartimento Agricoltura ad AGEA al 31 luglio 2024, la superficie 'vitata' della Puglia è pari a 90.882,09 ettari, terza per estensione a livello nazionale dopo Veneto e Sicilia.
L’Ufficio Studi di Unioncamere Puglia ha evidenziato infine che la vendemmia 2024 è stata favorevole, con un incremento di produzione del 18% rispetto al 2023 e un ritorno ai volumi del 2022.

Vinitaly 2025, tutto pronto per il via della 57.a edizione

Un'immagine tratta dall'edizione 2019 (foto Bordignon)
Si apre questa domenica a Veronafiere la 57ª edizione di Vinitaly, il salone internazionale dei vini e distillati, in programma dal 6 aprile e fino a mercoledì 9.
La manifestazione si conferma punto di riferimento per il business del vino a livello globale, con la presenza di oltre 4mila aziende espositrici distribuite in 18 padiglioni e operatori professionali attesi da 140 Paesi.
La cerimonia inaugurale è in programma, sempre domenica, alle ore 11, presso l'Auditorium Verdi.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sarà il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, coadiuvato dal sindaco di Verona, Damiano Tommasi, e dal presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini. A chiudere i saluti istituzionali Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo.
A seguire un talk cui prenderanno parte, fra gli altri, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia. La conclusione dal podio spetterà al ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.
Ad aprire il programma generale delle degustazioni sarà il tradizionale walk around tasting dei Tre Bicchieri 2025 del Gambero Rosso, in programma domenica 6 aprile dalle 11.30 alle 16.30 in Sala Argento al Palaexpo, con i vini premiati dalla guida “Vini d’Italia 2025”.
Nel pomeriggio, alle 15 in Sala Tulipano (Palaexpo), si terrà la degustazione dei grandi rossi selezionati dalla guida I 100 migliori vini e vignaioli d’Italia del Corriere della Sera, curata dal vicedirettore della testata Luciano Ferraro e dal critico enologico di fama internazionale James Suckling.
Alle 16 infine, in Auditorium Verdi, è in programma la cerimonia del Premio Angelo Betti – Benemeriti della vitivinicoltura, storico riconoscimento assegnato in collaborazione con gli assessorati regionali all’Agricoltura.

Qui sotto altre immagini dell'edizione 2019 (foto Bordignon)





giovedì 3 aprile 2025

Vinitaly 2025, un 'fuorisalone' di grandi nomi ed eccellenze

Foto della conferenza stampa (ufficio stampa)
Si avvicina il grande appuntamento con il Vinitaly e, anche per l'edizione 2025, sarà di scena, a partire da questo venerdì e fino a domenica 6 aprile, la 'kermesse' di "Vinitaly and the City", ovvero l’anima pop del Salone internazionale dei vini e distillati che, ogni anno, trasforma Verona nella capitale dei 'wine lover'.
Il fuori salone di Vinitaly, presentato a Veronafiere in conferenza stampa, si estende nel suggestivo triangolo che comprende Piazza dei Signori (con la Loggia di Fra Giocondo e la Loggia Antica), Cortile Mercato Vecchio e Cortile del Tribunale, luoghi simbolo della città patrimonio Unesco.
"Vinitaly and the City rappresenta da sempre il risultato di un gioco di squadra vincente, che pone al centro la collaborazione con le varie istituzioni locali, dal Comune alla Provincia di Verona, dalla Fondazione Cariverona al patrocinio della Regione Veneto, insieme a diverse realtà associative che rappresentano l’offerta culturale e ricreativa della città – ha dichiarato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo –. Si tratta di un evento di pubblico complementare all’anima business di Vinitaly, che coinvolge tanto i cittadini veronesi quanto i turisti con una proposta ricca di arte, cultura, musica, gastronomia e, naturalmente, degustazioni di vino. Un format vincente ed esportabile di enoturismo urbano che, già lo scorso luglio, è stato replicato con successo anche a Sibari, in Calabria".
Con un itinerario che collega simbolicamente l’Italia dalla capitale del vino scaligera alla punta dello Stivale, Vinitaly and the City vedrà protagonista il vino in tutte le sue sfaccettature.
In Piazza dei Signori è il Consorzio Tutela Doc delle Venezie a presidiare la Loggia di Fra’ Giocondo, mentre l’Area Mixology nella Loggia Antica vedrà brand come Bartenders, Molinari, Marcati, Nespresso, Italian Wine Brands, San Pellegrino, 9 di Dante, Fiol, Martini e Campari presentare i nuovi trend della miscelazione.
La Lounge Banca Passadore, al centro della piazza, fa invece da baricentro per l’esperienza di una degustazione immersa nell’arte e nella storia. Il viaggio prosegue nel Cortile Mercato Vecchio con le proposte della Regione Calabria e della Regione Sardegna, mentre al Cortile del Tribunale è possibile degustare, oltre alla selezione di etichette dalla Guida Vini d’Italia 2025 del Gambero Rosso (di cui molte premiate con i Tre Bicchieri), anche i vini della Regione Campania e dell’Enoteca Esselunga. Qui si trovano anche i piatti firmati dalla Fiera del Riso come i tradizionali Riso all’isolana e all’Amarone della Valpolicella DOCG, oltre a quelli alle Mele della Val di Non e Prosecco Doc e agli Arancini di riso. Completa il tour – non solo enogastronomico ma anche culturale – la Lounge Affreschi, che ospiterà l’Assessorato dei Beni Culturali e Identità Siciliane per la promozione di Agrigento Capitale della Cultura 2025 e dei parchi archeologici siciliani.
Svetta infine sulla Torre dei Lamberti il Consorzio Tutela Lugana Doc.
Si parte questo venerdì con il taglio del nastro nella Loggia di Fra Giocondo (Piazza dei Signori, ore 18), che vedrà protagonista la campionessa olimpionica di sci alpino, Deborah Compagnoni, Ambassador delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina 2026, affiancata dal presidente di Veronafiere, Bricolo, dal sindaco di Verona, Damiano Tommasi, e dal presidente della Provincia di Verona, Flavio Massimo Pasini.
Nei calici l’official wine dell’evento, il Teàtrico Castello di Meleto Classico 1256 - Metodo classico toscano, un Classico che sfida le convenzioni, frutto di un affinamento sui lieviti di almeno quattro anni, ottenuto esclusivamente da uve Sangiovese coltivate oltre 400 metri sul livello del mare s.l.m. nel cuore di Gaiole in Chianti.
Fra i 'tasting', torna anche “Hellas in wine”, la serie di degustazioni in programma all’Hellas Store che si terranno tutti giorni della rassegna.
Sabato 5 aprile (ore 15, Loggia di Fra’ Giocondo) si svelano in anteprima i vincitori del Premio Diapason 2025, con i riconoscimenti della Guida Bollizine 2026 di Tommaso Caporale. Fra i premiati, i vini spumanti “più intonati” d’Italia, campionati secondo il “metodo Caporale”.
Tornano poi ad animare il palco della Loggia di Fra’ Giocondo gli incontri letterari realizzati in collaborazione con Feltrinelli Librerie, ma anche gli appuntamenti curati da Fisar, con un focus su “FISAR winetelling - Enoturisti per caso” (5/4, ore 19.30), e dall’associazione Rivela, che quest’anno presenta “Intagli di Luce, Canti di Vite: Il Coro Silenzioso di Fra Giovanni da Verona” (6/4, ore 15).
Si accendono i riflettori anche sulla nuova stagione di B.E.V.I. – L’Arte del Vinificare, la prima e unica serie TV sull'arte nel mondo del vino, in onda su Sky Arte e in streaming su Now (6/4, ore 19, Loggia di Fra’ Giocondo). Sul palco a presentarla, i protagonisti: Artlouder, Sky Arte, Duca di Salaparuta, Contadi Castaldi, Gorghi Tondi e Cantine Lunae.
Fra gli appuntamenti serali più attesi, gli spettacoli della Regione Sicilia (area foyer della Lounge Affreschi), la serata pizza della Regione Campania per il sabato sera (ore 19, Cortile del Tribunale), e il party “Valpolicella Vibes: la freschezza da scoprire” (6/4, ore 21, Cortile Mercato Vecchio, su invito) organizzato dal gruppo giovani del Consorzio Tutela Vini Valpolicella in occasione dei 100 anni del Consorzio. “The Soundtruck by The Riff” è la colonna sonora che accompagnerà le serate della manifestazione con una playlist appositamente selezionata dal cocktail restaurant di Benny Benassi e Fabio Volo, mentre sarà la dj Ema Stokholma la star dell’evento organizzato da Rai Radio2, Rai Com e Regione Calabria sabato sera (5/4 ore 21) in Piazza dei Signori. Le visite guidate alla scoperta della città – realizzate con l’associazione Archeonaute – interessano l’area archeologica di Corte Sgarzerie (4/4, ore 18 e 21; 5/4, ore 17 e 21), la Villa Romana di Valdonega (6/4, ore 11) e Verona Sotterranea (6/4, ore 15).
Durante i tre giorni della rassegna, l’anima 'fusion' di Amo Bistrot propone ai 'wine lover' di Vinitaly and the city la degustazione “Amo l’Oriente”, un abbinamento insolito tra i sapori dell’oriente e tapas (4/4, ore 18; 5-6/4 ore 17). Vinitaly and the City è anche l’occasione per sottolineare l'impegno di Veronafiere verso una mobilità sempre più sostenibile. Volkswagen Italia, infatti, partecipa come automotive partner di Vinitaly 2025 e del suo fuorisalone.
Oltre che in fiera, i modelli della gamma ibrida e plug-in della casa automobilistica saranno in mostra in piazza dei Signori dal 4 al 6 aprile. Un’attenzione per la tutela dell’ambiente ribadita da Veronafiere anche attraverso la recente installazione di cinque nuove postazioni di ricarica veloce per i veicoli elettrici nel proprio quartiere espositivo.
Basta e avanza per attirare sia gli appassionati del genere, i degustatori di nicchia, i turisti del gusto e i semplici curiosi.

Due altre immagini della conferenza stampa (foto ufficio stampa):

sabato 30 novembre 2024

Castello di Montecavallo, il vino è una storia di famiglia

Una bottiglia di "Indero" presentata a Milano 
"Per noi il vino è una storia di famiglia". Parole di Tommaso Incisa della Rocchetta, un cognome che risuona potente nella storia vitivinicola italiana, per una tenuta, quella che si dispiega attorno al Castello di Montecavallo (a Vigliano Biellese, nell'Alto Piemonte) che ha seguito il 'mood' di una risorgenza del territorio che, da industriale, è tornato a volgere la propria attenzione al mondo della vite.
A Milano, nell'ambito del percorso degustativo organizzato ciclicamente dall'agenzia Anam Communication, proprio il 'brand' "Castello di Montecavallo" ha fatto bella mostra di sé attraverso tre locali scelti, ciascuno con caratteristiche meritorie nelle rispettive aree enogastronomiche.
Tre sono state le bottiglie presentate da Tommaso Incisa della Rocchetta (accompagnato, nell'occasione, da Serena Schellino), prodotte da una tenuta nata nel 1830 e che immette sul mercato appena 9mila bottiglie all'anno in totale ma che, nel prossimo futuro, prevede di ingrandirsi anche grazie all'espansione degli spazi e dei territori coltivati a viti.
Le uve del Castello di Montecavallo, situato in un'area conosciuta per i suoi vigneti fin dal 1200, provengono esclusivamente dai vigneti situati sulla sua collina e l'intero processo di vinificazione avviene in loco. Il terreno è prevalentemente costituito da sabbie provenienti da antichi fondali marini ad alto contenuto di acidità. Ciò contribuisce alla caratteristica freschezza e mineralità dei vini. La vicinanza alle Alpi, con notti fresche durante tutta l'estate, contribuisce allo sviluppo di eleganti aromi di frutti rossi, tannini eleganti e livelli alcolici ben equilibrati.
Le tre bottiglie presentate sono state: Aralcader, Coste della Sesia Doc Nebbiolo, un Nebbiolo in purezza, il cui nome vuole essere un ringraziamento a Clara Reda, matriarca della famiglia e pittrice che firmava le sue opere appunto con l’anagramma del suo nome, Aralcader.
Cajanto, Coste della Sesia Doc Rosso, un blend Nebbiolo (70%) e Vespolina (30%), espressione di due delle uve tipiche del Nord Piemonte, primo vino dell'azienda a essere messo in commercio dai primi anni Duemila, così denominato dal modo in cui, da bambina, Chiara Reda, madre degli attuali proprietari, pronunciava “Montecavallo”.
Indero, Coste della Sesia Doc Rosato, un rosato di Nebbiolo in purezza il cui nome sono le iniziali del cognome dei due fratelli Incisa della Rocchetta a celebrazione del primo vino fatto insieme.
Un viaggio di sapori che si inserisce nell'ottica di un cambio di rotta di un'area che, storicamente legata al mondo del vino e poi dirottatasi sull'industria pesante, sta ora tornando nel solco della propria storia e tradizione.

giovedì 13 giugno 2024

L'importanza degli alimenti fermentati nella dieta

foto ufficio stampa
Quanto sono importanti gli alimenti vegetali biologici fermentati spontaneamente non pastorizzati? I ricercatori sostengono che, in ragione del loro protratto ruolo come parte della dieta umana e dei loro benefici consolidati ed emergenti, determinati in parte dal loro stesso microbioma, gli alimenti fermentati meritano di essere presi in considerazione per un consumo regolare, e sono da includere nelle Linee Guida sul consumo alimentare.
"Una pietra miliare nell’ambito della letteratura scientifica relativa a questo argomento - afferma la biologa nutrizionista Livia Galletti, PhD in Scienze Antropologiche Biologia dell’uomo, delegata nazionale nutrizione del Comitato Centrale Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologici - è il primo studio prospettico, randomizzato, condotto dai ricercatori della School of Medicine della Stanford University, che ha dimostrato come la dieta a base di alimenti fermentati come kefir, latticini, kimchi, kombucha, verdure fermentate e bevande a base salamoia vegetale fermentata, rispetto a una dieta ricca di fibre, porti a un aumento della biodiversità del microbiota intestinale".
In questo studio pubblicato su Cell. nel 2021 gli esperti hanno seguito 18 individui sani, divisi in 2 gruppi con differenti diete, per 17 settimane: un gruppo ha seguito una dieta ricca di cibi e bevande fermentate, l’altro gruppo ne ha seguita una ricca di fibre. Durante questo periodo di tempo sono state effettuate misurazioni del microbiota e dell’ospite, ivi compresa un’ampia profilazione immunitaria. La biodiversità del microbiota intestinale delle persone che seguivano una dieta ricca di alimenti fermentati è significativamente aumentata nell’arco di sole 10 settimane, con effetti proporzionalmente maggiori all’aumentare della quantità di cibi fermentati consumata, e si è mantenuta nel periodo di quattro settimane durante il quale i partecipanti potevano mantenere qualsiasi livello di assunzione di cibo fermentato desiderassero. Parallelamente, una dieta ricca di fibre non ha scaturito cambiamenti significativi.
In questo contesto l'azienda italiana Named Group, ha inserito nel proprio portfolio prodotti una linea di verdure biologiche fermentate spontaneamente non pastorizzate, nel segno del benessere anche a tavola e del supporto alla biodiversità del microbiota intestinale.

Basilicata: i prodotti del territorio a Milano fra novità e tradizione

I prodotti lucani a Milano (foto Bordignon)
Prendete una graziosa quanto affermata trattoria tipica della zona Affori di Milano, inseriteci uno chef di indubbie capacità e dalla matrice lucana, una serie di piatti e materie prime di ottima qualità, un pubblico abituato a gustare piatti 'doc' serviti con semplicità ma anche con tanta serietà. 
Il tutto sotto l'attenta regia di un'associazione che da anni si batte per diffondere le eccellenze della Basilicata fuori dalla regione lucana: è stato questo il cuore dell'evento "Basilicata: viaggio nelle eccellenze culturali ed enogastronomiche", andato in scena presso la trattoria "TAAC" di via Cialdini, 73.
Merito dell'Associazione Culturale Basilicata Today che, per l'occasione, ha presentato il video documentario fotografico del territorio e delle peculiarità agroalimentari della Basilicata, che si è valso delle voci narranti di Gabriele Grano, Lidia Lavecchia e Anna Maria Vitelli.
Una tavolata ricolma di prodotti lucani e la presentazione per opera di Nino Vitelli, affiancato dallo chef Donato Vaccaro, originario di Tolve (PT) e dal proprietario del locale, Andrea Vittorio Dettoni, in un ambiente semplice ma caratterizzato da scelte originali che mirano direttamente al cuore di una tradizione lucana rivisitata con un pizzico di modernità.
Prima del via formaggio pecorino, friselle e taralli per i presenti, fra cui hanno spiccato alcune personalità del mondo lucano a Milano, come il presidente dell'Associazione Lucani a Milano, Michele Petrocelli, e il giornalista e scrittore di origine pisticcese, Antonio Palma Barbalinardo.
In tavola, annaffiati da vino bianco e rosso, si sono susseguiti i piatti ideati da Vaccaro: dapprima uno spaghetto con guanciale di Chiaromonte, sponsale, mollica di pane di Matera e tostato al crusco, con pecorino di Moliterno; quindi una pasta lucana, una sorta di mafaldina piccola, con fagioli bianchi di Sarconi, con cozze e vongole e una grattugiata di cacioricotta lucana. Come secondo un cuore di baccalà in acqua, scottato e profumato con scorza di limone e alloro, servito su un letto di fave fresche saltate con pomodorini e crusco, condito con un'emulsione di aglio arrostito, prezzemolo eun peperone crusco croccante sbriciolato. Infine, come dessert, le fragole varietà "Inspire", un'autentica novità che ambisce ad avere un'eco importante sulle tavole degli italiani, marinata con vin cotto di Ripacandida. Dopo il dessert un goccio di alcohol ad alta gradazione e ad alta qualità: il "Pulp Gin" liquore a base di fragola.
In definitiva una giornata ben riuscita che ha centrato il proprio obiettivo: diffondere i prodotti lucani a un pubblico più ampio e ansioso di novità.


domenica 19 maggio 2024

Vinitaly 2024, i dati positivi nel comunicato di Veronafiere

Due degustatrici 'doc' nell'edizione 2014 di Vinitaly (foto Bordignon)
La 56.a edizione del Vinitaly, svoltasi nel mese di aprile a Veronafiere, ha ribadito la determinazione del ‘Sistema Italia’ a difendere i valori più alti e identitari che questo comparto rappresenta per tutto l’agroalimentare italiano.
A cominciare dalla presenza del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, per proseguire con una importante partecipazione del governo coordinata dal dicastero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare, guidato dal ministro Francesco Lollobrigida, che ha visto intervenire la presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il vice premier e ministro degli Affari esteri e del commercio internazionale, Antonio Tajani, i ministri del Made in Italy, Adolfo Urso, della Cultura, Gennaro Sangiuliano, del Turismo, Daniela Santanchè e dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara.
I dati dello studio sul vino in Italia hanno evidenziato una produzione annua di 45,2 miliardi di euro (tra impatto diretto, indiretto e indotto), 303 mila occupati e un valore aggiunto di 17,4 miliardi di euro pari all’1,1% del Pil (lo sport, secondo stime dell’Istituto Credito sportivo vale l’1,3%). Senza il vino, si evince dall’analisi, il saldo commerciale del settore agroalimentare scenderebbe del 58% (da +12,3 a +5,1 miliardi di euro nel 2023).
All’impatto economico complessivo della filiera contribuisce in modo sostanziale il turismo enologico che, se alimenta “al margine” l’economia turistica delle grandi città, può diventare fondamentale (anche al di là degli effetti strettamente economici) per molti piccoli centri e comunità rurali a vocazione vitivinicola. Nelle rilevazioni dell’Associazione Città del Vino, il turismo enologico coinvolge annualmente circa 15 milioni di persone (fra viaggiatori ed escursionisti) con budget giornalieri (124 euro) superiori del 13% a quelli del turista medio, per una spesa complessiva di 2,6 miliardi di euro.
Non a caso, quest’anno il Masaf ha proposto agli operatori presenti a Vinitaly (97 mila di cui 30.070 esteri da 140 Nazioni, pari al 31% del totale) un nuovo spazio realizzato in collaborazione con il Ministero della Cultura, con un’esperienza immersiva tra installazioni multimediali, scritti antichi e opere d’arte.
La mostra “Vino tra mito e cultura” ha ospitato prodotti artistici provenienti sia dal Museo del Vino di Torgiano della Fondazione Lungarotti sia da diversi musei italiani, quest’ultimi grazie al contributo di Generali, ma anche documenti storici. Tra i capolavori presenti, è stato possibile ammirare “Le nozze di Cana” del Garofalo, “Bacco” di Annibale Carracci, “La vendemmia (allegoria dell’Autunno)” di Francesco Celebrano, “Baccanale” di Pablo Picasso, la “Statua di Satiro” in marmo del I secolo a.C., anfore vinarie in argilla dal IV secolo a.C. al IV secolo d.C. e molto altro ancora. Insieme alla mostra, i visitatori possono sperimentare l’arena immersiva “Divina”, un viaggio affascinante tra immagini al microscopio e visualizzazioni creative per una video esperienza sul territorio e sul vino dell’Italia.

mercoledì 6 marzo 2024

Vinitaly 2024: 4mila cantine già confermate

E' già tutto pronto a Verona per la 56.a edizione di Vinitaly, la grande 'kermesse' enologica che andrà in scena a Veronafiere dal 14 al 17 aprile prossimi.
A oggi, infatti, il quartiere fieristico di oltre 180mila metri quadrati è pronto a diventare l’agorà internazionale del 'wine business' per 4mila cantine già confermate. Una partecipazione espositiva consolidata che conferma la centralità del Salone internazionale del vino e dei distillati sempre più 'targetizzato' sulle esigenze delle imprese e sulla promozione del settore in Italia e sui mercati esteri, storici ed emergenti.
Va in questa direzione anche il nuovo Piano strategico di Veronafiere “One 2024-2026” che contempla un rafforzamento ulteriore della 'mission' di Vinitaly volta ad amplificare la piattaforma promozionale del brand per garantire, al contempo, investimenti per l''incoming' sulla manifestazione e sul prodotto italiano nelle piazze export più strategiche, grazie a un radicamento di Veronafiere ancora più capillare proprio in quelle aree.
Prosegue, inoltre, il percorso di selezione qualitativa degli operatori avviato per la 55.a edizione del 2023, con un programma straordinario di 'recruiting' che portò a Verona 29.600 operatori internazionali da 143 nazioni (su un complessivo di 93mila presenze), di cui oltre mille 'top buyer' scelti e ospitati da Veronafiere e Ice-Agenzia, mentre sono stati 11mila gli appuntamenti pianificati tra espositori e buyer sulla piattaforma Vinitaly Plus a cui si sono aggiunti quelli fissati direttamente tra aziende e operatori.

mercoledì 29 marzo 2023

Vinitaly: 55.a edizione, business e internazionalizzazione

Sopra e sotto: immagini del Vinitaly 2017 (foto Bordignon)
Quattro giorni per tornare la capitale mondiale del vino. E' Verona, che ha presentato il suo Vinitaly, che vedrà svolgere la sua 55.a edizione dal 2 al 5 aprile, con oltre quattromila aziende provenienti da tutta Italia e da oltre trenta nazioni, con un contingente record che supera i 1.000 top buyer (+43% sul 2022) da 68 Paesi selezionati, invitati e ospitati da Veronafiere in collaborazione con Ice Agenzia.
L’edizione 2023 del salone internazionale dei vini e dei distillati, è stata presentata a Roma da Federico Bricolo, presidente di Veronafiere SpA, e Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere SpA. Alla conferenza stampa è intervenuto anche Francesco Lollobrigida, ministro dell'Agricoltura, che proprio in queste ore ha dato il là all'importante disegno di legge contro i cibi sintetici, a difesa del prodotto italiano.
"Sarà un Vinitaly di servizio e sempre più funzionale alle esigenze delle aziende che operano sui mercati – ha spiegato il presidente di Veronafiere SpA, Federico Bricolo –. Una evoluzione prevista dal piano industriale con l’obiettivo di potenziare ulteriormente l’identità e la centralità della manifestazione, oggi riconosciuta quale brand in grado di trainare la promozione del vino italiano a livello internazionale. Il risultato della campagna straordinaria di incoming realizzata quest’anno ci proietta verso il Vinitaly del futuro, leva per la competitività e la crescita di questo settore strategico del made in Italy".
Tra le 68 rotte di destinazione del vino italiano che convergeranno a Verona emergono, oltre alle consolidate piazze di Stati Uniti e Canada (complessivamente oltre 200 'top client' della domanda), i 17 Paesi dell’Asia, guidati da Cina (130 'top buyer'), Giappone, Corea del Sud ma anche Hong Kong e Singapore, i 12 dal Centro e Sud America, con Brasile e Argentina in testa, nove stati africani e una mappa europea a quota 26.
In contemporanea, sugli oltre 100mila mq netti di superficie espositiva tra padiglioni fissi e tensostrutture al completo, anche gli altri due saloni professionali - Enolitech con Vinitaly Design e Sol&Agrifood con B/Open e Xcellent Beers - che portano il totale espositivo in quartiere a più di 4.400 aziende.
A fare da prologo al 55° Salone internazionale del vino e dei distillati, Vinitaly OperaWine, la super degustazione con i 130 produttori portabandiera selezionati da Wine Spectator in calendario sabato 1° aprile alle Ex Gallerie Mercatali, di fronte al quartiere fieristico.
Confermate anche le principali aree tematiche: Vinitaly Bio; International wine hall; Vinitaly Mixology; Micro Mega Wines a cura del 'wine writer' Ian D’agata con focus sulle produzioni di nicchia e a tiratura limitata; Taste and Buy, il 'matching' con operatori selezionati dalla rete fieristica in collaborazione con i Consorzi di tutela; Tasting Express con le più importanti riviste internazionali di settore.


venerdì 7 ottobre 2022

Viaggio in Transilvania, alla scoperta di plăcintă e mici

La plăcintă sul tavolo di Teiuș 
Viaggio in Romania e, in attesa delle bellezze mitteleuropee della città vecchia, ecco le emozioni di un pranzo in famiglia, quasi organizzato per me, a base di autentici piatti tradizionali cucinati di fronte ai miei occhi.
E allora, senza perdermi in inutili chiacchiere, via con la descrizione. Mi siedo, per il classico bicchiere di Müller-Thurgau, niente di clamoroso, accompagnato da qualche salatino, ci sta. Ma ecco che, all'improvviso, vengono servite in tavola delle focacce verdognole calde, a base di spinaci e formaggio, che mi vengono presentate come plăcintă. Semplicemente deliziose, molto meglio di una focaccia nostrana o di una quiche-lorraine. Pochi secondi, ed ecco appoggiate sul tavolo due piccoli contenitori contenenti senape e senape in grani, cui viene fatto seguito con i mici (o mititei), una sorta di salsicciotti lunghi in cui viene mischiata carne trita di vitello e maiale, assieme a del pane fatto in casa.
Non è finita: ecco il dolce, che leggo essere una ricetta francese. Fantastico e saporito, qui viene chiamato lapte de pasăre, mentre in Francia è noto con il nome di Île flottante, in pratica una sorta di crema di latte e uova guarnita.
Ultima chicca, per me non facile da ingurgitare, i sorici in saramura, che altro non sono se non le cotiche dei nostri nonni. Pelle di maiale presa tale e quale, cucinata sulla griglia e poi messa sotto sale per un giorno, per essere poi tagliata a piccole strisce. I bambini 'ne vanno ghiotti', ho visto i figli del mio ospite raccoglierne a mucchietti e poi ingurgitarli. Io ne ho preso uno per gentilezza, ed è stato un supplizio ingurgitarlo. Tanta gentilezza andava comunque ripagata dal tentativo di mangiare tutto lo scibile enogastronomico proposto.
Maniera migliore per cominciare la mia vacanza rumena non poteva esserci, anche perché, come cadeau conclusivo, è arrivata una coppa di maionese (maioneză) fatta al momento. Meglio di così...

I cibi via via passati in tavola: dall'alto in basso, in senso orario:
mici, senape, lapte de pasăre e sorici...


domenica 29 maggio 2022

Cantine Aperte: 30.a edizione, tantissime iniziative

foto Giuseppe Tronio
Trenta candeline per Cantine Aperte, la grande manifestazione organizzata dal Movimento Turismo Vino e dedicata a tutti gli appassionati del nettare prodotto dall'uva.
Tanti gli appuntamenti previsti nelle 18 regioni partecipanti nella due giorni andata in scena il 28 e il 29 maggio: concerti, esposizioni fotografiche, 'wine trekking', lezioni di cucina e street food, e tutti daranno un importante slancio alla ripresa del turismo enogastronomico.
Ampio ventaglio di iniziative. Si va dai concerti jazz in programma in Puglia alle mostre d’arte e scultura del Veneto, passando per le imperdibili degustazioni enomusicali in Toscana: un’esperienza unica, durante la quale ogni calice in degustazione sarà abbinato a un brano musicale scelto da un sommelier e musicista con l’obiettivo di emozionare gli ospiti, non solo attraverso il gusto.
In tutte le regioni sarà comunque possibile assistere a esposizioni fotografiche, spettacoli e altri eventi a cui accompagnare i vini delle Cantine Aperte.
Numerose le cantine piemontesi ad organizzare sessioni di 'wine trekking', in cui i visitatori passeggeranno lungo gli incantevoli sentieri collinari, fermandosi di tanto in tanto a degustare un calice di buon vino all'insegna della convivialità. Visite in vigna protagoniste anche in Trentino Alto Adige, questa volta in e-bike; sarà infatti possibile affittare una bicicletta con pedalata assistita per non perdersi gli incredibili colpi d’occhio dei paesaggi altoatesini, senza ovviamente rinunciare al piacere della degustazione. Sempre in tema fitness, impossibile non menzionare le sessioni di yoga in programma in Puglia, Veneto e Toscana. Gli ospiti potranno provare un’esperienza rilassante tanto per il corpo quanto per la mente, scoprendo come il vino sia un fedele alleato del benessere sia fisico, che psicologico.
Nel folto programma della trentesima edizione di Cantine Aperte non poteva mancare lo 'street food', ormai una certezza nel panorama degli abbinamenti con il vino. In quasi tutte le regioni aderenti sarà possibile trovare cantine affiancate dai food trucks locali, per provare un’esperienza enogastronomica sorprendente. E se qualcuno volesse anche imparare a cucinare le specialità regionali, alcune cantine metteranno a disposizione le loro cooking classes, vere e proprie lezioni di cucina per i più intraprendenti cuochi amatoriali.

sabato 30 aprile 2022

Cibus 2022, la Finocchiona IGP tra le protagoniste

Finocchiona e vino toscani protagonisti al Cibus
E' in arrivo Cibus, la fiera internazionale dell'agroalimentare Made in Italy di scena a Parma, dopo oltre due anni di assenza, dal 3 al 6 maggio.
Per l'occasione si presenterà in grande stile la Finocchiona IGP, lo storico salume toscano che sarà protagonista di uno stand rinnovato che intende trasportare i visitatori della fiera in un angolo di Toscana.
"La partecipazione a Cibus 2022 – dichiara il presidente del Consorzio di Tutela della Finocchiona IGP, Alessandro Iacomoni – rappresenta l'appuntamento più importante per il nostro Consorzio durante questo anno. La kermesse di Parma attira buyers da tutto il mondo e il nostro obiettivo è quello di far conoscere le caratteristiche e la bontà della Finocchiona IGP agli operatori che vorranno venire a conoscerci al nostro stand. Per la Finocchiona IGP è stato un 2021 da record e siamo convinti che il ritorno a una fiera internazionale, accompagnati anche da altre eccellenze toscane, possa consentire alla denominazione di confermare le quote di mercato acquisite e guardare ai prossimi mesi con rinnovato ottimismo".
Cibus sarà anche l’occasione per presentare gli ultimi dati di produzione per la Finocchiona IGP che arrivano dall'importante crescita registrata nel 2021 che ha permesso al Consorzio di chiudere lo scorso anno con un +20,88% all'insacco (rispetto al 2020) con circa due milioni e 300mila chilogrammi di impasto insaccato atto a diventare Finocchiona IGP una volta terminato il periodo di stagionatura.
L'anno scorso si è registrato inoltre un grande successo anche per le vaschette con oltre tre milioni di vaschette confezionate.
Il primo trimestre del 2022 ha portato con sé numeri ancora in crescita, basti pensare che il prodotto certificato aumenta con il 31,2% rispetto ai primi tre mesi del 2021, e così anche le vaschette con +26,8% che già si avviano oltre 900mila pezzi confezionati.

giovedì 3 marzo 2022

Vino italiano, ripresa nei consumi fuori casa

Consuno di vino italiano in ripresa
Una ripresa nei consumi fuori casa è il tratto caratteristico del consumo di vino, con una crescita, nel 2021 rispetto al 2020, del 22,3% nelle vendite food&vine presso la ristorazione italiana.
Certo, la flessione rispetto alla fase pre-pandemica è rilevante, con un –22,4% fatto registrare nel 2021 rispetto al 2019.
In estrema sintesi, se nel 2019 le vendite di food&wine presso i ristoranti si aggiravano intorno agli 85 miliardi di euro, nel 2021 si sono superati i 63 miliardi. Netto calo, quindi, ma con un’impennata netta nei confronti del 2020 che aveva fatto registrare un volume valutabile intorno ai 54 miliardi.
Numeri che confermano le cifre emerse dalla ricerca IGM-Wine Monitor: se nell’ottobre del 2020 il 52% degli intervistati dichiarava di aver abbassato il consumo del vino outdoor, un anno dopo questa percentuale è scesa al 43%.
La tipologia di locale che ha fronteggiato meglio questa contrazione è il ristorante (-41% dei consumatori di vino outdoor ha diminuito la spesa su questo canale, contro il -46% di winebar, enoteche, pub e bar).
"Soprattutto per i fine wine, che è la fascia sulla quale operiamo noi di Istituto Grandi Marchi – ha commentato Piero Mastroberardino, presidente IGM – la ristorazione rappresenta un canale di importanza strategica non solo dal punto di vista business, ma anche culturale. Non è certo un caso che il nostro gruppo, nella fase più dura della pandemia, abbia dimostrato in tutti i modi possibili la propria vicinanza al settore ristorativo, con iniziative dedicate alla promozione di questa grande risorsa della socio-economia nazionale".
Sulle modalità e le scelte di consumo al tavolo del ristorante emergono informazioni interessanti. Pur sempre nell’ottica di un calo generale, dovuto soprattutto alle restrizioni, a reggere meglio sono stati i vini consumati al calice, dato incoraggiante anche per quello che concerne un approccio sempre più moderato e in qualche modo ’colto’ nell’approccio alla degustazione dei vini.
Le occasioni migliori sono quelle “speciali” (feste e compleanni) mentre hanno sofferto maggiormente quelle “formali” (pranzi e cene di lavoro). In linea generale la contrazione dei consumi outdoor rilevata nelle interviste dell’ottobre del 2020 è superiore a quella certificata nel settembre del 2021 (-27% la differenza tra chi evidenzia un aumento della spesa per vino fuori casa rispetto a chi dichiara una diminuzione nel 2020 contro un più incoraggiante -19% nel 2021, frutto di un rallentamento nelle restrizioni ma anche di una maggiore attenzione nella qualità dei vini ordinati).
“Dopo due anni di convivenza con il coronavirus – ha sottolineato Denis Pantini, responsabile Nomisma Wine Monitor – la nostra ricerca evidenzia prospettive di crescita per l’anno in corso, trainate da un maggior desiderio degli Italiani di cenare al ristorante. Il tutto contraddistinto da una sempre maggiore attenzione nei confronti di vini di alta qualità e di fascia premium che trovano nel canale della ristorazione il loro habitat naturale”.
Il sentiment che emerge dallo studio, soprattutto relativamente alle interviste del settembre 2021, lascia quindi intravedere un futuro a tinte decisamente più rosee, con un 35% dei consumatori che prevede una crescita della spesa per vino outdoor per questo 2022. Ma quali saranno i driver di scelta? Il consumo al ristorante privilegerà in primis vini a denominazione e brand noti, con una maggiore attenzione alla provenienza locale o da vitigni autoctoni e con una contestuale ricerca di etichette che soddisfino la richiesta di sostenibilità (il 64% degli intervistati dichiara massima attenzione per ambiente e salute).
"Tutti elementi che connotano il profilo imprenditoriale delle famiglie del vino che fanno parte dell’Istituto Grandi Marchi – ha concluso Mastroberardino – e che confermano la bontà della strada intrapresa sin dal momento della fondazione del gruppo. Anche le ricerche da noi commissionate a Nomisma Wine Monitor vanno nella direzione di una strategia volta a migliorare, ogni giorno di più, la qualità della nostra proposta, sia con riferimento alle singole aziende, sia come progetto corale di promozione del vino italiano nel mondo".

venerdì 26 novembre 2021

Caso Prosecco, i tre Consorzi a difesa del marchio italiano

Il classico calice di Prosecco (foto Mg Logos)
Prosegue la strenua difesa del marchio italiano, in questo caso del Prosecco. E' stata infatti depositata presso la Commissione UE l'opposizione alla richiesta croata di riconoscimento della menzione tradizionale. Dai presidenti dei tre Consorzi che costituiscono Sistema Prosecco arriva un messaggio preciso: "Non è una questione economica, si tratta di salvaguardare i principi che sono alla base del sistema delle Indicazioni Geografiche. A essere sotto attacco non è solo il nostro prodotto, ma l'intero mondo delle Denominazioni di Origine". Una dichiarazione unica, che in questo modo fornisce una chiara risposta a quanti indicano nel vecchio concetto del 'follow the money' il reale motivo di quello che molti hanno ribattezzato 'affaire Prošek'.
Tutto nasce nel dicembre 2013, quando il ministero dell'agricoltura croato ha depositato la domanda di protezione del termine tradizionale 'Prošek' rimasta pendente fino al 2021 quando, il 22 settembre, è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell'UE. Un fatto che ha determinato un enorme scalpore, in quanto la protezione di questo termine rappresenterebbe un serio pericolo per la tutela del Prosecco e di tutto il sistema delle IG europee. Un'opinione condivisa da molti, come attestano le numerosissime espressioni di sostegno pervenute tanto a Sistema Prosecco, quanto ai tre Consorzi che ne fanno parte: Asolo Prosecco DOCG, Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e Prosecco DOC.
Un'autentica levata di scudi che ha visto in prima linea anche le principali istituzioni italiane, in primis il Mipaaf, e che ha avuto una vasta eco in tutto il mondo, con decise prese di posizione, a favore del Prosecco, da parte di importanti associazioni, Consorzi e gruppi da tutti i continenti.
Ora la palla passa alla Commissione UE anche se va sottolineato un fatto importante: il seguito dell'iter procedurale non è normato e quindi non è dato sapere quali saranno le prossime fasi del procedimento.
"Penso che mai, come in questo momento, la Commissione Europea abbia l'opportunità di dimostrare in modo tangibile il valore che attribuisce alle IG europee e ai presupposti costitutivi su cui si basano. – sottolinea Stefano Zanette, presidente di Sistema Prosecco e del Consorzio di Tutela Prosecco DOC - Non si può ritenere infatti che l'importanza delle Indicazioni Geografiche possa quantificarsi sul numero di riconoscimenti che vengono concessi invece che sulla loro sostanziale capacità di tutelare le legittime aspettative dei produttori e dei consumatori, che non possono essere sacrificate sulla base di pretese fondate sulla 'storicizzazione' di fenomeni evocativi ante litteram".
La documentazione presentata evidenzia anche l'imprescindibile connessione tra un prodotto e il suo territorio.
"Siamo soddisfatti perché ancora una volta attraverso il 'fare squadra' assieme agli altri Consorzi di Sistema Prosecco, sono state messe in atto le misure di contrasto necessarie al fine di proteggere il nostro nome e non creare pericolosi precedenti. – dichiara Elvira Bortolomiol, presidente del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG - L'impegno e la fatica dei viticoltori del Conegliano Valdobbiadene non possono essere minacciati, e nemmeno un prodotto simbolo del made in Italy. E' stato un lavoro importante che non si arresterà qui, ma che ci ha permesso ancora una volta di evidenziare le unicità di questo prodotto e delle sue colline, oggi riconosciute patrimonio Unesco, e che saranno le tracce per disegnare il nostro futuro".
Ne è stato tralasciato un aspetto fondamentale come quello che concerne i rischi per i consumatori che una decisione favorevole alla richiesta croata comporterebbe.
“Credo che al di là di tutte le considerazioni giuridiche emerse nelle scorse settimane – ribadisce Ugo Zamperoni, presidente del Consorzio di Tutela Asolo Prosecco DOCG - valga il dato concreto emerso da una ricerca di mercato, commissionata proprio da Sistema Prosecco, che ha avuto come focus ben sei Paesi. E che dimostra come per la maggioranza dei consumatori, sia croati che degli altri cinque Paesi europei scelti all’interno dell'Unione, un vino etichettato con il termine 'Prošek' non sia diverso da un Prosecco! In estrema sintesi, il simbolo di come certe operazioni possano generare una totale confusione e avviare un pericolosissimo effetto domino". (fonte: Mg Logos)

I tre presidenti dei tre Consorzi del Prosecco (foto Mg Logos)

mercoledì 13 ottobre 2021

Francesco Delle Grottaglie presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria

Roberto Erario, Novella Pastorelli e Francesco Delle Grottaglie
E' Francesco Delle Grottaglie, presidente della cantina sociale Cantolio, il nuovo presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria.
Originario di Erchie, in provincia di Brindisi, 57 anni, la sua nomina è avvenuta da parte del nuovo Consiglio di Amministrazione che ha affidato, all'unanimità, al presidente della nota azienda manduriana il prestigioso compito di condurre il consorzio attraverso le sfide di un mercato, come quello del vino, sempre più sempre più proiettato in una dimensione di concorrenza globale.
"Il mio obiettivo - afferma il neo presidente - è quello di dare più identità al Primitivo di Manduria sia a livello nazionale che internazionale. Un grosso in bocca al lupo alla mia squadra - ha concluso Delle Grottaglie - e un augurio speciale alle 'quote rosa' appena nominate, Novella Pastorelli e Dalida Gianfreda".